Piemonte

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Carnevale di Crescentino
Tipologia:
Descrizione:

Il Carnevale storico Crescentino racconta una storia di rivolta che risale al lontano 1529, quando il Conte Riccardo IV Tezzoni impose lo ius primae noctis attirandosi l’odio del paese. Rifiutandosi di giacere con lui, la figlia del mugnaio del Mulino Stella tagliò la testa al tiranno, mentre nel paese il suono della campana della Torre Civica richiamava il popolo a raccolta per iniziare la rivolta. In aiuto dei Crescentini, vennero un gruppo di rivoltosi da Vische, un paese vicino, che da poco si era liberato dal suo despota, allenaza ancora oggi molto sentita.

Da questa vicenda, nasce la tradizione del Carnevale Crescentino che ha come protagonista la Papetta, ovvero la giovane figlia del mugnaio, il cui soprannome deriva dalla farina usata per la polenta.Una peculiarità del carnevale è il Corso Mascherato, ovvero la sfilata di carri allegorici che ospita le più belle creazioni in cartapesta degli altri carnevali piemontesi.

Descrizione lunga:

Il Carnevale storico Crescentino racconta una storia di rivolta che risale al lontano 1529, quando il Conte Riccardo IV Tezzoni impose lo ius primae noctis attirandosi l’odio del paese. Rifiutandosi di giacere con lui, la figlia del mugnaio del Mulino Stella tagliò la testa al tiranno, mentre nel paese il suono della campana della Torre Civica richiamava il popolo a raccolta per iniziare la rivolta. In aiuto dei Crescentini, vennero un gruppo di rivoltosi da Vische, un paese vicino, che da poco si era liberato dal suo despota, allenaza ancora oggi molto sentita.

Da questa vicenda, nasce la tradizione del Carnevale Crescentino che ha come protagonista la Papetta, ovvero la giovane figlia del mugnaio, il cui soprannome deriva dalla farina usata per la polenta.Una peculiarità del carnevale è il Corso Mascherato, ovvero la sfilata di carri allegorici che ospita le più belle creazioni in cartapesta degli altri carnevali piemontesi.

Carnevale di Oleggio
Tipologia:
Descrizione:

Il Carnevale di Oleggio può fregiarsi di un’antica tradizione, risalente almeno alla metà del 1800 visto che l’inventore delle due maschere tradizionali, il poeta dialettale oleggese, Pinela, sostituì la maschera di Gianduja nel teatrino dei bambini con quella di un personaggio che sembra ispirato a Robin Hood, Pirin, contadino che aveva avvelenato il despota Barnabò Visconti, stanco dei suoi soprusi, come narra la leggenda. Accanto a Pirin non poteva mancare la sua controfigura femminile, Majn, un’altra figura divenuta simbolo del Carnevale.

Le due maschere, insieme ai carri allegorici e ai gruppi folkloristici che li accompagnano nella sfilata sono le attrazioni più importanti di questo carnevale.

 

Descrizione lunga:

Il Carnevale di Oleggio può fregiarsi di un’antica tradizione, risalente almeno alla metà del 1800 visto che l’inventore delle due maschere tradizionali, il poeta dialettale oleggese, Pinela, sostituì la maschera di Gianduja nel teatrino dei bambini con quella di un personaggio che sembra ispirato a Robin Hood, Pirin, contadino che aveva avvelenato il despota Barnabò Visconti, stanco dei suoi soprusi, come narra la leggenda. Accanto a Pirin non poteva mancare la sua controfigura femminile, Majn, un’altra figura divenuta simbolo del Carnevale.

Le due maschere, insieme ai carri allegorici e ai gruppi folkloristici che li accompagnano nella sfilata sono le attrazioni più importanti di questo carnevale.

 

Carnevale di Torino
Tipologia:
Descrizione:

Lo storico Carlevè di Turin è celebrato attraverso imponenti sfilate di carri allegorici con bande, majorettes e le storiche figure simbolo del carnevale torinese: Gianduja e Giacometta. Tra i luoghi nevralgici delle celebrazioni c’è il parco della Pellerina, in cui vengono allestiti tutti gli anni la Fiera dei Vini, l’imponente Luna Park, mentre il centro della città oltre alla sfilata dei carri allegorici ospita il Bike Carnival, una passeggiata cicloturistica in maschera pensata per i bambini delle elementari e delle scuole medie.

La storia racconta che un burattinaio torinese aveva riscosso molto successo con il suo burattino Gironi, diminuitivo di Girolamo, ma gli venne consigliato di cambiargli il nome, allora decise di nominarlo come un simpatico personaggio che aveva incontrato a Callinetto, una località vicino ad Asti, Gioan d’la douja soprannominato così perchè chiedeva sempre un boccale di vino in osteria (in dialetto piemontese douja, appunto). Da subito, diventò un burattino d’enorme successo e il suo nome venne abbreviato in Gianduja, dando poi il suo nome ai Gianduiotti, tipici cioccolatini torinesi, nati nel 1865.

Descrizione lunga:

Lo storico Carlevè di Turin è celebrato attraverso imponenti sfilate di carri allegorici con bande, majorettes e le storiche figure simbolo del carnevale torinese: Gianduja e Giacometta. Tra i luoghi nevralgici delle celebrazioni c’è il parco della Pellerina, in cui vengono allestiti tutti gli anni la Fiera dei Vini, l’imponente Luna Park, mentre il centro della città oltre alla sfilata dei carri allegorici ospita il Bike Carnival, una passeggiata cicloturistica in maschera pensata per i bambini delle elementari e delle scuole medie.

La storia racconta che un burattinaio torinese aveva riscosso molto successo con il suo burattino Gironi, diminuitivo di Girolamo, ma gli venne consigliato di cambiargli il nome, allora decise di nominarlo come un simpatico personaggio che aveva incontrato a Callinetto, una località vicino ad Asti, Gioan d’la douja soprannominato così perchè chiedeva sempre un boccale di vino in osteria (in dialetto piemontese douja, appunto). Da subito, diventò un burattino d’enorme successo e il suo nome venne abbreviato in Gianduja, dando poi il suo nome ai Gianduiotti, tipici cioccolatini torinesi, nati nel 1865.