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Il Sangone diventa protagonista: a Mirafiori nasce il Festival del Paesaggio Fluviale

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Dal 20 al 27 settembre Mirafiori ospita la prima edizione del Festival del Paesaggio Fluviale “Il fiume che ci attraversa”, una settimana di appuntamenti tra arte contemporanea, ricerca scientifica, passeggiate, laboratori e momenti di confronto pubblico per riscoprire il rapporto tra la città e il suo corso d’acqua.

L’obiettivo è guardare al Sangone con occhi diversi: non soltanto come a un elemento del paesaggio, ma come a una vera e propria infrastruttura ecologica, culturale e sociale, capace di raccontare la storia di un territorio e, allo stesso tempo, di suggerire nuove possibilità per il suo futuro.

Il festival porterà a Mirafiori artisti, ricercatori, attivisti e cittadini, chiamati a confrontarsi sul modo in cui i territori cambiano in relazione ai fiumi e sulle strategie necessarie per prendersene cura. Il programma sarà diffuso in diversi luoghi del quartiere e coinvolgerà Sangone, Orti Generali, Mausoleo della Bela Rosin, Rifugio Antiaereo, parchi e aree verdi.

Una settimana tra arte, ricerca e partecipazione

Il calendario prenderà il via già il 20 settembre, con le iniziative “Verso il Festival”. Tra gli appuntamenti ci sarà il laboratorio “Alghe Acquatiche”, condotto dall’artista Stefano Fiorina e basato sull’utilizzo di materiali di recupero, e un’escursione nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, alla scoperta dei luoghi in cui nasce il Sangone.

Dal 22 al 25 settembre sarà invece la formazione a entrare in primo piano, con due workshop rivolti a studentesse e studenti. Il primo sarà realizzato con il Politecnico di Torino e i corsi di laurea in Pianificazione Urbanistica e Territoriale e Architettura del Paesaggio. Il secondo coinvolgerà l’Accademia Albertina e sarà guidato dall’artista portoghese Maja Escher, tra le protagoniste di Manifesta 15 e finalista dell’EDP Art Award.

Escher lavorerà insieme agli studenti a “Pietra·Radice·Serpente”, un’installazione partecipativa che immagina il fiume come un organismo vivente, capace di mettere in relazione corpi, memorie e comunità.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 25 settembre, con gli interventi delle curatrici e dei rappresentanti delle istituzioni, seguiti da momenti performativi.

Il programma proseguirà fino al 27 settembre con numerosi appuntamenti, tra cui “Swamp Jam” di Melma Crew, con il sound design live di Isaias e Radio Banda Larga. La performance proverà a tradurre in suoni le relazioni invisibili dell’ecosistema del Sangone, intrecciando microscopia e sound design.

Ci saranno inoltre passeggiate geologiche, attività per famiglie, incontri pubblici e i “Dialoghi Inaspettati”, pensati per superare il tradizionale formato del convegno e mettere allo stesso tavolo cittadini, amministratori, artisti e ricercatori.

Tra i temi affrontati anche quello delle “Alleanze più che umane”, una conversazione dedicata al femminismo acquatico e alle nuove ecologie politiche, per riflettere sui fiumi come infrastrutture affettive ma anche come archivi di conflitti, trasformazioni e disuguaglianze.

A chiudere il programma ci sarà anche la proiezione del documentario “I ricordi del fiume” dei fratelli De Serio.

Un festival internazionale per raccontare il Sangone

La manifestazione avrà anche una forte dimensione internazionale. Tra gli ospiti figurano il collettivo berlinese Perperúna Ensemble, l’artista Maja Escher e ricercatrici e ricercatori provenienti da università e centri di ricerca europei.

Tra le voci coinvolte ci sarà anche Ifor Duncan dell’Università di Utrecht, impegnato nel progetto ERC EcoViolence, insieme a Federico Broggini, Alberto Doretto, Marco Giardino, Elena Longhin e a performer, illustratori, geografi e collettivi provenienti da diversi Paesi europei.

Il Festival nasce nell’ambito del progetto europeo ClimaGen – Climate, Imagination, Engagement, finanziato da Horizon Europe, che punta a trasformare quartieri urbani vulnerabili in luoghi più resilienti, rigenerati e a basse emissioni.

In questo quadro Mirafiori diventa un laboratorio nel quale mettere in relazione istituzioni, comunità locali, ricerca e pratiche artistiche. Una prospettiva che guarda alla transizione ecologica non soltanto attraverso infrastrutture e interventi ambientali, ma anche attraverso la capacità di cambiare il modo in cui le persone percepiscono e vivono il proprio territorio.

“Prendersi cura di una città significa anche imparare a guardare i suoi fiumi in modo diverso”, sottolinea l’assessore al Verde e ai Fiumi Francesco Tresso, ricordando come il Sangone sia un patrimonio naturale ancora poco conosciuto, ma capace di raccontare la storia di Mirafiori e di indicare nuove prospettive per il quartiere.

Per l’assessora alla Transizione Ecologica, all’Innovazione e alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta, iniziative di questo tipo consentono invece di mettere insieme arte, ricerca scientifica e partecipazione civica, trasformando l’immaginazione in uno strumento concreto per affrontare il cambiamento climatico.

Mirafiori e il fiume che attraversa la città

La scelta di Mirafiori non è casuale. Il quartiere, simbolo della storia industriale torinese e italiana, negli ultimi anni è diventato uno dei luoghi cittadini maggiormente interessati da percorsi di rigenerazione urbana, ambientale e culturale.

Il Sangone rappresenta uno degli elementi centrali di questo paesaggio, insieme agli Orti Generali, al Mausoleo della Bela Rosin, al Rifugio Antiaereo e alla rete di parchi e aree verdi.

Il Festival vuole quindi contribuire a costruire una nuova narrazione del quartiere, mettendo in evidenza un patrimonio naturale spesso percepito come marginale e collegandolo alle trasformazioni già in corso. Un percorso che si inserisce anche nel solco di esperienze artistiche recenti, come l’opera “IDOLO” di Mike Nelson.

Tutte le attività del Festival del Paesaggio Fluviale sono gratuite. La partecipazione è libera, anche se per alcune iniziative è prevista la prenotazione obbligatoria, disponibile dal 1° settembre 2026 all’indirizzo [email protected].

Il programma completo è disponibile sul sito del progetto Mirafiori dopo il mito.


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