Le meraviglie del Lago Maggiore: Arona,  Stresa,  Pallanza, Intra, Cannobio

Un itinerario proposto per poter godere di una vacanza in Piemonte o di un weekend fuori porta. Vi proponiamo stavolta I paesi e le bellezze del lago Maggiore 

Arona

L’itinerario tra i comuni che si trovano sul lago Maggiore partiamo da Arona, situata sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Si hanno notizie di Arona già in epoca romana, e grazie alla sua posizione strategica, sono svariate le testimonianze ed i contatti che la città ha avuto con diversi popoli e culture, come appunto i Romani, i Celto-Galli, le dominazioni spagnole, austriache e sabaude.

Il Colosso di San Carlo Borromeo

Tra le bellezze da vedere ad Arona, la più evidente è sicuramente la statua di San Carlo Borromeo, situata sul Sacro Monte di San Carlo. Chiamata anche Colosso per la sua altezza di ben 35 metri che la paragona al Cristo Re di Rio de Janeiro. Il colosso fu realizzato dagli scultori Siro Zanella di Pavia e Bernardo Falconi di Lugano, in seguito alla canonizzazione dell’Arcivescovo Borromeo avvenuta nel 1610. lavori iniziarono nel 1614 completati nel 1698. Il modello di realizzazione fu in seguito ripreso per la realizzazione della Statua della Libertà negli USA.

La rocca di Arona

La Rocca, per la sua posizione dominante su uno sperone roccioso all’inizio del Verbano, è sempre stata per i suoi occupanti un importante punto di controllo e difesa dei traffici militari e commerciali che transitavano sul bacino lacustre.
La più antica testimonianza rinvenuta, risalente al Neolitico (circa 7.000 anni fa), è il frammento di un anellone in pietra verde levigata. A partire dal 1300 a.C. sulla Rocca si insedia un abitato che probabilmente dura fino all’età romana. Già nell’XI secolo la Rocca è una fortezza con scopi militari e diviene anche il rifugio dei vescovi di Milano in fuga dalla città. Le prime notizie della Rocca si trovano in un documento dell’anno 999, che regolava uno scambio di terre tra l’abate del monastero di Arona e l’arcivescovo di Milan.

Alla fine del XII secolo e durante gli scontri tra le famiglie Visconti e Torriani per il potere su Milano, la Rocca, viene successivamente distrutta da un esercito dei Torriani. Dopo la vittoria dei Visconti nella battaglia di Desio del 1277, la Rocca viene ricostruita.
Inizia il consolidamento delle strutture difensive della città, a cominciare dalla Rocca. La fortezza viene dotata della terza cinta muraria e di una strada segreta, che la collega al nuovo porto militare, costruito negli stessi anni. La maggior parte dei ruderi visibili oggi sulla Rocca appartiene a questo periodo.
All’inizio del XVI secolo anche Arona viene coinvolta nel conflitto tra Francesi e Spagnoli per il predominio sull’Italia. Negli anni di governo spagnolo su Milano la Rocca subisce frequenti presidi militari spagnoli, inviati dal governatore per contrastare gli attacchi nemici.

I resti della Rocca di Arona si trovano su un ammasso roccioso alto più di 100 metri, che si staglia a nord della città.

Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Arona, inaugurato nel 1997 nella manica sinistra dell’ottocentesco Mercato Coperto nella centrale p.zza San Graziano, raccoglie i rinvenimenti archeologici provenienti dalla città e dall’area del Basso Verbano, e la celebre statuetta di matrona di epoca romana divenuta logo del museo.
La storia dell’insediamento umano sul territorio è illustrata, grazie ad un efficace esposizione cronologica dei materiali, a partire dalle prime testimonianze archeologiche di età neolitica ed eneolitica sino alle ceramiche e ai vetri di produzione post-rinascimentale rinvenuti durante gli scavi per l’ampliamento dell’Ospedale cittadino.

Museo Mineralogico

Il Civico Museo Mineralogico è nato nel 1983 ed ha ora la sua sede presso la Sala Mostre in Piazza San Graziano.
E’ gestito dal GASMA, Gruppo Archeologico, Storico, Mineralogico Aronese, ed è intitolato alla memoria dell’architetto Antonio Mora, che all’inizio degli anni Ottanta volle fortemente e si adoperò per la realizzazione del primo museo.
L’allestimento privilegia l’aspetto didattico, volto ad illustrare ai giovani gli aspetti della mineralogia.

Sulla piazza si erge la Basilica secentesca al cui interno è custodita la Camera dei Tre Laghi, una ricostruzione della stanza del Castello della Rocca dove nacque San Carlo.

Il parco dei lagoni di Mercurago

L’area è protetta dal 1980, quando, su iniziativa popolare, venne istituito il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago.
L’area protetta comprende una zona di torbiera, pascoli dedicati all’allevamento dei cavalli purosangue e una fascia boscata.
Oggi i Lagoni sono gestiti, insieme alle Riserve di Fondotoce e dei canneti di Dormelletto, dall’Ente Parchi del Lago Maggiore.
Per raggiungere il Parco si può partire da Mercurago, presso la sede e centro visite, da Dormelletto, da Comignago o da Oleggio Castello.
Il Parco è dotato di una fitta rete di sentieri, che consentono al visitatore di addentrarvisi e di percorrerlo per esteso.

Il Parco presenta in ogni stagione spettacoli interessanti: dal rigoglio vegetativo dell’estate, ai colori ed ai prodotti del sottobosco in autunno, al gelo invernale che, spesso, consente il pattinaggio sul Lagone. Sentieri tematici sono appositamente segnalati per consentire ai visitatori di apprezzare vari aspetti della natura: i boschi -percorso rosso, le zone umide, percorso azzurro; l’archeologia, percorso viola; le attività produttive, percorso arancione.
Esistono inoltre itinerari dedicati agli sportivi che vogliono beneficiare dell’aria salubre dei Parco.
Recentemente sono stati allestiti percorsi storici che collegano l’area protetta con i Comuni circostanti.

 

Stresa

Risalendo verso nord lungo le sponde del lago si incontra Stresa. Per la sua posizione sulla costa occidentale del Golfo Borromeo, posta di fonte alle omonime isole, all’elegante lungolago dove ci sono lussuosi alberghi e dimore storiche, Stresa è una celebre stazione turistica lacustre ed è una delle località più visitate dell’intero territorio piemontese

Il territorio di Stresa è diviso in quattro parti: è in parte costiero, in parte insulare, in parte collinare e in parte montano. La parte costiera, affacciata sul lago Maggiore comprende il nucleo storico di Stresa e la frazione di Carciano; la parte insulare comprende tre delle quattro Isole Borromee (Madre, Bella Pescatori); la parte collinare comprende una serie di frazioni a dominio del lago Maggior; la parte montana comprende la frequentata stazione sciistica del Mottarone, e il giardino botanico Alpinia.

All’interno della cittadina è possibile ammirare meravigliosi palazzi storici come Palazzo Bolognaro. Palazzo Bolongaro è un palazzo storico sede del Centro internazionale di studi rosminiani, vanta una storia antica e prestigiosa ed è anche conosciuto come Villa Ducale, perché dalla metà dell’Ottocento divenne la residenza della duchessa Elisabetta di Genova, madre della futura regina Margherita.

Edificato nella seconda metà del Settecento, divenne un prestigioso ritrovo di cultura nazionale e internazionale. Vi passarono, per citare alcuni nomi, Alessandro Manzoni, San Giovanni Bosco il Cardinale Wiseman; i marchesi Gustavo di Cavour (fratello di Camillo).

Il palazzo dal 1966 ospita il Internazionale di Studi Rosminiani. Il Centro offre ai visitatori un patrimonio culturale, storico ed artistico legato alla persona del Antonio Rosmini.

Un altro importante ed elegante edificio storico che si può ammirare a Stresa è Villa Pallavicini.

Fu costruita come residenza privata nel 1855 da Ruggero Bonghi 1862; il complesso passò alla famiglia genovese Pallavicino che ampliò la tenuta trasformandola in una villa ottocentesca in stile neoclassico. I discendenti della famiglia decisero di trasformare il giardino in un museo faunistico aperto al pubblico: il 7 agosto grazie a Lodovico Pallavicino fu inaugurato il parco zoologico. Dal 2017 il parco Pallavicino è entrato a far parte del complesso delle Isole Borromee.

Isole Borromee

All’interno del comune di Stresa vi sono anche 4 delle 5 isole Borromee: Isola Bella, Pescatori, Madre, La Malghera. San Giovanni è nel comune di Pallanza.

Isola Bella

Quando il conte Carlo Borromeo III decise di costruire un palazzo in stile Barocco, stile del tempo,1630, penso’ di edificarlo sull’Isola Inferiore oggi Isola Bella. Il conte Carlo volle cambiare subito il nome dell’Isola chiamandola Isola Isabella, come il nome di sua moglie Isabella d’Adda, e da Isola Isabella diventò Isola Bella. L’Isola Inferiore, comperata dai Borromeo era uno scoglio con un paese di pescatori. In 40 anni Carlo III Borromeo e suo figlio Vitaliano VI, con l’aiuto di molti ed importanti architetti dell’epoca riuscirono a trasformare uno scoglio, in un giardino incantato che tutti oggi possono visitare. È da ricordare che il giardino dell’Isola Bella viene considerato il più bel giardino Barocco d’Europa. Non meno importante è il meraviglioso palazzo costruito, il palazzo Borromeo, edificio seicentesco, appartenente tutt’ora alla famiglia Borromeo ed i giardini si estendono fino alla punta meridionale dell’isolotto.

Isola Pescatori

L’unica Isola del Golfo Borromeo che non appartiene ai Borromeo è l’Isola Pescatori. Era un borgo di pescatori fino a circa 50 fa e con l’avvento del ” boom” economico si è trasformato in un borgo turistico dove risiedono ancora circa 50 abitanti. Di giorno viene calpestata da migliaia di turisti, alla sera ritorna ad essere proprietà degli isolani e dove ancora vivono alcuni pescatori.

Isola Madre

Per il viaggiatore che arriva dalla parte sud del lago Maggiore verso Stresa, la prima isola che appare nel Golfo Borromeo è l’isola Madre chiamata così perché è la più grande del lago. Nel 1501, la Curia di Novara, proprietaria di buona parte dell’Isola, la cede a Lancillotto Borromeo. Da quel momento l’isola cominciò a cambiare aspetto. Si incominciò a costruire il palazzo come residenza estiva dei conti Borromeo. Da segnalare il meraviglioso giardino che può contare una moltitudine di specie tra fauna e flora.

A Stresa numerose sono le manifestazioni che vi sono nel corso dell’anno tra cui le Settimane Musicali di Stresa, nate nel 1961, sede di uno dei maggiori festival internazionali di musica classica.

La rassegna dei giovani vincitori di concorso ha presentato, nella storia delle Settimane Musicali, artisti che oggi sono famosi concertisti, come Michele Campanella, Garrick Ohlsson, Christoph Eschenbach, Murray Perrahia, Jeffery Swann, fino ai più recenti Andrea Lucchesini, Maurizio Zanini e Nikolaj Znaider.

Dal 1999 il Festival ha assunto la nuova denominazione di “Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore”.

Altro importante evento è il Premio Stresa di Narrativa. È un premio letterario di narrativa fondato nel 1976 da un gruppo di intellettuali, tra i quali Mario Bonfantini, Mario Soldati, Gianfranco lazzaro e Piero Chiara. Nei primi anni della giuria fecero parte anche scrittori e intellettuali quali Carlo Bo, Giovanni Spadolino e Primo Levi.

Nascerà a Stresa il Museo del Liberty, il primo in Italia, a partire dalla primavera del 2021 con mostre tematiche, la prima incentrata sulla grafica d’arte con litografie di A. Mucha; la seconda sulla relazione tra architettura Liberty e Barocca “Lo specchio della metamorfosi”; una collana editoriale “Italia Liberty” composta da nove volumi che raccolgono esempi dello stile floreale in ogni regione italiana; un ciclo di conferenze legate al Novecento per raccontare al pubblico anche altre correnti d’arte e artisti poco noti come Mirko Vucetich, Giulio Guerra e altri e una Biblioteca che vuol diventare un piccolo centro studi sull’Art Nouveau.

 

Pallanza

 Continuando la risalita, lasciata Stresa alle spalle si arriva a Pallanza, frazione del comune di Verbania e sede del municipio.

La frazione sorge sul golfo Borromeo e si estende fino alle pendici del Monterosso. La Castagnola è la collina che sorge ad Est del paese.

Anche qui è l’eleganza e lo sfarzo a fare da padroni dove a chiese si alternano bellissime e caratteristiche ville e palazzi storici.

Si può visitare l’Oratorio di San Remigio dichiarato monumento nazionale nel 1908 è un oratorio in stile romanico situato in cima al promontorio della Castagnola che risale alla prima metà dell’XI e XII.

Anche la Chiesa di Madonna di Campagna venne riconosciuta monumento nazionale. Chiesa in stile rinascimentale progettata nella prima metà del XVI sec.

Continuando con la Chiesa collegiata di San Leonardo Situata sul lungolago di Pallanza, è stata costruita tra il 1535 ed il 1590.

Come detto non mancano neanche svariate architetture civili come Palazzo Viani Dugnani in stile barocco fatto costruire nel XVI secolo. Nel palazzo ha sede il Museo del Paesaggio.

Sicuramente una delle ville più attraenti è Villa Giulia, edificio in stile Neoclassico, situato sul lungolago con un parco aperto al pubblico. Chiamata Giulia in onore della moglie di Giuseppe Branca, figlio di Bernardino Branca l’inventore del Fernet Branca,

Dopo la morte della contessa la villa passa attraverso alcuni proprietari per essere acquistata infine nel dicembre 1932 l’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo (CST), che la trasforma in Casinò Municipale, battezzato Kursaal in cui venivano anche organizzate serate danzanti nel parco. L’attività della sala da gioco era già cessata dopo la seconda guerra mondiale anche se rimaneva attiva come sala da ballo e sede di eventi.

Altra villa prestigiosa è Villa San Remigio in stile barocco lombardo, con parco annesso. Sorge nel punto più alto del promontorio della Castagnola a Pallanza, all’interno di un grande parco, delimitato a sud dalla chiesa romanica di San Remigio, e a nord dai giardini di Villa Taranto.

Villa di prestigio è La Villa Rusconi-Clerici, antica dimora di Stefano Turr. La storia di Villa Rusconi-Clerici, dalle caratteristiche Neobarocche. Nella proprietà si davano appuntamento personaggi di spicco e grandi personalità artistiche come Ranzoni, il Generale Cadorna e tanti altri. Dopo 50 anni dall’arrivo della famiglia Biffi, la villa passò di proprietà ai conti Rusconi-Clerici, che ancora oggi hanno in proprietà l’edificio.

È possibile visitare il Mausoleo di Cadorna inaugurato nel 1932, contiene il sarcofago in marmo di Luigi Cadorna, generale dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale, nato a Pallanza.

I Giardini Botanici di Villa Taranto sono un orto botanico situato nell’omonima villa a Pallanza. Il giardino, aperto al pubblico dal 1952, si estende sul versante nordorientale del promontorio della Castagnola che separa i centri abitati di Pallanza e di Intra.

Per bellezza e ricchezza di specie è considerato l’arboreto di maggiore importanza in Italia; essi comprendono esemplari di circa 1.000 piante e circa 20.000 varietà e specie di interesse botanico.

 

Intra

Superata Pallanza si arriva alla seconda frazione anima della città di Verbania, Intra, importante località del lago Maggiore. A Intra, poco oltre il torrente san Bernardino, in direzione Pallanza sorge Villa Majoni d’inizio XX secolo, circondata da un bel parco aperto al pubblico è sede della biblioteca.

A pochi passi da qui, direttamente sulla costa del lago Maggiore sorge il Teatro Il Maggiore progettato da un team di architetti sotto la guida di Salvador Perez Arroyo: centro eventi, teatro e sede di importanti concerti.

In centro città ad Intra, sagoma inconfondibile per chi giunge dal lago, è scrigno d’arte ed importante edificio religioso la basilica di san Vittore, monumento nazionale.

Non lontano dall’attracco dei traghetti, appena oltre la grande rotonda, vi è anche una chiesa Evangelica Metodista inaugurata sul finire dell’800 e di pregevole architettura interna ed esterna, punto di riferimento principale per molti anni per le comunità protestanti del lago Maggiore e della val d’Ossola.

A Fondotoce c’è la Riserva Naturale Speciale, importante area umida, istituita nel 1990, posta tra lago ed area della foce del Toce. Facilmente accessibile a piedi ed in bicicletta è ricca di vegetazione spontanea in cui prevalgono i canneti ed è ricchissima di fauna: rettili, anfibi, mammiferi oltre a numerosi insetti

La frazione di Fondotoce è anche sede della “Casa della Resistenza” e del Parco della Memoria e della Pace che ricordano i tragici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, i rastrellamenti nazifascisti e la lotta Partigiana in Valgrande e val d’Ossola. A Fondotoce si commemorano in particolar modo i 43 partigiani fucilati a bordo del canale che unisce lago di Mergozzo con il lago Maggiore.

 

Cannobio

Ultima tappa del nostro itinerario è Cannobio, comune frontaliero con la Svizzera, situato sulla riva nord-occidentale del Lago Maggiore. Negli anni dal 2002 al 2005, 2007, 2010, dal 2011 al 2013 e dal 2015 al 2020 è stato insignito del prestigioso riconoscimento ambientale della FEE, la Bandiera Blu. Il comune è stato insignito, dal 2011, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.
Ricordata per i notevoli meriti durante il Risorgimento: basti ricordare l’efficace difesa dell’abitato da un attacco austriaco via lago (27-28 maggio 1859) e la visita di Giuseppe Garibaldi nel 1862.

Si può ammirare inoltre Il Santuario Della Santissima Pietà fatto ricostruire da San Carlo Borromeo nel 1583 oppure La Collegiata di San Vittore, rifacimento settecentesco di un’antichissima chiesa. L’oratorio di S. Marta, costruzione del 1581, la chiesa di Sant’Anna costruita nel 1633.

L’architettura civile può vantare il Palazzo della Ragione, detto Parasi edificato nel 1291 dal podestà Ugolino Mandello poi modificato nel corso del Seicento. È costituito da blocchi squadrati granito che formano un portico terreno con cinque pilastri reggenti le volte a botte. Sotto il portico sono collocati stemmi, lapidi e rilievi trecenteschi e due tombe romane. Sul lato destro del palazzo si erge la Torre Comunale di costruzione romanica del XII secolo.

Uno delle architetture di maggiore attrattiva è sicuramente la Rocca Vitaliana, conosciuta come Castelli di Cannero: isolotti rocciosi che emergono dalle acque del lago, sui quali sono visibili i ruderi di antiche fortificazioni. La loro costruzione risale fra il XI e il XII secolo. I castelli furono costruiti probabilmente tra il XI secolo e il XII secolo e detti “Malpaga”. Due secoli dopo vi si stabilirono i Mazzardi. Senza disdegnare l’utilizzo di metodi violenti, eseguirono vari incursioni nel verbano, allo scopo di crearsi una sorta di piccolo “stato privato”. Nel 1412 divenne duca di Milano Filippo Maria Visconti. Nel 1414, dando seguito alle suppliche degli abitanti del litorale, Filippo Maria inviò un esercito di 500 uomini per sconfiggere i Mazzarditi che sortì l’esito sperato: i Mazzarditi presero la strada dell’esilio, al pari dei castellani di Valtravaglia, i Franchignoni, che in modo analogo avevano approfittato della debolezza dello Stato centrale per crearsi un dominio analogo a quello mazzardo.
Il feudo cannobiese venne concesso ai Borromeo, che lo gestirono, assieme alle zone limitrofe, per qualche secolo. Dopo la morte di Lodovico la rocca fu progressivamente abbandonata a sé stessa, la vicinanza con la riva la rendeva difficilmente difendibile. Nel corso dei secoli successivi divenne rifugio di contrabbandieri, fu usata da pescatori e fu persino sede di una banda di falsari. Attualmente rimangono solo le rovine delle antiche fortificazioni.


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