Rifugi Alpini

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Rifugio Enrico Castiglioni
Tipologia:
Descrizione:

Dal parcheggio, termine della strada che sale da Goglio. Da Goglio a 1133 m, dalla vecchia e storica mulattiera, ore di percorrenza 1,30. Posto sul lato settentrionale della piana del Devero in località Cantone in una delle località più belle delle Alpi. È il punto ideale per la partenza di escursioni e traversate stupende, per la pratica dello sci sugli impianti del Monte Cazzola, per lo scialpinismo e per lo sci di fondo.

M. Cervandone 3211 m – disl. 1631 m.
Punta d’Arbola 3235 m – disl. 1605 m.

Descrizione lunga:

Dal parcheggio, termine della strada che sale da Goglio. Da Goglio a 1133 m, dalla vecchia e storica mulattiera, ore di percorrenza 1,30. Posto sul lato settentrionale della piana del Devero in località Cantone in una delle località più belle delle Alpi. È il punto ideale per la partenza di escursioni e traversate stupende, per la pratica dello sci sugli impianti del Monte Cazzola, per lo scialpinismo e per lo sci di fondo.

M. Cervandone 3211 m – disl. 1631 m.
Punta d’Arbola 3235 m – disl. 1605 m.

Rifugio Fantoli
Tipologia:
Descrizione:

Dal parcheggio dell’Alpe Ompio a 937 m, imboccare un bellissimo tratto di mulattiera acciottolata tra due bei muretti che in breve conduce al rifugio, mezz’ora di percorrenza.Il panorama spazia dal Lago Maggiore a quello di Mergozzo, dalla Bassa Ossola al Cusio, sino ad inoltrarsi nella selvaggia bellezza della Val Grande, che non fi nisce di riservare sorprese per chi cerca un intenso momento di relax nel verde.

M. Faiè 1352 m: imboccare il sentiero natura “L’uomo e l’albero” con tabelle didattiche predisposte dall’Ente Parco della Val Grande. La traccia ben marcata sale a tratti ripidissima e con ampie vedute tutto intorno. Se il cielo è terso si gode una vista incomparabile sui laghi Maggiore, Orta e Mergozzo, sul Mottarone, sul Monte Rosa e sulle cime della Valgrande ed anche una occasione per entrare in punta di piedi nella Val Grande, l’area wilderness più ampia d’Italia, ore 1.

Descrizione lunga:

Dal parcheggio dell’Alpe Ompio a 937 m, imboccare un bellissimo tratto di mulattiera acciottolata tra due bei muretti che in breve conduce al rifugio, mezz’ora di percorrenza.Il panorama spazia dal Lago Maggiore a quello di Mergozzo, dalla Bassa Ossola al Cusio, sino ad inoltrarsi nella selvaggia bellezza della Val Grande, che non fi nisce di riservare sorprese per chi cerca un intenso momento di relax nel verde.

M. Faiè 1352 m: imboccare il sentiero natura “L’uomo e l’albero” con tabelle didattiche predisposte dall’Ente Parco della Val Grande. La traccia ben marcata sale a tratti ripidissima e con ampie vedute tutto intorno. Se il cielo è terso si gode una vista incomparabile sui laghi Maggiore, Orta e Mergozzo, sul Mottarone, sul Monte Rosa e sulle cime della Valgrande ed anche una occasione per entrare in punta di piedi nella Val Grande, l’area wilderness più ampia d’Italia, ore 1.

Rifugio Federici Marchesini
Tipologia:
Descrizione:

Da S. Giacomo di Entracque su rotabile (chiusa al traffi co), mulattiera, terreno morenico, ore 4,45.

Cima di Pagari.
Cima Maledia.
Monte Clapier.
Monte Gelas.

Descrizione lunga:

Da S. Giacomo di Entracque su rotabile (chiusa al traffi co), mulattiera, terreno morenico, ore 4,45.

Cima di Pagari.
Cima Maledia.
Monte Clapier.
Monte Gelas.

Rifugio Franco Remondino
Tipologia:
Descrizione:

Dal Gias delle Mosche si prosegue sulla strada sterrata fi no ad un ripiano cosparso di grossi massi da cui si raggiunge il margine del vasto Piano della Casa a 1740 m. Da qui si imbocca una mulattiera che si dirige in piano verso la testata della valle e, giunta nei pressi del Rio Ghiliè, inizia ad inerpicarsi sulla sinistra nel ripido Vallone dell’Assedras. In alto, appare già la sagoma del Rifugio Remondino. Superato il rio del vallone su un ponticello, si trascura il bivio a destra per il Colle del Mercantour e, superato nuovamente il torrente su un altro ponte, si continua a salire tra cespugli e pietraie ai piedi della Punta della Madre di Dio a 2800 m. Arrivati ai piedi del cocuzzolo roccioso su cui è sito il rifugio, lo si raggiunge con un’ultima serie di tornanti.

Alla Cima di Brocan 3054 m via normale, ore 2.
Alla Cima di Nasta 3108 m via normale, ore 2,15.
Alla Cima Paganini 3051 m via normale, ore 2.
Alla Cima S dell’Argentera 3297 m via normale, ore 2,30.

Descrizione lunga:

Dal Gias delle Mosche si prosegue sulla strada sterrata fi no ad un ripiano cosparso di grossi massi da cui si raggiunge il margine del vasto Piano della Casa a 1740 m. Da qui si imbocca una mulattiera che si dirige in piano verso la testata della valle e, giunta nei pressi del Rio Ghiliè, inizia ad inerpicarsi sulla sinistra nel ripido Vallone dell’Assedras. In alto, appare già la sagoma del Rifugio Remondino. Superato il rio del vallone su un ponticello, si trascura il bivio a destra per il Colle del Mercantour e, superato nuovamente il torrente su un altro ponte, si continua a salire tra cespugli e pietraie ai piedi della Punta della Madre di Dio a 2800 m. Arrivati ai piedi del cocuzzolo roccioso su cui è sito il rifugio, lo si raggiunge con un’ultima serie di tornanti.

Alla Cima di Brocan 3054 m via normale, ore 2.
Alla Cima di Nasta 3108 m via normale, ore 2,15.
Alla Cima Paganini 3051 m via normale, ore 2.
Alla Cima S dell’Argentera 3297 m via normale, ore 2,30.

Rifugio Gardetta
Tipologia:
Descrizione:

Il rifugio è circondato da pascoli e dolci declivi, in cui vivono numerose marmotte.

Descrizione lunga:

Il rifugio è circondato da pascoli e dolci declivi, in cui vivono numerose marmotte.

Rifugio Garelli
Tipologia:
Descrizione:

Da Chiusa Pesio, si risale il fondovalle della Val Pesio direzione Certosa di Pesio, oltrepassata la quale si raggiunge il posto auto del Pian delle Gorre, a 1044 m. Imboccata la carrareccia H1, partendo dal Pian delle Gorre e percorrendo il Vallone del Marguareis, si raggiunge il rifugio in ore 2,30 circa.

 

Il sentiero H1 scende dal rifugio al suggestivo laghetto del Marguareis, a 1928 m, per poi poco prima del Gias Soprano di Sestrera, a 1592 m, immettersi sulla sinistra nel sentiero H7. Raggiunto il Passo del Duca, a 1989 m, si apre la stupenda Conca delle Carsene.
Il sentiero H8 si stacca dal rifugio verso levante, innalzandosi nel valloncello racchiuso a destra dalle paretine dei Rastelli del Marguareis e raggiunge la stretta insellatura di Porta Sestrera, a 2225 m. Il valico si apre sullo spartiacque Pesio- Ellero e dà accesso alla Conca del Biecai, nella quale scende il sentiero G6.

 

Descrizione lunga:

Da Chiusa Pesio, si risale il fondovalle della Val Pesio direzione Certosa di Pesio, oltrepassata la quale si raggiunge il posto auto del Pian delle Gorre, a 1044 m. Imboccata la carrareccia H1, partendo dal Pian delle Gorre e percorrendo il Vallone del Marguareis, si raggiunge il rifugio in ore 2,30 circa.

 

Il sentiero H1 scende dal rifugio al suggestivo laghetto del Marguareis, a 1928 m, per poi poco prima del Gias Soprano di Sestrera, a 1592 m, immettersi sulla sinistra nel sentiero H7. Raggiunto il Passo del Duca, a 1989 m, si apre la stupenda Conca delle Carsene.
Il sentiero H8 si stacca dal rifugio verso levante, innalzandosi nel valloncello racchiuso a destra dalle paretine dei Rastelli del Marguareis e raggiunge la stretta insellatura di Porta Sestrera, a 2225 m. Il valico si apre sullo spartiacque Pesio- Ellero e dà accesso alla Conca del Biecai, nella quale scende il sentiero G6.

 

Rifugio Gastaldi
Tipologia:
Descrizione:

Posto in posizione panoramica sulla splendida conca naturale che deve il suo nome a un’antica cava di calce, è circondato da alcune fra le più belle vette delle Valli di Lanzo, quali la Ciamarella, l’Albaron di Savoia, la Punta Maria, la Cima d’Arnas e l’imponente Bessanese. Nei pressi si trova la costruzione del “vecchio Gastaldi” che è diventato sede distaccata del Museo della Montagna di Torino e ospita rare immagini e reperti d’epoca che documentano la storia alpinistica delle valli di Lanzo e del Rifugio Gastaldi stesso.

Descrizione lunga:

Posto in posizione panoramica sulla splendida conca naturale che deve il suo nome a un’antica cava di calce, è circondato da alcune fra le più belle vette delle Valli di Lanzo, quali la Ciamarella, l’Albaron di Savoia, la Punta Maria, la Cima d’Arnas e l’imponente Bessanese. Nei pressi si trova la costruzione del “vecchio Gastaldi” che è diventato sede distaccata del Museo della Montagna di Torino e ospita rare immagini e reperti d’epoca che documentano la storia alpinistica delle valli di Lanzo e del Rifugio Gastaldi stesso.

Rifugio Gattascosa
Tipologia:
Descrizione:

Lasciato l’automezzo proseguire in direzione del ristoro Alpini di Bognanco quindi, seguendo le frecce gialle, salire percorrendo un sentiero ombreggiato che si inerpica in mezzo a boschi di conifere con piacevoli scorci panoramici sull’abitato di Bognanco e sull’opposto versante della valle, dominato da selvaggi dirupi. Dopo circa 1 ora di cammino ed aver superato con facilità un piccolo guado, si giunge all’Alpe Oriaccia. Il sentiero prosegue verso la località Alpe Vallaro ed in meno di un’altra ora di cammino si esce dal bosco. Deviare a destra e seguire l’indicazione del cartello e in breve si raggiunge la meta, ore di percorrenza 2,30.

Cima del Rosso 2609 m, ore 3,30.
Cima d’Azoglio 2610 m, ore 1,15.
Cima Verosso 2443 m, ore 2.
Lago di Oriaccia 2128 m, ore 1.
Passo di Pontimia 2378 m, depressione tra la cima del Rosso ed il Pizzo Straciugo che mette in comunicazione la Val Bognanco con la Zwischberental (Vallese), ore 3,30.
Pizzo Straciugo 2712 m, ore 2,30.

Descrizione lunga:

Lasciato l’automezzo proseguire in direzione del ristoro Alpini di Bognanco quindi, seguendo le frecce gialle, salire percorrendo un sentiero ombreggiato che si inerpica in mezzo a boschi di conifere con piacevoli scorci panoramici sull’abitato di Bognanco e sull’opposto versante della valle, dominato da selvaggi dirupi. Dopo circa 1 ora di cammino ed aver superato con facilità un piccolo guado, si giunge all’Alpe Oriaccia. Il sentiero prosegue verso la località Alpe Vallaro ed in meno di un’altra ora di cammino si esce dal bosco. Deviare a destra e seguire l’indicazione del cartello e in breve si raggiunge la meta, ore di percorrenza 2,30.

Cima del Rosso 2609 m, ore 3,30.
Cima d’Azoglio 2610 m, ore 1,15.
Cima Verosso 2443 m, ore 2.
Lago di Oriaccia 2128 m, ore 1.
Passo di Pontimia 2378 m, depressione tra la cima del Rosso ed il Pizzo Straciugo che mette in comunicazione la Val Bognanco con la Zwischberental (Vallese), ore 3,30.
Pizzo Straciugo 2712 m, ore 2,30.

Rifugio Genova-Figari
Tipologia:
Descrizione:

Dal lago della Rovina, 1535 m, si prende il sentiero che sale abbastanza velocemente fi no a raggiungere la vecchia strada dell’ENEL, 1850 m circa. Si segue la strada per una decina di minuti fi no a trovare sulla sinistra il bivio che porta al coronamento della diga e poi costeggia il lago fi no al rifugio. Il rifugio sorge tra i due laghi del Chiotas e del Brocan. Punto di transito per numerose traversate è particolarmente indicato per il soggiorno di gruppi e famiglie.

Lago Brocan e lago Chiotas, ottimo giro lungo il perimetro dei due laghi; fi oritura di rododendri. Altra gita un po’ più lunga cima del Baus.

Descrizione lunga:

Dal lago della Rovina, 1535 m, si prende il sentiero che sale abbastanza velocemente fi no a raggiungere la vecchia strada dell’ENEL, 1850 m circa. Si segue la strada per una decina di minuti fi no a trovare sulla sinistra il bivio che porta al coronamento della diga e poi costeggia il lago fi no al rifugio. Il rifugio sorge tra i due laghi del Chiotas e del Brocan. Punto di transito per numerose traversate è particolarmente indicato per il soggiorno di gruppi e famiglie.

Lago Brocan e lago Chiotas, ottimo giro lungo il perimetro dei due laghi; fi oritura di rododendri. Altra gita un po’ più lunga cima del Baus.

Rifugio Grande Halte
Tipologia:
Descrizione:

Dietro agli impianti della funivia, fra le case, si stacca il sentiero n. 5 che conduce al rifugio, ore di percorrenza: 1,30. Dalla frazione Piane in 1 ora. Da Alagna, con la funivia di Punta Indren, poi sentiero, in 20 minuti. Il rifugio è situato nella solatia conca dell’alpe Seiwji, lambito dal torrente Olen, punto ideale di appoggio per escursioni nel cuore dell’alta Valsesia e per allenamenti mirati di trail skyrunning. L’edificio è storico e risale al 1911 come prima costruzione.

Corno del Camoscio a 3024 m.
Corno di Stofful a 2385 m.
Rifugio Crespi Calderini a 1829 m per la Bocchetta delle Pisse.

Descrizione lunga:

Dietro agli impianti della funivia, fra le case, si stacca il sentiero n. 5 che conduce al rifugio, ore di percorrenza: 1,30. Dalla frazione Piane in 1 ora. Da Alagna, con la funivia di Punta Indren, poi sentiero, in 20 minuti. Il rifugio è situato nella solatia conca dell’alpe Seiwji, lambito dal torrente Olen, punto ideale di appoggio per escursioni nel cuore dell’alta Valsesia e per allenamenti mirati di trail skyrunning. L’edificio è storico e risale al 1911 come prima costruzione.

Corno del Camoscio a 3024 m.
Corno di Stofful a 2385 m.
Rifugio Crespi Calderini a 1829 m per la Bocchetta delle Pisse.

Rifugio Granero
Tipologia:
Descrizione:

Sorge su un rilievo roccioso che domina il bel Lago Lungo, alla testata della Val Pellice, in prossimità delle sorgenti del fiume Pellice. Splendido colpo d’occhio sulle cime del Monte Granero, del Monte Manzol e sulla sottostante conca del Prà. Un masso in splendida posizione nei pressi del lago Lungo funge da ottima palestra di arrampicata.

Descrizione lunga:

Sorge su un rilievo roccioso che domina il bel Lago Lungo, alla testata della Val Pellice, in prossimità delle sorgenti del fiume Pellice. Splendido colpo d’occhio sulle cime del Monte Granero, del Monte Manzol e sulla sottostante conca del Prà. Un masso in splendida posizione nei pressi del lago Lungo funge da ottima palestra di arrampicata.

Rifugio Guglielmo Jervis
Tipologia:
Descrizione:

Inaugurato il 21 luglio 1946, è situato al centro della stupenda conca del pian del Nel, ed è la base per effettuare escursioni e traversate nel gruppo delle Levanne, oltre ad essere una classica e facile meta delle gite estive da Ceresole Reale.

Descrizione lunga:

Inaugurato il 21 luglio 1946, è situato al centro della stupenda conca del pian del Nel, ed è la base per effettuare escursioni e traversate nel gruppo delle Levanne, oltre ad essere una classica e facile meta delle gite estive da Ceresole Reale.

Rifugio Guido Muzio
Tipologia:
Descrizione:

Sorge in uno splendido anfiteatro naturale nel Parco Nazionale Gran Paradiso, versante piemontese. Di fronte al rifugio, oltre il torrente Orco, estesi boschi di larici sui quali svetta la catena delle Levanne.

Descrizione lunga:

Sorge in uno splendido anfiteatro naturale nel Parco Nazionale Gran Paradiso, versante piemontese. Di fronte al rifugio, oltre il torrente Orco, estesi boschi di larici sui quali svetta la catena delle Levanne.

Rifugio Guido Rey
Tipologia:
Descrizione:

L’elemento più interessante del paesaggio è senza dubbio il gruppo Clotesse-Grand Hoche-Punta Charrà, che s’innalza a sud del rifugio mostrando un dolomitico versante settentrionale, spesso innevato anche a primavera inoltrata. Si cammina quasi essenzialmente in un bosco di larici e abeti, con la presenza di qualche pino silvestre.

Descrizione lunga:

L’elemento più interessante del paesaggio è senza dubbio il gruppo Clotesse-Grand Hoche-Punta Charrà, che s’innalza a sud del rifugio mostrando un dolomitico versante settentrionale, spesso innevato anche a primavera inoltrata. Si cammina quasi essenzialmente in un bosco di larici e abeti, con la presenza di qualche pino silvestre.

Rifugio Havis de Giorgio
Tipologia:
Descrizione:

Da Mondovì in direzione Villanova, Roccaforte Mondovì, poi a sinistra per la Valle Ellero fi no a Rastello, si prosegue sempre su strada asfaltata fi no alla località detta “Ponte Murato”, 1224 m, si continua poi su strada sterrata fi no al “Pian Marchisio”, posto auto; quindi su comoda carrareccia fi no al rifugio 0,45 minuti circa.

Dal rifugio, una comoda carrareccia scende e si immette in quella che sale dolcemente dalla sottostante conca pascolativi G3. Lasciato sulla sinistra il Gias Pra Canton, a 1764 m, sale uno sbarramento roccioso e si affaccia su di un panoramico ripiano tra il Monte Mongioie e la Cima delle Saline. Il sentiero sale fino ad un ultimo costone erboso con sorgente, per poi costeggiare curiose conformazioni rocciose e raggiungere la larga insellatura del Passo delle Saline, a 2170 m. Dal Passo, sulla destra per tracce di sentiero, possibile salita alla Cima delle Saline, a 2613 m.
Il sentiero G5 sale a monte del rifugio e si inoltra nella valletta del Rio Chiappa. Elevandosi a tornanti e superata la balza che delimita la valletta, il sentiero raggiunge il Lago Biecai, a 1967 m, per poi elevarsi ancora fi no a 1980 m dove, un bivio con il G6 che conduce a Porta Sestrera, viene lasciato sulla destra per continuare al centro del vallone fi no al Gias del Biecai, a 2100 m. Toccato il Lago Rataira, a 2171 m, il sentiero sale a tornanti, lasciando a destra l’intaglio della Porta del Marguareis e con un lungo traverso raggiunge il Colle del Pas, a 2342 m.

Descrizione lunga:

Da Mondovì in direzione Villanova, Roccaforte Mondovì, poi a sinistra per la Valle Ellero fi no a Rastello, si prosegue sempre su strada asfaltata fi no alla località detta “Ponte Murato”, 1224 m, si continua poi su strada sterrata fi no al “Pian Marchisio”, posto auto; quindi su comoda carrareccia fi no al rifugio 0,45 minuti circa.

Dal rifugio, una comoda carrareccia scende e si immette in quella che sale dolcemente dalla sottostante conca pascolativi G3. Lasciato sulla sinistra il Gias Pra Canton, a 1764 m, sale uno sbarramento roccioso e si affaccia su di un panoramico ripiano tra il Monte Mongioie e la Cima delle Saline. Il sentiero sale fino ad un ultimo costone erboso con sorgente, per poi costeggiare curiose conformazioni rocciose e raggiungere la larga insellatura del Passo delle Saline, a 2170 m. Dal Passo, sulla destra per tracce di sentiero, possibile salita alla Cima delle Saline, a 2613 m.
Il sentiero G5 sale a monte del rifugio e si inoltra nella valletta del Rio Chiappa. Elevandosi a tornanti e superata la balza che delimita la valletta, il sentiero raggiunge il Lago Biecai, a 1967 m, per poi elevarsi ancora fi no a 1980 m dove, un bivio con il G6 che conduce a Porta Sestrera, viene lasciato sulla destra per continuare al centro del vallone fi no al Gias del Biecai, a 2100 m. Toccato il Lago Rataira, a 2171 m, il sentiero sale a tornanti, lasciando a destra l’intaglio della Porta del Marguareis e con un lungo traverso raggiunge il Colle del Pas, a 2342 m.

Rifugio Laus
Tipologia:
Descrizione:

Risalita la Valle Stura, sulla S.S. 21, poco oltre Vinadio, nell’abitato di Pianche si svolta a sinistra per immettersi nel Vallone dei Bagni di Vinadio. Oltrepassato lo stabilimento termale, si segue la direzione di Strapeis, Calmieri, S. Bernolfo. Dal posto auto, nel tornante che precede la borgata, verso sinistra parte una carrareccia, che scende ad attraversare il rio con un ponticello in pietra, e si inoltra nella pineta. Diversi tornanti in salita portano al termine del bosco, passando vicino ad un rudere, ex ricovero militare, e perviene al rifugio.

Dal rifugio, la carrareccia raggiunge la sponda occidentale del lago di S. Bernolfo, a 1913 m. A monte del lago, un’ampia mulattiera prosegue in direzione del Passo di Collalunga P22, mentre sulla sinistra si stacca il sentiero che sale inoltrandosi nel Vallone della Guercia. Il sentiero P21 si allunga verso sud, salendo sulla destra orografi ca, fi no a raggiungere alla testata del Vallone un ricovero militare dal quale un ripido tratto terminale tocca lo spartiacque Stura-Tinèe, sul Colle della Guercia, a 2457 m.
Dal rifugio, la carrareccia raggiunge la sponda occidentale del Lago di S. Bernolfo, a 1913 m. A monte del lago, un’ampia mulattiera prosegue in direzione del Passo di Collalunga P22. Dopo il Lago di Mezzo, a 2282 m, la mulattiera raggiunge un ricovero militare, a 2423 m ed una struttura in cemento raffi gurante una prora di nave. Poco oltre il sentiero entra nell’ampia conca sede dei Laghi di Collalunga. Sulla destra si stacca il sentiero P63 che permette il ritorno al rifugio ad anello passando dal Colle e dal Lago di Secia. Il P22 contorna il Lago di Collalunga, a 2429 m, e, con ampio risvolto, perviene al Passo di Collalunga, a 2533 m.

Descrizione lunga:

Risalita la Valle Stura, sulla S.S. 21, poco oltre Vinadio, nell’abitato di Pianche si svolta a sinistra per immettersi nel Vallone dei Bagni di Vinadio. Oltrepassato lo stabilimento termale, si segue la direzione di Strapeis, Calmieri, S. Bernolfo. Dal posto auto, nel tornante che precede la borgata, verso sinistra parte una carrareccia, che scende ad attraversare il rio con un ponticello in pietra, e si inoltra nella pineta. Diversi tornanti in salita portano al termine del bosco, passando vicino ad un rudere, ex ricovero militare, e perviene al rifugio.

Dal rifugio, la carrareccia raggiunge la sponda occidentale del lago di S. Bernolfo, a 1913 m. A monte del lago, un’ampia mulattiera prosegue in direzione del Passo di Collalunga P22, mentre sulla sinistra si stacca il sentiero che sale inoltrandosi nel Vallone della Guercia. Il sentiero P21 si allunga verso sud, salendo sulla destra orografi ca, fi no a raggiungere alla testata del Vallone un ricovero militare dal quale un ripido tratto terminale tocca lo spartiacque Stura-Tinèe, sul Colle della Guercia, a 2457 m.
Dal rifugio, la carrareccia raggiunge la sponda occidentale del Lago di S. Bernolfo, a 1913 m. A monte del lago, un’ampia mulattiera prosegue in direzione del Passo di Collalunga P22. Dopo il Lago di Mezzo, a 2282 m, la mulattiera raggiunge un ricovero militare, a 2423 m ed una struttura in cemento raffi gurante una prora di nave. Poco oltre il sentiero entra nell’ampia conca sede dei Laghi di Collalunga. Sulla destra si stacca il sentiero P63 che permette il ritorno al rifugio ad anello passando dal Colle e dal Lago di Secia. Il P22 contorna il Lago di Collalunga, a 2429 m, e, con ampio risvolto, perviene al Passo di Collalunga, a 2533 m.

Rifugio Levi Molinari
Tipologia:
Descrizione:

È situato al limitare di un lariceto, all’interno di una riserva a protezione integrale; un posto ottimale per la scoperta della straordinaria varietà faunistica tipica delle nostre Alpi (stambecchi, caprioli, cervi, camosci, lupi, marmotte, aquile…) e nei suoi dintorni vi è la possibilità di effettuare escursioni per tutti i livelli.

Descrizione lunga:

È situato al limitare di un lariceto, all’interno di una riserva a protezione integrale; un posto ottimale per la scoperta della straordinaria varietà faunistica tipica delle nostre Alpi (stambecchi, caprioli, cervi, camosci, lupi, marmotte, aquile…) e nei suoi dintorni vi è la possibilità di effettuare escursioni per tutti i livelli.

Rifugio Luigi Cibrario
Tipologia:
Descrizione:

Il Rifugio Cibrario è situato in una piacevole conca a 2600 metri di altezza; il ripiano è solcato dagli innumerevoli rigagnoli del Rio Peraciaval che consentono il proliferare di una flora variopinta. La quiete delle morene glaciali circostanti, ha favorito negli ultimi anni lo stabilirsi in zona di un folto branco di stambecchi che quasi quotidianamente scende a pascolare nei pressi del Rifugio.

Descrizione lunga:

Il Rifugio Cibrario è situato in una piacevole conca a 2600 metri di altezza; il ripiano è solcato dagli innumerevoli rigagnoli del Rio Peraciaval che consentono il proliferare di una flora variopinta. La quiete delle morene glaciali circostanti, ha favorito negli ultimi anni lo stabilirsi in zona di un folto branco di stambecchi che quasi quotidianamente scende a pascolare nei pressi del Rifugio.

Rifugio Luigi Vaccarone
Tipologia:
Descrizione:

Il Rifugio Luigi Vaccarone è situato nei pressi del lago dell’Agnello nel comune di Giaglione (TO), in Val di Susa, a 2.747 m.
Il Rifugio, costruito nel maggio del 1900 dal Cai di Torino e successivamente ceduto al cai di Chiomonte, è dedicato all’Avv. Luigi Vaccarone. Luigi Vaccarone – di nobile famiglia piemontese – nel 1863 fu tra i 200 fondatori del Club Alpino Italiano.

Descrizione lunga:

Il Rifugio Luigi Vaccarone è situato nei pressi del lago dell’Agnello nel comune di Giaglione (TO), in Val di Susa, a 2.747 m.
Il Rifugio, costruito nel maggio del 1900 dal Cai di Torino e successivamente ceduto al cai di Chiomonte, è dedicato all’Avv. Luigi Vaccarone. Luigi Vaccarone – di nobile famiglia piemontese – nel 1863 fu tra i 200 fondatori del Club Alpino Italiano.

Rifugio Malinvern
Tipologia:
Descrizione:

Risalita la Valle Stura, sulla S.S. 21, poco oltre Vinadio, si segue la strada asfaltata che risale il vallone di S.Anna ed al termine dei tornanti sopra Pratolungo, si svolta a sinistra nel Vallone di Riofreddo. Superata la diga si prosegue per circa 2 km. La strada diventa sterrata, c’è un divieto di accesso, si lascia l’auto sul piazzale e si prosegue a piedi per una ampia carrareccia, arrivando in un’ora circa al rifugio.

Il sentiero P14 lascia il rifugio sulla destra e sale verso Sud alla radura del Gias Sagnassa, a 1924 m, e serpeggiando nel lariceto guadagna la verde conca dei Laghi dell’Orgials, a 2150 m e a 2291 m. Il sentiero poi si inerpica decisamente e con un’ultimo strappo perviene al Passo dell’Orgials, a 2600 m. La successiva discesa porta sulla strada che in poche centinaia di metri perviene al Colle della Lombarda, a 2351 m.
Sulla carrareccia che sale al rifugio, alla confl uenza del Vallone d’Aver presso il ponticello a 1640 m, a destra parte il sentiero P15, che sale ripido, e dopo un buon tratto, all’uscita del lariceto, il sentiero piega a destra per raggiungere il Lago Aver Sottano, 2136 m. Oltre il lago, si lascia il P15 sulla sinistra e si procede sulla destra dove con ampi tornanti si perviene alla conca del Lago Aver Soprano, a 2334 m. Prima del lago, sulla destra una evidente traccia di sentiero segnalato P15b, porta ad una selletta, per poi imboccare una discesa erbosa ed un’ampia cengia sulla sinistra porta alla discesa sui Laghi Martel, a 2166 m, e Lago Nero, a 2112 m. Dal Lago Nero, il sentiero P15b scende ripido nel lariceto fi no alla carrareccia che costeggia il Riofreddo.

Descrizione lunga:

Risalita la Valle Stura, sulla S.S. 21, poco oltre Vinadio, si segue la strada asfaltata che risale il vallone di S.Anna ed al termine dei tornanti sopra Pratolungo, si svolta a sinistra nel Vallone di Riofreddo. Superata la diga si prosegue per circa 2 km. La strada diventa sterrata, c’è un divieto di accesso, si lascia l’auto sul piazzale e si prosegue a piedi per una ampia carrareccia, arrivando in un’ora circa al rifugio.

Il sentiero P14 lascia il rifugio sulla destra e sale verso Sud alla radura del Gias Sagnassa, a 1924 m, e serpeggiando nel lariceto guadagna la verde conca dei Laghi dell’Orgials, a 2150 m e a 2291 m. Il sentiero poi si inerpica decisamente e con un’ultimo strappo perviene al Passo dell’Orgials, a 2600 m. La successiva discesa porta sulla strada che in poche centinaia di metri perviene al Colle della Lombarda, a 2351 m.
Sulla carrareccia che sale al rifugio, alla confl uenza del Vallone d’Aver presso il ponticello a 1640 m, a destra parte il sentiero P15, che sale ripido, e dopo un buon tratto, all’uscita del lariceto, il sentiero piega a destra per raggiungere il Lago Aver Sottano, 2136 m. Oltre il lago, si lascia il P15 sulla sinistra e si procede sulla destra dove con ampi tornanti si perviene alla conca del Lago Aver Soprano, a 2334 m. Prima del lago, sulla destra una evidente traccia di sentiero segnalato P15b, porta ad una selletta, per poi imboccare una discesa erbosa ed un’ampia cengia sulla sinistra porta alla discesa sui Laghi Martel, a 2166 m, e Lago Nero, a 2112 m. Dal Lago Nero, il sentiero P15b scende ripido nel lariceto fi no alla carrareccia che costeggia il Riofreddo.