La Palazzina di Caccia di Stupinigi riaprirà per diventare un’altra Venaria

Il presidente della Regione Piemonte ha annunciato la riapertura della Palazzina di Caccia di Stupinigi, residenza sabauda alle porte di Torino che nelle intenzioni del governatore del Piemonte deve diventare un’altra Venaria con un investimento di 25 milioni.

Il Parco naturale di Stupinigi,  istituito con legge regionale nel 1991 per 1732 ettari, ha come fulcro la Palazzina di Caccia di Stupinigi, eretta nella prima metà del XVIII secolo dall’architetto Juvarra, su volere di Casa Savoia per le villeggiature e la pratica venatoria della caccia a cavallo con mute di cani.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è stata riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro ed è fra i complessi settecenteschi più straordinari in Europa La costruzione della Palazzina di Caccia inizia nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra, e continua fino alla fine del XVIII sec. con  interventi di ampliamento e completamento di Benedetto Alfieri e di altri architetti quali Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago di Borgaro, Ludovico Bo, Ignazio Bertola. Agli inizi del XX secolo è stata scelta come residenza dalla Regina Margherita, e dal 1919 è anche sede del Museo dell’Arredamento.

Il sito, fa parte del circuito delle residenze sabaude in Piemonte, che nel 1997 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La palazzina è situata nella località di Stupinigi  una frazione di Nichelino), alla periferia sud-occidentale di Torino, dal cui centro storico dista circa 10 chilometri.

I terreni agricoli del Parco oggi ospitano produzioni agricole di qualità, in cui si combinano il rispetto dell’ambiente naturale e moderne tecniche di coltivazione; sono presenti sei cascine (Gorgia, Chiabotto del Beccaio, Bozzalla, Parpaglia, Piniere e Vicomanino), quasi tutte dalla tipologia a corte chiusa e caratterizzate dalla produzione cerealicola e zootecnica. Inoltre il territorio dell’area protetta, ormai in gran parte chiuso al traffico veicolare, consente ai fruitori di circolare a piedi, in bici e a cavallo attraversando gli ampi boschi e i terreni agricoli.

Il Parco presenta anche residenze storiche di notevole interesse: Castelvecchio, un complesso fortificato basso medievale abitato in origine dai Savoia-Acaia e il Castello di Parpaglia, di origine presumibilmente trecentesca. Quest’ultimo si ipotizza che sia sorto come avamposto dei Cavalieri Gerosolimitani, oggi noti come Ordine di Malta. I primi proprietari della cascina e del Castello furono i Revigliasco e successivamente subentrarono i Parpaglia.


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