Musei

Museo Naturalistico Alpe Selviana – Omegna
Tipologia:
Descrizione:

Situata sulle pendici occidentali del Mottarone, che divide il Lago d`Orta dal Lago Maggiore, l`Alpe Selviana, ricavata da un vecchio alpeggio, è divenuta un’azienda agricola (‘Il Glicine’), oltre ad essere concepita anche come un piccolo ecomuseo naturalistico dedicato ai minerali del Mottarone, agli insetti ed ai bonsai. L’attività della cooperativa è indirizzata verso l`agricoltura biologica, in particolare la coltura di lamponi e mirtilli, venduti freschi o in succhi, sciroppi, confetture e prodotti sotto grappa o liquori.

Descrizione lunga:

Situata sulle pendici occidentali del Mottarone, che divide il Lago d`Orta dal Lago Maggiore, l`Alpe Selviana, ricavata da un vecchio alpeggio, è divenuta un’azienda agricola (‘Il Glicine’), oltre ad essere concepita anche come un piccolo ecomuseo naturalistico dedicato ai minerali del Mottarone, agli insetti ed ai bonsai. L’attività della cooperativa è indirizzata verso l`agricoltura biologica, in particolare la coltura di lamponi e mirtilli, venduti freschi o in succhi, sciroppi, confetture e prodotti sotto grappa o liquori.

Museo Naturalistico del Roero – Vezza d’Alba
Tipologia:
Descrizione:

Nato dall’attività didattica di studio del territorio del Roero, il museo presenta importanti collezioni naturalistiche e geologiche. La sezione naturalistica, grazie a vetrine allestite a diorama (ricostruzione in scala reale di ambienti naturali con i loro “ospiti”), illustra gli ambienti significativi della zona: il bosco secco e umido, il Tanaro, le peschiere, le rocche, i ruderali, i coltivi, l’avifauna. Nella sezione geologica sono presentate la stratigrafia del suolo del Roero e le ere geologiche di formazione, in un’esposizione che accosta terreno-fossili-immagini e i reperti rinvenuti nel Roerino.

Descrizione lunga:

Nato dall’attività didattica di studio del territorio del Roero, il museo presenta importanti collezioni naturalistiche e geologiche. La sezione naturalistica, grazie a vetrine allestite a diorama (ricostruzione in scala reale di ambienti naturali con i loro “ospiti”), illustra gli ambienti significativi della zona: il bosco secco e umido, il Tanaro, le peschiere, le rocche, i ruderali, i coltivi, l’avifauna. Nella sezione geologica sono presentate la stratigrafia del suolo del Roero e le ere geologiche di formazione, in un’esposizione che accosta terreno-fossili-immagini e i reperti rinvenuti nel Roerino.

Orto Botanico – Torino
Tipologia:
Descrizione:

Fondato nel 1729 dal re Vittorio Amedeo II, l’Orto botanico è parte integrante del Dipartimento universitario di Biologia Vegetale dell’Università di Torino, immerso nel verde del Parco del Valentino, oggi Parco naturale del Po.

Descrizione lunga:

Fondato nel 1729 dal re Vittorio Amedeo II, l’Orto botanico è parte integrante del Dipartimento universitario di Biologia Vegetale dell’Università di Torino, immerso nel verde del Parco del Valentino, oggi Parco naturale del Po.

Sug@R(T)_house – Nizza Monferrato
Tipologia:
Descrizione:

La [email protected](T)_house nasce dall’esigenza di documentare in modo originale ed innovativo l’argomento zucchero, nonché la storia aziendale della Figli di Pinin Pero S.p.A., in una veste che possa stimolare la curiosità e l’interessamento di un pubblico il più vasto possibile. Il museo è ospitato all’interno di una struttura di 600 m, disposta su due livelli, ubicata tra le colline del Monferrato. Il [email protected](T)_project si propone come obiettivo la correlazione di un alimento di uso quotidiano come lo zucchero con la didattica, la cultura, l’informazione, il costume e l’arte, attribuendo anche al packaging del prodotto zucchero una valenza culturale che non releghi la superficie della confezione alla mera funzione di contenitore, ma che ne sfrutti le potenzialità di mezzo di comunicazione.

Descrizione lunga:

La [email protected](T)_house nasce dall’esigenza di documentare in modo originale ed innovativo l’argomento zucchero, nonché la storia aziendale della Figli di Pinin Pero S.p.A., in una veste che possa stimolare la curiosità e l’interessamento di un pubblico il più vasto possibile. Il museo è ospitato all’interno di una struttura di 600 m, disposta su due livelli, ubicata tra le colline del Monferrato. Il [email protected](T)_project si propone come obiettivo la correlazione di un alimento di uso quotidiano come lo zucchero con la didattica, la cultura, l’informazione, il costume e l’arte, attribuendo anche al packaging del prodotto zucchero una valenza culturale che non releghi la superficie della confezione alla mera funzione di contenitore, ma che ne sfrutti le potenzialità di mezzo di comunicazione.

Teatro delle Scienze – Alessandria
Tipologia:
Descrizione:

Il Museo di Scienze Naturali comprende una ricca collezione ornitologica una collezione entomologica e un’importante raccolta di minerali, rocce e fossili.

Descrizione lunga:

Il Museo di Scienze Naturali comprende una ricca collezione ornitologica una collezione entomologica e un’importante raccolta di minerali, rocce e fossili.

Archivio Storico Museo Italgas – Torino
Tipologia:
Descrizione:

L’Archivio – Museo, attraverso la presenza di documenti, oggetti e strumenti, rappresenta la ‘memoria storica’ della Società Italiana per il Gas, nata a Torino nel 1837. Ospitando oltre 150 anni di storia del gas, aiuta a comprendere l’importanza sociale e tecnologica delle scoperte del gas illuminante e delle sue applicazioni industriali. Il patrimonio storico del Museo Italgas consiste in più di 1.000 metri lineari di documenti, 6.000 di volumi, opuscoli e riviste, 35.000 stampe, fotografie e manifesti, 350 apparecchiature e strumenti d’epoca. Rivestono particolare interesse i verbali dei consigli di amministrazione, i libri contabili e rare opere dei primi teorici (J. Baptista van Helmont, J. Peter Minckelers e A. Volta) che testimoniano procedimenti e attività.

Descrizione lunga:

L’Archivio – Museo, attraverso la presenza di documenti, oggetti e strumenti, rappresenta la ‘memoria storica’ della Società Italiana per il Gas, nata a Torino nel 1837. Ospitando oltre 150 anni di storia del gas, aiuta a comprendere l’importanza sociale e tecnologica delle scoperte del gas illuminante e delle sue applicazioni industriali. Il patrimonio storico del Museo Italgas consiste in più di 1.000 metri lineari di documenti, 6.000 di volumi, opuscoli e riviste, 35.000 stampe, fotografie e manifesti, 350 apparecchiature e strumenti d’epoca. Rivestono particolare interesse i verbali dei consigli di amministrazione, i libri contabili e rare opere dei primi teorici (J. Baptista van Helmont, J. Peter Minckelers e A. Volta) che testimoniano procedimenti e attività.

Casa Coppi a Castellania
Tipologia:
Descrizione:

La casa natale di Fausto Coppi è diventata un museo che racconta la storia privata e sportiva del Campionissimo. Visitandolo, gli appassionati di ciclismo, gli estimatori del Grande Airone e i turisti, ritroveranno gli oggetti e l’atmosfera cara al Campionissimo: il Coppi privato; uno sportivo, un personaggio conosciuto in tutto il mondo che, anche nei momenti di maggior celebrità, tornava al paese per ritrovare sé stesso, la sua famiglia e i vecchi amici.
Respirare quell’aria, entrare in quelle stanze, vedere gli oggetti che ha toccato e fra cui ha vissuto; ogni anno, tifosi da tutto il mondo, si ritrovano qui per rendere omaggio al Campione Inobliabile, un luogo d’incontro ideale fra affetto e nostalgica ammirazione, per una grande figura umana e sportiva che non conosce confini.
Il museo è aperto il sabato 15.00 – 18.30 e la domenica 10.00 – 12.00; 15.00 – 18.30. Altre aperture sono possibili per appuntamento.

Descrizione lunga:

La casa natale di Fausto Coppi è diventata un museo che racconta la storia privata e sportiva del Campionissimo. Visitandolo, gli appassionati di ciclismo, gli estimatori del Grande Airone e i turisti, ritroveranno gli oggetti e l’atmosfera cara al Campionissimo: il Coppi privato; uno sportivo, un personaggio conosciuto in tutto il mondo che, anche nei momenti di maggior celebrità, tornava al paese per ritrovare sé stesso, la sua famiglia e i vecchi amici.
Respirare quell’aria, entrare in quelle stanze, vedere gli oggetti che ha toccato e fra cui ha vissuto; ogni anno, tifosi da tutto il mondo, si ritrovano qui per rendere omaggio al Campione Inobliabile, un luogo d’incontro ideale fra affetto e nostalgica ammirazione, per una grande figura umana e sportiva che non conosce confini.
Il museo è aperto il sabato 15.00 – 18.30 e la domenica 10.00 – 12.00; 15.00 – 18.30. Altre aperture sono possibili per appuntamento.

Castello Reale – Moncalieri
Tipologia:
Descrizione:

Sulla preesistenza fortificata di XV secolo, già a sua volta esito di rimaneggiamenti di un sistema difensivo antecedente, Carlo di Castellamonte compie una prima trasformazione del complesso (1619) per convertirlo in residenza, secondo un progetto del quale si fa interprete Cristina di Francia, con la collaborazione dell’architetto Andrea Costaguta, a partire dal 1646. Nel 1650 si iniziano anche i lavori di livellamento per la realizzazione di un giardino, da organizzarsi su terrazzamenti artificiali. Sotto la direzione di Amedeo di Castellamonte il cantiere assume proporzioni imponenti, configurando la soluzione definitiva a pavillon-système attorno a un cortile rettangolare (1664-1683). Altri interventi portano la firma di Filippo Juvarra (con istruzioni del 1731) e di Benedetto Alfieri (1752-1756), mentre al giardino attende dal 1765 Michel Benard, sulla base di ampi parterres oggi scomparsi. Nel 1789, su disegno di Giovanni Battista Piacenza, si arreda l’appartamento del Duca d’Aosta, l’anno successivo Carlo Randoni fornisce disegni per camini e arredi. Con la Restaurazione il castello è sede di rappresentanza: vi si attuano consistenti lavori di riarredo, poi completati secondo il gusto dell’epoca per Vittorio Emanuele II. Dal 1948, passato al demanio dello Stato, è dato in uso all’Arma dei Carabinieri ed è oggi sede del “1° Battaglione Carabinieri Piemonte”. I tre appartamenti reali sono viceversa in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e sono visitabili. Si tratta degliappartamenti reali propriamente detti (di fatto di Vittorio Emanuele II), di Maria Clotilde di Savoia, sposa di Gerolamo Bonaparte, e di Maria Letizia Bonaparte, con un notevole salotto cinese di tardo XVIII secolo, poi trasformato in sala da toeletta.

Descrizione lunga:

Sulla preesistenza fortificata di XV secolo, già a sua volta esito di rimaneggiamenti di un sistema difensivo antecedente, Carlo di Castellamonte compie una prima trasformazione del complesso (1619) per convertirlo in residenza, secondo un progetto del quale si fa interprete Cristina di Francia, con la collaborazione dell’architetto Andrea Costaguta, a partire dal 1646. Nel 1650 si iniziano anche i lavori di livellamento per la realizzazione di un giardino, da organizzarsi su terrazzamenti artificiali. Sotto la direzione di Amedeo di Castellamonte il cantiere assume proporzioni imponenti, configurando la soluzione definitiva a pavillon-système attorno a un cortile rettangolare (1664-1683). Altri interventi portano la firma di Filippo Juvarra (con istruzioni del 1731) e di Benedetto Alfieri (1752-1756), mentre al giardino attende dal 1765 Michel Benard, sulla base di ampi parterres oggi scomparsi. Nel 1789, su disegno di Giovanni Battista Piacenza, si arreda l’appartamento del Duca d’Aosta, l’anno successivo Carlo Randoni fornisce disegni per camini e arredi. Con la Restaurazione il castello è sede di rappresentanza: vi si attuano consistenti lavori di riarredo, poi completati secondo il gusto dell’epoca per Vittorio Emanuele II. Dal 1948, passato al demanio dello Stato, è dato in uso all’Arma dei Carabinieri ed è oggi sede del “1° Battaglione Carabinieri Piemonte”. I tre appartamenti reali sono viceversa in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e sono visitabili. Si tratta degliappartamenti reali propriamente detti (di fatto di Vittorio Emanuele II), di Maria Clotilde di Savoia, sposa di Gerolamo Bonaparte, e di Maria Letizia Bonaparte, con un notevole salotto cinese di tardo XVIII secolo, poi trasformato in sala da toeletta.

CEMED – Centro Museo e Documentazione Storica – Torino
Tipologia:
Descrizione:

Il Centro Museo e Documentazione Storica (CEMED) è stato istituito nel 1997 per gestire la memoria storica dell’Ateneo. Ha finalità di conservare, studiare e valorizzare il patrimonio storico-scientifico dell’Ateneo, coordinando le attività inerenti agli archivi, alle collezioni e ai materiali, già della Scuola di applicazione per gli ingegneri (1859-1906) e del Regio Museo Industriale italiano (1862-1906) e, in seguito, del Politecnico di Torino (dal 1906). Presso il centro sono custodite collezioni di strumenti scientifici e didattici e fondi documentari, tra cui una parte dell’Archivio Storico Studenti, costituito dai Registri degli studenti della Scuola di applicazione per gli ingegneri e del Regio Museo Industriale. Il Progetto MAP, ‘Museo Archivio Politecnico’, portato avanti dal CEMED, è diventato l’asse portante delle attività di diffusione e promozione delle memorie di Torino città-politecnica.

Descrizione lunga:

Il Centro Museo e Documentazione Storica (CEMED) è stato istituito nel 1997 per gestire la memoria storica dell’Ateneo. Ha finalità di conservare, studiare e valorizzare il patrimonio storico-scientifico dell’Ateneo, coordinando le attività inerenti agli archivi, alle collezioni e ai materiali, già della Scuola di applicazione per gli ingegneri (1859-1906) e del Regio Museo Industriale italiano (1862-1906) e, in seguito, del Politecnico di Torino (dal 1906). Presso il centro sono custodite collezioni di strumenti scientifici e didattici e fondi documentari, tra cui una parte dell’Archivio Storico Studenti, costituito dai Registri degli studenti della Scuola di applicazione per gli ingegneri e del Regio Museo Industriale. Il Progetto MAP, ‘Museo Archivio Politecnico’, portato avanti dal CEMED, è diventato l’asse portante delle attività di diffusione e promozione delle memorie di Torino città-politecnica.

Centro Storico Fiat
Tipologia:
Descrizione:

Il Centro Storico Fiat è un museo e archivio aziendale che espone automobili, aeroplani, treni, trattori, camion, biciclette, lavatrici, frigoriferi con marchio Fiat. Modellini in scala

Nella parte archivistica si trovano ricostruzioni di parti del processo produttivo, manifesti e bozzetti pubblicitari completano la collezione. La parte archivistica conserva più di 5.000 metri lineari di documenti cartacei, 300.000 disegni tecnici, 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, 6 milioni di immagini, 200 ore di filmati storici.

Descrizione lunga:

Il Centro Storico Fiat è un museo e archivio aziendale che espone automobili, aeroplani, treni, trattori, camion, biciclette, lavatrici, frigoriferi con marchio Fiat. Modellini in scala

Nella parte archivistica si trovano ricostruzioni di parti del processo produttivo, manifesti e bozzetti pubblicitari completano la collezione. La parte archivistica conserva più di 5.000 metri lineari di documenti cartacei, 300.000 disegni tecnici, 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, 6 milioni di immagini, 200 ore di filmati storici.

Collezione Civica d’Arte, Museo Scienze Naturali, Museo Etnografico – Pinerolo
Tipologia:
Descrizione:

Il palazzo Vittone, costruito sul margine dell’attuale piazza del mercato di Pinerolo ed edificato a partire dal 1740 su progetto di Bernardo Vittone, fu voluto dal re Carlo Emanuele III quale sede per l’Ospizio dei Catecumeni. Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Civica ed è sede di importanti musei ed istituzioni culturali come il Museo di Scienze Naturali e il Museo Etnografico. Nella Pinacoteca sono esposte le più belle firme locali, piemontesi e nazionali della pittura a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento: Lorenzo Delleani, Giacomo Grosso, Felice Carena, Enrico Reycend. Elemento caratterizzante il Museo di Scienze Naturali è invece la straordinaria collezione micologica che raccoglie migliaia di esemplari di funghi da tutti i continenti. Il museo ospita altre sezioni tematiche, quali la collezione entomologica, la collezione malacologica, un’intera sala dedicata alla mineralogia con splendidi campioni di minerali da tutto il Piemonte. Il Museo Etnografico, collocato nei sotterranei del palazzo, sotto le suggestive volte in mattoni a vista, conserva un’ampia documentazione di cultura popolare delle campagne e delle montagne del pinerolese e delle vallate alpine in genere. Un risalto particolare hanno nel museo i modelli che riproducono alcune tipologie particolari di fabbricati (dalla fucina alla tipica abitazione provenzale delle valli) realizzati in scala.

Descrizione lunga:

Il palazzo Vittone, costruito sul margine dell’attuale piazza del mercato di Pinerolo ed edificato a partire dal 1740 su progetto di Bernardo Vittone, fu voluto dal re Carlo Emanuele III quale sede per l’Ospizio dei Catecumeni. Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Civica ed è sede di importanti musei ed istituzioni culturali come il Museo di Scienze Naturali e il Museo Etnografico. Nella Pinacoteca sono esposte le più belle firme locali, piemontesi e nazionali della pittura a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento: Lorenzo Delleani, Giacomo Grosso, Felice Carena, Enrico Reycend. Elemento caratterizzante il Museo di Scienze Naturali è invece la straordinaria collezione micologica che raccoglie migliaia di esemplari di funghi da tutti i continenti. Il museo ospita altre sezioni tematiche, quali la collezione entomologica, la collezione malacologica, un’intera sala dedicata alla mineralogia con splendidi campioni di minerali da tutto il Piemonte. Il Museo Etnografico, collocato nei sotterranei del palazzo, sotto le suggestive volte in mattoni a vista, conserva un’ampia documentazione di cultura popolare delle campagne e delle montagne del pinerolese e delle vallate alpine in genere. Un risalto particolare hanno nel museo i modelli che riproducono alcune tipologie particolari di fabbricati (dalla fucina alla tipica abitazione provenzale delle valli) realizzati in scala.

Cripta e Museo di Sant’Anastasio – Asti
Tipologia:
Descrizione:

Il museo si caratterizza per la sua duplice realtà di sito archeologico e di sede museale, l’uno e l’altra strettamente correlati. L’area ovest del museo mostra una ricca stratificazione di testimonianze archeologiche, riconducibili alla chiesa di Sant’Anastasio, demolita nel 1907. Costruita a partire dal secolo VIII e parte di un influente monastero femminile benedettino, la chiesa fu oggetto di ampliamenti e trasformazioni fino al Seicento, ancora oggi chiaramente distinguibili in alcuni resti e muri di fondazione. L’elemento più interessante e meglio conservato è l’omonima cripta della chiesa, a tre navate con volte a crociera, in cui si possono ammirare colonne e capitelli di età romana e altomedievale. Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei pertinenti al sito di Sant’Anastasio e all’area cittadina, databili in prevalenza tra l’VIII e il XVII secolo.

Descrizione lunga:

Il museo si caratterizza per la sua duplice realtà di sito archeologico e di sede museale, l’uno e l’altra strettamente correlati. L’area ovest del museo mostra una ricca stratificazione di testimonianze archeologiche, riconducibili alla chiesa di Sant’Anastasio, demolita nel 1907. Costruita a partire dal secolo VIII e parte di un influente monastero femminile benedettino, la chiesa fu oggetto di ampliamenti e trasformazioni fino al Seicento, ancora oggi chiaramente distinguibili in alcuni resti e muri di fondazione. L’elemento più interessante e meglio conservato è l’omonima cripta della chiesa, a tre navate con volte a crociera, in cui si possono ammirare colonne e capitelli di età romana e altomedievale. Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei pertinenti al sito di Sant’Anastasio e all’area cittadina, databili in prevalenza tra l’VIII e il XVII secolo.

GAM – Galleria Civica di Arte Moderna
Tipologia:
Descrizione:

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (anche conosciuta come GAM Torino) ospita le collezioni artistiche permanenti dell’Ottocento e del Novecento.

Il patrimonio presente si compone di oltre 47.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video ordinati non secondo la progressione cronologica, ma bensì seguendo una trama logica che divide le opere in Veduta, Genere, Infanzia, Specularità, Velocità, Etica e Natura.

Periodicamente la Galleria ospita anche importanti rassegne e mostre temporanee e dispone di diversi laboratori didattici, una sala conferenze, una biblioteca, un archivio fotografico, una libreria a tema e una caffetteria.

Descrizione lunga:

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (anche conosciuta come GAM Torino) ospita le collezioni artistiche permanenti dell’Ottocento e del Novecento.

Il patrimonio presente si compone di oltre 47.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video ordinati non secondo la progressione cronologica, ma bensì seguendo una trama logica che divide le opere in Veduta, Genere, Infanzia, Specularità, Velocità, Etica e Natura.

Periodicamente la Galleria ospita anche importanti rassegne e mostre temporanee e dispone di diversi laboratori didattici, una sala conferenze, una biblioteca, un archivio fotografico, una libreria a tema e una caffetteria.

Gipsoteca Giulio Monteverde – Bistagno
Tipologia:
Descrizione:

Nel 1973, in occasione del centenario della nascita dello scultore Giulio Monteverde (1873-1917), viene inaugurata a Bistagno la Gipsoteca Giulio Monteverde. Di origini contadine, Giulio Monteverde comincia la sua attività artistica come intagliatore ligneo, dando avvio a una considerevole produzione di crocifissi, per poi dedicarsi alla scultura vera e propria. La collezione che comprende ventinove opere, tra sculture in gesso, calchi e terrecotte, realizzate dall’artista tra il 1884 e il 1917, è completata da una rassegna di stampe d’epoca e da un laboratorio didattico per la realizzazione di manufatti in gesso.

Descrizione lunga:

Nel 1973, in occasione del centenario della nascita dello scultore Giulio Monteverde (1873-1917), viene inaugurata a Bistagno la Gipsoteca Giulio Monteverde. Di origini contadine, Giulio Monteverde comincia la sua attività artistica come intagliatore ligneo, dando avvio a una considerevole produzione di crocifissi, per poi dedicarsi alla scultura vera e propria. La collezione che comprende ventinove opere, tra sculture in gesso, calchi e terrecotte, realizzate dall’artista tra il 1884 e il 1917, è completata da una rassegna di stampe d’epoca e da un laboratorio didattico per la realizzazione di manufatti in gesso.

M.A.C.A.M. – Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto – Maglione
Tipologia:
Descrizione:

A Maglione, piccolo centro del canavese una semplice passeggiata diventa un viaggio nell’arte. Il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Maglione nasce nel 1985 da un’idea di Maurizio Corgnati, come associazione culturale senza fine di lucro con operatività indirizzata alla diffusione e promozione dell’arte contemporanea. I muri delle case diventano protagonisti per le sculture d’acciaio, dipinti e murales decorano le facciate dei palazzi e le diverse locations del paese. Nel mese di agosto il paese ospita stage sulle tecniche dell’affresco, destinati agli studenti delle Accademie italiane di Belle Arti. Appoggio e sostegno sono dati dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino, in riconoscimento del ruolo che il M.A.C.A.M. svolge nella valorizzazione artistico-culturale anche a livello turistico dell’area piemontese. La fama di Maglione, ha ampliamente varcato i confini regionali e nazionali, l’ampia eco si deve non solo alla sua peculiarità di museo fruibile passeggiando tra le vie del paese in qualsiasi momento dell’anno, ma anche all’essere del tutto estraneo alle leggi del mercato ed ai fini lucrativi.

Descrizione lunga:

A Maglione, piccolo centro del canavese una semplice passeggiata diventa un viaggio nell’arte. Il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Maglione nasce nel 1985 da un’idea di Maurizio Corgnati, come associazione culturale senza fine di lucro con operatività indirizzata alla diffusione e promozione dell’arte contemporanea. I muri delle case diventano protagonisti per le sculture d’acciaio, dipinti e murales decorano le facciate dei palazzi e le diverse locations del paese. Nel mese di agosto il paese ospita stage sulle tecniche dell’affresco, destinati agli studenti delle Accademie italiane di Belle Arti. Appoggio e sostegno sono dati dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino, in riconoscimento del ruolo che il M.A.C.A.M. svolge nella valorizzazione artistico-culturale anche a livello turistico dell’area piemontese. La fama di Maglione, ha ampliamente varcato i confini regionali e nazionali, l’ampia eco si deve non solo alla sua peculiarità di museo fruibile passeggiando tra le vie del paese in qualsiasi momento dell’anno, ma anche all’essere del tutto estraneo alle leggi del mercato ed ai fini lucrativi.

Museo a cielo aperto dell’architettura moderna di Ivrea
Tipologia:
Descrizione:

Il Museo a cielo aperto dell’architettura moderna di Ivrea, inaugurato nel 2001, nasce con una precisa mission: fare conoscere il patrimonio architettonico moderno di Ivrea, come elemento di cultura del territorio legato alla storia della sua economia ed essere, al tempo stesso, luogo dove si mostra l´architettura italiana del Novecento. Obiettivo del museo è di promuovere una riflessione articolata sulla città e il territorio, trasformandosi in un luogo di elaborazione di strategie finalizzate a conservare il patrimonio architettonico. Il complesso museale si sviluppa lungo due chilometri, in via Jervis e in aree limitrofe, dove sono state collocate sette stazioni tematico-informative, sistemate lungo i percorsi pedonali pubblici in una successione caratterizzata da una forte integrazione con il tessuto urbano. I temi delle stazioni raccontano l´impegno dell’Olivetti dalla sua fondazione alla chiusura della Società e i nei settori in cui l’azienda operato: architettura, urbanistica, disegno industriale e grafica pubblicitaria.

Descrizione lunga:

Il Museo a cielo aperto dell’architettura moderna di Ivrea, inaugurato nel 2001, nasce con una precisa mission: fare conoscere il patrimonio architettonico moderno di Ivrea, come elemento di cultura del territorio legato alla storia della sua economia ed essere, al tempo stesso, luogo dove si mostra l´architettura italiana del Novecento. Obiettivo del museo è di promuovere una riflessione articolata sulla città e il territorio, trasformandosi in un luogo di elaborazione di strategie finalizzate a conservare il patrimonio architettonico. Il complesso museale si sviluppa lungo due chilometri, in via Jervis e in aree limitrofe, dove sono state collocate sette stazioni tematico-informative, sistemate lungo i percorsi pedonali pubblici in una successione caratterizzata da una forte integrazione con il tessuto urbano. I temi delle stazioni raccontano l´impegno dell’Olivetti dalla sua fondazione alla chiusura della Società e i nei settori in cui l’azienda operato: architettura, urbanistica, disegno industriale e grafica pubblicitaria.

Museo Alessandria Città delle Biciclette
Tipologia:
Descrizione:

Il Museo Alessandria Città delle Biciclette  racconta il ruolo rivestito dal territorio provinciale nella storia del ciclismo, dell’industria della bicicletta e del giornalismo sportivo.

Da Carlo Michel a Giovanni Maino, dalle Borsaline al Circolo Velocipedisti Alessandrino, dalla rivalità tra il tortonese Giovanni Cuniolo detto “Manina” e l’astigiano Giovanni Gerbi, soprannominato il “Diavolo Rosso”, fino alle vicende di campionissimi come Costante Girardengo e Fausto Coppi, riscopre ol ruolo centrale della provincia di Alessandria nelle origini del mito della bicicletta e nelle innumerevoli vite che ha avuto da allora.

Il territorio, infatti, con le sue strutture, con i percorsi cicloturistici di collina e di pianura, con le manifestazioni ciclo-storiche e soprattutto con la presenza di un ampio numero di appassionati, può proporsi credibilmente per raccontare la storia degli inizi e dell’affermazione dello sport delle due ruote in Piemonte e in Italia.

Il percorso museale racconta la bicicletta come singolare sintesi di artigianato, tecnologia e progettazione, che ha generato negli artisti, negli scrittori e nei musicisti innumerevoli suggestioni, stimolandone la creatività e l’inventiva. Comprende diverse aree tematiche che presentano ciascuna un argomento di particolare rilievo.

Descrizione lunga:

Il Museo Alessandria Città delle Biciclette  racconta il ruolo rivestito dal territorio provinciale nella storia del ciclismo, dell’industria della bicicletta e del giornalismo sportivo.

Da Carlo Michel a Giovanni Maino, dalle Borsaline al Circolo Velocipedisti Alessandrino, dalla rivalità tra il tortonese Giovanni Cuniolo detto “Manina” e l’astigiano Giovanni Gerbi, soprannominato il “Diavolo Rosso”, fino alle vicende di campionissimi come Costante Girardengo e Fausto Coppi, riscopre ol ruolo centrale della provincia di Alessandria nelle origini del mito della bicicletta e nelle innumerevoli vite che ha avuto da allora.

Il territorio, infatti, con le sue strutture, con i percorsi cicloturistici di collina e di pianura, con le manifestazioni ciclo-storiche e soprattutto con la presenza di un ampio numero di appassionati, può proporsi credibilmente per raccontare la storia degli inizi e dell’affermazione dello sport delle due ruote in Piemonte e in Italia.

Il percorso museale racconta la bicicletta come singolare sintesi di artigianato, tecnologia e progettazione, che ha generato negli artisti, negli scrittori e nei musicisti innumerevoli suggestioni, stimolandone la creatività e l’inventiva. Comprende diverse aree tematiche che presentano ciascuna un argomento di particolare rilievo.

Museo dei Campionissimi
Tipologia:
Descrizione:

Inaugurato nel 2003 realizzato dal Comune di Novi Ligure grazie a Unione Europea, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Fondazione Museo della Bicicletta, è considerato il più grande museo della storia della bicicletta e del ciclismo, per ricordarne i protagonisti novesi che ne hanno ispirato l’idea: Fausto Coppi e Costante Girandengo.

Il museo è stato allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900 accanto al centro della città. Nel suggestivo allestimento di Mauro Porta il museo è “sospeso” al limite della scalinata all’ingresso. Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del “fondo stradale”: dalla terra battuta, all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da ciclismo. 40 le biciclette che, poggiando su fondi diversi, raccontano l’evoluzione tecnica della bicicletta, dal primo esemplare in legno sul modello disegnato a fine del ‘400 da Leonardo da Vinci fino agli ultimi prototipi al titanio.

Nelle ampie sale a lato della pista trova spazio un’ideale storia del Giro d’Italia attraverso immagini e pagine di giornali che introduce al tributo reso dal Museo ai due campioni di Novi, con filmati d’epoca e testimonianze visive e sonore delle loro imprese sportive che scorrono su megaschermi. Sul fondo della sala centrale una curiosa esposizione di biciclette legate ai mestieri come quella del venditore di caldarroste, la bicicletta dell’arrotino, quella destinata al trasporto delle bombole del gas o la bici del fornaio.

Ai due lati dell’ampio spazio espositivo centrale si aprono quattro sale di cui due destinate a esposizioni temporanee e due museali ma di taglio diametralmente opposto: la Sala dei Campionissimi, dedicata ala memoria di Fausto Coppi e Costante Girardengo, con cimeli e testimonianze inedite della loro gloria di campioni ma anche del loro quotidiano di persone; le Sale audiovisive presentano al pubblico filmati d’epoca, nonché testimonianze visive e sonore di arrivi spettacolari o duelli epocali? 8 totem multimediali consentono il primo livello di approfondimento e personalizzazione della visita: attraverso un menù di filmati è possibile arricchire le informazioni circa i pezzi esposti o rivivere momenti importanti della storia del ciclismo su strada, su pista, o su sterrato, nelle sezioni dedicate al ciclocross e alla mountain bike.

Descrizione lunga:

Inaugurato nel 2003 realizzato dal Comune di Novi Ligure grazie a Unione Europea, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Fondazione Museo della Bicicletta, è considerato il più grande museo della storia della bicicletta e del ciclismo, per ricordarne i protagonisti novesi che ne hanno ispirato l’idea: Fausto Coppi e Costante Girandengo.

Il museo è stato allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900 accanto al centro della città. Nel suggestivo allestimento di Mauro Porta il museo è “sospeso” al limite della scalinata all’ingresso. Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del “fondo stradale”: dalla terra battuta, all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da ciclismo. 40 le biciclette che, poggiando su fondi diversi, raccontano l’evoluzione tecnica della bicicletta, dal primo esemplare in legno sul modello disegnato a fine del ‘400 da Leonardo da Vinci fino agli ultimi prototipi al titanio.

Nelle ampie sale a lato della pista trova spazio un’ideale storia del Giro d’Italia attraverso immagini e pagine di giornali che introduce al tributo reso dal Museo ai due campioni di Novi, con filmati d’epoca e testimonianze visive e sonore delle loro imprese sportive che scorrono su megaschermi. Sul fondo della sala centrale una curiosa esposizione di biciclette legate ai mestieri come quella del venditore di caldarroste, la bicicletta dell’arrotino, quella destinata al trasporto delle bombole del gas o la bici del fornaio.

Ai due lati dell’ampio spazio espositivo centrale si aprono quattro sale di cui due destinate a esposizioni temporanee e due museali ma di taglio diametralmente opposto: la Sala dei Campionissimi, dedicata ala memoria di Fausto Coppi e Costante Girardengo, con cimeli e testimonianze inedite della loro gloria di campioni ma anche del loro quotidiano di persone; le Sale audiovisive presentano al pubblico filmati d’epoca, nonché testimonianze visive e sonore di arrivi spettacolari o duelli epocali? 8 totem multimediali consentono il primo livello di approfondimento e personalizzazione della visita: attraverso un menù di filmati è possibile arricchire le informazioni circa i pezzi esposti o rivivere momenti importanti della storia del ciclismo su strada, su pista, o su sterrato, nelle sezioni dedicate al ciclocross e alla mountain bike.

Museo del Castello di Masino – Caravino
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Masino e il suo borgo, oggi situati nel Comune di Caravino, sono già citati in un atto del 1070. La fortezza, sotto il dominio della famiglia dei Valperga fu più volte distrutta e ricostruita sino a raggiungere nel Settecento l’aspetto attuale di notevole residenza barocca. Il castello, dal 1987 di proprietà del Fai, è stato per dieci secoli la residenza dei conti Valperga ed era circondato, originariamente, da mura e torri. E’ immerso in un monumentale parco di 24 ettari che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, documentano le vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino palazzo delle carrozze si può ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo. L’archivio e la biblioteca conservano ricchissime testimonianze storiche, dal periodo arduinico a tutto l’ottocento.

Descrizione lunga:

Il castello di Masino e il suo borgo, oggi situati nel Comune di Caravino, sono già citati in un atto del 1070. La fortezza, sotto il dominio della famiglia dei Valperga fu più volte distrutta e ricostruita sino a raggiungere nel Settecento l’aspetto attuale di notevole residenza barocca. Il castello, dal 1987 di proprietà del Fai, è stato per dieci secoli la residenza dei conti Valperga ed era circondato, originariamente, da mura e torri. E’ immerso in un monumentale parco di 24 ettari che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, documentano le vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino palazzo delle carrozze si può ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo. L’archivio e la biblioteca conservano ricchissime testimonianze storiche, dal periodo arduinico a tutto l’ottocento.

Museo del Paesaggio – Verbania
Tipologia:
Descrizione:

Il museo storico artistico del Verbano nasce nel 1909 per diventare museo del Paesaggio nel 1914, con una denominazione impegnativa che lo rende un caso unico nel panorama dei musei italiani. Il paesaggio è infatti, per definizione, un concetto onnicomprensivo in cui rientrano tutti gli elementi che caratterizzano un territorio: la natura, la storia, ma anche la stratificazione del tempo e delle opere dell’uomo. Ecco perché il museo del Paesaggio di Verbania accanto ai reperti archeologici conserva quadri, sculture, fotografie ed esempi di religiosità popolare, declinando l’idea di paesaggio in momenti articolati del territorio, tentando un approfondimento dei suoi aspetti storico-culturali e storico-artistici. La collezione museale, oltre ad avere la sua sede presso il palazzo Viani-Dugnani, si trova anche a palazzo Biumi Innocenti. In questa seconda sede vi sono le raccolte dedicate alla religiosità, alla cultura popolare e alla fotografia nonché la direzione, il centro studi sul paesaggio, l’archivio dei giardini e la biblioteca.

Descrizione lunga:

Il museo storico artistico del Verbano nasce nel 1909 per diventare museo del Paesaggio nel 1914, con una denominazione impegnativa che lo rende un caso unico nel panorama dei musei italiani. Il paesaggio è infatti, per definizione, un concetto onnicomprensivo in cui rientrano tutti gli elementi che caratterizzano un territorio: la natura, la storia, ma anche la stratificazione del tempo e delle opere dell’uomo. Ecco perché il museo del Paesaggio di Verbania accanto ai reperti archeologici conserva quadri, sculture, fotografie ed esempi di religiosità popolare, declinando l’idea di paesaggio in momenti articolati del territorio, tentando un approfondimento dei suoi aspetti storico-culturali e storico-artistici. La collezione museale, oltre ad avere la sua sede presso il palazzo Viani-Dugnani, si trova anche a palazzo Biumi Innocenti. In questa seconda sede vi sono le raccolte dedicate alla religiosità, alla cultura popolare e alla fotografia nonché la direzione, il centro studi sul paesaggio, l’archivio dei giardini e la biblioteca.