Campanili e campanari del Monferrato

Nel Monferrato esiste un’associazione che ha l’obiettivo di recuperare e tramandare l’antico metodo di suonare le campane con la tastiera meccanica posta nella cella campanaria per suonare melodie a seconda del concerto presente sul campanile.

Nel Monferrato le campane sono montate secondo il sistema Ambrosiano nelle feste si usa il metodo della baudetta che consiste nel bloccare le campane dal loro movimento pendolare e collegare i battacchi alla tastiera e suonare delle melodie.

Le campane si iniziarono ad usare per il culto a partire dal V secolo per volere di San Paolino Vescovo di Nola che è anche il patrono dei campanari. Solo dopo l’ VIII – IX secolo le chiese e le pievi iniziarono ad essere dotate di campane ed iniziarono a sorgere i primi campanili sempre più diffusi dopo l’ XI secolo. Nel corso dei secoli le campane subirono molte variazioni di forma e suono, ma solo nella seconda metà del 1700, nel territorio, iniziarono ad essere presenti i primi concerti di campane intonati secondo una scala musicale ed essere suonati nei giorni di maggior festa con il metodo della tastiera.

Fino agli anni ’50 le campane erano un importantissimo mezzo di comunicazione poiché altri mezzi di comunicazione erano quasi inesistenti. Attraverso le campane si poteva instaurare un vero e proprio dialogo fra campanaro e popolazione.


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