Parco Nazionale Val Grande

Parco Nazionale Val Grande
Descrizione

Il Parco nazionale della Val Grande è stato istituito nel 1992 per preservare la zona selvaggia più estesa delle Alpi e d’Italia, interamente compresa nei confini della provincia del Verbano Cusio Ossola.  All’interno del parco si trovano la Riserva naturale Val Grande (riserva naturale integrale e biogenetica) e la Riserva naturale Monte Mottac (riserva naturale orientata e biogenetica) istituite entrambe nel 1971.

Il parco si estende su un terreno prevalentemente montuoso che comprende l’intera Val Grande, la laterale Val Pogallo e parzialmente le valli Vigezzo, Cannobina, Ossola ed Intrasca.

Protagonista in Val grande è un bosco giovane che si estende su buona parte della superficie del parco con specie di bassa montagna come castagno, faggio, nocciolo. La fauna, molto ricca, è composta prevalentemente da mammiferi come camoscio, capriolo, cervo, cinghiale, lupo, volpe faina, martora, tasso e donnola; uccelli come aquila reale, falco pellegrino, gallo forcello, francolino di monte, gufo reale, picchio nero e rettili come la vipera.

Durante la seconda guerra mondiale, i territori della Val Grande e della Val Pogallo furono un rifugio per molti partigiani. Nel luglio 1944, i nazifascisti condussero un aggressivo rastrellamento della zona, al cui termine si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite incendiate e 50 case danneggiate o distrutte dai bombardamenti. Anche civili, alpigiani e pastori furono vittime del rastrellamento: pagarono con la vita o con l’incendio delle loro stalle l’appoggio dato alla Resistenza.

Descrizione lunga

Il Parco nazionale della Val Grande è stato istituito nel 1992 per preservare la zona selvaggia più estesa delle Alpi e d’Italia, interamente compresa nei confini della provincia del Verbano Cusio Ossola.  All’interno del parco si trovano la Riserva naturale Val Grande (riserva naturale integrale e biogenetica) e la Riserva naturale Monte Mottac (riserva naturale orientata e biogenetica) istituite entrambe nel 1971.

Il parco si estende su un terreno prevalentemente montuoso che comprende l’intera Val Grande, la laterale Val Pogallo e parzialmente le valli Vigezzo, Cannobina, Ossola ed Intrasca.

Protagonista in Val grande è un bosco giovane che si estende su buona parte della superficie del parco con specie di bassa montagna come castagno, faggio, nocciolo. La fauna, molto ricca, è composta prevalentemente da mammiferi come camoscio, capriolo, cervo, cinghiale, lupo, volpe faina, martora, tasso e donnola; uccelli come aquila reale, falco pellegrino, gallo forcello, francolino di monte, gufo reale, picchio nero e rettili come la vipera.

Durante la seconda guerra mondiale, i territori della Val Grande e della Val Pogallo furono un rifugio per molti partigiani. Nel luglio 1944, i nazifascisti condussero un aggressivo rastrellamento della zona, al cui termine si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite incendiate e 50 case danneggiate o distrutte dai bombardamenti. Anche civili, alpigiani e pastori furono vittime del rastrellamento: pagarono con la vita o con l’incendio delle loro stalle l’appoggio dato alla Resistenza.


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