Le Residenze Reali in Piemonte – La Corona di Delizie – La Corona Verde

La Corona di Delizie  , così definita da Amedeo di Castellamonte, è il sistema di Residenze Reali, volute dalla famiglia sabauda per circondarsi di sfarzose maisons de plaisance  nate tra Cinquecento e Seicento intorno alla città di Torino. La Corona di Delizie è inserita del progetto strategico Corona Verde, che interessa l’area metropolitana e la collina torinese coinvolgendo un territorio di ben 93 comuni

Esiste anche un percorso cicloturistico , la Corona di Delizie in bicicletta, che collega le Residenze Sabaude in bicicletta. Il percorso è costituito da un anello di oltre 90 Km con 7 varianti storiche, attraverso percorsi protetti e misti. La Corona di Delizie in bicicletta è dotata di  un’app scaricabile per smartphone e tablet dal portale Google Play.

La Corona Verde è un’iniziativa della Regione Piemonte che interessa l’area metropolitana di Torino: dal Parco della Collina Torinese di Superga ai boschi di Stupinigi, dalla Mandria alla Vauda, ai margini del Canavese, passando dai laghi di Avigliana, il Colle del Lys, il Monte San Giorgio e il Po. Corona Verde è una infrastruttura verde che integra la Corona di Delizie delle Residenze Reali con la cintura verde, rappresentata dal patrimonio naturale dei Parchi metropolitani, dei Fiumi e dalle Aree Rurali dell’hinterland metropolitano.

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Abbazia di Novalesa
Descrizione:

L'abbazia dei Santi Pietro e Andrea, ovvero l'abbazia di Novalesa, è un'antica abbazia benedettina fondata nell'VIII secolo. Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell'XI secolo, dedicati uno al titolare Sant'Eldrado e l'altro, fra i primi conosciuti in Occidente, a San Nicola di Bari.

Descrizione lunga:

L'abbazia dei Santi Pietro e Andrea, ovvero l'abbazia di Novalesa, è un'antica abbazia benedettina fondata nell'VIII secolo. Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell'XI secolo, dedicati uno al titolare Sant'Eldrado e l'altro, fra i primi conosciuti in Occidente, a San Nicola di Bari.

Basilica di Don Bosco
Descrizione:

La basilica di San Giovanni Bosco fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo di nascita del santo. Nella cripta della basilica si trovano reliquie insigni di san Giovanni Bosco - una parte del cervello - e un osso di san Domenico Savio, un osso.

Descrizione lunga:

La basilica di San Giovanni Bosco fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo di nascita del santo. Nella cripta della basilica si trovano reliquie insigni di san Giovanni Bosco - una parte del cervello - e un osso di san Domenico Savio, un osso.

Basilica di Superga
Descrizione:

La basilica di Superga, nota anche come Real basilica di Superga, sorge sull'omonimo colle a nord-est di Torino. Fu fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria, dopo aver sconfitto i francesi che assediavano Torino nel 1706. Il progetto è del messinese Filippo Juvarra e risale al 1715. Alla cappella, posta alla sommità dell'omonima collina, si può giungere attraverso strada o servendosi della tranvia Sassi-Superga. La storia della basilica è da far risalire al 2 settembre 1706, quando il duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il principe di Carignano Eugenio di Savoia salirono sul colle per osservare Torino assediata dai franco-spagnoli. Vittorio Amedeo, inginocchiatosi dinanzi ad un vecchio pilone, giurò che, in caso di vittoria, avrebbe edificato un monumento alla Madonna.E così avvenne.

La chiesa ospita nei sotterranei le tombe della dinastia sabauda, tuttora visitabili, ed è affiancata dal convento settecentesco. Celebre è il panorama che si affaccia sulla città e sull'arco alpino.

Descrizione lunga:

La basilica di Superga, nota anche come Real basilica di Superga, sorge sull'omonimo colle a nord-est di Torino. Fu fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria, dopo aver sconfitto i francesi che assediavano Torino nel 1706. Il progetto è del messinese Filippo Juvarra e risale al 1715. Alla cappella, posta alla sommità dell'omonima collina, si può giungere attraverso strada o servendosi della tranvia Sassi-Superga. La storia della basilica è da far risalire al 2 settembre 1706, quando il duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il principe di Carignano Eugenio di Savoia salirono sul colle per osservare Torino assediata dai franco-spagnoli. Vittorio Amedeo, inginocchiatosi dinanzi ad un vecchio pilone, giurò che, in caso di vittoria, avrebbe edificato un monumento alla Madonna.E così avvenne.

La chiesa ospita nei sotterranei le tombe della dinastia sabauda, tuttora visitabili, ed è affiancata dal convento settecentesco. Celebre è il panorama che si affaccia sulla città e sull'arco alpino.

Borgo Castello della Mandria
Tipologia:
Descrizione:

Il Borgo Castello situato all'interno del parco naturale La Mandria fu residenza sabauda a partire dagli anni '60 dell'Ottocento, quando il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II decise di stabilirsi qui per la vicinanza con la città di Torino che sarebbe diventata a breve la prima capitale d'Italia, e per poter vivere lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie poi, Rosa Vercellana. Inoltre il re qui si potrà dedicare alla sua grande passione: la caccia. A questo scopo fa cingere il parco con una cinta muraria lunga circa 27 km ancora oggi esistente e vi inserisce all'interno diverse razze animali. Al Borgo Castello vi lavorarono gli architetti Domenico Ferri, per quanto riguarda gli interni, Barnaba Panizza e il ticinese Leopoldo Galli, per l'esterno.

Gli appartamenti Reali, perfettamente arredati e conservati, sono costituiti da 18 ambienti di carattere intimo e familiare, che rivelano le scelte e il gusto del committente. A ciò si aggiunge il valore del patrimonio naturalistico del parco, con percorsi escursionistici e piccole perle architettoniche.

Descrizione lunga:

Il Borgo Castello situato all'interno del parco naturale La Mandria fu residenza sabauda a partire dagli anni '60 dell'Ottocento, quando il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II decise di stabilirsi qui per la vicinanza con la città di Torino che sarebbe diventata a breve la prima capitale d'Italia, e per poter vivere lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie poi, Rosa Vercellana. Inoltre il re qui si potrà dedicare alla sua grande passione: la caccia. A questo scopo fa cingere il parco con una cinta muraria lunga circa 27 km ancora oggi esistente e vi inserisce all'interno diverse razze animali. Al Borgo Castello vi lavorarono gli architetti Domenico Ferri, per quanto riguarda gli interni, Barnaba Panizza e il ticinese Leopoldo Galli, per l'esterno.

Gli appartamenti Reali, perfettamente arredati e conservati, sono costituiti da 18 ambienti di carattere intimo e familiare, che rivelano le scelte e il gusto del committente. A ciò si aggiunge il valore del patrimonio naturalistico del parco, con percorsi escursionistici e piccole perle architettoniche.

Castello Cavour di Santena
Tipologia:
Descrizione:

La dimora dei Cavour a Santena è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, biblioteca e archivi. Fu costruito per volontà di Carlo Ottavio Benso di Santena tra il 1712 e il 1720. Ospita la tomba del conte di Cavour.
Nel castello sono custoditi numerosi ricordi delle famiglie che vi abitarono, tra questi una coppa in porcellana di Sèvres, donata da Napoleone III al conte Camillo Benso di Cavour, dopo il Congresso di Parigi del 1856. La Sala del Consiglio è congiunta al castello da un terrazzo, ed è adorna di bassorilievi e stucchi: qui il conte Camillo radunava i colleghi del Ministero per conferenze politiche. Vicino alla sala del consiglio sorge il Castellazzo, un torrione merlato, unico avanzo del primitivo castello.

Descrizione lunga:

La dimora dei Cavour a Santena è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, biblioteca e archivi. Fu costruito per volontà di Carlo Ottavio Benso di Santena tra il 1712 e il 1720. Ospita la tomba del conte di Cavour.
Nel castello sono custoditi numerosi ricordi delle famiglie che vi abitarono, tra questi una coppa in porcellana di Sèvres, donata da Napoleone III al conte Camillo Benso di Cavour, dopo il Congresso di Parigi del 1856. La Sala del Consiglio è congiunta al castello da un terrazzo, ed è adorna di bassorilievi e stucchi: qui il conte Camillo radunava i colleghi del Ministero per conferenze politiche. Vicino alla sala del consiglio sorge il Castellazzo, un torrione merlato, unico avanzo del primitivo castello.

Castello del Valentino
Tipologia:
Descrizione:

Il castello del Valentino è un edificio storico di Torino, situato nell'omonimo Parco del Valentino sulle rive del fiume Po. Oggi è proprietà del Politecnico di Torino, ed ospita i corsi di laurea in Architettura. Dal 1997 il castello è inserito nella lista del patrimonio dell'umanità come elemento parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Il Castello ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d'uso prima di diventare facoltà universitaria. Già residenza fluviale extraurbana nel '500, conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto Cristina di Francia che lo scelse come palazzo di rappresentanza. Pochi decenni dopo la sua morte uno dei giardini laterali divenne orto botanico dell'Università, tuttora visitabile.

Descrizione lunga:

Il castello del Valentino è un edificio storico di Torino, situato nell'omonimo Parco del Valentino sulle rive del fiume Po. Oggi è proprietà del Politecnico di Torino, ed ospita i corsi di laurea in Architettura. Dal 1997 il castello è inserito nella lista del patrimonio dell'umanità come elemento parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Il Castello ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d'uso prima di diventare facoltà universitaria. Già residenza fluviale extraurbana nel '500, conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto Cristina di Francia che lo scelse come palazzo di rappresentanza. Pochi decenni dopo la sua morte uno dei giardini laterali divenne orto botanico dell'Università, tuttora visitabile.

Castello della Contessa Adelaide di Susa
Tipologia:
Descrizione:

Il castello della Contessa Adelaide si trova a Susa, circa 50 km a ovest di Torino, nella Valle di Susa. Posto sull'altura che domina la città, a fianco del celebre Arco romano, fra i più antichi castelli in Val di Susa, la fortificazione segusina è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, ma i restauri degli ultimi decenni ne hanno riscoperto alcuni tratti medioevali. Il nome con cui è conosciuto rimanda ad Adelaide di Susa, che nell'XI secolo portò Susa, le terre circostanti e il Passo del Moncenisio nell'orbita della Casa Savoia. Nel medioevo fu infatti fortificazione e residenza per le signorie locali.

Il castello, che reca traccia dei lavori compiuti in epoche successive, ospita oggi un museo civico con un innovativo allestimento che narra il ruolo cruciale che i varchi alpini e il territorio valsusino hanno ricoperto nel millennio dei Savoia.

Descrizione lunga:

Il castello della Contessa Adelaide si trova a Susa, circa 50 km a ovest di Torino, nella Valle di Susa. Posto sull'altura che domina la città, a fianco del celebre Arco romano, fra i più antichi castelli in Val di Susa, la fortificazione segusina è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, ma i restauri degli ultimi decenni ne hanno riscoperto alcuni tratti medioevali. Il nome con cui è conosciuto rimanda ad Adelaide di Susa, che nell'XI secolo portò Susa, le terre circostanti e il Passo del Moncenisio nell'orbita della Casa Savoia. Nel medioevo fu infatti fortificazione e residenza per le signorie locali.

Il castello, che reca traccia dei lavori compiuti in epoche successive, ospita oggi un museo civico con un innovativo allestimento che narra il ruolo cruciale che i varchi alpini e il territorio valsusino hanno ricoperto nel millennio dei Savoia.

Castello di Casotto
Tipologia:
Descrizione:

In origine monastero Certosino, fu acquistato dai Savoia e trasformato in castello di caccia da Carlo Alberto: il progetto riuscì a combinare la semplicità di un ex convento con lo stile monumentale che si addiceva a una residenza sabauda. La certosa non fu mai luogo di reppresentanza ma di svaghi privati; qui Vittorio Emanuele  II organizzava imponenti spedizioni venatorie e la principessa Clotilde trascorreva l'estate. Ancora oggi emergono frammenti della vita di corte nelle camere da letto con arredi originali e nelle cucine del re.

Descrizione lunga:

In origine monastero Certosino, fu acquistato dai Savoia e trasformato in castello di caccia da Carlo Alberto: il progetto riuscì a combinare la semplicità di un ex convento con lo stile monumentale che si addiceva a una residenza sabauda. La certosa non fu mai luogo di reppresentanza ma di svaghi privati; qui Vittorio Emanuele  II organizzava imponenti spedizioni venatorie e la principessa Clotilde trascorreva l'estate. Ancora oggi emergono frammenti della vita di corte nelle camere da letto con arredi originali e nelle cucine del re.

Castello di Govone
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Govone si trova in provincia di Cuneo nel comune di Govone. Fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, dal 1997 è uno degli edifici parte del sito residenze sabaude iscritto alla lista del patrimonio dell'umanità UNESCO, è ora adibito a palazzo comunale.

Fortezza di epoca medievale, fu ricostruita nelle attuali forme barocche con statue provenienti dalla Reggia di Venaria, e le tappezzerie cinesi del '700 che ornano numerose sale. Fu poi scelta da Carlo Felice come residenza di villeggiatura estiva. Il castello è famoso anche per il giardino settecentesco all'italiana, dove fioriscono numerose varietà di rose e una rara specie di tulipano selvatico.

Descrizione lunga:

Il castello di Govone si trova in provincia di Cuneo nel comune di Govone. Fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, dal 1997 è uno degli edifici parte del sito residenze sabaude iscritto alla lista del patrimonio dell'umanità UNESCO, è ora adibito a palazzo comunale.

Fortezza di epoca medievale, fu ricostruita nelle attuali forme barocche con statue provenienti dalla Reggia di Venaria, e le tappezzerie cinesi del '700 che ornano numerose sale. Fu poi scelta da Carlo Felice come residenza di villeggiatura estiva. Il castello è famoso anche per il giardino settecentesco all'italiana, dove fioriscono numerose varietà di rose e una rara specie di tulipano selvatico.

Castello di Racconigi
Tipologia:
Descrizione:

Il castello reale di Racconigi è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

Visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine, e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

Descrizione lunga:

Il castello reale di Racconigi è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

Visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine, e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

Castello di Rivoli
Tipologia:
Descrizione:

Il Castello di Rivoli è un edificio di interesse storico situato a Rivoli, circa 15 km a ovest di Torino. In passato fu una residenza sabauda, mentre oggi è una delle sedi museali di Arte Contemporanea.

Nato nel xi secolo come roccaforte militare è proprietà dei Savoia dal 1247, fu la prima sede della corte del ducato sabaudo e nel '600 venne trasformato in residenza aulica. Nel '700 Vittorio Amedeo II affidò a Juvarra l'incarico di una grandiosa riedificazione mai portata a termine. Negli anni 80 del '900 viene però ristrutturato da Andrea Bruno che gli ha dato continuità tra passato, presente e futuro.

Descrizione lunga:

Il Castello di Rivoli è un edificio di interesse storico situato a Rivoli, circa 15 km a ovest di Torino. In passato fu una residenza sabauda, mentre oggi è una delle sedi museali di Arte Contemporanea.

Nato nel xi secolo come roccaforte militare è proprietà dei Savoia dal 1247, fu la prima sede della corte del ducato sabaudo e nel '600 venne trasformato in residenza aulica. Nel '700 Vittorio Amedeo II affidò a Juvarra l'incarico di una grandiosa riedificazione mai portata a termine. Negli anni 80 del '900 viene però ristrutturato da Andrea Bruno che gli ha dato continuità tra passato, presente e futuro.

Chiesa della Gran Madre
Descrizione:

La Chiesa della Gran Madre, terminata nel 1831, nacque dall'idea dell'architetto Ferdinando Bonsignore. La sua caratteristica particolare è la sua forma che riprende quella del Pantheon romano, di stile neoclassico-adrianeo.

Descrizione lunga:

La Chiesa della Gran Madre, terminata nel 1831, nacque dall'idea dell'architetto Ferdinando Bonsignore. La sua caratteristica particolare è la sua forma che riprende quella del Pantheon romano, di stile neoclassico-adrianeo.

Chiesa di San Domenico
Descrizione:

La costruzione della Chiesa di San Domenico in centro di Torino iniziò nel 1227 quando i domenicani si insediarono a Torino stabilendosi in prossimità delle mura cittadine. Ha come caratteristica specifica quella di essere l'unica chiesa medievale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri e si può considerare uno dei luoghi di culto più antichi della città. All'interno sono conservati frammenti di affreschi della fine del Trecento.

Descrizione lunga:

La costruzione della Chiesa di San Domenico in centro di Torino iniziò nel 1227 quando i domenicani si insediarono a Torino stabilendosi in prossimità delle mura cittadine. Ha come caratteristica specifica quella di essere l'unica chiesa medievale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri e si può considerare uno dei luoghi di culto più antichi della città. All'interno sono conservati frammenti di affreschi della fine del Trecento.

Descrizione:

Il Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista fu edificato alla fine del XV secolo e costituisce l'unica chiesa in stile rinascimentale della città. Dal 1578 ospita la Sacra Sindone, il telo in cui fu avvolto Gesù Cristo.

Descrizione lunga:

Il Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista fu edificato alla fine del XV secolo e costituisce l'unica chiesa in stile rinascimentale della città. Dal 1578 ospita la Sacra Sindone, il telo in cui fu avvolto Gesù Cristo.

Palazzina di caccia di Stupinigi
Tipologia:
Descrizione:

La Palazzina di caccia di Stupinigi era una residenza adibita alla pratica della caccia eretta per i Savoia. L'opera, realizzata su progetto di Filippo Juvarra, venne iniziata nel maggio del 1729 e fu terminata nel 1733. Il sito, facente parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte, dal 1997 è stato proclamato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La palazzina è situata nella località di Stupinigi, alla periferia sud-occidentale di Torino.

Oltre che dimora prediletta dai Savoia, fu anche dimora di Napoleone all'inizio dell'800. Costruita sul modello delle coeve residenze mitteleuropee.

Descrizione lunga:

La Palazzina di caccia di Stupinigi era una residenza adibita alla pratica della caccia eretta per i Savoia. L'opera, realizzata su progetto di Filippo Juvarra, venne iniziata nel maggio del 1729 e fu terminata nel 1733. Il sito, facente parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte, dal 1997 è stato proclamato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La palazzina è situata nella località di Stupinigi, alla periferia sud-occidentale di Torino.

Oltre che dimora prediletta dai Savoia, fu anche dimora di Napoleone all'inizio dell'800. Costruita sul modello delle coeve residenze mitteleuropee.

Palazzo Cisterna
Tipologia:
Descrizione:

Il nucleo originario dell'edificio risale al 1675 ad opera di Antonio Maurizio Valperga o di suo fratello Andrea . Tre anni dopo viene allestito il giardino interno, per desiderio della Madama Reale. Nel 1685 il Palazzo passa alla Famiglia Dal Pozzo della Cisterna, con cui inizia un lungo periodo di restauri grandiosi e di  splendore. Segue poi un periodo di interruzione delle opere di decoro, che riprendono solo nella seconda metà dell'Ottocento con il matrimonio tra Maria Vittoria, figlia di Carlo Emanuele della Cisterna, e Amedeo di Savoia duca d'Aosta.

Dopo la morte della Principessa Maria Vittoria Amedeo d'Aosta volle completare il Palazzo. Negli anni successivi agli inizi del '900 furono effettuati solo degli interventi minori; nel 1940 i Savoia-Aosta vendono l'edificio, ormai scarsamente utilizzato, all'Amministrazione Provinciale, diventandone sede ufficiale nel 1945 per poi diventarlo della Città Metropolitana.

Descrizione lunga:

Il nucleo originario dell'edificio risale al 1675 ad opera di Antonio Maurizio Valperga o di suo fratello Andrea . Tre anni dopo viene allestito il giardino interno, per desiderio della Madama Reale. Nel 1685 il Palazzo passa alla Famiglia Dal Pozzo della Cisterna, con cui inizia un lungo periodo di restauri grandiosi e di  splendore. Segue poi un periodo di interruzione delle opere di decoro, che riprendono solo nella seconda metà dell'Ottocento con il matrimonio tra Maria Vittoria, figlia di Carlo Emanuele della Cisterna, e Amedeo di Savoia duca d'Aosta.

Dopo la morte della Principessa Maria Vittoria Amedeo d'Aosta volle completare il Palazzo. Negli anni successivi agli inizi del '900 furono effettuati solo degli interventi minori; nel 1940 i Savoia-Aosta vendono l'edificio, ormai scarsamente utilizzato, all'Amministrazione Provinciale, diventandone sede ufficiale nel 1945 per poi diventarlo della Città Metropolitana.

Palazzo Madama di Torino
Tipologia:
Descrizione:

Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja è un complesso architettonico e storico situato nella centrale piazza Castello a Torino. È patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO, come parte del sito seriale Residenze Sabaude. Nel palazzo ha sede il Museo civico d'arte antica.

Si tratta di un connubio di duemila anni di Storia di Torino, dall'antichissima porta orientale della colonia romana di Julia Augusta Taurinorum alla Casaforte difensiva, quindi al Castello vero e proprio, simbolo del potere sabaudo fino almeno al XVI secolo, quando venne preferito l'attuale Palazzo Reale, come sede dei duca di Savoia.
La parte occidentale del primo complesso medioevale, fu poi chiamato Palazzo Madama perché fu dapprima abitato da Madama Cristina di Borbone-Francia, detta la prima Madama Reale, nel periodo 1620-1663 circa, e successivamente da Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, detta la seconda Madama Reale, nel periodo 1666-1724. Fu per quest'ultima che l'attuale facciata fu disegnata, nel 1716-1718, dall'architetto di corte Filippo Juvarra.

Descrizione lunga:

Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja è un complesso architettonico e storico situato nella centrale piazza Castello a Torino. È patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO, come parte del sito seriale Residenze Sabaude. Nel palazzo ha sede il Museo civico d'arte antica.

Si tratta di un connubio di duemila anni di Storia di Torino, dall'antichissima porta orientale della colonia romana di Julia Augusta Taurinorum alla Casaforte difensiva, quindi al Castello vero e proprio, simbolo del potere sabaudo fino almeno al XVI secolo, quando venne preferito l'attuale Palazzo Reale, come sede dei duca di Savoia.
La parte occidentale del primo complesso medioevale, fu poi chiamato Palazzo Madama perché fu dapprima abitato da Madama Cristina di Borbone-Francia, detta la prima Madama Reale, nel periodo 1620-1663 circa, e successivamente da Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, detta la seconda Madama Reale, nel periodo 1666-1724. Fu per quest'ultima che l'attuale facciata fu disegnata, nel 1716-1718, dall'architetto di corte Filippo Juvarra.

Real Chiesa di San Lorenzo
Descrizione:

La chiesa di San Lorenzo, chiamata anche Real Chiesa di San Lorenzo in quanto chiesa del Palazzo Reale, fu concepita da Guarino Guarini ed eseguita tra il 1668 e il 1687. Custodisce al suo interno la copia della Sacra Sindone, il telo che ha avvolto il corpo di Gesù dopo la crocefissione.

Descrizione lunga:

La chiesa di San Lorenzo, chiamata anche Real Chiesa di San Lorenzo in quanto chiesa del Palazzo Reale, fu concepita da Guarino Guarini ed eseguita tra il 1668 e il 1687. Custodisce al suo interno la copia della Sacra Sindone, il telo che ha avvolto il corpo di Gesù dopo la crocefissione.

Reggia di Venaria
Tipologia: ,
Descrizione:

La reggia di Venaria Reale è una delle Residenze Sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell'umanità dal 1997. La reggia di Venaria fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Oltre all'edificio vero e proprio sono bellissimi da visitare anche i girdini della reggia, soprattutto in primavera con i loro fiori e le maestose fontane.

La scelta del sito, ai piedi delle Valli di Lanzo, fu favorita dalla vicinanza degli estesi boschi detti del Gran Paese, ricchissimi di selvaggina: un territorio che si estende per un centinaio di chilometri fino alle montagne alpine, giungendo a sud e a est in prossimità del capoluogo.

Descrizione lunga:

La reggia di Venaria Reale è una delle Residenze Sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell'umanità dal 1997. La reggia di Venaria fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Oltre all'edificio vero e proprio sono bellissimi da visitare anche i girdini della reggia, soprattutto in primavera con i loro fiori e le maestose fontane.

La scelta del sito, ai piedi delle Valli di Lanzo, fu favorita dalla vicinanza degli estesi boschi detti del Gran Paese, ricchissimi di selvaggina: un territorio che si estende per un centinaio di chilometri fino alle montagne alpine, giungendo a sud e a est in prossimità del capoluogo.

Sacra di San Michele
Descrizione:

La Sacra di San Michele è il monumento simbolo della Regione Piemonte e luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il best-seller "Il nome della Rosa". E' un’abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 40 km da Torino da dove i visitatori possono godere del panorama sul capoluogo piemontese e sulla Val di Susa.

Descrizione lunga:

La Sacra di San Michele è il monumento simbolo della Regione Piemonte e luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il best-seller "Il nome della Rosa". E' un’abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 40 km da Torino da dove i visitatori possono godere del panorama sul capoluogo piemontese e sulla Val di Susa.


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