Carnevale In Piemonte

Il Piemonte è tra le regioni italiane in cui vengono organizzati più festeggiamenti per Carnevale su tutto il territorio da comitati sorti ad hoc o dalle Pro loco. IlCarnevale in Piemonte è tradizione ma non solo, è soprattutto rivivere la storia attraverso celebrazioni che puntano sulla rievocazione storica degli eventi che hanno determinato la nascita di queste tradizioni.

La Guida al Carnevale in Piemonte 2017

Carnevale di Alessandria

I Carnevali storici della città di Alessandria erano caratterizzati da satira sberleffo con l'intervento  della goliardia.  Fino al 1947 il Carnevale veniva celebrato in luoghi chiusi. Nel 1949 iniziarono le sfilate con i carri e inizio la tradizione gogliardica

Negli anni 50 ci fu anche la battaglia del borotalco offerto dalla fabbrica della Paglieri nata a copia della battaglia delle arance di Ivrea. La battaglia del talco fu circoscritta nella sola piazza Garibaldi a riscostruire l’assedio di Alessandria da parte del Barbarossa.

Il Carnevale di Alessandria vede ogni anno decine di carri di carnevale che sfilano lungo le vie del centro storico con partenza da piazza Garibaldi nelle vie del centro storico da via Dante a Corso Roma, passando per piazza della Libertà, con arrivo in Piazza Garibaldi.
Ad Alessandria si svolge anche la Festa di Carnevale del quartiere Cristo in piazza Ceriana.

 

Carnevale di Biella

Il Carnevale di Biella presenta la sfilata delle maschere biellesi e dei carri per le vie del centro capitanati da da Gipin e Catlina, i sovrani del Carnevale cittadino insieme alla classica fagiolata.
La maschera simbolo tradizionale del carnevale biellese è il Babe che nel dialetto locale indica il rospo legato all’antica rivalità tra il comune di Biella e quello di Vercelli facendo riferimento agli abitanti delle risaie del vercellese.
La conclusione del carnevale prevede il processo al Babi e il rogo.

Carnevale di Borgosesia

Il Carnevale di Borgosesia è uno dei più antichi della Valsesia, le sue origini risalgono al lontano 1387, anno in cui fu emesso un regolamento che si proponeva di limitare la degenerazione dei festeggiamenti carnevaleschi con ammonimenti e pene per i trasgressori.

Le testimonianze storiche si perdono nei secoli, 110 anni fa però il carnevale si arricchisce di un'altra figura simbolica che rappresenta tanti giovani italiani coinvolti loro malgrado nelle imprese coloniali dell'Italia postunitaria, costretti a combattere sul finire del 1800 in Abissinia e in Eritrea. Il Peru Magunella da Borgosesia lasciò quindi la sua morosa e andò al fronte, nonostante al suo ritorno scoprì i tradimenti della sua amata Gin, alla fine se la sposò.Una delle caratteristiche del Carnevale di Borgosesia è che non si chiude con il martedì grasso ma con il Mercu scùrot (il Mercoledì oscuro), ovvero il Mercoledì delle Ceneri che apre la Quaresima.

http://carnevaleborgosesia.it/
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Carnevale di Chivasso

Il Carnevale di Chivasso ha una tradizione centenaria che si basa sulla figura della Bela Tolera e dell'Abbà. Nel 1434 l'Abbà si trasformò nel mecenate della festa del Carnevale e le sue prerogative divennero molteplici: la distribuzione di dolciumi e arance agli abitanti, la risoluzione di controversie tra Chivassesi e la possibilità di liberare carcerati. Dopo anni e anni in cui le testimoninaze storiche del Crnevale si perdono, nel 1905 il "Circolo di Agricoltura, Industria e Commercio" decise di istituire la figura della Bela Tolera, una ragazza accompagnata da quattro damigelle, in qualità di Regina del Mercato.
L'appellativo Bela Tolera ha una forte connotazione storica e simbolica: da un lato si richiama alla guglia che fasciava il campanile del Duomo e indicava la collocazione di Chivasso agli abitanti delle colline circostanti, prima che i Francesi nel 1705 l'abbattessero; dall'altro il termine "bela" significa "latta" in piemontese e richiama l'abilità dei chivassesi nel condurre gli affari durante il mercato settimanale del mercoledì. Nel 1948 per il ruolo storico svolto dall'Abbà venne deciso di affiancare alla Bela Tolera la sua figura, entrambi rigorosamente abbigliati con costumi ottocenteschi.
Una delle caratteristiche peculiari di questo Carnevale è che termina la prima Domenica di Quaresima, in memoria del Carnevale del 1951 che non si riuscì a celebrare a causa del maltempo e venne rimandato alla domenica successiva cambiando nome da Carnevale a Carnevalone.

http://www.carnevalonedichivasso.it/
Carnevale di Crescentino

Il Carnevale storico Crescentino racconta una storia di rivolta che risale al lontano 1529, quando il Conte Riccardo IV Tezzoni impose lo ius primae noctis attirandosi l'odio del paese. Rifiutandosi di giacere con lui, la figlia del mugnaio del Mulino Stella tagliò la testa al tiranno, mentre nel paese il suono della campana della Torre Civica richiamava il popolo a raccolta per iniziare la rivolta. In aiuto dei Crescentini, vennero un gruppo di rivoltosi da Vische, un paese vicino, che da poco si era liberato dal suo despota, allenaza ancora oggi molto sentita.

Da questa vicenda, nasce la tradizione del Carnevale Crescentino che ha come protagonista la Papetta, ovvero la giovane figlia del mugnaio, il cui soprannome deriva dalla farina usata per la polenta.Una peculiarità del carnevale è il Corso Mascherato, ovvero la sfilata di carri allegorici che ospita le più belle creazioni in cartapesta degli altri carnevali piemontesi.

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Carnevale di Domodossola

Il Carnevale di Domodossola ha una tradizione antica ed è uno dei carnevali più importanti della Val d'Ossola. Il ciclo di eventi legati al Carnevale e organizzati ogni anno dal Comitato Pulenta e sciriuii è fortemente incentrato sulle tradizioni gastronomiche del luogo che vengono egregiamente celebrate soprattutto durante la domenica quando gli sposi del carnevale, il Togn e la Cia, aprono il loro banchetto nuziale in piazza Mercato distribuendo la pulenta, salamini e sciriuii, cucinati sul momento in grandi pentoloni dai pulentatt, i cuochi della manifestazione.

Evento centrale del Carnevale è il tombolone gastronomico del martedì grasso durante il quale vengono distribuiti dei dolci tipici.

 

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Carnevale di Ivrea

Lo Storico Carnevale di Ivrea è uno dei maggiori carnevali italiani, famoso per la spettacolare Battaglia delle Arance, in cui il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi combatte a colpi di arance contro le armate del Feudatario, rappresentate da tiratori su carri trainati da cavalli.
L’eroina della festa è la Mugnaia, al suo fianco il Generale, che fin dai primi anni dell’800 ha il compito di garantire lo svolgimento della manifestazione, insieme al suo Stato Maggiore Napoleonico, composto da Ufficiali a cavallo,  Vivandiere, gli Abbà ed i Pifferi e Tamburi.

 

http://www.storicocarnevaleivrea.it/
Carnevale di Mondovì

Il Carnevale di Mondovì - Carlevè 'd Mondvì in dialetto piemontese - ha origini antiche, risalenti al XVI secolo e ritorna ogni anno ad allietare gli abitanti del basso Piemonte e non solo coinvolgendo tutta la città per almeno dieci giorni.

La figura del Moro che raduna il popolo per i festeggiamenti del carnevale trae spunto da un automa in ferro realizzato nella seconda metà del diciottesimo secolo da un artigiano locale, Matteo Mondino. L'automa, con un martello in mano per battere le ore su una campana, è stato collocato sotto un baldacchino posto sopra la facciata della chiesa di San Pietro, nel centro di Mondovì dove sta ancora adesso.

Il Moro diventa quindi uno dei simboli di Mondovì, insieme a quello più antico della Torre del Belvedere e diventa maschera ufficiale nel 1950, con la prima interpretazione da parte di Bastianin Vinai.

http://www.carnevaledimondovi.it/
Carnevale di Novara

Il Carnevale di Novara orbita intorno alle maschere tradizionali di Re Biscottino e Regina Cüneta. Nel 1872 in occasione delle feste di Carnevale la città venne ribattezzata Biscottinopoli e si creò Re Biscottino, al Re venne data in moglie la Principessa Cüneta che così divenne Regina.

Nel dopoguerra, la corona di Re Biscottino fu indossata da tre novaresi celebri: Cesare Tamagni, Eugenio Pistone e Giulio Genocchio per poi passare a Enrico Tacchini e Sandrino Berutti. Dal 2017 è subentrato Renato Sardo.

Carnevale di Oleggio

Il Carnevale di Oleggio può fregiarsi di un'antica tradizione, risalente almeno alla metà del 1800 visto che l'inventore delle due maschere tradizionali, il poeta dialettale oleggese, Pinela, sostituì la maschera di Gianduja nel teatrino dei bambini con quella di un personaggio che sembra ispirato a Robin Hood, Pirin, contadino che aveva avvelenato il despota Barnabò Visconti, stanco dei suoi soprusi, come narra la leggenda. Accanto a Pirin non poteva mancare la sua controfigura femminile, Majn, un'altra figura divenuta simbolo del Carnevale.

Le due maschere, insieme ai carri allegorici e ai gruppi folkloristici che li accompagnano nella sfilata sono le attrazioni più importanti di questo carnevale.

 

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