Fiere
A Carignano torna la Fiera del Ciapinabò: tre giorni tra gusto, musica e tradizioni
Carignano si prepara a dare il benvenuto all’autunno con uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026 torna nelle strade e nelle piazze del centro storico la Fiera Regionale Il Ciapinabò, giunta alla sua 33ª edizione.
Protagonista della manifestazione sarà naturalmente il ciapinabò, il nome piemontese del topinambur, tubero dalla forma irregolare e dal sapore delicato che ricorda quello del carciofo e della nocciola. Un prodotto profondamente legato alla cucina piemontese e alla stagione autunnale, immancabile soprattutto nell’abbinamento con la bagna cauda.
Ma la Fiera non sarà soltanto una celebrazione del suo prodotto simbolo. Il programma prevede infatti degustazioni, stand enogastronomici, mostre, musica, dirette radio, hobbisti e iniziative dedicate all’agricoltura e alle produzioni del territorio. Tra gli appuntamenti annunciati ci saranno anche la mostra dei bovini di razza frisona e la transumanza.
La nuova formula affidata alla Pro Loco
L’edizione 2026 è organizzata dal Comune di Carignano, attraverso gli assessorati al Commercio, Turismo e Manifestazioni, insieme alla Pro Loco Carignano APS, alla quale è stata affidata la gestione della manifestazione.
L’obiettivo è mantenere il legame con la tradizione introducendo allo stesso tempo alcune novità e coinvolgendo maggiormente le realtà locali: dal mondo agricolo a quello commerciale, dalle scuole alle associazioni.
«La nuova formula che inauguriamo con la Pro Loco – spiega il sindaco Giorgio Albertino – intende rafforzare la presenza di realtà che sono per Carignano una risorsa e un valore prezioso».
Tra le collaborazioni viene indicata in particolare quella con l’Istituto Alberghiero Norberto Bobbio, che quest’anno avrà un ruolo importante, insieme a Coldiretti Torino. Il sindaco sottolinea inoltre il ruolo del volontariato, definito «motore e linfa vitale» della città.
Per l’amministrazione comunale, la Fiera rappresenta anche uno strumento di promozione delle tradizioni locali, dell’agricoltura, dell’enogastronomia e delle attività commerciali, oltre che del patrimonio artistico e culturale di Carignano.
PalaCiapinabò in piazza Carlo Alberto
La Pro Loco, guidata dal presidente Matteo Lisa, ha anticipato alcune delle novità dell’edizione 2026.
La tensostruttura del PalaCiapinabò tornerà in piazza Carlo Alberto, mentre lo street food sarà trasferito in piazza San Giovanni, dove sono previsti anche concerti e momenti di intrattenimento.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato mattina in piazza Liberazione, dove si svolgeranno anche gli show-cooking.
La manifestazione partirà però già venerdì sera con la musica della Sharyband, sempre in piazza San Giovanni.
«Ci siamo messi a disposizione dopo la richiesta del Comune per strutturare la Fiera, con l’obiettivo di mettere al centro il ciapinabò e valorizzarlo ulteriormente – spiega Lisa – ma anche di rinnovare l’offerta complessiva delle proposte per coinvolgere e andare incontro ai gusti di un pubblico il più ampio possibile».
Nel programma sono previste collaborazioni anche con Be Different, l’Istituto Alberghiero Bobbio, Coldiretti e le attività commerciali e i pubblici esercizi di Carignano.
Il programma completo della Fiera, ancora in fase di definizione, sarà comunicato nelle prossime settimane attraverso i canali del Comune e della Pro Loco.
Il ciapinabò, protagonista della tavola piemontese
Il topinambur, conosciuto in Piemonte come ciapinabò, è il tubero prodotto dall’Helianthus tuberosus, pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee originaria del Nord America.
In cucina può essere consumato crudo, tagliato sottile e utilizzato nelle insalate, oppure cotto. È particolarmente apprezzato nelle vellutate, trifolato in padella con aglio e prezzemolo oppure gratinato al forno.
Il suo abbinamento più tradizionale rimane però quello con la bagna cauda, uno dei piatti simbolo della cucina piemontese.
Il tubero contiene inoltre inulina, una fibra solubile che viene utilizzata dalla flora batterica intestinale. Proprio la presenza di questa fibra è uno degli aspetti nutrizionali più caratteristici del ciapinabò.
Le informazioni diffuse dall’organizzazione della Fiera indicano, per 100 grammi di prodotto crudo, circa 73 calorie, 17,4 grammi di carboidrati, 2 grammi di proteine e 2,7 grammi di fibre, oltre a un contenuto significativo di potassio.
Le proprietà nutrizionali non devono però essere confuse con effetti terapeutici: il ciapinabò può essere inserito in un’alimentazione equilibrata, mentre eventuali indicazioni legate a diabete, colesterolo o altre condizioni di salute vanno valutate con un professionista.
Per chi lo assaggia per la prima volta, una delle preparazioni più semplici è la cottura al vapore, che permette di apprezzarne il gusto delicato.
Tre giorni di festa nel centro storico
La 33ª Fiera Regionale Il Ciapinabò si prepara dunque a riportare a Carignano uno degli appuntamenti tradizionali dell’inizio dell’autunno, con il tubero piemontese al centro di un programma che unisce gastronomia, agricoltura, musica, commercio e associazionismo.
L’iniziativa è realizzata dal Comune di Carignano e dalla Pro Loco Carignano, con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte e Città metropolitana di Torino e la collaborazione di scuole, associazioni, Coldiretti Torino, Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese, commercianti, esercenti e volontari del territorio.
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