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Carlo Carrà torna a Quargnento: il Novecento dialoga con la materia e l’intelligenza artificiale

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A sessant’anni dalla morte e 145 dalla nascita, il pittore torna nel paese dove nacque nel 1881 con una mostra che mette a confronto venti sue opere con quelle di Enzo Cacciola e con le immagini realizzate con l’intelligenza artificiale da @parallel.fbx

C’è un filo che parte da una piccola decorazione dipinta da un bambino di appena dodici anni e arriva fino alle immagini generate oggi dall’intelligenza artificiale. Quel filo passa da Quargnento, il paese dell’Alessandrino dove nel 1881 nacque Carlo Carrà, e torna protagonista in occasione dei 145 anni dalla nascita e dei 60 dalla morte del pittore.

Dal 26 settembre al 25 ottobre 2026, l’Auditorium della Trinità di Quargnento ospiterà la mostra Carlo Carrá, Enzo Cacciola, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A., curata da Luigi Benzi, Alberto Fiz e Rino Tacchella.

L’esposizione, promossa dal Comune di Quargnento con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Regione Lombardia, non propone però una tradizionale mostra monografica dedicata a Carrà. Il progetto mette infatti il pittore futurista e metafisico in dialogo con Enzo Cacciola, tra i protagonisti della Pittura Analitica, e con la ricerca contemporanea di @parallel.fbx, artista che utilizza l’intelligenza artificiale come strumento creativo.

Il rapporto tra Carrà e Quargnento

Per capire la mostra bisogna partire proprio da Quargnento. Il legame di Carrà con il paese natale non è soltanto anagrafico.

Il suo secondo nome, Dalmazio, è quello di uno dei santi protettori della città e compare anche nella firma con cui l’artista sottoscrisse, insieme a Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Umberto Balla e Gino Severini, il Manifesto dei pittori futuristi del 1910: “Carlo D. Carrà”.

Il paesaggio del Monferrato rimase inoltre una presenza importante nella sua formazione e nella sua pittura. A Quargnento si trova anche una delle testimonianze più antiche della sua attività artistica: nella soffitta della casa paterna è ancora conservata una decorazione murale a tempera realizzata quando Carrà aveva appena dodici anni.

È sempre a Quargnento che, nel 1900, dopo i soggiorni a Milano, Londra e Parigi, Carrà realizza La strada di casa, considerata dagli studiosi un’opera fondamentale per l’avvio del suo catalogo e scelta come punto di partenza del percorso espositivo.

Venti Carrà a confronto con venti Cacciola

La mostra costruisce un confronto tra due artisti appartenenti a epoche e contesti molto diversi.

Carrà attraversa alcune delle principali esperienze artistiche della prima metà del Novecento: Futurismo, Valori Plastici, Metafisica e Novecento, sperimentando nel corso della sua carriera differenti possibilità del linguaggio pittorico.

Cacciola, invece, negli anni Settanta porta la riflessione sulla pittura verso una progressiva autonomia del quadro e della materia. È uno degli interpreti della Pittura Analitica, movimento sviluppatosi in Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta.

Il punto di contatto individuato dai curatori è proprio la riflessione sulla pittura come materia e come linguaggio.

«Cacciola crea uno spazio di pittura, mentre Carrà sperimenta sulla pittura», spiega Alberto Fiz, sottolineando come entrambi si confrontino con il mezzo pittorico, pur attraverso percorsi profondamente differenti.

In mostra saranno presentate venti opere di Carrà, in gran parte inedite, che ripercorrono l’arco cronologico dal 1900 al 1966, accostate ad altrettanti lavori di Cacciola.

Tra le opere di Carrà ci sarà Lacerba e bottiglia del 1914, proveniente dalla Fondazione CRAL di Alessandria. È un lavoro particolarmente significativo perché testimonia l’introduzione della tecnica del collage nella ricerca dell’artista dopo l’incontro a Parigi con le opere di Georges Braque e Pablo Picasso.

Il percorso arriverà fino a Natura morta con bottiglia e chicchera, olio su tela del 1966, anno della morte di Carrà.

Quando il colore diventa materia

Il confronto con Cacciola si concentra soprattutto sul rapporto tra colore, superficie e materia.

La ricerca dell’artista ligure parte negli anni Settanta dai lavori Cemento e Asbesto del 1974 e prosegue con la celebre serie dei Cementi del 1975, alcune delle quali saranno poi presentate a Documenta 6 di Kassel nel 1977.

La materia non è semplicemente qualcosa da rappresentare: diventa parte integrante dell’opera.

Lo stesso principio attraversa le Sabbie degli anni Duemila, realizzate utilizzando materiali raccolti durante i viaggi dell’artista, dal Sahara all’Argentina e a Panama, e disposti sulla tela esclusivamente con le mani.

L’allestimento renderà fisico questo confronto. Le opere di Carrà e Cacciola saranno collocate su pannelli contrapposti, collegati anche attraverso alcune tonalità cromatiche ricorrenti.

«I pannelli posti sui due lati, uno occupato dalle opere di Carlo Carrà e l’altro da quelle di Enzo Cacciola, interagiscono, si confrontano e dialogano tra loro», spiega Rino Tacchella, evidenziando il rapporto tra le cromie utilizzate dai due artisti a distanza di decenni.

E se Carrà avesse incontrato l’intelligenza artificiale?

Il terzo elemento del percorso porta la mostra direttamente nel presente.

A completare l’esposizione saranno infatti alcune opere realizzate con l’intelligenza artificiale dal giovane artista @parallel.fbx, compreso un video ispirato direttamente a Carlo Carrà.

L’idea alla base dell’inserimento è legata alla natura stessa della ricerca di Carrà, artista che nel corso della sua vita attraversò linguaggi e sperimentazioni differenti. La mostra propone così una domanda, più che una risposta: come avrebbe reagito Carrà davanti agli strumenti dell’intelligenza artificiale contemporanea?

Le opere di @parallel.fbx lavorano sulla trasformazione digitale della materia. Tessuti, ceramica, metallo, luce, colore e installazioni diventano superfici attraverso cui affrontare temi legati all’identità, alla percezione e alla rappresentazione.

Il risultato porta il percorso espositivo da un secolo all’altro: dalla pittura di Carrà alla ricerca materica di Cacciola, fino alle possibilità offerte oggi dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale.

Una mostra per riportare Carrà nel suo paese natale

Per Quargnento si tratta di un nuovo capitolo nel rapporto con il suo artista più celebre. Il paese aveva già dedicato a Carrà la mostra-evento Carlo Carrà da Quargnento. 1881-1966 cinquant’anni dopo, organizzata nel cinquantesimo anniversario della scomparsa.

Questa volta, però, l’obiettivo non è soltanto ricordare il pittore nato nel paese nel 1881. La sua opera diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla materia, sul colore e sulla trasformazione del linguaggio artistico.

«Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di Carrà l’Amministrazione comunale gli rende omaggio mettendo in evidenza la genialità del Maestro quargnentino e la contemporaneità di Enzo Cacciola», sottolinea Luigi Benzi, sindaco di Quargnento e presidente della Provincia di Alessandria, oltre che curatore della mostra.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo che raccoglie le opere presenti, fotografie di Carrà e Cacciola e immagini legate alla loro vita privata, agli affetti familiari e alle passioni, insieme ai profili biografici e ai saggi dei curatori Alberto Fiz e Rino Tacchella.

La mostra sarà visitabile all’Auditorium della Trinità di Quargnento dal 26 settembre al 25 ottobre 2026.


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