Mostra “La scelta di Giulio” Giulio Boetto a Torino

“La scelta di Giulio” è il titolo insolito attribuito alla Mostra di Giulio Boetto, visitabile dal 4 luglio al 15 settembre 2019 presso il Museo di Arti Decorative Accorsi – Cometto  a Torino. L’artista piemontese, alla fine della Grande Guerra vantava una certa notorietà, nonostante avesse solo 24 anni. Le più importanti rassegne avevano provveduto a premiare le sue opere, il Re d’Italia ne aveva acquistati alcuni, ma lui sebbene conteso tra intellettuali e produttori del cinema, in qualità di scenografo e cartellonista, aveva già dipinto “la casa del prete”. Si trattava di una piccola casa celata nella natura. Una scoperta casuale che suscitò in lui particolare interesse, a tal punto di ritornare per studiarla nei dettagli e in ogni situazione.

Giulio Boetto aveva già fatto la sua scelta. Questa è la decisione di un giovane promettente artista, che abbandona la città e le atmosfere dominanti delle avanguardie per trasferirsi alle pendici di una montagna. Una scelta che gli consente di soffermarsi ad osservare una stagione en plei air. Un artista che di fronte ai grandi avvenimenti preferisce un mondo ridimensionato, che spazia dalla punta del Monviso ad un gregge in riva al Po, dal tendone di un circo al mercato degli animali.

E’ trascorso un secolo, per alcuni storici definito breve per la sua struttura degli eventi. Per alcuni invece è parso lunghissimo. Molti sono stati i profondi mutamenti, dalle grandi scoperte alla mobilità di massa, la rivoluzione informatica. Contemporaneamente la guerra totale, il genocidio, la distruzione delle risorse e del paesaggio. Esattamente proprio ciò che era stato – nelle sue manifestazioni naturali ed umane – la scelta di Giulio. Da qualche anno, “il piccolo mondo” che Giulio Boetto decise di trasmettere apparve meno piccolo. L’arte , lo spirito, la scelta dell’autore ” torinese di Saluzzo”, hanno poco in comune con le tendenze e i fenomeni di costume. Ma è piacevole guardare al paesaggio piemontese com’era, grazie alle opere di un grande artista.

La Mostra è stata esposta presso la Castiglia di Saluzzo in occasione dei cinquant’anni dalla morte del pittore e  approda a Torino adattata ad un allestimento speciale per gli spazi espositivi del Museo Accorsi – Cometto. Per questa edizione, oltre a repertori filmati, vengono proposte novanta foto in gran parte inedite e riproduzioni di ottantatrè opere. La colonna sonora originale, parte fondamentale delle tre installazioni, è stata composta ed eseguita da Marco Robino con l’Ensemble Architorti.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Saluzzo (Cn), Fondazione Artea, Regione Piemonte,e Associazione UrCA. In Testa (Gruppo Armando Testa) e il Museo Nazionale del Cinema hanno contribuito alla produzione dei contenuti multimediali.

Giulio Boetto in breve.
L’artista nacque a Torino nel 1894, trasferendosi poi a trent’anni ai piedi del Monviso, abbandonando così dietro di sè la notorietà che Torino gli aveva offerto, oltre al frenetico dibattito sulle Avanguardie. A cavallo tra la fine della grande Guerra e gli anni ’50, viene considerato tra uno degli dei più valorosi interpreti della vita e del paesaggio piemontese. Interprete di una tecnica eccezionale, che lo distingue nei suoi lavori, da alcuni artisti  italiani dello stesso periodo. Oltre ad essere stato un notevole ritrattista, fu paesaggista, grazie all’ispirazione dettata da alpeggi e montagne, pascoli e mercati, scorci di paese e di piazza. Viene colpito da un ictus e costretto di conseguenza ad interrompere la sua attività per due anni per poi morire nel 1967 ed essere sepolto nel cimitero di Revello in provincia di Cuneo.