Terme in Piemonte

In Piemonte ci sono stabilimenti termali che hanno una storia lunghissima e che ancora oggi sono luoghi per chi cerca la salute psico – fisica e punta a rimettersi in forma.

“inSTALLArte” Mercatini di Natale a Usseaux
Descrizione:

A Usseaux i Mercatini di Natale godono di un'atmosfera unica, recandosi nelle antiche stalle di borgata del comune. L'angolo di Babbo Natale che riceve le letterine dai piccoli è l'attrazione centrale dell'evento mentre fanno da cornice la mostra fotografica, gli antichi forni di borgata e l'offerta culinaria di vari ristoranti, trattorie e agriturismi del territorio.

Dove: Comune di Usseaux
Quando: dal 8 al 9 dicembre
Orario: dalle 10.00 alle 17:30

Descrizione lunga:

A Usseaux i Mercatini di Natale godono di un'atmosfera unica, recandosi nelle antiche stalle di borgata del comune. L'angolo di Babbo Natale che riceve le letterine dai piccoli è l'attrazione centrale dell'evento mentre fanno da cornice la mostra fotografica, gli antichi forni di borgata e l'offerta culinaria di vari ristoranti, trattorie e agriturismi del territorio.

Dove: Comune di Usseaux
Quando: dal 8 al 9 dicembre
Orario: dalle 10.00 alle 17:30

Abbazia di Novalesa
Descrizione:

L'abbazia dei Santi Pietro e Andrea, ovvero l'abbazia di Novalesa, è un'antica abbazia benedettina fondata nell'VIII secolo. Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell'XI secolo, dedicati uno al titolare Sant'Eldrado e l'altro, fra i primi conosciuti in Occidente, a San Nicola di Bari.

Descrizione lunga:

L'abbazia dei Santi Pietro e Andrea, ovvero l'abbazia di Novalesa, è un'antica abbazia benedettina fondata nell'VIII secolo. Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell'XI secolo, dedicati uno al titolare Sant'Eldrado e l'altro, fra i primi conosciuti in Occidente, a San Nicola di Bari.

Abbazia di Vezzolano
Tipologia:
Descrizione:

Benché la leggenda faccia risalire a Carlo Magno la sua fondazione, il primo documento in cui è menzionata l’Ecclesia di Santa Maria di Vezzolano risale al 1095: si tratta dell’investitura di Teodulo ed Egidio ad officiales, con l’impegno di attenersi ad alcuni precetti condivisi e di vivere secondo la regola canonica, probabilmente quella di sant’Agostino, attestata in seguito in Vezzolano da bolle papali del 1176 e del 1182.

Posta tra le diocesi di Vercelli, Asti, Torino ed Ivrea, vicina ai potenti comuni di Asti e Chieri, la Canonica di Vezzolano testimonia con le sue importanti opere d’arte medioevale un lungo periodo di splendore tra i secoli XII e XIII, seguito da un lento declino, che può essere simbolicamente racchiuso in due date: il 1405, anno in cui la canonica fu concessa in commenda ad abati residenti altrove, e il 1800, quando l’amministrazione napoleonica ne espropriò i beni, trasformando la chiesa in cappella campestre della parrocchia di Albugnano e in granaio il chiostro affrescato. Nel 1937 il complesso fu ceduto allo Stato e in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

La chiesa orientata, cioè con la parte absidale rivolta ad est, aveva in origine una pianta di tipo basilicale, ovvero a tre navate, che venne modificata nel XIII secolo, quando la navatella destra fu trasformata nel lato nord del chiostro. La facciata, a salienti, in cotto con fasce orizzontali in arenaria, presenta una ricca decorazione scultorea di connotazione transalpina concentrata nella parte centrale.

L’interno è in precoci forme gotiche: la navata centrale è suddivisa da un pontile (o jubè), rara struttura architettonica su colonnine, su cui si stende un bassorilievo policromo a due registri sovrapposti raffigurante i Patriarchi e Storie della Vergine, riferibile alla terza decade del Duecento pur se reca la data 1189 ; ai lati della finestra centrale dell’abside  una scultura policroma di derivazione antelamica ( fine XII secolo) rappresenta l’Annunciazione.

Nel chiostro, uno dei meglio conservati del Piemonte, si trovano capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi trecentesco, con la notevole rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti.

Descrizione lunga:

Benché la leggenda faccia risalire a Carlo Magno la sua fondazione, il primo documento in cui è menzionata l’Ecclesia di Santa Maria di Vezzolano risale al 1095: si tratta dell’investitura di Teodulo ed Egidio ad officiales, con l’impegno di attenersi ad alcuni precetti condivisi e di vivere secondo la regola canonica, probabilmente quella di sant’Agostino, attestata in seguito in Vezzolano da bolle papali del 1176 e del 1182.

Posta tra le diocesi di Vercelli, Asti, Torino ed Ivrea, vicina ai potenti comuni di Asti e Chieri, la Canonica di Vezzolano testimonia con le sue importanti opere d’arte medioevale un lungo periodo di splendore tra i secoli XII e XIII, seguito da un lento declino, che può essere simbolicamente racchiuso in due date: il 1405, anno in cui la canonica fu concessa in commenda ad abati residenti altrove, e il 1800, quando l’amministrazione napoleonica ne espropriò i beni, trasformando la chiesa in cappella campestre della parrocchia di Albugnano e in granaio il chiostro affrescato. Nel 1937 il complesso fu ceduto allo Stato e in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

La chiesa orientata, cioè con la parte absidale rivolta ad est, aveva in origine una pianta di tipo basilicale, ovvero a tre navate, che venne modificata nel XIII secolo, quando la navatella destra fu trasformata nel lato nord del chiostro. La facciata, a salienti, in cotto con fasce orizzontali in arenaria, presenta una ricca decorazione scultorea di connotazione transalpina concentrata nella parte centrale.

L’interno è in precoci forme gotiche: la navata centrale è suddivisa da un pontile (o jubè), rara struttura architettonica su colonnine, su cui si stende un bassorilievo policromo a due registri sovrapposti raffigurante i Patriarchi e Storie della Vergine, riferibile alla terza decade del Duecento pur se reca la data 1189 ; ai lati della finestra centrale dell’abside  una scultura policroma di derivazione antelamica ( fine XII secolo) rappresenta l’Annunciazione.

Nel chiostro, uno dei meglio conservati del Piemonte, si trovano capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi trecentesco, con la notevole rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti.

Basilica di Don Bosco
Descrizione:

La basilica di San Giovanni Bosco fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo di nascita del santo. Nella cripta della basilica si trovano reliquie insigni di san Giovanni Bosco - una parte del cervello - e un osso di san Domenico Savio, un osso.

Descrizione lunga:

La basilica di San Giovanni Bosco fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo di nascita del santo. Nella cripta della basilica si trovano reliquie insigni di san Giovanni Bosco - una parte del cervello - e un osso di san Domenico Savio, un osso.

Carlevè ‘d Busca
Tipologia:
Descrizione:

Il “64° Carlevè ‘d Busca 2.0 Gran baldoria a la cà ‘d Micon e Miconetta” partirà venerdì 1 febbraio con la serata di investitura delle maschere e la Gran cena di apertura e proseguirà al sabato e alla domenica. Organizza l’associazione Vivi Busca, in collaborazione con il Comune, assessorato alle Manifestazioni.

"Spirito Guerriero” da Racconigi, “La Regina Del Latte Piemontese” da Scalenghe (Torino), “Disco Inferno” da Centallo, “Giust’ In Tempo” da Roletto (Torino), “No Euro, No Party” da Peveragno, “Falstaff, Tutto Nel Mondo È Burla” da Luserna San Giovanni (Torino), “Tec….No….Logica” da Nichelino (Torino): sono i nomi dei sette carri allegorici che saranno a Busca per il carnevale 2019.

Descrizione lunga:

Il “64° Carlevè ‘d Busca 2.0 Gran baldoria a la cà ‘d Micon e Miconetta” partirà venerdì 1 febbraio con la serata di investitura delle maschere e la Gran cena di apertura e proseguirà al sabato e alla domenica. Organizza l’associazione Vivi Busca, in collaborazione con il Comune, assessorato alle Manifestazioni.

"Spirito Guerriero” da Racconigi, “La Regina Del Latte Piemontese” da Scalenghe (Torino), “Disco Inferno” da Centallo, “Giust’ In Tempo” da Roletto (Torino), “No Euro, No Party” da Peveragno, “Falstaff, Tutto Nel Mondo È Burla” da Luserna San Giovanni (Torino), “Tec….No….Logica” da Nichelino (Torino): sono i nomi dei sette carri allegorici che saranno a Busca per il carnevale 2019.

Centro Faunistico Uomini e Lupi – Entracque
Tipologia:
Descrizione:

Il Centro offre al visitatore l'opportunità di approfondire la conoscenza di un predatore per eccellenza, il lupo, che nei secoli ha sempre rappresentato un concorrente per l'uomo, tanto da essere protagonista di numerosi miti e leggende e, contemporaneamente, oggetto di una caccia spietata che in molte situazioni ha portato alla sua estinzione. Due spazi espositivi, siti in Entracque paese e in località Casermette, sono dedicati rispettivamente al rapporto uomo-lupo e alle caratteristiche comportamentali e relazionali dell'animale, con l'affascinante storia di Ligabue, un giovane maschio seguito grazie ad un radiocollare nei suoi spostamenti dall'Appennino parmense alle Alpi Marittime. Il Centro faunistico in località Casermette ospita, in un recinto di circa otto ettari, alcuni esemplari nati in cattività o vittima di incidenti stradali. Attraverso un tunnel, dentro cui si snoda un percorso di visita che presenta l'animale dal punto di vista naturalistico, si giunge nel mezzo dell'area in cui si trova la torretta di tre piani finalizzata all'avvistamento dei lupi.

Descrizione lunga:

Il Centro offre al visitatore l'opportunità di approfondire la conoscenza di un predatore per eccellenza, il lupo, che nei secoli ha sempre rappresentato un concorrente per l'uomo, tanto da essere protagonista di numerosi miti e leggende e, contemporaneamente, oggetto di una caccia spietata che in molte situazioni ha portato alla sua estinzione. Due spazi espositivi, siti in Entracque paese e in località Casermette, sono dedicati rispettivamente al rapporto uomo-lupo e alle caratteristiche comportamentali e relazionali dell'animale, con l'affascinante storia di Ligabue, un giovane maschio seguito grazie ad un radiocollare nei suoi spostamenti dall'Appennino parmense alle Alpi Marittime. Il Centro faunistico in località Casermette ospita, in un recinto di circa otto ettari, alcuni esemplari nati in cattività o vittima di incidenti stradali. Attraverso un tunnel, dentro cui si snoda un percorso di visita che presenta l'animale dal punto di vista naturalistico, si giunge nel mezzo dell'area in cui si trova la torretta di tre piani finalizzata all'avvistamento dei lupi.

Chiesa della Gran Madre
Descrizione:

La Chiesa della Gran Madre, terminata nel 1831, nacque dall'idea dell'architetto Ferdinando Bonsignore. La sua caratteristica particolare è la sua forma che riprende quella del Pantheon romano, di stile neoclassico-adrianeo.

Descrizione lunga:

La Chiesa della Gran Madre, terminata nel 1831, nacque dall'idea dell'architetto Ferdinando Bonsignore. La sua caratteristica particolare è la sua forma che riprende quella del Pantheon romano, di stile neoclassico-adrianeo.

Chiesa di San Domenico
Descrizione:

La costruzione della Chiesa di San Domenico in centro di Torino iniziò nel 1227 quando i domenicani si insediarono a Torino stabilendosi in prossimità delle mura cittadine. Ha come caratteristica specifica quella di essere l'unica chiesa medievale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri e si può considerare uno dei luoghi di culto più antichi della città. All'interno sono conservati frammenti di affreschi della fine del Trecento.

Descrizione lunga:

La costruzione della Chiesa di San Domenico in centro di Torino iniziò nel 1227 quando i domenicani si insediarono a Torino stabilendosi in prossimità delle mura cittadine. Ha come caratteristica specifica quella di essere l'unica chiesa medievale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri e si può considerare uno dei luoghi di culto più antichi della città. All'interno sono conservati frammenti di affreschi della fine del Trecento.

Descrizione:

Il Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista fu edificato alla fine del XV secolo e costituisce l'unica chiesa in stile rinascimentale della città. Dal 1578 ospita la Sacra Sindone, il telo in cui fu avvolto Gesù Cristo.

Descrizione lunga:

Il Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista fu edificato alla fine del XV secolo e costituisce l'unica chiesa in stile rinascimentale della città. Dal 1578 ospita la Sacra Sindone, il telo in cui fu avvolto Gesù Cristo.

Grotta dei Dossi – Villanova Mondovì
Tipologia:
Descrizione:

La Grotta dei Dossi, scoperta nel 1797 nei pressi di Villanova Mondovì, si sviluppa per oltre un chilometro nel monte Calvario. Nell'Ottocento i visitatori giungevano i carrozza da Mondovì: per 9 lire le visite guidate includevano il pranzo e la sosta al santuario di Santa Lucia. E' sta la prima grotta scoperta in provincia di Cuneo e la prima in Italia illuminata con lampade elettriche. Si articola in un'eccezionale successione di corridoi e sale che mostrano bizzarre formazioni: i sali minerali disciolti nelle acque di superficie che colano nella cavità conferiscono alle concrezioni una particolare policromia. Alcuni ambienti hanno nomi evocativi: 'barca di Caronte, 'bagni di Venere', 'sala degli arazzi', 'sala del buon genio'.

Descrizione lunga:

La Grotta dei Dossi, scoperta nel 1797 nei pressi di Villanova Mondovì, si sviluppa per oltre un chilometro nel monte Calvario. Nell'Ottocento i visitatori giungevano i carrozza da Mondovì: per 9 lire le visite guidate includevano il pranzo e la sosta al santuario di Santa Lucia. E' sta la prima grotta scoperta in provincia di Cuneo e la prima in Italia illuminata con lampade elettriche. Si articola in un'eccezionale successione di corridoi e sale che mostrano bizzarre formazioni: i sali minerali disciolti nelle acque di superficie che colano nella cavità conferiscono alle concrezioni una particolare policromia. Alcuni ambienti hanno nomi evocativi: 'barca di Caronte, 'bagni di Venere', 'sala degli arazzi', 'sala del buon genio'.

Grotta di Bossea – Frabosa Soprana
Tipologia:
Descrizione:

La Grotta di Bossea, estesa per 2 chilometri, con un dislivello di 200 metri, si apre nell'alta Valle Corsaglia ed è il termine di un sistema carsico percorso da un torrente. La grotta è fra le più belle e importanti grotte turistiche italiane per varietà di concrezioni, grandiosità di ambienti, ricchezza d'acqua e laghi sotterranei. Il complesso attivo (cioè la zona in cui sono tuttora operanti i fenomeni carsici: l'acqua asporta 750-800 tonnellate di roccia l'anno) favorisce la conoscenza dell'ecologia sotterranea, studiata da una stazione di ricerca e controllo scientifico del CAI di Cuneo, a cui collabora il Politecnico di Torino. La vastità degli ambienti crea un paesaggio straordinario la cui fauna e flora contano 50 specie. Il percorso di visita consente di vedere un terzo circa della grotta attiva. La vigilia di ferragosto e il giorno di Santo Stefano nella grotta si tengono dei concerti.

Descrizione lunga:

La Grotta di Bossea, estesa per 2 chilometri, con un dislivello di 200 metri, si apre nell'alta Valle Corsaglia ed è il termine di un sistema carsico percorso da un torrente. La grotta è fra le più belle e importanti grotte turistiche italiane per varietà di concrezioni, grandiosità di ambienti, ricchezza d'acqua e laghi sotterranei. Il complesso attivo (cioè la zona in cui sono tuttora operanti i fenomeni carsici: l'acqua asporta 750-800 tonnellate di roccia l'anno) favorisce la conoscenza dell'ecologia sotterranea, studiata da una stazione di ricerca e controllo scientifico del CAI di Cuneo, a cui collabora il Politecnico di Torino. La vastità degli ambienti crea un paesaggio straordinario la cui fauna e flora contano 50 specie. Il percorso di visita consente di vedere un terzo circa della grotta attiva. La vigilia di ferragosto e il giorno di Santo Stefano nella grotta si tengono dei concerti.

Grotte del Caudano – Frabosa Sottana
Tipologia:
Descrizione:

Le grotte del Caudano sono state oggetto di mistero e curiosità fin dalla loro scoperta, avvenuta nel dicembre 1898 durante la costruzione del serbatoio dell'acquedotto della centrale idroelettrica di Fabriosa Sottana. Successivamente fu tracciata una via interna per renderle visitabili e agevoli durante il percorso di visita. Le grotte sono state giudicate, dopo un'approfondita e accurata esplorazione da parte di alcuni esperti in materia, le più estese in Italia e le più ricche di stalattiti e stalagmiti.

Descrizione lunga:

Le grotte del Caudano sono state oggetto di mistero e curiosità fin dalla loro scoperta, avvenuta nel dicembre 1898 durante la costruzione del serbatoio dell'acquedotto della centrale idroelettrica di Fabriosa Sottana. Successivamente fu tracciata una via interna per renderle visitabili e agevoli durante il percorso di visita. Le grotte sono state giudicate, dopo un'approfondita e accurata esplorazione da parte di alcuni esperti in materia, le più estese in Italia e le più ricche di stalattiti e stalagmiti.

Il Villaggio di Babbo Natale ad Acqui Terme
Descrizione:

L'accoglienza dei bimbi da Babbo Natale nel pomeriggio dei weekend è l'evento centrale del Villaggio di Babbo Natale ad Acqui Terme. L'albero illuminato e la pista di pattinaggio su ghiaccio non possono mancare, mentre dalle casette tipiche si diffonde il profumo dei golosi dolciumi natalizi.

Dove: Centro
Quando: dal 6 dicembre al 6 gennaio
Orario: dalle 10:00 in poi

Descrizione lunga:

L'accoglienza dei bimbi da Babbo Natale nel pomeriggio dei weekend è l'evento centrale del Villaggio di Babbo Natale ad Acqui Terme. L'albero illuminato e la pista di pattinaggio su ghiaccio non possono mancare, mentre dalle casette tipiche si diffonde il profumo dei golosi dolciumi natalizi.

Dove: Centro
Quando: dal 6 dicembre al 6 gennaio
Orario: dalle 10:00 in poi

Mercatini di Natale di Domodossola
Descrizione:

Il Mercatino di Natale di Domodossola si svolge nel Borgo della Cultura – Centro Storico con circa
200 bancarelle dal tettuccio rosso con infinite idee regalo. E' un mercatino unico in Piemonte per la presenza di un alto numero di hobbisti, prodotti di artigianato, prodotti enogastronomici d’eccellenza.

Dove: Centro
Quando: il 15 e 16 dicembre
Orario: dalle 09.00 alle 19.00

Descrizione lunga:

Il Mercatino di Natale di Domodossola si svolge nel Borgo della Cultura – Centro Storico con circa
200 bancarelle dal tettuccio rosso con infinite idee regalo. E' un mercatino unico in Piemonte per la presenza di un alto numero di hobbisti, prodotti di artigianato, prodotti enogastronomici d’eccellenza.

Dove: Centro
Quando: il 15 e 16 dicembre
Orario: dalle 09.00 alle 19.00

Mercatini di Natale in Piazza Castello – Torino
Descrizione:

Nel cuore della città un tipico mercatino natalizio che offrirà ai cittadini e turisti una passeggiata tra i migliori prodotti dell'artigianato nazionale e internazionale, accompagnati dalle dolci note di canti natalizi e del profumo di spezie, biscotti, strudel e di altre prelibatezze tipiche di questo periodo dell'anno.

Quest'anno si svolgerà qui il Gran Premio di Natale per tutti i bambini (15, 16 e 23 dicembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00) e le Olimpiadi della Befana (6 gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 16.00).

Dove: Piazza Castello, Torino

Quando: dal 24 novembre al 6 gennaio

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 21.00 sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 10.30 alle ore 23.00

Descrizione lunga:

Nel cuore della città un tipico mercatino natalizio che offrirà ai cittadini e turisti una passeggiata tra i migliori prodotti dell'artigianato nazionale e internazionale, accompagnati dalle dolci note di canti natalizi e del profumo di spezie, biscotti, strudel e di altre prelibatezze tipiche di questo periodo dell'anno.

Quest'anno si svolgerà qui il Gran Premio di Natale per tutti i bambini (15, 16 e 23 dicembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00) e le Olimpiadi della Befana (6 gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 16.00).

Dove: Piazza Castello, Torino

Quando: dal 24 novembre al 6 gennaio

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 21.00 sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 10.30 alle ore 23.00

Mercatino di Natale a Givoletto
Descrizione:

Il Mercatino di Natale organizzato dalla Pro Loco e dal Comune di Givoletto è riconosciuto per le eccellenze della produzione casearia artigianale del territorio, i saporiti salumi, la frutta Bio, le marmellate e il miele, ma è anche un occasione per gustare ottimo pesce preparato al momento o un aperitivo a base di ostriche fresche. Immancabile il Vin brulè e la cioccolata calda.
La presenza di Babbo Natale nella sua magica casetta, consentirà ai bambini di consegnare letterine e fare una fotografia con lui.

Dove: Piazza della Concordia
Quando: il 2 dicembre
Orario: dalle 09.00 alle 18.00

Descrizione lunga:

Il Mercatino di Natale organizzato dalla Pro Loco e dal Comune di Givoletto è riconosciuto per le eccellenze della produzione casearia artigianale del territorio, i saporiti salumi, la frutta Bio, le marmellate e il miele, ma è anche un occasione per gustare ottimo pesce preparato al momento o un aperitivo a base di ostriche fresche. Immancabile il Vin brulè e la cioccolata calda.
La presenza di Babbo Natale nella sua magica casetta, consentirà ai bambini di consegnare letterine e fare una fotografia con lui.

Dove: Piazza della Concordia
Quando: il 2 dicembre
Orario: dalle 09.00 alle 18.00

Mercatino di Natale in Piazza Santa Rita – Torino
Descrizione:

Dal 24 novembre al 23 dicembre Piazza Santa Rita ospiterà i tipici chalet in legno che si abbinano in perfetto stile alla chiesa e proporranno prodotti artigianali e gastronomici. Non mancheranno addobbi, sfiziosità di cioccolato e tanto altro.

Dove: Piazza Santa Rita, Torino

Quando: dal 24 novembre al 23 dicembre

Orari: dalle 10.00 alle 20.30

Descrizione lunga:

Dal 24 novembre al 23 dicembre Piazza Santa Rita ospiterà i tipici chalet in legno che si abbinano in perfetto stile alla chiesa e proporranno prodotti artigianali e gastronomici. Non mancheranno addobbi, sfiziosità di cioccolato e tanto altro.

Dove: Piazza Santa Rita, Torino

Quando: dal 24 novembre al 23 dicembre

Orari: dalle 10.00 alle 20.30

Mercatino di Natale in Piazza Solferino – Torino
Descrizione:

Piazza Solferino ospiterà nuovamente le casette in legno artigianali con le loro produzioni fatte a mano, gastronomia e somministrazione di alimenti golosi e bevande tipiche del periodo festivo.

Dove: Piazza Solferino, Torino

Quando: dal 24 novembre al 6 gennaio

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 21.00 sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 10.30 alle ore 24.00

Descrizione lunga:

Piazza Solferino ospiterà nuovamente le casette in legno artigianali con le loro produzioni fatte a mano, gastronomia e somministrazione di alimenti golosi e bevande tipiche del periodo festivo.

Dove: Piazza Solferino, Torino

Quando: dal 24 novembre al 6 gennaio

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 21.00 sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 10.30 alle ore 24.00

Miniera d’oro della Guia – Macugnaga
Tipologia:
Descrizione:

In località Guia, vicino all'omonima cascata, si trova la prima miniera d'oro delle Alpi, scoperta nel 1710. Tra le miniere ossolane, quelle di Macugnaga sono le miniere aurifere più importanti d'Italia. In particolare, la miniera della Guia costituisce uno dei luoghi da cui si ricavava l'oro presente come impurità nei minerali di pirite e di quarzo. La massima produzione è concentrata tra il 1937 e il 1945 (nel 1942 furono estratte 40.000 tonnellate di minerale grezzo, con un risultato finale di kg. 408 di oro puro). Negli anni Cinquanta del Novecento l'attività estrattiva dava ancora lavoro a 300 operai, fino alla chiusura definitiva delle miniere nel 1961, causa l'obsolescenza delle tecnologie e la concorrenza straniera. Oggi la visita guidata consente di godere dello spettacolo naturalistico delle grotte, dei cunicoli, delle gallerie scavate nelle più segnate vene della montagna, in cui si rispecchia mirabilmente una tra le più complesse vicende orogenetiche di tutte le Alpi.

Descrizione lunga:

In località Guia, vicino all'omonima cascata, si trova la prima miniera d'oro delle Alpi, scoperta nel 1710. Tra le miniere ossolane, quelle di Macugnaga sono le miniere aurifere più importanti d'Italia. In particolare, la miniera della Guia costituisce uno dei luoghi da cui si ricavava l'oro presente come impurità nei minerali di pirite e di quarzo. La massima produzione è concentrata tra il 1937 e il 1945 (nel 1942 furono estratte 40.000 tonnellate di minerale grezzo, con un risultato finale di kg. 408 di oro puro). Negli anni Cinquanta del Novecento l'attività estrattiva dava ancora lavoro a 300 operai, fino alla chiusura definitiva delle miniere nel 1961, causa l'obsolescenza delle tecnologie e la concorrenza straniera. Oggi la visita guidata consente di godere dello spettacolo naturalistico delle grotte, dei cunicoli, delle gallerie scavate nelle più segnate vene della montagna, in cui si rispecchia mirabilmente una tra le più complesse vicende orogenetiche di tutte le Alpi.

Museo Carestia-Tirozzo – Fobello
Tipologia:
Descrizione:

Il museo-erbario è stato inaugurato nel 1993 nei locali dell'abitazione dello scultore Pierugo Tirozzo, donata dal medesimo alla Sezione di Varallo del CAI all'atto della sua morte, avvenuta nel 1987. Il Museo occupa il piano terra e il primo piano dell'edificio. Nell'atrio d'ingresso sono presentate, attraverso fotografie e documenti storici, le figure dell'Abate Carestia, del dott. Camillo e del prof. Tirozzo. In tre locali del piano terra e del primo piano sono presentati quasi un migliaio di fogli originali dell'Erbario dell'Abate Carestia, insigne botanico di Riva Valdobbia. Si tratta, in maggioranza, di fanerogame e in modesta parte di crittogame, pressate ed essiccate, raccolte quasi tutte in Valsesia, tra il 1854 e l'inizio del 1900, giunte fino a noi in ottime condizioni. Un'altra saletta al primo piano è riservata ad una pregevole raccolta di costumi fobellesi, posti su manichini o pannelli a muro.

Descrizione lunga:

Il museo-erbario è stato inaugurato nel 1993 nei locali dell'abitazione dello scultore Pierugo Tirozzo, donata dal medesimo alla Sezione di Varallo del CAI all'atto della sua morte, avvenuta nel 1987. Il Museo occupa il piano terra e il primo piano dell'edificio. Nell'atrio d'ingresso sono presentate, attraverso fotografie e documenti storici, le figure dell'Abate Carestia, del dott. Camillo e del prof. Tirozzo. In tre locali del piano terra e del primo piano sono presentati quasi un migliaio di fogli originali dell'Erbario dell'Abate Carestia, insigne botanico di Riva Valdobbia. Si tratta, in maggioranza, di fanerogame e in modesta parte di crittogame, pressate ed essiccate, raccolte quasi tutte in Valsesia, tra il 1854 e l'inizio del 1900, giunte fino a noi in ottime condizioni. Un'altra saletta al primo piano è riservata ad una pregevole raccolta di costumi fobellesi, posti su manichini o pannelli a muro.


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