I Parchi Reali della Mandria e di Stupinigi il posto ideale per una gita in autunno

L’autunno è la stagione ideale per visitare i parchi della Mandria e di Stupinigi, splendidi polmoni verdi a nordovest e a sud di Torino che si trovano a fianco della Venaria Reale e del Castello di Stupinigi.

Il Parco de La Mandria si trova a vicino alla Reggia di Venaria Reale, è stato istituito nel 1978 per valorizzare e salvaguardare i quasi 4 mila ettari di territorio che i Savoia avevano istituito a loro tenuta di caccia circondandolo con un muro di cinta di circa 30 chilometri. Leggi tutto »

La Valle di Susa da scoprire: Sacra di San Michele, Susa, Forte di Exilles, Abbazia di Novalesa, i Parchi delle Alpi Cozie, Via Francigena

La Valle di Susa è un’area piena di risorse turistiche di ogni, dei veri e propri tesori archelogici, storici, naturalistici.  I monumenti storici sono tantissimi tra cui l’imperdibile Sacra di San Michele, monumento simbolo della Regione Piemonte e luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il nome della Rosa.

La Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 40 chilometri da Torino. Dall’alto dei suoi torrioni si possono ammirare il capoluogo piemontese e un  panorama fantastico della Val di Susa.  All’interno della Chiesa principale della Sacra, risalente al XII secolo, sono sepolti membri della famiglia reale di Casa Savoia. La Sacra di San Michele s’inserisce all’interno di una via di pellegrinaggio lunga oltre 2 mila chilometri che va da Mont Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant’Angelo, in Puglia. Leggi tutto »

Le sezioni di Piemonte Expo

Categoria:

Le Residenze Reali in Piemonte – La Corona di Delizie – La Corona Verde

La Corona di Delizie  , così definita da Amedeo di Castellamonte, è il sistema di Residenze Reali, volute dalla famiglia sabauda per circondarsi di sfarzose maisons de plaisance  nate tra Cinquecento e Seicento intorno alla città di Torino. La Corona di Delizie è inserita del progetto strategico Corona Verde, che interessa l’area metropolitana e la collina torinese coinvolgendo un territorio di ben 93 comuni

Esiste anche un percorso cicloturistico , la Corona di Delizie in bicicletta, che collega le Residenze Sabaude in bicicletta. Il percorso è costituito da un anello di oltre 90 Km con 7 varianti storiche, attraverso percorsi protetti e misti. La Corona di Delizie in bicicletta è dotata di  un’app scaricabile per smartphone e tablet dal portale Google Play.

La Corona Verde è un’iniziativa della Regione Piemonte che interessa l’area metropolitana di Torino: dal Parco della Collina Torinese di Superga ai boschi di Stupinigi, dalla Mandria alla Vauda, ai margini del Canavese, passando dai laghi di Avigliana, il Colle del Lys, il Monte San Giorgio e il Po. Corona Verde è una infrastruttura verde che integra la Corona di Delizie delle Residenze Reali con la cintura verde, rappresentata dal patrimonio naturale dei Parchi metropolitani, dei Fiumi e dalle Aree Rurali dell’hinterland metropolitano.

Forte di Fenestrelle – TO
Tipologia
Descrizione

Cenni storici Progettata inizialmente dall'ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo con funzione di protezione del confine franco-piemontese, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo; fu invece protagonista di alcune schermaglie minori e di un breve scontro nel corso della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo periodo di abbandono, durato praticamente dal 1946 al 1990, è iniziato un progetto di recupero, tuttora in corso, che l'ha riaperta al turismo. Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle, la fortezza è anche detta la grande muraglia piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino e nel 2007 il World Monuments Fund l'ha inserita nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio.

Info Tel 0121.83600 Fax 0121.884642 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fortedifenestrelle.it/

Aperture Da Settembre a Giugno la Fortezza è aperta tutti i giorni, esclusi il martedì e il mercoledì, con orari:
mattina: 10:00 - 13:00
pomeriggio 14:30 - 17:00.
Nei mesi di Luglio e Agosto è aperta tutti i giorni con orari:
mattina: 09:00 - 13:00
pomeriggio: 14:30 - 18:00.

Descrizione lunga

Cenni storici Progettata inizialmente dall'ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo con funzione di protezione del confine franco-piemontese, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo; fu invece protagonista di alcune schermaglie minori e di un breve scontro nel corso della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo periodo di abbandono, durato praticamente dal 1946 al 1990, è iniziato un progetto di recupero, tuttora in corso, che l'ha riaperta al turismo. Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle, la fortezza è anche detta la grande muraglia piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino e nel 2007 il World Monuments Fund l'ha inserita nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio.

Info Tel 0121.83600 Fax 0121.884642 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fortedifenestrelle.it/

Aperture Da Settembre a Giugno la Fortezza è aperta tutti i giorni, esclusi il martedì e il mercoledì, con orari:
mattina: 10:00 - 13:00
pomeriggio 14:30 - 17:00.
Nei mesi di Luglio e Agosto è aperta tutti i giorni con orari:
mattina: 09:00 - 13:00
pomeriggio: 14:30 - 18:00.

Forte di Vinadio – CN
Tipologia
Descrizione

Eretto come fortezza a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia, poteva sfruttare una posizione strategica, da cui si potevano tenere sotto controllo le circostanti valli confinanti con la Francia: fu un'opera da considerarsi tra le più imponenti dell'arco alpino. La lunghezza delle mura è di circa 1.200 metri e i camminamenti, che si snodano al suo interno su tre livelli, raggiungono una lunghezza di circa 10 km. I lavori, in cui vennero impiegati circa 4.000 operai provenienti anche dalle zone di Bergamo e Biella. I lavori terminarono nel 1847, nonostante un'interruzione dal 1837 al 1839.  Il forte non fu segnato da eventi bellici importanti e nel 1862 fu utilizzato come carcere per un gruppo di Garibaldini rifugiatisi in Aspromonte.Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dalle truppe tedesche e verso la fine del conflitto subì alcuni bombardamenti da parte di truppe Angloamericane le cui tracce sono visibili ancora oggi. Le truppe tedesche, scappando, fecero esplodere alcuni locali che erano adibiti a polveriera. Successivamente venne completamente abbandonato. Dopo alcuni importanti interventi di restauro, è stato riaperto al pubblico all'interno, nei mesi invernali è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio e un bar.

Info Tel.0171 959151 / 340 4962384 || Mail: [email protected]

 

Descrizione lunga

Eretto come fortezza a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia, poteva sfruttare una posizione strategica, da cui si potevano tenere sotto controllo le circostanti valli confinanti con la Francia: fu un'opera da considerarsi tra le più imponenti dell'arco alpino. La lunghezza delle mura è di circa 1.200 metri e i camminamenti, che si snodano al suo interno su tre livelli, raggiungono una lunghezza di circa 10 km. I lavori, in cui vennero impiegati circa 4.000 operai provenienti anche dalle zone di Bergamo e Biella. I lavori terminarono nel 1847, nonostante un'interruzione dal 1837 al 1839.  Il forte non fu segnato da eventi bellici importanti e nel 1862 fu utilizzato come carcere per un gruppo di Garibaldini rifugiatisi in Aspromonte.Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dalle truppe tedesche e verso la fine del conflitto subì alcuni bombardamenti da parte di truppe Angloamericane le cui tracce sono visibili ancora oggi. Le truppe tedesche, scappando, fecero esplodere alcuni locali che erano adibiti a polveriera. Successivamente venne completamente abbandonato. Dopo alcuni importanti interventi di restauro, è stato riaperto al pubblico all'interno, nei mesi invernali è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio e un bar.

Info Tel.0171 959151 / 340 4962384 || Mail: [email protected]

 

Manifattura Boero
Descrizione

La struttura fu progettata nel 1905 da Pietro Fenoglio, ed è situata in via Del Ridotto 5. Parte dell’opera venne poi demolita, nell’ala limitrofa a Via Stradella, intaccando purtroppo l'integrità della facciata Fenogliana. Negli anni 80 la restante è oggetto di una ristrutturazione che non cancella comunque gli stilemi Liberty con la quale venne creata.

Descrizione lunga

La struttura fu progettata nel 1905 da Pietro Fenoglio, ed è situata in via Del Ridotto 5. Parte dell’opera venne poi demolita, nell’ala limitrofa a Via Stradella, intaccando purtroppo l'integrità della facciata Fenogliana. Negli anni 80 la restante è oggetto di una ristrutturazione che non cancella comunque gli stilemi Liberty con la quale venne creata.

Officine Grandi Motori
Descrizione

Le Officine Grandi Motori sono un complesso di archeologia industriale torinese, situato nel quartiere Aurora di Torino. I lavori cominciarono nel 1899 e successivamente furono ampliati da Giacomo Trucco. La struttura originaria fu progettata dal noto architetto Pietro Fenoglio che vi applicò, come in tante altre sue opere, gli stilemi del nascente Liberty italiano. Sul suo futuro impiego dopo la dismissione dell’attività di produzione FIAT si è consumato un lungo dibattito, tra privati e comune, che dopo l’inizio dello smantellamento di una parte della struttura poi interrotto, si vede protrarsi ancora ad oggi.

Descrizione lunga

Le Officine Grandi Motori sono un complesso di archeologia industriale torinese, situato nel quartiere Aurora di Torino. I lavori cominciarono nel 1899 e successivamente furono ampliati da Giacomo Trucco. La struttura originaria fu progettata dal noto architetto Pietro Fenoglio che vi applicò, come in tante altre sue opere, gli stilemi del nascente Liberty italiano. Sul suo futuro impiego dopo la dismissione dell’attività di produzione FIAT si è consumato un lungo dibattito, tra privati e comune, che dopo l’inizio dello smantellamento di una parte della struttura poi interrotto, si vede protrarsi ancora ad oggi.

Palazzina Raby
Tipologia
Descrizione

La Palazzina Raby (detta anche Villino Raby) è un edificio storico di Torino in stile Liberty situato nel quartiere San Donato- zona impregnata di edifici architettonici relativi allo stile succitato- all'inizio  di Corso Francia (numero civico 8). Fu progettato dal famoso architetto italiano Pietro Fenoglio che collaborò con Gottardo Gussoni. L'edificio su commissionato nel 1901 come abitazione privata da Michele Raby, di cui prenderà il nome. Rappresenta uno degli esempi più noti dello stile liberty italiano. Rimaneggiato nel corso degli anni, il villino è stato sede di una scuola privata negli anni ottanta e dal 2004 è stato acquistato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino (OMCeO), che dopo un'attenta ristrutturazione l'ha scelto come propria sede ufficiale nel 2011.

Descrizione lunga

La Palazzina Raby (detta anche Villino Raby) è un edificio storico di Torino in stile Liberty situato nel quartiere San Donato- zona impregnata di edifici architettonici relativi allo stile succitato- all'inizio  di Corso Francia (numero civico 8). Fu progettato dal famoso architetto italiano Pietro Fenoglio che collaborò con Gottardo Gussoni. L'edificio su commissionato nel 1901 come abitazione privata da Michele Raby, di cui prenderà il nome. Rappresenta uno degli esempi più noti dello stile liberty italiano. Rimaneggiato nel corso degli anni, il villino è stato sede di una scuola privata negli anni ottanta e dal 2004 è stato acquistato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino (OMCeO), che dopo un'attenta ristrutturazione l'ha scelto come propria sede ufficiale nel 2011.

Palazzina Stratta Cobetti
Tipologia
Descrizione

La Palazzina Stratta Cobetti è un edificio storico torinese situato nel quartiere di San Donato, dove coesistono diverse manifestazioni dello stile Liberty. La casa in questione si annovera nella medesima scuola architettonica, ma è testimonianza oramai del tardo Liberty (con forme più composte e ordinarie), venendo commissionata nel 1912 assieme alla villetta adiacente da Stratta e Cobetti e progettata nello stesso anno da Francesco Bertrandi. Di quest'ultimo anche il progetto limitrofo. La palazzina  è movimentata sugli angoli dall’inserimento di un elegante bow-window esagonale, a destra dell’ingresso, e di una torretta sul lato opposto che svetta rispetto al complesso, caratterizzata da ampie finestre trilobate e decorazioni litocementizie.

Descrizione lunga

La Palazzina Stratta Cobetti è un edificio storico torinese situato nel quartiere di San Donato, dove coesistono diverse manifestazioni dello stile Liberty. La casa in questione si annovera nella medesima scuola architettonica, ma è testimonianza oramai del tardo Liberty (con forme più composte e ordinarie), venendo commissionata nel 1912 assieme alla villetta adiacente da Stratta e Cobetti e progettata nello stesso anno da Francesco Bertrandi. Di quest'ultimo anche il progetto limitrofo. La palazzina  è movimentata sugli angoli dall’inserimento di un elegante bow-window esagonale, a destra dell’ingresso, e di una torretta sul lato opposto che svetta rispetto al complesso, caratterizzata da ampie finestre trilobate e decorazioni litocementizie.

Palazzo Bellia
Descrizione

Palazzo Bellia è un edificio storico torinese, prodromo dello stile liberty, situato nella via Pietro Micca, nel pieno centro storico del capoluogo. Fu costruito tra il 1982 e il 1898 su progetto dell’architetto Carlo Ceppi. Sorge sopra un ampio portico con archi trilobati incastonati in colonne con capitelli antropomorfi. Nella facciata sulla nota via si è fatto largo uso di decorazioni litocementizie, nonché di finestre ad arco e di caratterizzanti bow-windows.

Descrizione lunga

Palazzo Bellia è un edificio storico torinese, prodromo dello stile liberty, situato nella via Pietro Micca, nel pieno centro storico del capoluogo. Fu costruito tra il 1982 e il 1898 su progetto dell’architetto Carlo Ceppi. Sorge sopra un ampio portico con archi trilobati incastonati in colonne con capitelli antropomorfi. Nella facciata sulla nota via si è fatto largo uso di decorazioni litocementizie, nonché di finestre ad arco e di caratterizzanti bow-windows.

Palazzo Ceriana Mayneri
Descrizione

Palazzo Ceriana Mayneri è un edificio storico torinese, situato in Corso Stati Uniti 27. È sede del noto Circolo della Stampa, lo progettò Carlo Ceppi e fu costruito tra il 1884 e il 1887. Porta un nome "blu": il conte Ludovico Ceriana Mayneri lo fece costruire sul terreno precedentemente acquistato dal noto impresario Pietro Carrera: il corso Duca di Genova, oggi Stati Uniti, era allora il più elegante della città. Nell’opera si fondono elementi barocchi con uno stile più moderno, che si sarebbe poi consolidato come Liberty. Il Circolo della Stampa lo acquisì nel 1957.

Descrizione lunga

Palazzo Ceriana Mayneri è un edificio storico torinese, situato in Corso Stati Uniti 27. È sede del noto Circolo della Stampa, lo progettò Carlo Ceppi e fu costruito tra il 1884 e il 1887. Porta un nome "blu": il conte Ludovico Ceriana Mayneri lo fece costruire sul terreno precedentemente acquistato dal noto impresario Pietro Carrera: il corso Duca di Genova, oggi Stati Uniti, era allora il più elegante della città. Nell’opera si fondono elementi barocchi con uno stile più moderno, che si sarebbe poi consolidato come Liberty. Il Circolo della Stampa lo acquisì nel 1957.

Palazzo della vittoria
Descrizione

Il Palazzo della Vittoria (noto pure come Casa del Carrera o casa dei Draghi) è un edificio storico torinese situato in Corso Francia 23 costituito in stile architettonico misto: Liberty e Neogotico. Il terzo nome deriva dal portone, nel cui fianco si stagliano due draghi, simbolo allegorico di prestigio, poiché la struttura venne costruita sul rinascere della nazione dopo la Prima Grande Guerra. L’immobile fu voluto e finanziato dal Cavaliere del Lavoro Giovanbattista Carrera, e il progetto del 1918, che la vede compiuta in soli due anni, porta la firma dell’ingegnere Gottardo Gussoni.

Descrizione lunga

Il Palazzo della Vittoria (noto pure come Casa del Carrera o casa dei Draghi) è un edificio storico torinese situato in Corso Francia 23 costituito in stile architettonico misto: Liberty e Neogotico. Il terzo nome deriva dal portone, nel cui fianco si stagliano due draghi, simbolo allegorico di prestigio, poiché la struttura venne costruita sul rinascere della nazione dopo la Prima Grande Guerra. L’immobile fu voluto e finanziato dal Cavaliere del Lavoro Giovanbattista Carrera, e il progetto del 1918, che la vede compiuta in soli due anni, porta la firma dell’ingegnere Gottardo Gussoni.

Palazzo Priotti
Descrizione

Il Palazzo Priotti è un edificio storico di Torino limitrofo alla stazione (opera del medesimo architetto) ferroviaria di Porta Nuova portante la firma di Ceppi. La struttura però, finanziata dalla famiglia Priotti inizialmente a Camillo Riccio, vedrà la firma di Carlo Ceppi solo in un secondo momento, quando subentrerà alla morte del primo incaricato. Nonostante un’impostazione ancora eclettica, traspaiono evidenti i primi stilemi Liberty che da lì a poco avrebbero caratterizzato buona parte dell’edilizia torinese. Fu terminata nel 1901. Successivamente, al posto della patinoire nella corte interna, venne realizzata una sala cinematografica tuttora presente, nota come cinema Ambrosio.

Descrizione lunga

Il Palazzo Priotti è un edificio storico di Torino limitrofo alla stazione (opera del medesimo architetto) ferroviaria di Porta Nuova portante la firma di Ceppi. La struttura però, finanziata dalla famiglia Priotti inizialmente a Camillo Riccio, vedrà la firma di Carlo Ceppi solo in un secondo momento, quando subentrerà alla morte del primo incaricato. Nonostante un’impostazione ancora eclettica, traspaiono evidenti i primi stilemi Liberty che da lì a poco avrebbero caratterizzato buona parte dell’edilizia torinese. Fu terminata nel 1901. Successivamente, al posto della patinoire nella corte interna, venne realizzata una sala cinematografica tuttora presente, nota come cinema Ambrosio.

Real castello di Verduno – CN
Tipologia
Descrizione

Cenni storici Nel 1500 la Famiglia Cerrato dà inizio alla costruzione dell’attuale Castello. Successivamente, passerà di proprietà in proprietà, contando un restauro parziale dell'architetto Juvarra. Il Re Carlo Alberto acquista dai due istituti di carità il Castello di Verduno, affidando la direzione della tenuta e della cantina al Generale Carlo Staglieno, famoso enologo. Costui qui sperimentò le prime vinificazioni del Nebbiolo con il metodo suggerito da Giulia Falletti Colbert, gettando le basi del Barolo odierno. In questo palazzo, per lunghi periodi soggiornò Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II. Di salute cagionevole, occupava il tempo nello studio e nella catalogazione dei reperti fossili rinvenuti nelle vicine “Rocche Patarine.” Nel 1909 la famiglia Burlotto acquista il Castello e le terre da Casa Savoia. Il Commendator Giovanni Battista Burlotto adibisce parte del Castello ad albergo e riattiva le cantine per la produzione del Barolo e del Verduno.
Oggi Elisa Burlotto, figlia del Commendatore Giovanni Battista dedica con passione il suo tempo a ciò che è diventato il Real Castello.

Info Tel: 0172 470125, Fax: 0172 470298 || Email: [email protected] || Web:http://realcastello.com/  https://www.facebook.com/realcastellodiverduno/  https://instagram.com/realcastello/

 

 

Descrizione lunga

Cenni storici Nel 1500 la Famiglia Cerrato dà inizio alla costruzione dell’attuale Castello. Successivamente, passerà di proprietà in proprietà, contando un restauro parziale dell'architetto Juvarra. Il Re Carlo Alberto acquista dai due istituti di carità il Castello di Verduno, affidando la direzione della tenuta e della cantina al Generale Carlo Staglieno, famoso enologo. Costui qui sperimentò le prime vinificazioni del Nebbiolo con il metodo suggerito da Giulia Falletti Colbert, gettando le basi del Barolo odierno. In questo palazzo, per lunghi periodi soggiornò Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II. Di salute cagionevole, occupava il tempo nello studio e nella catalogazione dei reperti fossili rinvenuti nelle vicine “Rocche Patarine.” Nel 1909 la famiglia Burlotto acquista il Castello e le terre da Casa Savoia. Il Commendator Giovanni Battista Burlotto adibisce parte del Castello ad albergo e riattiva le cantine per la produzione del Barolo e del Verduno.
Oggi Elisa Burlotto, figlia del Commendatore Giovanni Battista dedica con passione il suo tempo a ciò che è diventato il Real Castello.

Info Tel: 0172 470125, Fax: 0172 470298 || Email: [email protected] || Web:http://realcastello.com/  https://www.facebook.com/realcastellodiverduno/  https://instagram.com/realcastello/

 

 

Reggia di Venaria – TO
Tipologia
Descrizione

Restituita alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, la Reggia di Venaria è tornata simbolo di modernità e cultura. L'edificio monumentale, di 80.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco europeo: l'incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant'Uberto con l'immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente a Ripopolare la Reggia, il suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
Vista dall'alto la Reggia con i suoi Giardini disegna intorno a sé uno spazio di 950.000 metri quadrati di architetture e parchi indivisi e costituisce il perno dal quale si articolano il grande complesso delle Scuderie Juvarriane, il Centro Conservazione e Restauro, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del prestigioso Centro Internazionale del Cavallo) in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del vicino Parco La Mandria. I Giardini si presentano oggi come uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all'infinito: con le grotte seicentesche, i resti della Fontana dell'Ercole e del Tempio di Diana, la rinata Peschiera, il Gran Parterre, le Allee, il Giardino a Fiori e delle Rose, il Potager Royal.
La Venaria Reale, dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, si colloca al centro del circuito delle Residenze Reali del Piemonte ed è connessa con il sistema museale concentrico di Torino.

Info: Tel: +39 011 4992333 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.lavenaria.it

Descrizione lunga

Restituita alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, la Reggia di Venaria è tornata simbolo di modernità e cultura. L'edificio monumentale, di 80.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco europeo: l'incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant'Uberto con l'immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente a Ripopolare la Reggia, il suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
Vista dall'alto la Reggia con i suoi Giardini disegna intorno a sé uno spazio di 950.000 metri quadrati di architetture e parchi indivisi e costituisce il perno dal quale si articolano il grande complesso delle Scuderie Juvarriane, il Centro Conservazione e Restauro, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del prestigioso Centro Internazionale del Cavallo) in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del vicino Parco La Mandria. I Giardini si presentano oggi come uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all'infinito: con le grotte seicentesche, i resti della Fontana dell'Ercole e del Tempio di Diana, la rinata Peschiera, il Gran Parterre, le Allee, il Giardino a Fiori e delle Rose, il Potager Royal.
La Venaria Reale, dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, si colloca al centro del circuito delle Residenze Reali del Piemonte ed è connessa con il sistema museale concentrico di Torino.

Info: Tel: +39 011 4992333 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.lavenaria.it

Ricetto di Candelo – BI
Tipologia
Descrizione

Cenni storici La data di avvio della sua edificazione non è determinabile con esattezza, anche se la prima citazione conosciuta di Candelo, nella sua antica denominazione Canderium, risale all'anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo; la storia tende a collocarne la costruzione tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, mentre ne è certa l'esistenza nell'anno 1374, quando la comunità di Candelo fece atto di dedizione spontanea a casa Savoia. La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica. Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che occupano un'area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza.

Info tel. 015.2536728; fax 015.2538957 || Email: [email protected]  || Sito: http://www.prolococandelo.it/ - http://www.candeloeventi.it/

 

Descrizione lunga

Cenni storici La data di avvio della sua edificazione non è determinabile con esattezza, anche se la prima citazione conosciuta di Candelo, nella sua antica denominazione Canderium, risale all'anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo; la storia tende a collocarne la costruzione tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, mentre ne è certa l'esistenza nell'anno 1374, quando la comunità di Candelo fece atto di dedizione spontanea a casa Savoia. La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica. Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che occupano un'area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza.

Info tel. 015.2536728; fax 015.2538957 || Email: [email protected]  || Sito: http://www.prolococandelo.it/ - http://www.candeloeventi.it/

 

Rocca di Verrua – TO
Tipologia
Descrizione

Il primo documento scritto che cita la presenza della fortezza è del X secolo che attesta la fortificazione al Vescovo di Vercelli. Altro documento risale al 1167 quando Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, di ritorno da Roma, vedendosi rifiutare il passaggio nella fortezza, rase al suolo le fortificazioni e il borgo al suo interno.Nel 1315, il Vescovo di Casale Monferrato impegnò ingenti finanziamenti per riedificare le fortificazioni e il borgo. Successivamente la fortezza fu al centro di una contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato e la Rocca di Verrua cadde nelle mani della dinastia Savoia. La Rocca resistette a molti assedi, quello di maggiore importanza fu nel 1704 contro i franco-spagnoli durante la Guerra di successione spagnola. Oggi questo sito è caduto in rovina anche per l’estrazione della calce dalla collina adiacente al complesso. Dopo essere stato ricovero per soldati feriti e invalidi in età napoleonica, nel 1957, dopo un lungo periodo di abbandono, venne venduto alla ditta che compì i lavori di estrazione. Nel 2008 la Famiglia ha donato la Rocca alla Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima che si occupa della sua organizzazione culturale.

Info Telefono 01119838708  || Mail: [email protected] || Sito http://www.fortezzadiverrua.it/

Aperture:

La Fortezza è aperta tutte le domeniche e i giorni festivi da marzo ad ottobre dalle ore 15 alle 18

Visite guidate € 3, telefonando al numero 01119838708

Descrizione lunga

Il primo documento scritto che cita la presenza della fortezza è del X secolo che attesta la fortificazione al Vescovo di Vercelli. Altro documento risale al 1167 quando Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, di ritorno da Roma, vedendosi rifiutare il passaggio nella fortezza, rase al suolo le fortificazioni e il borgo al suo interno.Nel 1315, il Vescovo di Casale Monferrato impegnò ingenti finanziamenti per riedificare le fortificazioni e il borgo. Successivamente la fortezza fu al centro di una contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato e la Rocca di Verrua cadde nelle mani della dinastia Savoia. La Rocca resistette a molti assedi, quello di maggiore importanza fu nel 1704 contro i franco-spagnoli durante la Guerra di successione spagnola. Oggi questo sito è caduto in rovina anche per l’estrazione della calce dalla collina adiacente al complesso. Dopo essere stato ricovero per soldati feriti e invalidi in età napoleonica, nel 1957, dopo un lungo periodo di abbandono, venne venduto alla ditta che compì i lavori di estrazione. Nel 2008 la Famiglia ha donato la Rocca alla Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima che si occupa della sua organizzazione culturale.

Info Telefono 01119838708  || Mail: [email protected] || Sito http://www.fortezzadiverrua.it/

Aperture:

La Fortezza è aperta tutte le domeniche e i giorni festivi da marzo ad ottobre dalle ore 15 alle 18

Visite guidate € 3, telefonando al numero 01119838708

Stabilimento Lingotto
Tipologia
Descrizione

Nel 1916 inizia la costruzione dell’Officina di Smistamento, nella parte meridionale dell’area e subito dopo si avvia il progetto delle Nuove Officine al Lingotto che rappresentano l'edificio principale dell’impianto, a cinque piani, con manica doppia e corti chiuse, costruito su una maglia omogenea di pilastri in cemento armato. Nel 1919 viene progettata la pista di prova delle autovetture che è un anello lungo un chilometro sul tetto dell’edificio che si raccordò con la rampa elicoidale per far salire i veicoli da testare.

La fabbrica del Lingotto fu completata nel 1929-1930. Al Lingotto la produzione di autoveicoli è stata dismessa  solo nel 1982 e l'area è stata trasformata in un area polifunzionale con uffici, negozi e aree fieristiche.

Descrizione lunga

Nel 1916 inizia la costruzione dell’Officina di Smistamento, nella parte meridionale dell’area e subito dopo si avvia il progetto delle Nuove Officine al Lingotto che rappresentano l'edificio principale dell’impianto, a cinque piani, con manica doppia e corti chiuse, costruito su una maglia omogenea di pilastri in cemento armato. Nel 1919 viene progettata la pista di prova delle autovetture che è un anello lungo un chilometro sul tetto dell’edificio che si raccordò con la rampa elicoidale per far salire i veicoli da testare.

La fabbrica del Lingotto fu completata nel 1929-1930. Al Lingotto la produzione di autoveicoli è stata dismessa  solo nel 1982 e l'area è stata trasformata in un area polifunzionale con uffici, negozi e aree fieristiche.

Statua di San Carlo Borromeo
Descrizione

La Statua, anche chiamato il Colosso, di San Carlo Borromeo è alta circa 35 metri ed è situata ad Arona sul Sacro Monte di San Carlo. Fu completata nel 1698 su progetto di Giovan Battista Crespi detto “il Cerano”.

Descrizione lunga

La Statua, anche chiamato il Colosso, di San Carlo Borromeo è alta circa 35 metri ed è situata ad Arona sul Sacro Monte di San Carlo. Fu completata nel 1698 su progetto di Giovan Battista Crespi detto “il Cerano”.

Torre di Barbaresco – CN
Tipologia
Descrizione

Cenni storici Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla sua sommità è possibile scorgere tutti i paese circostanti. Costruita alla fine dell'XI non si conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa alla sua edificazione. Faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni e di un castello più antico dell'attuale, tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura presente all'interno del coro ligneo all'interno della cattedrale di Alba. Probabilmente l'edificio appartiene a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato. La torre è ripiena di terra fino a metà e si raggiunge l'entrata attraverso una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro.
Dal 1985 è di proprietà del Comune di Barbaresco.

Info Tel: +39 333 9040135 || Email: [email protected]  || Web: http://www.enotecadelbarbaresco.it  https://www.facebook.com/torredibarbaresco/

Aperture 2018 Tutti i giorni. Da aprile a novembre: 10.00-19.00; da dicembre a marzo: 10.00-18.00.
Aperto nelle festività: 1 gennaio; 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre. Chiuso dal 6 al 31 gennaio.

Prezzo Biglietto intero (adulti) € 5,00; Biglietto ridotto (6-12 anni, over 65) e gruppi (min. 10 persone) € 4,00; Biglietto gratuito per bambini (0-6 anni) e portatori di handicap.

Descrizione lunga

Cenni storici Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla sua sommità è possibile scorgere tutti i paese circostanti. Costruita alla fine dell'XI non si conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa alla sua edificazione. Faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni e di un castello più antico dell'attuale, tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura presente all'interno del coro ligneo all'interno della cattedrale di Alba. Probabilmente l'edificio appartiene a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato. La torre è ripiena di terra fino a metà e si raggiunge l'entrata attraverso una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro.
Dal 1985 è di proprietà del Comune di Barbaresco.

Info Tel: +39 333 9040135 || Email: [email protected]  || Web: http://www.enotecadelbarbaresco.it  https://www.facebook.com/torredibarbaresco/

Aperture 2018 Tutti i giorni. Da aprile a novembre: 10.00-19.00; da dicembre a marzo: 10.00-18.00.
Aperto nelle festività: 1 gennaio; 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre. Chiuso dal 6 al 31 gennaio.

Prezzo Biglietto intero (adulti) € 5,00; Biglietto ridotto (6-12 anni, over 65) e gruppi (min. 10 persone) € 4,00; Biglietto gratuito per bambini (0-6 anni) e portatori di handicap.

Villa Scott
Azienda
Descrizione

Villa Scott è un edificio storico torinese situato nella zona piuttosto prestigiosa della pre-collina, e specificatamente nel quartiere Borgo Crimea, in stile liberty. Porta la firma del noto architetto Pietro Fenoglio, collaborandovi con Gottardo Gussoni. Fu costruita nel 1902. Il nome deriva da Alfonso Scott, che la commissionò. Alla sua morte vi fu posto un collegio femminile di suore, noto come Villa Fatima. Nel 1974 fu sede di alcune scene per Profondo Rosso, di Dario Argento. All’inizio del terzo millennio è stata poi acquisita da privati: vi applicarono un prestigioso restauro e tuttora è residenza privata.

Descrizione lunga

Villa Scott è un edificio storico torinese situato nella zona piuttosto prestigiosa della pre-collina, e specificatamente nel quartiere Borgo Crimea, in stile liberty. Porta la firma del noto architetto Pietro Fenoglio, collaborandovi con Gottardo Gussoni. Fu costruita nel 1902. Il nome deriva da Alfonso Scott, che la commissionò. Alla sua morte vi fu posto un collegio femminile di suore, noto come Villa Fatima. Nel 1974 fu sede di alcune scene per Profondo Rosso, di Dario Argento. All’inizio del terzo millennio è stata poi acquisita da privati: vi applicarono un prestigioso restauro e tuttora è residenza privata.

Villaggio Leumann
Descrizione

Villaggio Leumann è un villaggio-quartiere piuttosto caratteristico che sorge alle porte di Torino, nel comune di Collegno. Venne costruito al finire dell’Ottocento per volere di Napoleone Leumann, ai tempi noto imprenditore di origini svizzere. Lo fece realizzare per adibirlo come punto di raccoglimento abitativo dei lavoratori del suo cotonificio. Il progetto lo affidò a Pietro Fenoglio, noto architetto molto prolifico nel capoluogo, che lo delineò principalmente in stile Liberty. Al suo interno si può trovare una chiesa, una vecchia scuola elementare e una stazione d’epoca.

Descrizione lunga

Villaggio Leumann è un villaggio-quartiere piuttosto caratteristico che sorge alle porte di Torino, nel comune di Collegno. Venne costruito al finire dell’Ottocento per volere di Napoleone Leumann, ai tempi noto imprenditore di origini svizzere. Lo fece realizzare per adibirlo come punto di raccoglimento abitativo dei lavoratori del suo cotonificio. Il progetto lo affidò a Pietro Fenoglio, noto architetto molto prolifico nel capoluogo, che lo delineò principalmente in stile Liberty. Al suo interno si può trovare una chiesa, una vecchia scuola elementare e una stazione d’epoca.

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Corona di Delizie è un anello di 112 Km di ciclopiste, ciclostrade e strade rurali che collega le Residenze Reali e i Parchi metropolitani di Torino, toccando suggestivi paesaggi fluviali, agricoli e storici, da percorrere in city-bike, mountain bike o a piedi. Un itinerario immerso nell’arte e nella natura che fa parte dei circuiti della Corona Verde, il grande sistema delle infrastrutture naturalistiche che ruotano attorno al capoluogo piemontese. Un’app gratuita e dedicata agli appassionati di cicloturismo che dà la possibilità di orientarsi lungo il tracciato, calcolando anche la distanza alla meta dal punto in cui ci si trova.

 

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La guida Terra di Motori presenta una selezione di 9 itinerari da percorrere in auto, per chi ama la comodità, o in moto, per chi predilige la libertà: uno strumento corredato d’informazioni dettagliate relative a percorsi, indirizzi utili e una carta stradale che accompagna il visitatore alla scoperta di possibilità sorprendenti tra cui orientarsi con facilità.

 

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Itinerari transfrontalieri e Vie Storiche Piemonte-Svizzera.

 

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