La Luce del Nord. La Mostra di Konrad Magi nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino.

Al grande artista Konrad Magi é dedicata la mostra La Luce del Nord, dal 30 novembre 2019 all’8 marzo 2020, presso le Sale Chiablese ai Musei Reali di Torino. Una rappresentazione che vede come protagonista colui che viene considerato un emblema della pittura estone moderna, paragonabile ad artisti quali Van Gogh e Sisley, con i quali condivide l’utilizzo audace della materia pittorica ed effetti luminosi.

La Mostra costituisce una delle personali più grandi mai proposte in Europa, e viene realizzata nell’ambito dei 100 anni della visita dell’artista in Italia. Curata dallo storico dell’arte Eero Epner in collaborazione con la direzione dei Musei Reali, vengono esposte opere che provengono dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e dal Museo d’Arte di Tartu, oltre a collezioni private.

L’artista tocca magistralmente tutte le correnti, senza mai appartenere a nessuna di esse. É attratto dalla natura che rappresenta dipingendola come un ritratto.
Figura eccentrica, anarchica, utili sta, si può definire un artista unico nel panorama europeo, che appartiene al primo ventennio del Novecento.
Non solo per il suo atteggiamento nei confronti della pittura, ma anche più ampiamente alla vita. “Prima o poi bisogna andare a vedere il mondo, anche a costo della vita, perché non fa differenza Come uno muore e dove muore”.

La Mostra la Luce del Nord, costituisce per la direttrice dei Musei Reali di Torino Enrica Pagella, una scoperta ed una sfida, e per la direttrice del Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia Sirje Helme rappresenta un riconoscimento ed un risarcimento nel contesto dell’arte europea.
L’artista nasce nell’Estonia meridionale nel 1878, e in seguito si trasferisce con la famiglia nella città di Tartu. Si forma presso la scuola di arti industriali intorno ai vent’anni a Sanpietroburgo, ma presto si trasferisce in Finlandia dove prendono forma i suoi primi dipinti.
I suoi vari spostamenti lo portano a Parigi, poi in Norvegia, per poi stabilirsi definitivamente nella sua patria, l’Estonia, intraprendendo la carriera di insegnante d’arte.
Si reca in Italia nel 1921, realizzando vedute luminose di Roma, Capri e Venezia. Muore a soli quarantasette anni nel 1925.


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