Il creativo Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Maglione

Può un paesino di campagna di 700 anime diventare una collezione d’arte a cielo aperto tra le più originali del panorama nazionale? Guardando il caso di Maglione si direbbe proprio di sì.

Il Comune, situato nella città metropolitana di Torino, infatti, dal 1985 ad oggi, ha raccolto nel suo territorio 152 opere di artisti contemporanei, che costituiscono il MACAM (Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto) e che rendono il paese un arcobaleno di colori e un importante esempio di coesistenza di arte e vita popolare (per lo più contadina).

L’iniziatore di questa straordinaria operazione si chiama Maurizio Corgnati. Regista televisivo, scrittore e appassionato d’arte, l’ex marito della recentemente defunta Milva e padre di Martina, importante critica d’arte torinese, era nato e cresciuto proprio nel paese e fu mosso dal desiderio di vederlo valorizzato anche da un punto di vista intellettuale. Si definiva infatti, un “filosofo di campagna”, sempre attento alla cultura contadina e alle tradizioni popolari. Così, sfruttando soprattutto le sue conoscenze nell’ambiente artistico degli anni Ottanta, cominciò a convincere molti artisti a portare le loro opere a Maglione. L’idea che da subito stava alla base del suo progetto, però, non era la realizzazione di uno spazio museale dove custodirle, ma che l’arte si fondesse con la vita quotidiana degli abitanti, con opere fruibili da chiunque e in qualsiasi momento, dipinte sulle case o lungo le strade.

Già dopo quattro anni il MACAM era composto da ben 70 opere, anche se non sono mancate, soprattutto nei primi anni, le difficoltà per Corgnati. Il problema principale, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non era tanto convincere artisti affermati a realizzare delle opere in un paese fuori mano e pressoché sconosciuto, quanto ottenere il permesso per dipingere le opere sui muri delle abitazioni private. Gli abitanti, infatti, non sembravano molto contenti dell’iniziativa del regista, tant’è che le primissime opere realizzate a Maglione decorarono le abitazioni di alcuni degli amici d’infanzia di Corgnati. Molti paesani, poi, non gradendo e non comprendendo le rappresentazioni contemporanee degli artisti, minacciarono di cancellarle dalle loro case, pur avendo dato il loro consenso per realizzarle. Quando però cominciarono ad arrivare nel paese appassionati d’arte e giornalisti e l’idea di Corgnati cominciò ad essere conosciuta, le cose cambiarono in meglio, tanto che oggi Maglione conta la bellezza di 152 opere originali, tutte a cielo aperto e fruibili gratuitamente.

Curiosa era anche la gestione degli artisti. Corgnati non ha mai offerto ai pittori e agli scultori che hanno dato il loro contributo per la fondazione e l’ampliamento del MACAM, alcun contributo in denaro. L’unica ricompensa per gli artisti consisteva in un lauto pranzo offerto dallo stesso Corgnati. La missione del MACAM, infatti, va oltre le logiche commerciali dell’arte. Gli artisti che decidono di contribuire al progetto di Maglione, lo fanno in nome dell’amore per l’arte e dell’amicizia con l’ideatore dell’iniziativa. Non c’è lucro perché esso andrebbe in cortocircuito con il “manifesto programmatico” che ha guidato, fin dagli esordi, il progetto artistico di Corgnati. Nonostante ciò, a Maglione, nel corso dei decenni, hanno realizzato opere originali artisti molto famosi e importanti, molti dei quali piemontesi. Tra di essi spiccano senza dubbio i nomi di Ugo Nespolo, biellese, uno dei più importanti artisti italiani in grado di unificare efficacemente le istanze della Pop Art, dell’Arte concettuale e dell’Arte Povera italiana, Piero Ruggeri, torinese, artista di punta dell’Arte Informale italiana, Piero Gilardi, anch’egli di Torino, scultore di grande successo, e Giorgio Pomodoro, fratello minore di Arnaldo, che ha realizzato una scultura per il MACAM.

Insomma, in tempi come questi, nei quali spostarsi per godersi il bel tempo primaverile è diventato un problema, un paese come Maglione rappresenta una vera e propria manna. Situato in una suggestiva zona collinare, il paese è già molto suggestivo di per sé. Ma la straordinaria quantità di opere fruibili da chiunque a cielo aperto rende ulteriormente consigliata questa meta per una passeggiata all’insegna del relax e della bella arte.


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