Castelli

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Castello dei Marchesi Carretto – Saliceto CN
Tipologia:
Descrizione:

È lungo l’antica Via del Sale, che collegava Piemonte alla Liguria, che si trova il castello di Saliceto.
L’esistenza di un nucleo abitato sopra la collina, detta della Rosa, è documentata prima del X secolo, suddiviso in Borgovero e Borgoforte, entrambi abbattuti dai saraceni durante una scorreria a metà X secolo.
Appartenne prima al vescovo di Savona, poi al comune di Asti e dal 1251 al 1532 ai Del Carretto, quando Carlo V lo dona ai Savoia, i quali ne infeudarono la famiglia Damiani di Priocca.
Nel 1689 il castello subì l’assedio dell’esercito spagnolo: colpito da una fucilata, muore don Martino d’Aragona, comandante dell’esercito spagnolo. Per vendetta, gli iberici rasero al suolo la costruzione. Restaurato per l’ennesima volta dai Del Carretto, nel 1796 Napoleone vi insediò il quartier generale per qualche tempo.
Edificato come fortilizio, tra i secoli XII-XIII, si presenta oggi come una poderosa struttura residenziale a pianta trapezoidale, rinforzata da tre torri agli angoli. Una quarta torre, di cui si notano le vestigia sul muro, fu spianata durante l’assedio spagnolo.
Sebbene la struttura attuale sia il risultato di successive ricostruzioni sono comunque leggibili i caratteri tipici delle architetture fortificate.

Info Tel: +39 342 3570641, +39 0174 98021 || Fax: +39 0174 98586 || Email: [email protected] || Web: http://www.comune.saliceto.cn.it

Aperture (2018)
Da aprile ad ottobre: domenica.
Aperto nelle festività: 1 maggio.

Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 2 persone) e gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Intero € 5; ridotto e gruppi (min. 30 persone) € 4; scuole € 3.

Descrizione lunga:

È lungo l’antica Via del Sale, che collegava Piemonte alla Liguria, che si trova il castello di Saliceto.
L’esistenza di un nucleo abitato sopra la collina, detta della Rosa, è documentata prima del X secolo, suddiviso in Borgovero e Borgoforte, entrambi abbattuti dai saraceni durante una scorreria a metà X secolo.
Appartenne prima al vescovo di Savona, poi al comune di Asti e dal 1251 al 1532 ai Del Carretto, quando Carlo V lo dona ai Savoia, i quali ne infeudarono la famiglia Damiani di Priocca.
Nel 1689 il castello subì l’assedio dell’esercito spagnolo: colpito da una fucilata, muore don Martino d’Aragona, comandante dell’esercito spagnolo. Per vendetta, gli iberici rasero al suolo la costruzione. Restaurato per l’ennesima volta dai Del Carretto, nel 1796 Napoleone vi insediò il quartier generale per qualche tempo.
Edificato come fortilizio, tra i secoli XII-XIII, si presenta oggi come una poderosa struttura residenziale a pianta trapezoidale, rinforzata da tre torri agli angoli. Una quarta torre, di cui si notano le vestigia sul muro, fu spianata durante l’assedio spagnolo.
Sebbene la struttura attuale sia il risultato di successive ricostruzioni sono comunque leggibili i caratteri tipici delle architetture fortificate.

Info Tel: +39 342 3570641, +39 0174 98021 || Fax: +39 0174 98586 || Email: [email protected] || Web: http://www.comune.saliceto.cn.it

Aperture (2018)
Da aprile ad ottobre: domenica.
Aperto nelle festività: 1 maggio.

Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 2 persone) e gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Intero € 5; ridotto e gruppi (min. 30 persone) € 4; scuole € 3.

Castello dei Paleologi – Acqui Terme AL
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici L’antica Aquae Statiellae, nota probabilmente già nel II sec. a.C., era una città dotata di importanti impianti monumentali: acquedotto, teatro, anfiteatro, foro e terme. Le sue acque termali erano famose, tanto che Plinio annoverava le sue terme tra le migliori dell’impero. La costruzione del castello si data probabilmente all’XI secolo. Residenza dei vescovi-conti di Acqui fino alla metà del XIII secolo, divenne in seguito roccaforte del borgo medievale di Acqui e sede dei Governatori della città per passare poi, dalla fine del XIII sec., ai marchesi Paleologi. Nel 1430 Acqui Terme venne conquistata dagli Sforza. Con il ritorno al governo dei marchesi del Monferrato il castello venne riedificato e, nel 1533, passò ai Gonzaga di Mantova. Tra Cinque e Seicento subì vari attacchi da parte dei francesi e degli spagnoli che lo distrussero. La prima ricostruzione avvenne nel 1663 e si concluse nel 1815 da parte di Vittorio Emanuele I.

Info Tel: +39 0144 57555, +39331447019 |   Email:[email protected] | Web:http://www.acquimusei.it    https://www.facebook.com/Museo-Archeologico-di-Acqui-Terme-1421886314760356/

Aperture Aperto tutto l’anno. Dal 1 maggio al 30 settembre: da mercoledì a domenica 10.00-13.00, 16.00-20.00; dal 1 ottobre al 30 aprile: da mercoledì a sabato 9.30-13.30, 15.30-17.30, domenica 11.00-13.30, 15.30-17.30. Aperto nelle festività: 6 gennaio; Pasqua (15.30-17.30); 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 e 26 dicembre. VISITE GUIDATE: 13 maggio; 1, 8, 15, 22, 29 luglio; 5, 19, 26 agosto; 2 e 9 settembre Visite guidate alle ore 16.30, 17.30 e 18.30

Prezzi Intero € 4; ridotto (7-18 anni, over 65) e gruppi (min. 20 persone) € 2; scuole € 1; gratuito fino a 6 anni, disabili.

Descrizione lunga:

Cenni storici L’antica Aquae Statiellae, nota probabilmente già nel II sec. a.C., era una città dotata di importanti impianti monumentali: acquedotto, teatro, anfiteatro, foro e terme. Le sue acque termali erano famose, tanto che Plinio annoverava le sue terme tra le migliori dell’impero. La costruzione del castello si data probabilmente all’XI secolo. Residenza dei vescovi-conti di Acqui fino alla metà del XIII secolo, divenne in seguito roccaforte del borgo medievale di Acqui e sede dei Governatori della città per passare poi, dalla fine del XIII sec., ai marchesi Paleologi. Nel 1430 Acqui Terme venne conquistata dagli Sforza. Con il ritorno al governo dei marchesi del Monferrato il castello venne riedificato e, nel 1533, passò ai Gonzaga di Mantova. Tra Cinque e Seicento subì vari attacchi da parte dei francesi e degli spagnoli che lo distrussero. La prima ricostruzione avvenne nel 1663 e si concluse nel 1815 da parte di Vittorio Emanuele I.

Info Tel: +39 0144 57555, +39331447019 |   Email:[email protected] | Web:http://www.acquimusei.it    https://www.facebook.com/Museo-Archeologico-di-Acqui-Terme-1421886314760356/

Aperture Aperto tutto l’anno. Dal 1 maggio al 30 settembre: da mercoledì a domenica 10.00-13.00, 16.00-20.00; dal 1 ottobre al 30 aprile: da mercoledì a sabato 9.30-13.30, 15.30-17.30, domenica 11.00-13.30, 15.30-17.30. Aperto nelle festività: 6 gennaio; Pasqua (15.30-17.30); 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 e 26 dicembre. VISITE GUIDATE: 13 maggio; 1, 8, 15, 22, 29 luglio; 5, 19, 26 agosto; 2 e 9 settembre Visite guidate alle ore 16.30, 17.30 e 18.30

Prezzi Intero € 4; ridotto (7-18 anni, over 65) e gruppi (min. 20 persone) € 2; scuole € 1; gratuito fino a 6 anni, disabili.

Castello dei Paleologi – Casale Monferrato AL
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici: Fu Giovanni II Paleologo marchese di Monferrato a dare inizio alla costruzione del Castello, i cui lavori vennero portati a termine entro il 1357. Circa 120 anni dopo, Casale, ottenendo il ruolo di città, vede una serie di lavori generali che lo interessarano in una serie di ristrutturazioni. La forma esagonale delle mura che tutt’ora si vede verrà istituita dopo il passaggio dai Casale ai Gonzaga di Mantova. Sarà lo Stato Sabaudo a optare per l’abbattimento del rivellino orientale, quello rivolto verso la città, permettendo così uno spazio pubblico prima inesistente: l’attuale Piazza Castello, adibita a sede del mercato comunale. Con l’Unità d’Italia, saranno abbattuti pure i rimanenti tre rivellini.

Info Tel. 0142 444330, 0142 444329, 0142 444271, 0142 444273 | Mail: [email protected] | Sito: wwww.comune.casalemonferrato.al.it/castello

Aperture Aperto tutto l’anno: sabato e domenica 10.00-13.00, 15.00-19.00. Il secondo weekend del mese visite guidate. 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 8 dicembre. Aperto
su prenotazione per gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Gratuito.

Descrizione lunga:

Cenni storici: Fu Giovanni II Paleologo marchese di Monferrato a dare inizio alla costruzione del Castello, i cui lavori vennero portati a termine entro il 1357. Circa 120 anni dopo, Casale, ottenendo il ruolo di città, vede una serie di lavori generali che lo interessarano in una serie di ristrutturazioni. La forma esagonale delle mura che tutt’ora si vede verrà istituita dopo il passaggio dai Casale ai Gonzaga di Mantova. Sarà lo Stato Sabaudo a optare per l’abbattimento del rivellino orientale, quello rivolto verso la città, permettendo così uno spazio pubblico prima inesistente: l’attuale Piazza Castello, adibita a sede del mercato comunale. Con l’Unità d’Italia, saranno abbattuti pure i rimanenti tre rivellini.

Info Tel. 0142 444330, 0142 444329, 0142 444271, 0142 444273 | Mail: [email protected] | Sito: wwww.comune.casalemonferrato.al.it/castello

Aperture Aperto tutto l’anno: sabato e domenica 10.00-13.00, 15.00-19.00. Il secondo weekend del mese visite guidate. 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 8 dicembre. Aperto
su prenotazione per gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Gratuito.

Castello dei Solaro – Villanova Solaro CN
Tipologia:
Descrizione:

Sul finire del Duecento Villanova e Moretta vennero acquistati e fortificati da Filippo di Savoia principe d’Acaia. Per esigenze militari, al fine di proteggere il confine con il marchesato di Saluzzo, venne realizzato un Castello militare ad impianto quadrilatero con 4 torri sporgenti a pianta poligonale, interamente circondato da un ampio fossato. Nel 1332 Villanova di Moretta passò ai Marchesi del Carretto che lo cedettero nel 1335 ai Falletti. Infeudato ai Solaro, antica famiglia patrizia, Villanova ne assunse il nome che salvo parentesi napoleoniche, si è conservato fino a oggi.
Nel 1800 la Contessa Eufrasia, ultima del ramo dei Solaro, trasformò il castello in edificio residenziale abbellendolo con uno splendido parco. Nel 1830 ospitò Silvio Pellico reduce dello Spielberg, il quale vi lesse nel 1831 i primi capitoli de “Le mie prigioni”.
Nel 1997, sotto la direzione della famiglia Ronco, che tuttora gestisce la struttura, rinasce a nuova vita e diventa il “Ristorante Castello dei Solaro”.

Info Tel: 0172 99365 || Email: [email protected] || Web: http://www.castellodeisolaro.it  https://www.facebook.com/CastellodeiSolaro/   https://www.instagram.com/castellodeisolaro/

 

Descrizione lunga:

Sul finire del Duecento Villanova e Moretta vennero acquistati e fortificati da Filippo di Savoia principe d’Acaia. Per esigenze militari, al fine di proteggere il confine con il marchesato di Saluzzo, venne realizzato un Castello militare ad impianto quadrilatero con 4 torri sporgenti a pianta poligonale, interamente circondato da un ampio fossato. Nel 1332 Villanova di Moretta passò ai Marchesi del Carretto che lo cedettero nel 1335 ai Falletti. Infeudato ai Solaro, antica famiglia patrizia, Villanova ne assunse il nome che salvo parentesi napoleoniche, si è conservato fino a oggi.
Nel 1800 la Contessa Eufrasia, ultima del ramo dei Solaro, trasformò il castello in edificio residenziale abbellendolo con uno splendido parco. Nel 1830 ospitò Silvio Pellico reduce dello Spielberg, il quale vi lesse nel 1831 i primi capitoli de “Le mie prigioni”.
Nel 1997, sotto la direzione della famiglia Ronco, che tuttora gestisce la struttura, rinasce a nuova vita e diventa il “Ristorante Castello dei Solaro”.

Info Tel: 0172 99365 || Email: [email protected] || Web: http://www.castellodeisolaro.it  https://www.facebook.com/CastellodeiSolaro/   https://www.instagram.com/castellodeisolaro/

 

Castello del Roccolo a Busca – CN
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Il castello, il cui nome deriva dai “roccoli”, le reti utilizzate nella caccia agli uccelli di taglia piccola, nel 1831 fu acquistato dal marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio che lo riedificò e trasformò secondo il gusto neogotico promosso dalla corte sabauda e in voga quell’epoca anche nel territorio saluzzese. Vicino alla residenza venne poi edificata una cappella, terminata nel 1842, mentre nella parte del parco antistante il castello venne costruita la monumentale struttura delle Serre, realizzata tra il 1846 e il 1850 e recentemente restaurata. Il castello ospitò nel corso degli anni personaggi illustri quali Silvio Pellico, il re Umberto I e la Regina Margherita. L’esterno del castello è un insieme armonico di archi moreschi, merli ghibellini, rosoni e decorazioni floreali. Intorno al castello si trova il meraviglioso parco di 500.000 metri quadri concepito secondo i canoni del giardino romantico. Il parco, che vide alcuni interventi del noto paesaggista Xavier Kurten, è percorso da numerosi sentieri, grotte, statue, ripari e punti panoramici.

Info Tel: +39 349 5094696 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.castellodelroccolo.it    https://www.facebook.com/castellodelroccolo/

Aperture (2018)
6, 13 e 20 maggio;
3 e 17 giugno;
1 e 15 luglio;
5 e 19 agosto;
2 e 16 settembre;
7 e 21 ottobre.

Orario: 14:30-19:00.

Aperto su prenotazione per gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Intero € 5; ridotto (7-14 anni, over 65, ACLI, Abbonamento Musei) e gruppi (min. 20 persone) € 3; gratuito fino a 6 anni.

Descrizione lunga:

Cenni storici Il castello, il cui nome deriva dai “roccoli”, le reti utilizzate nella caccia agli uccelli di taglia piccola, nel 1831 fu acquistato dal marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio che lo riedificò e trasformò secondo il gusto neogotico promosso dalla corte sabauda e in voga quell’epoca anche nel territorio saluzzese. Vicino alla residenza venne poi edificata una cappella, terminata nel 1842, mentre nella parte del parco antistante il castello venne costruita la monumentale struttura delle Serre, realizzata tra il 1846 e il 1850 e recentemente restaurata. Il castello ospitò nel corso degli anni personaggi illustri quali Silvio Pellico, il re Umberto I e la Regina Margherita. L’esterno del castello è un insieme armonico di archi moreschi, merli ghibellini, rosoni e decorazioni floreali. Intorno al castello si trova il meraviglioso parco di 500.000 metri quadri concepito secondo i canoni del giardino romantico. Il parco, che vide alcuni interventi del noto paesaggista Xavier Kurten, è percorso da numerosi sentieri, grotte, statue, ripari e punti panoramici.

Info Tel: +39 349 5094696 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.castellodelroccolo.it    https://www.facebook.com/castellodelroccolo/

Aperture (2018)
6, 13 e 20 maggio;
3 e 17 giugno;
1 e 15 luglio;
5 e 19 agosto;
2 e 16 settembre;
7 e 21 ottobre.

Orario: 14:30-19:00.

Aperto su prenotazione per gruppi (min. 20 persone).

Prezzi Intero € 5; ridotto (7-14 anni, over 65, ACLI, Abbonamento Musei) e gruppi (min. 20 persone) € 3; gratuito fino a 6 anni.

Castello della Manta – CN
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Nata nel XIII secolo come avamposto militare, la roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Fu lui a volere arricchire la Sala Baronale con i bellissimi affreschi che oggi costituiscono testimonianze uniche della cultura cavalleresca del tempo.
Da visitare anche gli ambienti di servizio con le cantine e il cucinone con la gran volta a botte e un grandioso camino, la chiesa castellana, voluta da Valerano e impreziosita con importanti affreschi dedicati alla Passione di Cristo, e, infine, il parco ampio ed ombreggiato da cui si gode di un’incantevole vista sulle ridenti colline della val Varaita.

Il Castello della Manta fa parte del progetto “Les Ducs des Alpes/I Duchi delle Alpi” , un itinerario dedicato alla storia del Casato dei Savoia.

Info Tel. 0175 87822 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-della-manta

Aperture dal martedì alla domenica (da marzo fino al 9 dicembre) 10:00 – 18:00.

Prezzo Iscritti FAI: ingresso gratuito; Intero: € 8; Ridotto (4-14 anni): € 4; Bambini sotto i 4 anni: ingresso gratuito; Studenti fino ai 26 anni: € 5; Soci National Trust*, Soci Bienfaiteurs Amis du Louvre, residenti del Comune di Manta, portatori di handicap con un accompagnatore: ingresso gratuito; Pacchetto famiglia: € 22. Consente l’ingresso con tariffe ridotte per i gruppi famigliari composti da 2 adulti e 2 bambini (4 – 14 anni). A partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito.

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Nata nel XIII secolo come avamposto militare, la roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Fu lui a volere arricchire la Sala Baronale con i bellissimi affreschi che oggi costituiscono testimonianze uniche della cultura cavalleresca del tempo.
Da visitare anche gli ambienti di servizio con le cantine e il cucinone con la gran volta a botte e un grandioso camino, la chiesa castellana, voluta da Valerano e impreziosita con importanti affreschi dedicati alla Passione di Cristo, e, infine, il parco ampio ed ombreggiato da cui si gode di un’incantevole vista sulle ridenti colline della val Varaita.

Il Castello della Manta fa parte del progetto “Les Ducs des Alpes/I Duchi delle Alpi” , un itinerario dedicato alla storia del Casato dei Savoia.

Info Tel. 0175 87822 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-della-manta

Aperture dal martedì alla domenica (da marzo fino al 9 dicembre) 10:00 – 18:00.

Prezzo Iscritti FAI: ingresso gratuito; Intero: € 8; Ridotto (4-14 anni): € 4; Bambini sotto i 4 anni: ingresso gratuito; Studenti fino ai 26 anni: € 5; Soci National Trust*, Soci Bienfaiteurs Amis du Louvre, residenti del Comune di Manta, portatori di handicap con un accompagnatore: ingresso gratuito; Pacchetto famiglia: € 22. Consente l’ingresso con tariffe ridotte per i gruppi famigliari composti da 2 adulti e 2 bambini (4 – 14 anni). A partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito.

 

Castello di Balocco – VC
Tipologia:
Descrizione:

Cenni Storici Buona parte del castello della struttura odierna risale ai primi decenni del XV secolo, costruita probabilmente sui resti del perimetro fortificato originario. Come testimonia un documento del 1186 esso comprendeva inizialmente l’antica chiesa di S. Michele. L’accesso, un tempo sul lato meridionale, è ora su quello settentrionale. Esso consiste in un imponente mastio, costruito con pietra squadrata. All’interno è decorato con affreschi risalenti al 1410 tra cui una bellissima Madonna in trono con Bambino.

Info n.d.

Aperture  n.d.

Prezzi n.d.

Descrizione lunga:

Cenni Storici Buona parte del castello della struttura odierna risale ai primi decenni del XV secolo, costruita probabilmente sui resti del perimetro fortificato originario. Come testimonia un documento del 1186 esso comprendeva inizialmente l’antica chiesa di S. Michele. L’accesso, un tempo sul lato meridionale, è ora su quello settentrionale. Esso consiste in un imponente mastio, costruito con pietra squadrata. All’interno è decorato con affreschi risalenti al 1410 tra cui una bellissima Madonna in trono con Bambino.

Info n.d.

Aperture  n.d.

Prezzi n.d.

Castello di Belveglio – AT
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Realizzato tra l’XI e il XII secolo, oggi è noto come il “Castello dei Concerti”, grazie all’impegno dell’attuale proprietaria Marlaena Kessick (flautista, direttore d’orchestra e compositrice) che, con l’ente concerti Castello di Belveglio, organizza dal 1976 preziosi momenti musicali.
Attraverso l’attività senza fini di lucro, l’ente offre concerti di musica classica e contemporanea, con diffusione ed educazione della conoscenza musicale, e promozione di giovani musicisti attraverso concorsi. In Piemonte, l’ente ha organizzato oltre 1500 concerti ad ingresso gratuito. L’ente organizza inoltre il Concorso Nazionale di Composizione (dal 1980); il Concorso Internazionale “Giulietta Simionato “ per cantanti lirici (dal 1993); il Concorso “Alice Bel Colle” di esecuzione e composizione musicale; la Rassegna Compagnia di San Paolo di Torino; il Festival “Note e Sipari del Monferrato”.

Descrizione lunga:

Cenni storici Realizzato tra l’XI e il XII secolo, oggi è noto come il “Castello dei Concerti”, grazie all’impegno dell’attuale proprietaria Marlaena Kessick (flautista, direttore d’orchestra e compositrice) che, con l’ente concerti Castello di Belveglio, organizza dal 1976 preziosi momenti musicali.
Attraverso l’attività senza fini di lucro, l’ente offre concerti di musica classica e contemporanea, con diffusione ed educazione della conoscenza musicale, e promozione di giovani musicisti attraverso concorsi. In Piemonte, l’ente ha organizzato oltre 1500 concerti ad ingresso gratuito. L’ente organizza inoltre il Concorso Nazionale di Composizione (dal 1980); il Concorso Internazionale “Giulietta Simionato “ per cantanti lirici (dal 1993); il Concorso “Alice Bel Colle” di esecuzione e composizione musicale; la Rassegna Compagnia di San Paolo di Torino; il Festival “Note e Sipari del Monferrato”.

Castello di Briona – NO
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Briona, di proprietà dei marchesi Solaroli, domina la pianura circostante e l’abitato dal retrostante pendio collinare. Le prime testimonianze della presenza di un edificio fortificato in questo luogo risalgono al 1140. Il complesso si presenta come un perfetto quadrilatero in buono stato di conservazione; nel corso dei secoli fu più volte riadattato ed è tuttora abitato. Le strutture risalgono prevalentemente al XIV e XV secolo; l’aspetto attuale, con ogni probabilità, gli fu dato alla fine del XV dal marchese Manfredo I Tornielli. All’interno è racchiuso un cortile pensile posto all’altezza del primo piano, sorretto da volte a crociera che posano su un pilastro centrale. Al piano terra si trovano la sala capitolare e la cripta. La struttura è sovrastata da un’alta torre con piccionaia ed è circondata da un parco.

Info Tel.+39 0321 826386 || Sito: http://www.comune.briona.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/castello-di-briona-sec-xv-955-1-616af6b5ca7af3d24d9e8ff04483b429

 

Descrizione lunga:

Il castello di Briona, di proprietà dei marchesi Solaroli, domina la pianura circostante e l’abitato dal retrostante pendio collinare. Le prime testimonianze della presenza di un edificio fortificato in questo luogo risalgono al 1140. Il complesso si presenta come un perfetto quadrilatero in buono stato di conservazione; nel corso dei secoli fu più volte riadattato ed è tuttora abitato. Le strutture risalgono prevalentemente al XIV e XV secolo; l’aspetto attuale, con ogni probabilità, gli fu dato alla fine del XV dal marchese Manfredo I Tornielli. All’interno è racchiuso un cortile pensile posto all’altezza del primo piano, sorretto da volte a crociera che posano su un pilastro centrale. Al piano terra si trovano la sala capitolare e la cripta. La struttura è sovrastata da un’alta torre con piccionaia ed è circondata da un parco.

Info Tel.+39 0321 826386 || Sito: http://www.comune.briona.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/castello-di-briona-sec-xv-955-1-616af6b5ca7af3d24d9e8ff04483b429

 

Castello di Castellengo – Cossato BI
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici l Castello vanta origini antichissime risalenti ai primi anni del Mille. Sul finire del ‘600 la famiglia Frichignono, che ne fu proprietaria fino al 1883, cominciò la trasformazione della fortezza in residenza signorile, ingentilendo l’edificio con affreschi, stucchi e giardini terrazzati tuttora esistenti. Nel castello vissero, tra gli altri, l’illustre chirurgo Alessandro Sella (1810-1872) e lo storico Avv. Luigi Borello (1880-1946). Gli attuali proprietari, che risiedono stabilmente nel Castello, stanno portando avanti da decenni un’attenta opera di restauro dell’intero edificio.Le cantine ospitano la famosa casa vitivinicola Centovigne. Il Castello è una bellissima location per ricevimenti e offre tre camere signorili con formula B&B, una “suite nuziale” e due appartamenti-vacanza (2 + 2 posti letto cad.)

Info Tel:+39 335 525289 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.castellengo.ithttps://www.facebook.com/castello.castellengo/   https://www.instagram.com/castellodicastellengo/

Aperture 2018 13 maggio; 1 luglio; 15 settembre. Aperto nelle festività: Pasqua; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 8 dicembre. Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 2 persone) e gruppi (min. 5 persone). Orario 14-18.

Prezzi Intero € 10; gruppi (min. 5 persone) € 6; scuole € 3; gratuito fino a 10 anni.

 

Descrizione lunga:

Cenni storici l Castello vanta origini antichissime risalenti ai primi anni del Mille. Sul finire del ‘600 la famiglia Frichignono, che ne fu proprietaria fino al 1883, cominciò la trasformazione della fortezza in residenza signorile, ingentilendo l’edificio con affreschi, stucchi e giardini terrazzati tuttora esistenti. Nel castello vissero, tra gli altri, l’illustre chirurgo Alessandro Sella (1810-1872) e lo storico Avv. Luigi Borello (1880-1946). Gli attuali proprietari, che risiedono stabilmente nel Castello, stanno portando avanti da decenni un’attenta opera di restauro dell’intero edificio.Le cantine ospitano la famosa casa vitivinicola Centovigne. Il Castello è una bellissima location per ricevimenti e offre tre camere signorili con formula B&B, una “suite nuziale” e due appartamenti-vacanza (2 + 2 posti letto cad.)

Info Tel:+39 335 525289 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.castellengo.ithttps://www.facebook.com/castello.castellengo/   https://www.instagram.com/castellodicastellengo/

Aperture 2018 13 maggio; 1 luglio; 15 settembre. Aperto nelle festività: Pasqua; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 8 dicembre. Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 2 persone) e gruppi (min. 5 persone). Orario 14-18.

Prezzi Intero € 10; gruppi (min. 5 persone) € 6; scuole € 3; gratuito fino a 10 anni.

 

Castello di Gabiano – AL
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici: Da sempre luogo pregno di importanza strategica ed economica, il castello si vede fulcro fra le più varie contese dei ducati limitrofi, finché il Duca Ferdinando di Mantova nel 1622, lo cederà ad Agostino Durazzo Pallavicini a saldo dei debiti contratti dalla corte di Mantova con la sua famiglia, concedendogli il titolo di Marchese di Gabiano. Saranno gli stessi Pallavicini a iniziare nel 1908 un secondo restauro (dopo quello Ottocentesco) affidandolo al Cusani che metterà in pratica i preziosi insegnamenti di Alfredo d’Andrade, ideatore del noto Castello e del Borgo Medievale nel Parco del Valentino di Torino. Oggi Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani e la sua famiglia proseguono l’opera di ristrutturazione e valorizzazione del castello; affiancandovi una produzione vinifera attenta alle conoscenze enologiche moderne ma rispettosa della tradizione.

Info: Tel. 0142 945004 | Mail: [email protected] | Sito: www.castello
digabiano.com
Aperture: 7-8 aprile; 13 e 27 maggio; 3 giugno; 23 settembre.
Visite guidate alle 10.00, 11.00,15.00, 16.00, 17.00. Sabato 7 aprile: 15.00, 16.00, 17.00.
Aperto su prenotazione per gruppi (min. 10 persone).

Biglietti: Intero € 10; ridotto (6-12 anni, over 65, Amici di Castelli Aperti) e gruppi (min. 10 persone) € 8; gratuito fino a 5 anni; scuole su richiesta (visita al parco).

Descrizione lunga:

Cenni storici: Da sempre luogo pregno di importanza strategica ed economica, il castello si vede fulcro fra le più varie contese dei ducati limitrofi, finché il Duca Ferdinando di Mantova nel 1622, lo cederà ad Agostino Durazzo Pallavicini a saldo dei debiti contratti dalla corte di Mantova con la sua famiglia, concedendogli il titolo di Marchese di Gabiano. Saranno gli stessi Pallavicini a iniziare nel 1908 un secondo restauro (dopo quello Ottocentesco) affidandolo al Cusani che metterà in pratica i preziosi insegnamenti di Alfredo d’Andrade, ideatore del noto Castello e del Borgo Medievale nel Parco del Valentino di Torino. Oggi Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani e la sua famiglia proseguono l’opera di ristrutturazione e valorizzazione del castello; affiancandovi una produzione vinifera attenta alle conoscenze enologiche moderne ma rispettosa della tradizione.

Info: Tel. 0142 945004 | Mail: [email protected] | Sito: www.castello
digabiano.com
Aperture: 7-8 aprile; 13 e 27 maggio; 3 giugno; 23 settembre.
Visite guidate alle 10.00, 11.00,15.00, 16.00, 17.00. Sabato 7 aprile: 15.00, 16.00, 17.00.
Aperto su prenotazione per gruppi (min. 10 persone).

Biglietti: Intero € 10; ridotto (6-12 anni, over 65, Amici di Castelli Aperti) e gruppi (min. 10 persone) € 8; gratuito fino a 5 anni; scuole su richiesta (visita al parco).

Castello di Guarene – CN
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Da sette secoli il castello domina la collina di Guarene.
Nel Medioevo era un fortilizio, nel XVIII secolo diventò la nuova dimora estiva dei conti Roero, disegnata personalmente e costruita dal più noto della casata, il conte Carlo Giacinto, una significativa figura di aristocratico illuminato del Settecento piemontese. E’ una costruzione imponente a tre piani, che tocca i 25 metri d’altezza, circondata da vasti ed eleganti giardini. Si affaccia sull’intera arcata di colline riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. È stato abitato per decine di generazioni dai Roero di Guarene, della Vezza e di Piobesi, una importante famiglia dell’aristocrazia piemontese. Nel 1899 passò per eredità ai Provana di Collegno. Passato nel 2011 ad altra proprietà, è stato destinato ad una nuova vocazione che combina l’assoluto rispetto del valore museale con una ospitalità di alto livello, dove si possono organizzare eventi e matrimoni, con la possibilità di pernottamento.

Info Tel: +39 0173 441332 / Fax: +39 0173 228449 || Mail: [email protected] || Sito https://www.castellodiguarene.com/

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Da sette secoli il castello domina la collina di Guarene.
Nel Medioevo era un fortilizio, nel XVIII secolo diventò la nuova dimora estiva dei conti Roero, disegnata personalmente e costruita dal più noto della casata, il conte Carlo Giacinto, una significativa figura di aristocratico illuminato del Settecento piemontese. E’ una costruzione imponente a tre piani, che tocca i 25 metri d’altezza, circondata da vasti ed eleganti giardini. Si affaccia sull’intera arcata di colline riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. È stato abitato per decine di generazioni dai Roero di Guarene, della Vezza e di Piobesi, una importante famiglia dell’aristocrazia piemontese. Nel 1899 passò per eredità ai Provana di Collegno. Passato nel 2011 ad altra proprietà, è stato destinato ad una nuova vocazione che combina l’assoluto rispetto del valore museale con una ospitalità di alto livello, dove si possono organizzare eventi e matrimoni, con la possibilità di pernottamento.

Info Tel: +39 0173 441332 / Fax: +39 0173 228449 || Mail: [email protected] || Sito https://www.castellodiguarene.com/

 

Castello di Masino – Caravino TO
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Da oltre mille anni, il Castello di Masino domina la vasta piana del Canavese da un’altura antistante la suggestiva barriera morenica della Serra di Ivrea, paesaggio intatto e infinito. Nel corso dei secoli l’illustre famiglia die Valperga convertì il Castello in residenza aristocratica, poi in elegante dimora di villeggiatura. A raccontare questo glorioso passato sono i saloni affrescati e arredati con sfarzo, le camere per gli ambasciatori, gli appartamenti privati, i salotti, le terrazze panoramiche: un raffinato sfoggio di cultura sei e settecentesca che trovò espressione anche negli ambienti dedicati alla celebrazione del sapere, come la preziosa biblioteca che conserva più di 25mila volumi antichi. Intorno, un monumentale parco romantico con uno dei più grandi labirinti d’Italia, un maestoso viale alberato, ampie radure e angoli scenografici che a primavera si inondano di eccezionali fioriture.

Info Tel. 0125 778100 | Mail: [email protected] | Sito: https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-e-parco-di-masino

Aperture Il Castello e Parco di Masino è aperto al pubblico dalle 10:00 alle 18:00* nei seguenti giorni da marzo a ottobre: dal martedì alla domenica 10:00 – 18:00; da novembre a metà dicembre dal venerdì alla domenica: 10:00 – 18:00. Apertura infrasettimanale su richiesta di scuole e gruppi. Il parco chiude alle ore 18 (nei festivi da giugno a settembre, alle ore 19). Il Museo delle Carrozze è visitabile solo sabato, domenica e i giorni festivi.

Prezzo Iscritti FAI: ingresso gratuito; Intero: € 11; Ridotto (4-14 anni): € 5; Bambini sotto i 4 anni: ingresso gratuito; Studenti fino ai 26 anni e soci Carta musei: € 7,50; Soci National Trust*, Soci Bienfaiteurs Amis du Louvre, portatori di handicap con un accompagnatore: ingresso gratuito; Famiglia: € 27: consente, oltre all’ingresso nel maestoso Parco e la caccia al tesoro, l’ingresso al Castello con una tariffa agevolata per le famiglie composte da 2 adulti e fino a 4 bambini (4 – 14 anni).

Descrizione lunga:

Cenni storici Da oltre mille anni, il Castello di Masino domina la vasta piana del Canavese da un’altura antistante la suggestiva barriera morenica della Serra di Ivrea, paesaggio intatto e infinito. Nel corso dei secoli l’illustre famiglia die Valperga convertì il Castello in residenza aristocratica, poi in elegante dimora di villeggiatura. A raccontare questo glorioso passato sono i saloni affrescati e arredati con sfarzo, le camere per gli ambasciatori, gli appartamenti privati, i salotti, le terrazze panoramiche: un raffinato sfoggio di cultura sei e settecentesca che trovò espressione anche negli ambienti dedicati alla celebrazione del sapere, come la preziosa biblioteca che conserva più di 25mila volumi antichi. Intorno, un monumentale parco romantico con uno dei più grandi labirinti d’Italia, un maestoso viale alberato, ampie radure e angoli scenografici che a primavera si inondano di eccezionali fioriture.

Info Tel. 0125 778100 | Mail: [email protected] | Sito: https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-e-parco-di-masino

Aperture Il Castello e Parco di Masino è aperto al pubblico dalle 10:00 alle 18:00* nei seguenti giorni da marzo a ottobre: dal martedì alla domenica 10:00 – 18:00; da novembre a metà dicembre dal venerdì alla domenica: 10:00 – 18:00. Apertura infrasettimanale su richiesta di scuole e gruppi. Il parco chiude alle ore 18 (nei festivi da giugno a settembre, alle ore 19). Il Museo delle Carrozze è visitabile solo sabato, domenica e i giorni festivi.

Prezzo Iscritti FAI: ingresso gratuito; Intero: € 11; Ridotto (4-14 anni): € 5; Bambini sotto i 4 anni: ingresso gratuito; Studenti fino ai 26 anni e soci Carta musei: € 7,50; Soci National Trust*, Soci Bienfaiteurs Amis du Louvre, portatori di handicap con un accompagnatore: ingresso gratuito; Famiglia: € 27: consente, oltre all’ingresso nel maestoso Parco e la caccia al tesoro, l’ingresso al Castello con una tariffa agevolata per le famiglie composte da 2 adulti e fino a 4 bambini (4 – 14 anni).

Castello di Massazza – BI
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Probabilmente Celto Ligure, poi passato ai Romani e successivamente fortificazione Longobarda; l’edificio fu incastellato intorno all’anno Mille. Tipico borgo difensivo Medioevale, deposito di derrate e prodotti agricoli ricovero delle greggi stanziali nella zona e difesa del paese, vi si conservano Are Celtiche con coppelle votive e testimonianze di epoca Templare con simboli della tipica Croce. Nel 1200 dei Guala di Casalvolone, per tutto il 1300 dei Visconti di Milano i quali lo caratterizzarono con diverse monofore tipiche dei castelli lombardi, una in particolare considerata tra le più belle del Piemonte. Dal 1400 a tutto il 1800 della famiglia Avogadro. Dal 1978 della famiglia Cavallari, la quale sta operando un paziente recupero rifondando la Rocca come abitazione ed in parte offrendo il bene per eventi, mostre e fiere avendo sistemato sale con servizi e grande cucina; è stato inoltre creato un teatro arena con formidabile acustica e suggestivo impatto scenico.

Info Tel 3358001258 oppure  0161852020 || Email:  [email protected] || Sito: https://www.castellomassazza.com/

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Probabilmente Celto Ligure, poi passato ai Romani e successivamente fortificazione Longobarda; l’edificio fu incastellato intorno all’anno Mille. Tipico borgo difensivo Medioevale, deposito di derrate e prodotti agricoli ricovero delle greggi stanziali nella zona e difesa del paese, vi si conservano Are Celtiche con coppelle votive e testimonianze di epoca Templare con simboli della tipica Croce. Nel 1200 dei Guala di Casalvolone, per tutto il 1300 dei Visconti di Milano i quali lo caratterizzarono con diverse monofore tipiche dei castelli lombardi, una in particolare considerata tra le più belle del Piemonte. Dal 1400 a tutto il 1800 della famiglia Avogadro. Dal 1978 della famiglia Cavallari, la quale sta operando un paziente recupero rifondando la Rocca come abitazione ed in parte offrendo il bene per eventi, mostre e fiere avendo sistemato sale con servizi e grande cucina; è stato inoltre creato un teatro arena con formidabile acustica e suggestivo impatto scenico.

Info Tel 3358001258 oppure  0161852020 || Email:  [email protected] || Sito: https://www.castellomassazza.com/

 

Castello di Mazzé – TO
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Il castello di Mazzè è stato costruito nel XII secolo su volere dei conti di Valperga. Esso comprende in realtà due diverse strutture: la maggiore, del sec. XV°, ed una minore, del sec. XIV°, divise semplicemente dal parco attorno il complesso. Il castello di Mazzè attualmente ha un aspetto neogotico. Il Castello Grande, con pianta rettangolare, presenta gradevoli affreschi, fini decorazioni e pregevoli interni. Il castello più piccolo è anche il più antico e presenta mura merlate e un’alta torre a pianta quadrata con bifore in cotto. I sotterranei, in parte di epoca celtica e romana, ospitano il Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione. All’interno della cinta si può ammirare la grande Piazza d’Armi e i giardini interni.

Info Email  [email protected]

 

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Il castello di Mazzè è stato costruito nel XII secolo su volere dei conti di Valperga. Esso comprende in realtà due diverse strutture: la maggiore, del sec. XV°, ed una minore, del sec. XIV°, divise semplicemente dal parco attorno il complesso. Il castello di Mazzè attualmente ha un aspetto neogotico. Il Castello Grande, con pianta rettangolare, presenta gradevoli affreschi, fini decorazioni e pregevoli interni. Il castello più piccolo è anche il più antico e presenta mura merlate e un’alta torre a pianta quadrata con bifore in cotto. I sotterranei, in parte di epoca celtica e romana, ospitano il Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione. All’interno della cinta si può ammirare la grande Piazza d’Armi e i giardini interni.

Info Email  [email protected]

 

 

Castello di Monastero Bormida – AT
Tipologia:
Descrizione:

Originariamente il castello era un monastero e la attuale torre era il campanile. Nel corso del XV secolo fu aggiunta una prima struttura difensiva dai marchesi del Carretto a cui fecero seguito successive ristrutturazioni ed ampliamenti, come l’arco di epoca medioevale che unisce il castello alla torre. La torre, alta 27 metri in stile lombardo, presenta fregi ed archetti pensili realizzati in mattoni e pietre. Oggi il castello ha una facciata seicentesca e mantiene sul retro la loggia cinquecentesca che è anche visitabile. La famiglia Carretto a metà del XIX secolo cedette la proprietà alla famiglia Della Rovere a cui seguì la famiglia Polleri di Genova che la vendette al comune, attuale proprietario.
Antistante al castello la caratteristica alzata a ponte e per accedere all’interno è necessario attraversare la vecchia porta di ingresso nell’antica cinta muraria.

Info Tel: +39 0144 88012, +39 328 0410869, Fax: +39 0144 88450 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.comune.monasterobormida.at.it

Aperture 13 maggio; 10 e 24 giugno; 8 e 22 luglio; 5 e 19 agosto; 16 settembre; 7 ottobre.
Visite guidate ogni ora 15.00-18.00. Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 5 persone) e gruppi.

Prezzi Intero € 3; ridotto (7-14 anni) e gruppi (min. 30 persone) € 2; gratuito fino a 6 anni.

Descrizione lunga:

Originariamente il castello era un monastero e la attuale torre era il campanile. Nel corso del XV secolo fu aggiunta una prima struttura difensiva dai marchesi del Carretto a cui fecero seguito successive ristrutturazioni ed ampliamenti, come l’arco di epoca medioevale che unisce il castello alla torre. La torre, alta 27 metri in stile lombardo, presenta fregi ed archetti pensili realizzati in mattoni e pietre. Oggi il castello ha una facciata seicentesca e mantiene sul retro la loggia cinquecentesca che è anche visitabile. La famiglia Carretto a metà del XIX secolo cedette la proprietà alla famiglia Della Rovere a cui seguì la famiglia Polleri di Genova che la vendette al comune, attuale proprietario.
Antistante al castello la caratteristica alzata a ponte e per accedere all’interno è necessario attraversare la vecchia porta di ingresso nell’antica cinta muraria.

Info Tel: +39 0144 88012, +39 328 0410869, Fax: +39 0144 88450 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.comune.monasterobormida.at.it

Aperture 13 maggio; 10 e 24 giugno; 8 e 22 luglio; 5 e 19 agosto; 16 settembre; 7 ottobre.
Visite guidate ogni ora 15.00-18.00. Aperto su prenotazione per visitatori individuali (min. 5 persone) e gruppi.

Prezzi Intero € 3; ridotto (7-14 anni) e gruppi (min. 30 persone) € 2; gratuito fino a 6 anni.

Castello di Monasterolo di Savigliano – CN
Tipologia:
Descrizione:

Le prime citazioni di Monasterolo risalgono ad un documento del 907. Il nome del luogo deriva da un monastero benedettino, forse patrimonio di Nonantola, attorno al quale si formò il centro abitato.
L’erezione dell’imponente maniero è datata al XIII secolo (1241) ed è attribuita all’iniziativa di Raimondo e Ottone Boverio, capostipiti dei Marchesi di Busca delle Langhe e di Rossana.
Distrutto durante le guerre del 1357-1363, che sconvolsero Monasterolo, il castello venne ricostruito dai Marchesi di Saluzzo. Risale infatti a questo periodo la massiccia struttura contemporanea, nonché le tre torrette angolari e la torre cilindrica di sud-ovest, unitamente al fossato perimetrale ed alla porta del “Rivellino”.
Nel 1378 fu acquistato dai Solaro di Asti, con versamento di “fiorini 13.000 d’oro di Fiorenza” al conte Amedeo VI di Savoia. Iniziò così il casato dei Solaro di Monasterolo, poi conti nel Seicento.
Nella primavera del 1630, l’esercito del cardinale Richelieu installò il campo a Monasterolo, in guerra con il duca sabaudo Carlo Emanuele I.
Il maniero dal Quattrocento al Settecento fu soggetto a numerosi lavori di ristrutturazione per ingentilire l’abitazione: l’aggiunta delle volte unghiate in alcuni ambienti, la costruzione della scenografica scala a tre rampe su pilastri e la copertura del tetto.
Nel Novecento, la contessa Maria Solaro di Monasterolo, alienò il castello al comune di Monasterolo (1928).

Info Tel: +39 0172 373026 Fax: +39 0172 373174 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.comune.monasterolodisavigliano.cn.it

Aperture 2018
22 aprile;
13 maggio;
3 giugno;
1 luglio;
15 e 16 settembre;
14 ottobre

Prezzi gratuito

Descrizione lunga:

Le prime citazioni di Monasterolo risalgono ad un documento del 907. Il nome del luogo deriva da un monastero benedettino, forse patrimonio di Nonantola, attorno al quale si formò il centro abitato.
L’erezione dell’imponente maniero è datata al XIII secolo (1241) ed è attribuita all’iniziativa di Raimondo e Ottone Boverio, capostipiti dei Marchesi di Busca delle Langhe e di Rossana.
Distrutto durante le guerre del 1357-1363, che sconvolsero Monasterolo, il castello venne ricostruito dai Marchesi di Saluzzo. Risale infatti a questo periodo la massiccia struttura contemporanea, nonché le tre torrette angolari e la torre cilindrica di sud-ovest, unitamente al fossato perimetrale ed alla porta del “Rivellino”.
Nel 1378 fu acquistato dai Solaro di Asti, con versamento di “fiorini 13.000 d’oro di Fiorenza” al conte Amedeo VI di Savoia. Iniziò così il casato dei Solaro di Monasterolo, poi conti nel Seicento.
Nella primavera del 1630, l’esercito del cardinale Richelieu installò il campo a Monasterolo, in guerra con il duca sabaudo Carlo Emanuele I.
Il maniero dal Quattrocento al Settecento fu soggetto a numerosi lavori di ristrutturazione per ingentilire l’abitazione: l’aggiunta delle volte unghiate in alcuni ambienti, la costruzione della scenografica scala a tre rampe su pilastri e la copertura del tetto.
Nel Novecento, la contessa Maria Solaro di Monasterolo, alienò il castello al comune di Monasterolo (1928).

Info Tel: +39 0172 373026 Fax: +39 0172 373174 || Email: [email protected] ||  Web: http://www.comune.monasterolodisavigliano.cn.it

Aperture 2018
22 aprile;
13 maggio;
3 giugno;
1 luglio;
15 e 16 settembre;
14 ottobre

Prezzi gratuito

Castello di Montecavallo – Vigliano Biellese BI
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Montecavallo si trova nella cornice delle prealpi biellesi, in posizione baricentrica tra Torino e Milano. Votato da sempre alla produzione vitivinicola, da visitare per il suo caratteristico stile neogotico, uno dei pochi esempi italiani, e per l’ospitalità della sua proprietaria che cura personalmente le visite guidate e l’accoglienza nell’agriturismo. Per passeggiare nella quiete della proprietà e godere della raffinatezza dei menù proposti dall’azienda agricola, preparati con passione e con i prodotti dell’orto e del territorio, serviti in un contesto raffinato e suggestivo. 

Info Tel: 333 4348405 Agriturismo e B&B, 348 2351455 Vini e Azienda Vitivinicola  ||  Email: [email protected]  ||  Web: http://www.castellodimontecavallo.it   https://www.facebook.com/CastelloMontecavallo/

 

Descrizione lunga:

Il castello di Montecavallo si trova nella cornice delle prealpi biellesi, in posizione baricentrica tra Torino e Milano. Votato da sempre alla produzione vitivinicola, da visitare per il suo caratteristico stile neogotico, uno dei pochi esempi italiani, e per l’ospitalità della sua proprietaria che cura personalmente le visite guidate e l’accoglienza nell’agriturismo. Per passeggiare nella quiete della proprietà e godere della raffinatezza dei menù proposti dall’azienda agricola, preparati con passione e con i prodotti dell’orto e del territorio, serviti in un contesto raffinato e suggestivo. 

Info Tel: 333 4348405 Agriturismo e B&B, 348 2351455 Vini e Azienda Vitivinicola  ||  Email: [email protected]  ||  Web: http://www.castellodimontecavallo.it   https://www.facebook.com/CastelloMontecavallo/

 

Castello di Montestrutto
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Il castello di Montestrutto si trova sul percorso del fiume Dora Baltea ai piedi delle Alpi e vicino alla città di Ivrea. Si erge intorno ad una torre costruita nel IX secolo a difesa di un vicino monastero di benedettini. I signori di Montestrutto dovevano quindi i loro privilegi ed il potere ai conti vescovi di questa città. Nel XIV secolo passò sotto il dominio dei Savoia e seguì le vicende della potente castellata di Settimo Vittone.Nel XVI secolo fu devastato durante le guerre tra Francesi e Spagnoli e smantellato per motivi strategici a favore della Francia, eliminando gli ostacoli possibili per eventuali passaggi di truppe francesi. Fu ricostruito nel XX secolo in stile neogotico, come appare tutt’ora.

Descrizione lunga:

Cenni storici Il castello di Montestrutto si trova sul percorso del fiume Dora Baltea ai piedi delle Alpi e vicino alla città di Ivrea. Si erge intorno ad una torre costruita nel IX secolo a difesa di un vicino monastero di benedettini. I signori di Montestrutto dovevano quindi i loro privilegi ed il potere ai conti vescovi di questa città. Nel XIV secolo passò sotto il dominio dei Savoia e seguì le vicende della potente castellata di Settimo Vittone.Nel XVI secolo fu devastato durante le guerre tra Francesi e Spagnoli e smantellato per motivi strategici a favore della Francia, eliminando gli ostacoli possibili per eventuali passaggi di truppe francesi. Fu ricostruito nel XX secolo in stile neogotico, come appare tutt’ora.

Castello di Monteu Roero – CN
Tipologia:
Descrizione:

Il Castello posizionato in alto, sulla cima di una collina scoscesa, oltre ad assicurare una splendida vista sul Roero, garantiva la supremazia strategica, la sicurezza della fortezza e dei suoi abitanti. Motivo per il quale sono molti i nomi di imperatori e regine che hanno sfruttato la bellezza e la protezione di quella posizione ineguagliabile.
L’anno che può essere fatto coincidere con la nascita della storia del Castello è il 1041. Sotto il dominio dei Roero, il Castello viene ristrutturato lasciando in eredità alcuni particolari costruttivi dell’epoca di incredibile valore e bellezza. Spicca il capitello, nel portico del giardino interno, raffigurante lo scudo araldico con le tre ruote, stemma del casato dei Roero, e sorretto da figure d’angolo con lineamenti e abbigliamento da paggetti, giovani servitori di nobile famiglia.
Il Castello viene ampliato tra il 1570-1575 raggiungendo il periodo di massimo splendore. Purtroppo a causa del terremoto del 1887 alcune parti fortemente danneggiate vennero abbattute e mai più ricostruite. Cosi è giunto a noi pur mantenendo l’affascinante e minaccioso aspetto di un tempo. Nel 2012 è stato acquistato dalla famiglia Berta. Amanti delle sfide e in continua crescita, Gianfranco ed Enrico decidono di adibire il Castello a museo, creando così, un Museo dentro al Museo.

Info Tel: +39 333 7678652 Associazione Bel Monteu , +39 0141 739528 Distillerie Berta || Email: [email protected]  ||  Web:http://www.castellomonteuroero.it

Aperture (2018)
8 e 22 aprile;
13 maggio;
16 e 17 giugno;
21 ottobre;
2 dicembre.

Aperto su prenotazione per gruppi (min. 30 persone).

Orario: 10.00-12.00, 14.00-18.00.

Prezzi Intero € 6;
gratuito fino a 10 anni.

Descrizione lunga:

Il Castello posizionato in alto, sulla cima di una collina scoscesa, oltre ad assicurare una splendida vista sul Roero, garantiva la supremazia strategica, la sicurezza della fortezza e dei suoi abitanti. Motivo per il quale sono molti i nomi di imperatori e regine che hanno sfruttato la bellezza e la protezione di quella posizione ineguagliabile.
L’anno che può essere fatto coincidere con la nascita della storia del Castello è il 1041. Sotto il dominio dei Roero, il Castello viene ristrutturato lasciando in eredità alcuni particolari costruttivi dell’epoca di incredibile valore e bellezza. Spicca il capitello, nel portico del giardino interno, raffigurante lo scudo araldico con le tre ruote, stemma del casato dei Roero, e sorretto da figure d’angolo con lineamenti e abbigliamento da paggetti, giovani servitori di nobile famiglia.
Il Castello viene ampliato tra il 1570-1575 raggiungendo il periodo di massimo splendore. Purtroppo a causa del terremoto del 1887 alcune parti fortemente danneggiate vennero abbattute e mai più ricostruite. Cosi è giunto a noi pur mantenendo l’affascinante e minaccioso aspetto di un tempo. Nel 2012 è stato acquistato dalla famiglia Berta. Amanti delle sfide e in continua crescita, Gianfranco ed Enrico decidono di adibire il Castello a museo, creando così, un Museo dentro al Museo.

Info Tel: +39 333 7678652 Associazione Bel Monteu , +39 0141 739528 Distillerie Berta || Email: [email protected]  ||  Web:http://www.castellomonteuroero.it

Aperture (2018)
8 e 22 aprile;
13 maggio;
16 e 17 giugno;
21 ottobre;
2 dicembre.

Aperto su prenotazione per gruppi (min. 30 persone).

Orario: 10.00-12.00, 14.00-18.00.

Prezzi Intero € 6;
gratuito fino a 10 anni.