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	<title>abbazia Archivi - Piemonte Expo</title>
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	<description>Tutto il Piemonte in un sito: turismo, eventi, sagre, società, luoghi, itinerari, sport, tempo libero e enogastronomia</description>
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	<title>abbazia Archivi - Piemonte Expo</title>
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		<title>Il Principato di Lucedio, l&#8217;abbazia cistercense da cui origina la coltivazione del riso italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 03:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Principato di Lucedio ha una storia lunga nove secoli. Si tratta di un&#8217;abbazia tra le risaie del vercellese dove arrivò e si diffuse il primo riso coltivato in Italia. Il Principato di Lucedio occupa una superficie di cinquecento ettari a fianco del Parco naturale Del Bosco delle Sorti della Partecipanza. Il Principato di Lucedio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2022/06/il-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana/">Il Principato di Lucedio, l&#8217;abbazia cistercense da cui origina la coltivazione del riso italiana</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_threads" href="https://www.addtoany.com/add_to/threads?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="Threads" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&amp;linkname=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2022%2F06%2Fil-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana%2F&#038;title=Il%20Principato%20di%20Lucedio%2C%20l%E2%80%99abbazia%20cistercense%20da%20cui%20origina%20la%20coltivazione%20del%20riso%20italiana" data-a2a-url="https://www.piemonteexpo.it/2022/06/il-principato-di-lucedio-labbazia-cistercense-da-cui-origina-la-coltivazione-del-riso-italiana/" data-a2a-title="Il Principato di Lucedio, l’abbazia cistercense da cui origina la coltivazione del riso italiana"></a></p><p>Il Principato di Lucedio ha una storia lunga nove secoli. Si tratta di un&#8217;abbazia tra le risaie del vercellese dove arrivò e si diffuse il primo riso coltivato in Italia. Il Principato di Lucedio occupa una superficie di cinquecento ettari a fianco del <a href="http://www.partecipanza.it/" target="_blank" rel="noopener">Parco naturale Del Bosco delle Sorti della Partecipanza</a>.<span id="more-29768"></span></p>
<p>Il Principato di Lucedio fu fondato dai cistercensi nel 1123, si trova al centro di un territorio  bonificato nel Medioevo dai monaci fondatori dove nasce la coltivazione del riso italiana. Dell&#8217;abbazia oggi restano il salone dei conversi, la sala capitolare, la chiesa antica con il suo campanile e la seconda chiesa, oltre ad un&#8217;azienda agricola per la produzione del riso.</p>
<p>L&#8217;abbazia fu fondata nel primo quarto del XII secolo ad opera di monaci cistercensi provenienti dal monastero di La Ferté a Chalon-sur-Saône, in Borgogna, su terreni donati loro dal marchese Ranieri I del Monferrato della dinastia degli Aleramici. L&#8217;abbazia venne eretta come struttura fortificata ed assunse la denominazione di abbazia di Santa Maria di Lucedio.</p>
<p>Nel corso del medioevo, l&#8217;abbazia svolse un ruolo di primo piano nella storia del Marchesato del Monferrato, essendo uno dei luoghi sacri più legati alla famiglia aleramica. Il patrimonio terriero dell&#8217;abbazia si estendeva alle grange di Montarolo, Darola, Castel Merlino, Leri, Montarucco, Ramezzana, Secondo un uso dei cistercensi ipossedimenti del monastero venivano divisi in grange, che erano dirette da un fratello converso che coordinava il lavoro di contadini salariati.</p>
<p>Nel 1457  il monastero divenne una Commenda, sotto il patronato dei Paleologi, marchesi del Monferrato per poi passare ai Gonzaga subentrati a Casale nella reggenza del Monferrato.</p>
<p>Nel 1784 l&#8217;abbazia venne secolarizzata e le sue grange divennero parte della Commenda Magistrale dell&#8217;Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro che nel 1792  conferì la commenda al duca Vittorio Emanuele I di Savoia. Con Napoleone la proprietà di Lucedio passò a Camillo Borghese, a risarcimento delle collezioni d&#8217;arte che gli erano state requisite a Roma.</p>
<p>Caduto Napoleone le proprietà vennero divise in lotti e cedute a vari soggetti. Il lotto relativo al  complesso abbaziale di Lucedio passò sotto il controllo del Marchese Giovanni Gozzani di San Giorgio e poi al Duca Raffaele de Ferrari di Galliera, al quale i Savoia conferirono il diritto di fregiarsi del titolo di Principe del Principato di Lucedio, che attualmente appartiene alla famiglia Cavalli d&#8217;Olivola.</p>
<p>Oggi Il Principato di Lucedio è una  <a href="https://www.principatodilucedio.it/" target="_blank" rel="noopener">fiorente azienda agricola</a> che produce riso di qualità e una location per matrimoni ed eventi.</p>
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		<title>L&#8217;abbazia di Santa Maria di Staffarda, il capolavoro medievale in provincia di Cuneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 09:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;abbazia di Santa Maria di Staffarda è uno dei più grandi monumenti medioevali del Piemonte e si trova a Staffarda di Revello, in provincia di Cuneo. E&#8217; stata fondata tra il 1122 ed il 1138 sul territorio dell’antico Marchesato di Saluzzo, l’Abbazia benedettina cistercense aveva raggiungo in pochi decenni una notevole importanza economica quale luogo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2021/11/labbazia-di-santa-maria-di-staffarda-il-capolavoro-medievale-in-provincia-di-cuneo/">L&#8217;abbazia di Santa Maria di Staffarda, il capolavoro medievale in provincia di Cuneo</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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<p>L’importanza economica aveva portato all’abbazia privilegi civili ed ecclesiastici che ne fecero il riferimento della vita politica e sociale del territorio.</p>
<p>Nel 1690 i Francesi  invasero l’Abbazia distruggendo l’archivio, la biblioteca, parte del chiostro e del refettorio; dal 1715 al 1734, con l’aiuto finanziario di Vittorio Amedeo II, vennero effettuati lavori di restauro che in parte alterarono le originali forme gotiche dell’architettura. Con Bolla Pontificia di Papa Benedetto XIV, nel 1750, l’Abbazia ed i suoi patrimoni divennero proprietà dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, ed eretti in Commenda.</p>
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<p>Del complesso abbaziale si apprezzano la Chiesa, con il Polittico di Pascale Oddone e il gruppo ligneo cinquecentesco della Crocifissione, il Chiostro, il Refettorio, con tracce di dipinto raffigurante “L’ultima cena”, la Sala Capitolare, la Foresteria; gli altri edifici costituiscono il cosiddetto “concentrico” di Staffarda, ossia il borgo, che conserva tuttora le storiche strutture architettoniche funzionali all’attività agricola, come il mercato coperto sulla piazza antistante l’Abbazia e le cascine.</p>
<p>Il complesso abbaziale conserva lo stile romanico-gotico e la semplicità architettonica tipica dell’ordine cistercense. Il chiostro, circondato in parte da un colorato portico con colonnine, rappresenta il centro della vita monacale e il collegamento alla maggior parte degli edifici conventuali come la sala capitolare, il refettorio, inoltre conserva ancora la struttura dell’antico lavatoio per le abluzioni dei monaci.<br />
All’esterno della parte conventuale si trova invece la foresteria, locale dove venivano ospitati i pellegrini, il mercato coperto, dove si svolgevano i commerci e a ponente, quasi a costituire una recinzione, una lunga serie di corpi di fabbrica che costituiscono la parte agricola vera e propria di Staffarda, per la maggior parte ancora in attività con allevamenti bovini e coltivazioni cerealicole tipiche della zona.</p>
<p><iframe title="L&#039;ABBAZIA DI STAFFARDA" width="740" height="555" src="https://www.youtube.com/embed/OdfWpXvtHdU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>L&#8217;Abbazia di Novalesa: un pezzo di storia e cultura in Valle Susa che attraversa i secoli</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2020/09/labbazia-di-novalesa-un-pezzo-di-storia-e-cultura-in-valle-susa-che-attraversa-i-secoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 17:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Abbazia di Novalesa è un&#8217;antica abbazia benedettina fondata nell&#8217;VIII secolo situata nel comune di Novalesa, in valle di Susa. Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell&#8217;XI secolo. Le origini dell&#8217;abbazia di Novalesa risale al 30 gennaio 726, quando fu fondata e dedicata ai santi Pietro ed Andrea per essere a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2020/09/labbazia-di-novalesa-un-pezzo-di-storia-e-cultura-in-valle-susa-che-attraversa-i-secoli/">L&#8217;Abbazia di Novalesa: un pezzo di storia e cultura in Valle Susa che attraversa i secoli</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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<p>Le origini dell&#8217;abbazia di Novalesa risale al 30 gennaio 726, quando fu fondata e dedicata ai santi Pietro ed Andrea per essere a controllo del valico del Moncenisio. Per la sua posizione strategica, Carlo Magno ne fece un avamposto per l’avanzata dei Franchi verso l’Italia e in quel periodo il monastero visse il periodo di maggior splendore, divenendo uno dei fari della diffusione della cultura europea.</p>
<p>Abbandonata tra il 906 e il 926 a causa delle scorrerie saracene, i monaci si salvano rifugiandosi a Torino, L&#8217;Abbazia fu ricostruita a partire dal XII secolo da un gruppo di monaci provenienti dall’abbazia di Breme.</p>
<p>Nel tempo i villaggi della Valcenischia, Ferrera, Venaus, Novalesa con il suo monastero costituirono una specie di piccola diocesi autonoma che durerà per diversi secoli. Nel 1646 ai Benedettini succedono i Cistercensi riformati di San Bernardo che rimangono all&#8217;Abbazia fino al 1798, quando sono espulsi dal Governo provvisorio Piemontese.</p>
<p>Nel 1802 Napoleone affida all’abate Antonio Gabet e ad altri monaci Trappisti di Tamié in Savoia la gestione dell’ospizio sul valico del Moncenisio, per assistere le truppe francesi in transito. Dopo la caduta di Napoleone.</p>
<p>In seguito alla legge di soppressione del 29 maggio 1855 da parte del Governo Piemontese, i monaci sono costretti ad abbandonare l’abbazia. Gli edifici messi all’asta, sono trasformati in albergo per cure termali e la biblioteca concessa al seminario, i manoscritti trasferiti nell’archivio di stato di Torino.<br />
Dopo ulteriori peripezie nel 1972 il complesso monastico è acquistato dalla Provincia di Torino, che la affida ai monaci Benedettini provenienti da Venezia.</p>
<p>Gli edifici conservano reperti e tracce di tutte le epoche passate. Nella chiesa costruita nel secolo XVIII, sulle fondamenta di quella romanica preesistente, si notano residui di affreschi tra i quali la lapidazione di Santo Stefano (secolo XI). Le due ali superstiti del chiostro sono del secolo XVI.<br />
Nei pressi del monastero, quattro cappelle: di abbazia3Maria (secolo VIII con rifacimenti del XI), di S.S. Salvatore metà secolo XI), di San Michele (secoli VIII e IX) e finalmente di San Eldrado (e San Nicola) che possiede due splendidi cicli di affreschi (fine secolo XI) con episodi della vita dei due Santi.</p>
<p>La chiesa abbaziale, edificata nelle sue forme attuali nel 1715 su progetto di Antonio Bertola ospita all’interno, sulla parete sinistra della navata, resti di affreschi dell’XI secolo, mentre un altro ciclo risalente al XV secolo decora parte del coro.</p>
<p>Annesse all’abbazia vi sono quattro cappelle, la principale dedicata a S. Eldrado, presenta uno tra i più significativi cicli affrescati romanici d’Italia raffigurante le scene della vita di S. Eldrado e di S. Nicola.</p>
<p>L’abbazia è stata arricchita dall’apertura del Museo Archeologico, che raccoglie i reperti emersi nel corso degli scavi e delle indagini archeologiche compiuti tra il 1978 e il 2008. Il Museo, collocato nell’area del portico del chiostro dei novizi e nell’antico refettorio abbaziale, raccoglie all&#8217;interno elementi lapidei, ceramici, vitrei e ad affresco datati dal I sec. d.C. fino all’epoca rinascimentale. L’abbazia ospita anche un laboratorio del restauro del libro.</p>
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		<title>Mostra De Altaribus di Ugo Ricciardi presso l&#8217;Abbazia Santa Maria di Cavour (To)</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2019/11/mostra-de-altaribus-di-ugo-ricciardi-presso-labbazia-santa-maria-di-cavour-to/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 06:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mostra De Altaribus di Ugo Ricciardi rappresenta una proposta particolarmente suggestiva, realizzata dopo un&#8217;attenta e minuziosa ricerca all&#8217;interno degli spazi dell&#8217;antica Abbazia di Santa Maria di Cavour in provincia di Torino. Le opere esposte dal 31 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020 appartengono al progetto espositivo &#8220;Nightscapes&#8221; che fanno parte del progetto fotografico di Ugo Ricciardi. La sottile soglia tra il [&#8230;]</p>
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<p><strong>De Altaribus</strong>, rappresenta un progetto all&#8217;interno del quale l&#8217;altare simboleggia la crescita, l&#8217;innalzarsi verso la sommità dell&#8217;ara, dove venivano versate le offerte e dove veniva bruciato l&#8217;incenso in dono agli dei celesti. L&#8217;autore, grazie alla  luce utilizzata nelle sue opere, quasi evanescente, come pennellate fluttuanti, avvolge gli elementi della sua  visione, ammorbidendo la rigidità, restituendo così momenti di realtà propositive di speranza e meraviglia che affiorano dal profondo.</p>
<p><strong>Ugo Ricciardi </strong>regala ai visitatori della sua mostra un magico viaggio, con la sua scrittura di luce, offrendo opere dense di sensazioni di sacralità delle immagini oltre ogni &#8220;credo&#8221;, suscitando emozioni e associazioni diverse. Ogni fotografia rappresentata narra di un profondo legame con i luoghi e sottolinea le capacità dell&#8217;artista di rappresentare l&#8217;intensità dei luoghi esplorati con forte misticismo.</p>
<p><strong>Ugo Ricciardi</strong>, ha alle spalle esperienze professionali di grande spessore che lo hanno visto impegnato nel settore della moda, da cui ha iniziato la sua carriera ad importanti collaborazioni con brand di notevole importanza sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2019/11/mostra-de-altaribus-di-ugo-ricciardi-presso-labbazia-santa-maria-di-cavour-to/">Mostra De Altaribus di Ugo Ricciardi presso l&#8217;Abbazia Santa Maria di Cavour (To)</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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		<title>Basiliche, chiese, santuari e abbazie da vedere in Piemonte</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2018/11/basiliche-chiese-santuari-e-abbazie-da-vedere-in-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 14:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[abbazia]]></category>
		<category><![CDATA[basilica]]></category>
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		<category><![CDATA[santuario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piemonte è una regione ricca di luoghi religiosi e di culto che ogni anno attirano numerosi turisti da tutto il mondo. Il monumento simbolo della regione è la Sacra di San Michele, situata sulla cima del monte Pirchiriano, a circa 40 km a ovest di Torino. Ai visitatori si offre un panorama sul capoluogo [&#8230;]</p>
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<p>Il monumento simbolo della regione è la <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9491/sacra-di-san-michele">Sacra di San Michele</a>, situata sulla cima del monte Pirchiriano, a circa 40 km a ovest di Torino. Ai visitatori si offre un panorama sul capoluogo piemontese e sulla Val di Susa.</p>
<p><span id="more-9553"></span></p>
<p>A est rispetto a Torino, si trova la <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/3045/basilica-di-superga">Basilica di Superga</a>, anch&#8217;essa con un panorama sulla città trovandosi in cima a una collina. La chiesa ospita nei sotterranei le tombe della dinastia Sabauda.</p>
<p>Nella metropoli è da notare in primis il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9484/duomo-san-giovanni-battisti">Duomo San Giovanni Battista</a> che ospita la Sindone mentre la <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9479/real-chiesa-di-san-lorenzo">Real Chiesa di San Lorenzo</a>, parte di Palazzo Reale, dispone di una copia del telo sacro. Attraversando il fiume Po, ci si trova davanti alla <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9502/chiesa-della-gran-madre">Chiesa della Gran Madre di Dio</a>, riconosciuta per la sua forma architettonica che riprende il Pantheon di Roma. In zona del Quadrilatero, il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9487/santuario-della-consolata">Santuario della Consolata</a> è facilmente riconoscibile per la torre campanaria e la statua della Madonna.</p>
<p>Opere d&#8217;arte note del <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9489/santuario-di-maria-ausiliatrice">Santuario di Maria Ausiliatrice</a> sono l&#8217;affresco della cupola di Giuseppe Rollini e il dipinto sull&#8217;altare maggiore di Tommaso Lorenzone che rappresenta Maria Ausiliatrice. La <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9485/chiesa-di-san-domenico">Chiesa di San Domenico</a> ha come caratteristica specifica quella di essere l&#8217;unica chiesa medievale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri.</p>
<p>In provincia di Asti i due edifici religiosi più importanti sono l&#8217;<a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9498/abbazia-di-vezzolano/">Abbazia di Santa Maria di Vezzolano</a>, la cui fondazione viene raccontata dalla leggenda di Carlo Magno, e la <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9504/basilica-di-don-bosco">Basilica di San Giovanni Bosco</a> dedicata al santo sociale torinese, meglio noto come Don Bosco.</p>
<p>Andando verso nord, a un&#8217;altezza di 1.159 metri si trova il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/3047/santuario-di-oropa">Santuario di Oropa</a>, situato sull&#8217;omonimo Sacro Monte. Probabilmente ancora più conosciuto è il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9493/sacro-monte-di-varallo">Sacro Monte di Varallo</a> con le sue 45 cappelle affrescate, popolate da oltre 800 statue di terracotta policroma a grandezza naturale. Dal 2003 entrambi i sacri monti fanno parte del patrimonio dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO.</p>
<p>Ad Arona è impossibile non vedere la <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9495/statua-di-san-carlo-borromeo">Statua di San Carlo Borromeo</a>, alta circa 35 metri, da dove i visitatori possono godere del panorama sul Lago Maggiore.</p>
<p>Tornando in Val di Susa, l&#8217;<a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9500/abbazia-di-novalesa">Abbazia di Novalesa</a> presenta due cicli di affreschi dell&#8217;XI secolo, dedicati a Sant&#8217;Eldrado e a San Nicola di Bari.</p>
<p>Sempre in montagna, però in Valle Stura di Demonte, provincia di Cuneo, si può visitare il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/9506/santuario-di-santanna-di-vinadio">Santuario di Sant’Anna di Vinadio</a>, inizialmente realizzato per l’accoglienza dei pellegrini. Lasciando le Alpi alle spalle, il <a href="https://www.piemonteexpo.it/expo/3049/santuario-di-vicoforte">Santuario di Vicoforte</a> costituisce una delle chiese monumentali più importanti del Piemonte, la cui cupola con sezione orizzontale ellittica risulta essere la più grande di tale forma al mondo.</p>
<p>E&#8217; disponibile <a href="https://www.piemonteexpo.it/turismo/basiliche-chiese-santuari-e-abbazie-in-piemonte/">una mappa</a> dei luoghi religiosi indicati in questo articolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2018/11/basiliche-chiese-santuari-e-abbazie-da-vedere-in-piemonte/">Basiliche, chiese, santuari e abbazie da vedere in Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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