Le chiese gemelle di piazza San Carlo- Torino: storia e curiosità

Nella maestosa piazza San Carlo di Torino, sorgono la chiesa San carlo Borromeo e la chiesa Santa Cristina. Da sempre attirano la curiosità di torinesi e turisti in visita, data sia per la loro eleganza e imponenza, sia perché esse sono la firma del Barocco per eccellenza in città. 

Vengono definiti le chiese gemelle, seppur di gemelle abbiano ben poco, in quanto la seconda, Santa Cristina, è stata costruita soltanto vent’anni dopo. Insomma, una differenza non da poco già solo nella loro datazione: la prima si impose nel panorama urbano nel 1619, voluta da Carlo Emanuele I, periodo di pieno sviluppo per il neo territorio sabaudo, la cui piazza prese il nome proprio in onore della chiesa. 

Una piazza reale su esempio delle place royale francesi in voga all’epoca di Madama Cristina di Francia che la inaugurò nel 1638. I lavori per la chiesa e per la piazza cominciarono quasi contemporaneamente, e terminarono molto tempo dopo. La chiesa San Carlo Borromeo dovette attendere ben 415 anni per il completamento della sua facciata, e la piazza fino al 1646 per vedere completati i portici e il 1764 per godere degli interventi di abbellimento di Benedetto Alfieri.

Chiesa San Carlo Borromeo, situata a destra della Piazza arrivando da via Roma, fu edificata in onore del Cardinale Carlo Borromeo che da Milano decise di compiere un pellegrinaggio per pregare davanti alla Sacra Sindone. Il duca Carlo Emanuele I fece così portare il Lenzuolo a Torino per rendergli più breve il viaggio, e gli dedicò la chiesa.

L’attribuzione di tale progetto resta incerta: da Carlo di Castellamonte, Andrea Costagnuta, oppure Galleani di Ventimiglia, e con più probabilità, Maurizio Valperga di cui è certa l’attestazione per la conclusione dei cantieri.

La struttura inizialmente era priva di di campanile, terminata nel 1625, sprovvista  anche di facciata che arriverà a completamento nel 1834 da parte di Ferdinando Caronesi. L’interno presenta una navata unica e quattro cappelle, due per alto. Nel 1779 si innalzò il campanile a pianta quadrata e con una cupola ottagonale. Il che la rende distinguibile dalla chiesa Santa Cristina. 

La chiesa Santa Cristina, situata alla sinistra di piazza San Carlo arrivando da via Roma, nacque per volontà della reggente di Piemonte Maria Crostina di Francia, che nel 1639 acquistò i terreni sui quali sorge l’attuale tempio, voluto in memoria del figlio primogenito, appena deceduto, Francesco Giacinto di Savoia.  

In ogni caso, il progetto fu soprattutto un ampliamento urbano oltre il Borgo Nuovo iniziato con la costruzione della Via nuova (attuale via Roma) e dell’attuale piazza San Carlo. Con indubbia certezza, il progetto e i lavori della chiesa furono iniziati da Carlo di Castellamonte nel 1639, che però morì a solo un anno di distanza dall’inizio dei cantieri, fu proseguito dal figlio Amedeo. Nel 1641 i lavori si arrestarono e l’edificio rimase privo di facciata, ma nel 1666 per mano di Giacomo Casella, con il cognato Giovanni Andrea, terminò gli affreschi interni della volta.

Il completamento della facciata si concretizzò solvano sotto il regno di Vittorio Amedeo II di Savoia tra il 1715 e il 1718 con il progetto di Filippo Juvarra, autore di molti altri progetti prestigiosi in città. Fu difatti disegnata in puro stile barocco, considerata la prima vera opera dell’architetto messinese, caratterizzata dall’andamento curvilineo della parte centrale, dove spiccano il ricco portale eccentrico a due battenti e la finestra ovale. La composizione architettonica è arricchita dalla presenza di statute di santi tra cui Santa Cristina e Santa Teresa di Giuseppe Salvatore Caresana.

La chiesa subì varie trasformazioni, dalle secolarizzazioni napoleoniche agli anni del fascismo quando venne privata di alcuni finestrini e del convento adiacente, fu completamento demolito per la costruzione degli attuali palazzi che la connettono alla piazzetta restrostante (piazza C.L.N).


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