Carnevale In Piemonte

Il Piemonte è tra le regioni italiane in cui vengono organizzati più festeggiamenti per Carnevale su tutto il territorio da comitati sorti ad hoc o dalle Pro loco. IlCarnevale in Piemonte è tradizione ma non solo, è soprattutto rivivere la storia attraverso celebrazioni che puntano sulla rievocazione storica degli eventi che hanno determinato la nascita di queste tradizioni.

La Guida al Carnevale in Piemonte 2017

Carnevale di Valdieri

Dopo un lungo periodo d'interruzione durato circa quarant'anni, a partire dal 2007, in Valle Gesso è tornato il Carnevale alpino di Valdieri. Protagonista indiscusso della festa è l'Orso di paglia di segale insieme ai Frà e ai Perulìer.
La riscoperta del Carnevale alpino è stata frutto di una ricerca della Regione Piemonte e dell'Ecomuseo della Segale, con il sostegno del Parco naturale Alpi Marittime e del Comune di Valdieri, recuperando la memoria di "Din del papa", un anziano del luogo, che da giovane aveva interpretato più di una volta la mitica figura carnevalesca.

http://www.ecomuseosegale.it/
Carnevale di Ivrea

Lo Storico Carnevale di Ivrea è uno dei maggiori carnevali italiani, famoso per la spettacolare Battaglia delle Arance, in cui il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi combatte a colpi di arance contro le armate del Feudatario, rappresentate da tiratori su carri trainati da cavalli.
L’eroina della festa è la Mugnaia, al suo fianco il Generale, che fin dai primi anni dell’800 ha il compito di garantire lo svolgimento della manifestazione, insieme al suo Stato Maggiore Napoleonico, composto da Ufficiali a cavallo,  Vivandiere, gli Abbà ed i Pifferi e Tamburi.

 

http://www.storicocarnevaleivrea.it/
Carnevale di Santhia

Il Carnevale di Santhià si festeggia dalla notte dei tempi sin dal 1318 quando l'Abbadia si occupava di organizzare balli e festeggiamenti carnevaleschi. Il carnevale si compone di oltre 2 mila figuranti in una città di soli 9 mila abitanti per una vesta davvero popolare, organizzata dal popolo per il popolo.
L’Antica Società Fagiuolesca è da sempre l’organizzatrice del Carnevale, che programma tutte le manifestazioni dal giorno dell’Epifania al Martedì delle Ceneri con un rituale sempre uguale secondo tradizione.
Nei tre giorni di Carnevale, Stevulin ‘dla Plisera e Majutin dal Pampardù sono i padroni assoluti della città. La leggenda vuole che si tratti di due contadini che secoli fa giunsero in città da due cascine dei dintorni per il loro viaggio di nozze a cui il signorotto locale consegnò le chiavi della città.

http://www.carnevaledisanthia.it/
Carnevale di Mondovì

Il Carnevale di Mondovì - Carlevè 'd Mondvì in dialetto piemontese - ha origini antiche, risalenti al XVI secolo e ritorna ogni anno ad allietare gli abitanti del basso Piemonte e non solo coinvolgendo tutta la città per almeno dieci giorni.

La figura del Moro che raduna il popolo per i festeggiamenti del carnevale trae spunto da un automa in ferro realizzato nella seconda metà del diciottesimo secolo da un artigiano locale, Matteo Mondino. L'automa, con un martello in mano per battere le ore su una campana, è stato collocato sotto un baldacchino posto sopra la facciata della chiesa di San Pietro, nel centro di Mondovì dove sta ancora adesso.

Il Moro diventa quindi uno dei simboli di Mondovì, insieme a quello più antico della Torre del Belvedere e diventa maschera ufficiale nel 1950, con la prima interpretazione da parte di Bastianin Vinai.

http://www.carnevaledimondovi.it/
Carnevale di Chivasso

Il Carnevale di Chivasso ha una tradizione centenaria che si basa sulla figura della Bela Tolera e dell'Abbà. Nel 1434 l'Abbà si trasformò nel mecenate della festa del Carnevale e le sue prerogative divennero molteplici: la distribuzione di dolciumi e arance agli abitanti, la risoluzione di controversie tra Chivassesi e la possibilità di liberare carcerati. Dopo anni e anni in cui le testimoninaze storiche del Crnevale si perdono, nel 1905 il "Circolo di Agricoltura, Industria e Commercio" decise di istituire la figura della Bela Tolera, una ragazza accompagnata da quattro damigelle, in qualità di Regina del Mercato.
L'appellativo Bela Tolera ha una forte connotazione storica e simbolica: da un lato si richiama alla guglia che fasciava il campanile del Duomo e indicava la collocazione di Chivasso agli abitanti delle colline circostanti, prima che i Francesi nel 1705 l'abbattessero; dall'altro il termine "bela" significa "latta" in piemontese e richiama l'abilità dei chivassesi nel condurre gli affari durante il mercato settimanale del mercoledì. Nel 1948 per il ruolo storico svolto dall'Abbà venne deciso di affiancare alla Bela Tolera la sua figura, entrambi rigorosamente abbigliati con costumi ottocenteschi.
Una delle caratteristiche peculiari di questo Carnevale è che termina la prima Domenica di Quaresima, in memoria del Carnevale del 1951 che non si riuscì a celebrare a causa del maltempo e venne rimandato alla domenica successiva cambiando nome da Carnevale a Carnevalone.

http://www.carnevalonedichivasso.it/
Carnevale di Domodossola

Il Carnevale di Domodossola ha una tradizione antica ed è uno dei carnevali più importanti della Val d'Ossola. Il ciclo di eventi legati al Carnevale e organizzati ogni anno dal Comitato Pulenta e sciriuii è fortemente incentrato sulle tradizioni gastronomiche del luogo che vengono egregiamente celebrate soprattutto durante la domenica quando gli sposi del carnevale, il Togn e la Cia, aprono il loro banchetto nuziale in piazza Mercato distribuendo la pulenta, salamini e sciriuii, cucinati sul momento in grandi pentoloni dai pulentatt, i cuochi della manifestazione.

Evento centrale del Carnevale è il tombolone gastronomico del martedì grasso durante il quale vengono distribuiti dei dolci tipici.

 

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Carnevale di Borgosesia

Il Carnevale di Borgosesia è uno dei più antichi della Valsesia, le sue origini risalgono al lontano 1387, anno in cui fu emesso un regolamento che si proponeva di limitare la degenerazione dei festeggiamenti carnevaleschi con ammonimenti e pene per i trasgressori.

Le testimonianze storiche si perdono nei secoli, 110 anni fa però il carnevale si arricchisce di un'altra figura simbolica che rappresenta tanti giovani italiani coinvolti loro malgrado nelle imprese coloniali dell'Italia postunitaria, costretti a combattere sul finire del 1800 in Abissinia e in Eritrea. Il Peru Magunella da Borgosesia lasciò quindi la sua morosa e andò al fronte, nonostante al suo ritorno scoprì i tradimenti della sua amata Gin, alla fine se la sposò.Una delle caratteristiche del Carnevale di Borgosesia è che non si chiude con il martedì grasso ma con il Mercu scùrot (il Mercoledì oscuro), ovvero il Mercoledì delle Ceneri che apre la Quaresima.

http://carnevaleborgosesia.it/
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Carnevale di Oleggio

Il Carnevale di Oleggio può fregiarsi di un'antica tradizione, risalente almeno alla metà del 1800 visto che l'inventore delle due maschere tradizionali, il poeta dialettale oleggese, Pinela, sostituì la maschera di Gianduja nel teatrino dei bambini con quella di un personaggio che sembra ispirato a Robin Hood, Pirin, contadino che aveva avvelenato il despota Barnabò Visconti, stanco dei suoi soprusi, come narra la leggenda. Accanto a Pirin non poteva mancare la sua controfigura femminile, Majn, un'altra figura divenuta simbolo del Carnevale.

Le due maschere, insieme ai carri allegorici e ai gruppi folkloristici che li accompagnano nella sfilata sono le attrazioni più importanti di questo carnevale.

 

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Carnevale di Crescentino

Il Carnevale storico Crescentino racconta una storia di rivolta che risale al lontano 1529, quando il Conte Riccardo IV Tezzoni impose lo ius primae noctis attirandosi l'odio del paese. Rifiutandosi di giacere con lui, la figlia del mugnaio del Mulino Stella tagliò la testa al tiranno, mentre nel paese il suono della campana della Torre Civica richiamava il popolo a raccolta per iniziare la rivolta. In aiuto dei Crescentini, vennero un gruppo di rivoltosi da Vische, un paese vicino, che da poco si era liberato dal suo despota, allenaza ancora oggi molto sentita.

Da questa vicenda, nasce la tradizione del Carnevale Crescentino che ha come protagonista la Papetta, ovvero la giovane figlia del mugnaio, il cui soprannome deriva dalla farina usata per la polenta.Una peculiarità del carnevale è il Corso Mascherato, ovvero la sfilata di carri allegorici che ospita le più belle creazioni in cartapesta degli altri carnevali piemontesi.

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Carnevale di Biella

Il Carnevale di Biella presenta la sfilata delle maschere biellesi e dei carri per le vie del centro capitanati da da Gipin e Catlina, i sovrani del Carnevale cittadino insieme alla classica fagiolata.
La maschera simbolo tradizionale del carnevale biellese è il Babe che nel dialetto locale indica il rospo legato all’antica rivalità tra il comune di Biella e quello di Vercelli facendo riferimento agli abitanti delle risaie del vercellese.
La conclusione del carnevale prevede il processo al Babi e il rogo.