Castelli

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Tenuta Reale di Pollenzo
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Pollenzo è situato a Pollenzo, frazione di Bra, Cuneo. È una delle residenze sabaude riconosciute nel 1997 dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, nel sistema di castelli, palazzi ed edifici pubblici sorti per iniziativa dei duchi, dei principi e dei re della Casa Savoia, nei suoi differenti rami, tra cui, principalmente il ramo Savoia-Carignano, da cui proviene il re di Sardegna Carlo Alberto.

Fu Carlo Alberto a intuire per primo le potenzialità agricole di Pollenzo, creando una vera azienda agraria con vigneti e cantine. Il complesso mantiene tuttora il legame con l’originale destinazione agricola: su iniziativa di Slow Food, è sede dell’Università di Scienze Gastronomiche e della Banca del Vino.

Descrizione lunga:

Il castello di Pollenzo è situato a Pollenzo, frazione di Bra, Cuneo. È una delle residenze sabaude riconosciute nel 1997 dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, nel sistema di castelli, palazzi ed edifici pubblici sorti per iniziativa dei duchi, dei principi e dei re della Casa Savoia, nei suoi differenti rami, tra cui, principalmente il ramo Savoia-Carignano, da cui proviene il re di Sardegna Carlo Alberto.

Fu Carlo Alberto a intuire per primo le potenzialità agricole di Pollenzo, creando una vera azienda agraria con vigneti e cantine. Il complesso mantiene tuttora il legame con l’originale destinazione agricola: su iniziativa di Slow Food, è sede dell’Università di Scienze Gastronomiche e della Banca del Vino.

Reggia di Venaria
Tipologia: ,
Descrizione:

La reggia di Venaria Reale è una delle Residenze Sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997. La reggia di Venaria fu progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Oltre all’edificio vero e proprio sono bellissimi da visitare anche i girdini della reggia, soprattutto in primavera con i loro fiori e le maestose fontane.

La scelta del sito, ai piedi delle Valli di Lanzo, fu favorita dalla vicinanza degli estesi boschi detti del Gran Paese, ricchissimi di selvaggina: un territorio che si estende per un centinaio di chilometri fino alle montagne alpine, giungendo a sud e a est in prossimità del capoluogo.

Descrizione lunga:

La reggia di Venaria Reale è una delle Residenze Sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997. La reggia di Venaria fu progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Oltre all’edificio vero e proprio sono bellissimi da visitare anche i girdini della reggia, soprattutto in primavera con i loro fiori e le maestose fontane.

La scelta del sito, ai piedi delle Valli di Lanzo, fu favorita dalla vicinanza degli estesi boschi detti del Gran Paese, ricchissimi di selvaggina: un territorio che si estende per un centinaio di chilometri fino alle montagne alpine, giungendo a sud e a est in prossimità del capoluogo.

Palazzina di caccia di Stupinigi
Tipologia:
Descrizione:

La Palazzina di caccia di Stupinigi era una residenza adibita alla pratica della caccia eretta per i Savoia. L’opera, realizzata su progetto di Filippo Juvarra, venne iniziata nel maggio del 1729 e fu terminata nel 1733. Il sito, facente parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte, dal 1997 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La palazzina è situata nella località di Stupinigi, alla periferia sud-occidentale di Torino.

Oltre che dimora prediletta dai Savoia, fu anche dimora di Napoleone all’inizio dell’800. Costruita sul modello delle coeve residenze mitteleuropee.

Descrizione lunga:

La Palazzina di caccia di Stupinigi era una residenza adibita alla pratica della caccia eretta per i Savoia. L’opera, realizzata su progetto di Filippo Juvarra, venne iniziata nel maggio del 1729 e fu terminata nel 1733. Il sito, facente parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte, dal 1997 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La palazzina è situata nella località di Stupinigi, alla periferia sud-occidentale di Torino.

Oltre che dimora prediletta dai Savoia, fu anche dimora di Napoleone all’inizio dell’800. Costruita sul modello delle coeve residenze mitteleuropee.

Castello di Rivoli
Tipologia:
Descrizione:

Il Castello di Rivoli è un edificio di interesse storico situato a Rivoli, circa 15 km a ovest di Torino. In passato fu una residenza sabauda, mentre oggi è una delle sedi museali di Arte Contemporanea.

Nato nel xi secolo come roccaforte militare è proprietà dei Savoia dal 1247, fu la prima sede della corte del ducato sabaudo e nel ‘600 venne trasformato in residenza aulica. Nel ‘700 Vittorio Amedeo II affidò a Juvarra l’incarico di una grandiosa riedificazione mai portata a termine. Negli anni 80 del ‘900 viene però ristrutturato da Andrea Bruno che gli ha dato continuità tra passato, presente e futuro.

Descrizione lunga:

Il Castello di Rivoli è un edificio di interesse storico situato a Rivoli, circa 15 km a ovest di Torino. In passato fu una residenza sabauda, mentre oggi è una delle sedi museali di Arte Contemporanea.

Nato nel xi secolo come roccaforte militare è proprietà dei Savoia dal 1247, fu la prima sede della corte del ducato sabaudo e nel ‘600 venne trasformato in residenza aulica. Nel ‘700 Vittorio Amedeo II affidò a Juvarra l’incarico di una grandiosa riedificazione mai portata a termine. Negli anni 80 del ‘900 viene però ristrutturato da Andrea Bruno che gli ha dato continuità tra passato, presente e futuro.

Castello di Racconigi
Tipologia:
Descrizione:

Il castello reale di Racconigi è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine, e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

Descrizione lunga:

Il castello reale di Racconigi è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine, e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

Castello di Govone
Tipologia:
Descrizione:

Il castello di Govone si trova in provincia di Cuneo nel comune di Govone. Fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, dal 1997 è uno degli edifici parte del sito residenze sabaude iscritto alla lista del patrimonio dell’umanità UNESCO, è ora adibito a palazzo comunale.

Fortezza di epoca medievale, fu ricostruita nelle attuali forme barocche con statue provenienti dalla Reggia di Venaria, e le tappezzerie cinesi del ‘700 che ornano numerose sale. Fu poi scelta da Carlo Felice come residenza di villeggiatura estiva. Il castello è famoso anche per il giardino settecentesco all’italiana, dove fioriscono numerose varietà di rose e una rara specie di tulipano selvatico.

Descrizione lunga:

Il castello di Govone si trova in provincia di Cuneo nel comune di Govone. Fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, dal 1997 è uno degli edifici parte del sito residenze sabaude iscritto alla lista del patrimonio dell’umanità UNESCO, è ora adibito a palazzo comunale.

Fortezza di epoca medievale, fu ricostruita nelle attuali forme barocche con statue provenienti dalla Reggia di Venaria, e le tappezzerie cinesi del ‘700 che ornano numerose sale. Fu poi scelta da Carlo Felice come residenza di villeggiatura estiva. Il castello è famoso anche per il giardino settecentesco all’italiana, dove fioriscono numerose varietà di rose e una rara specie di tulipano selvatico.

Castello di Casotto
Tipologia:
Descrizione:

In origine monastero Certosino, fu acquistato dai Savoia e trasformato in castello di caccia da Carlo Alberto: il progetto riuscì a combinare la semplicità di un ex convento con lo stile monumentale che si addiceva a una residenza sabauda. La certosa non fu mai luogo di reppresentanza ma di svaghi privati; qui Vittorio Emanuele  II organizzava imponenti spedizioni venatorie e la principessa Clotilde trascorreva l’estate. Ancora oggi emergono frammenti della vita di corte nelle camere da letto con arredi originali e nelle cucine del re.

Descrizione lunga:

In origine monastero Certosino, fu acquistato dai Savoia e trasformato in castello di caccia da Carlo Alberto: il progetto riuscì a combinare la semplicità di un ex convento con lo stile monumentale che si addiceva a una residenza sabauda. La certosa non fu mai luogo di reppresentanza ma di svaghi privati; qui Vittorio Emanuele  II organizzava imponenti spedizioni venatorie e la principessa Clotilde trascorreva l’estate. Ancora oggi emergono frammenti della vita di corte nelle camere da letto con arredi originali e nelle cucine del re.

Castello della Contessa Adelaide di Susa
Tipologia:
Descrizione:

Il castello della Contessa Adelaide si trova a Susa, circa 50 km a ovest di Torino, nella Valle di Susa. Posto sull’altura che domina la città, a fianco del celebre Arco romano, fra i più antichi castelli in Val di Susa, la fortificazione segusina è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, ma i restauri degli ultimi decenni ne hanno riscoperto alcuni tratti medioevali. Il nome con cui è conosciuto rimanda ad Adelaide di Susa, che nell’XI secolo portò Susa, le terre circostanti e il Passo del Moncenisio nell’orbita della Casa Savoia. Nel medioevo fu infatti fortificazione e residenza per le signorie locali.

Il castello, che reca traccia dei lavori compiuti in epoche successive, ospita oggi un museo civico con un innovativo allestimento che narra il ruolo cruciale che i varchi alpini e il territorio valsusino hanno ricoperto nel millennio dei Savoia.

Descrizione lunga:

Il castello della Contessa Adelaide si trova a Susa, circa 50 km a ovest di Torino, nella Valle di Susa. Posto sull’altura che domina la città, a fianco del celebre Arco romano, fra i più antichi castelli in Val di Susa, la fortificazione segusina è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, ma i restauri degli ultimi decenni ne hanno riscoperto alcuni tratti medioevali. Il nome con cui è conosciuto rimanda ad Adelaide di Susa, che nell’XI secolo portò Susa, le terre circostanti e il Passo del Moncenisio nell’orbita della Casa Savoia. Nel medioevo fu infatti fortificazione e residenza per le signorie locali.

Il castello, che reca traccia dei lavori compiuti in epoche successive, ospita oggi un museo civico con un innovativo allestimento che narra il ruolo cruciale che i varchi alpini e il territorio valsusino hanno ricoperto nel millennio dei Savoia.

Castello del Valentino
Tipologia:
Descrizione:

Il castello del Valentino è un edificio storico di Torino, situato nell’omonimo Parco del Valentino sulle rive del fiume Po. Oggi è proprietà del Politecnico di Torino, ed ospita i corsi di laurea in Architettura. Dal 1997 il castello è inserito nella lista del patrimonio dell’umanità come elemento parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Il Castello ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d’uso prima di diventare facoltà universitaria. Già residenza fluviale extraurbana nel ‘500, conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto Cristina di Francia che lo scelse come palazzo di rappresentanza. Pochi decenni dopo la sua morte uno dei giardini laterali divenne orto botanico dell’Università, tuttora visitabile.

Descrizione lunga:

Il castello del Valentino è un edificio storico di Torino, situato nell’omonimo Parco del Valentino sulle rive del fiume Po. Oggi è proprietà del Politecnico di Torino, ed ospita i corsi di laurea in Architettura. Dal 1997 il castello è inserito nella lista del patrimonio dell’umanità come elemento parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Il Castello ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d’uso prima di diventare facoltà universitaria. Già residenza fluviale extraurbana nel ‘500, conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto Cristina di Francia che lo scelse come palazzo di rappresentanza. Pochi decenni dopo la sua morte uno dei giardini laterali divenne orto botanico dell’Università, tuttora visitabile.

Castello Cavour di Santena
Tipologia:
Descrizione:

La dimora dei Cavour a Santena è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, biblioteca e archivi. Fu costruito per volontà di Carlo Ottavio Benso di Santena tra il 1712 e il 1720. Ospita la tomba del conte di Cavour.
Nel castello sono custoditi numerosi ricordi delle famiglie che vi abitarono, tra questi una coppa in porcellana di Sèvres, donata da Napoleone III al conte Camillo Benso di Cavour, dopo il Congresso di Parigi del 1856. La Sala del Consiglio è congiunta al castello da un terrazzo, ed è adorna di bassorilievi e stucchi: qui il conte Camillo radunava i colleghi del Ministero per conferenze politiche. Vicino alla sala del consiglio sorge il Castellazzo, un torrione merlato, unico avanzo del primitivo castello.

Descrizione lunga:

La dimora dei Cavour a Santena è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, biblioteca e archivi. Fu costruito per volontà di Carlo Ottavio Benso di Santena tra il 1712 e il 1720. Ospita la tomba del conte di Cavour.
Nel castello sono custoditi numerosi ricordi delle famiglie che vi abitarono, tra questi una coppa in porcellana di Sèvres, donata da Napoleone III al conte Camillo Benso di Cavour, dopo il Congresso di Parigi del 1856. La Sala del Consiglio è congiunta al castello da un terrazzo, ed è adorna di bassorilievi e stucchi: qui il conte Camillo radunava i colleghi del Ministero per conferenze politiche. Vicino alla sala del consiglio sorge il Castellazzo, un torrione merlato, unico avanzo del primitivo castello.

Borgo Castello della Mandria
Tipologia:
Descrizione:

Il Borgo Castello situato all’interno del parco naturale La Mandria fu residenza sabauda a partire dagli anni ’60 dell’Ottocento, quando il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II decise di stabilirsi qui per la vicinanza con la città di Torino che sarebbe diventata a breve la prima capitale d’Italia, e per poter vivere lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie poi, Rosa Vercellana. Inoltre il re qui si potrà dedicare alla sua grande passione: la caccia. A questo scopo fa cingere il parco con una cinta muraria lunga circa 27 km ancora oggi esistente e vi inserisce all’interno diverse razze animali. Al Borgo Castello vi lavorarono gli architetti Domenico Ferri, per quanto riguarda gli interni, Barnaba Panizza e il ticinese Leopoldo Galli, per l’esterno.

Gli appartamenti Reali, perfettamente arredati e conservati, sono costituiti da 18 ambienti di carattere intimo e familiare, che rivelano le scelte e il gusto del committente. A ciò si aggiunge il valore del patrimonio naturalistico del parco, con percorsi escursionistici e piccole perle architettoniche.

Descrizione lunga:

Il Borgo Castello situato all’interno del parco naturale La Mandria fu residenza sabauda a partire dagli anni ’60 dell’Ottocento, quando il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II decise di stabilirsi qui per la vicinanza con la città di Torino che sarebbe diventata a breve la prima capitale d’Italia, e per poter vivere lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie poi, Rosa Vercellana. Inoltre il re qui si potrà dedicare alla sua grande passione: la caccia. A questo scopo fa cingere il parco con una cinta muraria lunga circa 27 km ancora oggi esistente e vi inserisce all’interno diverse razze animali. Al Borgo Castello vi lavorarono gli architetti Domenico Ferri, per quanto riguarda gli interni, Barnaba Panizza e il ticinese Leopoldo Galli, per l’esterno.

Gli appartamenti Reali, perfettamente arredati e conservati, sono costituiti da 18 ambienti di carattere intimo e familiare, che rivelano le scelte e il gusto del committente. A ciò si aggiunge il valore del patrimonio naturalistico del parco, con percorsi escursionistici e piccole perle architettoniche.

Torre di Barbaresco – CN
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla sua sommità è possibile scorgere tutti i paese circostanti. Costruita alla fine dell’XI non si conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa alla sua edificazione. Faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni e di un castello più antico dell’attuale, tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura presente all’interno del coro ligneo all’interno della cattedrale di Alba. Probabilmente l’edificio appartiene a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato. La torre è ripiena di terra fino a metà e si raggiunge l’entrata attraverso una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro.
Dal 1985 è di proprietà del Comune di Barbaresco.

Info Tel: +39 333 9040135 || Email: [email protected]  || Web: http://www.enotecadelbarbaresco.it  https://www.facebook.com/torredibarbaresco/

Aperture 2018 Tutti i giorni. Da aprile a novembre: 10.00-19.00; da dicembre a marzo: 10.00-18.00.
Aperto nelle festività: 1 gennaio; 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre. Chiuso dal 6 al 31 gennaio.

Prezzo Biglietto intero (adulti) € 5,00; Biglietto ridotto (6-12 anni, over 65) e gruppi (min. 10 persone) € 4,00; Biglietto gratuito per bambini (0-6 anni) e portatori di handicap.

Descrizione lunga:

Cenni storici Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla sua sommità è possibile scorgere tutti i paese circostanti. Costruita alla fine dell’XI non si conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa alla sua edificazione. Faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni e di un castello più antico dell’attuale, tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura presente all’interno del coro ligneo all’interno della cattedrale di Alba. Probabilmente l’edificio appartiene a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato. La torre è ripiena di terra fino a metà e si raggiunge l’entrata attraverso una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro.
Dal 1985 è di proprietà del Comune di Barbaresco.

Info Tel: +39 333 9040135 || Email: [email protected]  || Web: http://www.enotecadelbarbaresco.it  https://www.facebook.com/torredibarbaresco/

Aperture 2018 Tutti i giorni. Da aprile a novembre: 10.00-19.00; da dicembre a marzo: 10.00-18.00.
Aperto nelle festività: 1 gennaio; 6 gennaio; Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre. Chiuso dal 6 al 31 gennaio.

Prezzo Biglietto intero (adulti) € 5,00; Biglietto ridotto (6-12 anni, over 65) e gruppi (min. 10 persone) € 4,00; Biglietto gratuito per bambini (0-6 anni) e portatori di handicap.

Rocca di Verrua – TO
Tipologia:
Descrizione:

Il primo documento scritto che cita la presenza della fortezza è del X secolo che attesta la fortificazione al Vescovo di Vercelli. Altro documento risale al 1167 quando Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, di ritorno da Roma, vedendosi rifiutare il passaggio nella fortezza, rase al suolo le fortificazioni e il borgo al suo interno.Nel 1315, il Vescovo di Casale Monferrato impegnò ingenti finanziamenti per riedificare le fortificazioni e il borgo. Successivamente la fortezza fu al centro di una contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato e la Rocca di Verrua cadde nelle mani della dinastia Savoia. La Rocca resistette a molti assedi, quello di maggiore importanza fu nel 1704 contro i franco-spagnoli durante la Guerra di successione spagnola. Oggi questo sito è caduto in rovina anche per l’estrazione della calce dalla collina adiacente al complesso. Dopo essere stato ricovero per soldati feriti e invalidi in età napoleonica, nel 1957, dopo un lungo periodo di abbandono, venne venduto alla ditta che compì i lavori di estrazione. Nel 2008 la Famiglia ha donato la Rocca alla Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima che si occupa della sua organizzazione culturale.

Info Telefono 01119838708  || Mail: [email protected] || Sito http://www.fortezzadiverrua.it/

Aperture:

La Fortezza è aperta tutte le domeniche e i giorni festivi da marzo ad ottobre dalle ore 15 alle 18

Visite guidate € 3, telefonando al numero 01119838708

Descrizione lunga:

Il primo documento scritto che cita la presenza della fortezza è del X secolo che attesta la fortificazione al Vescovo di Vercelli. Altro documento risale al 1167 quando Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, di ritorno da Roma, vedendosi rifiutare il passaggio nella fortezza, rase al suolo le fortificazioni e il borgo al suo interno.Nel 1315, il Vescovo di Casale Monferrato impegnò ingenti finanziamenti per riedificare le fortificazioni e il borgo. Successivamente la fortezza fu al centro di una contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato e la Rocca di Verrua cadde nelle mani della dinastia Savoia. La Rocca resistette a molti assedi, quello di maggiore importanza fu nel 1704 contro i franco-spagnoli durante la Guerra di successione spagnola. Oggi questo sito è caduto in rovina anche per l’estrazione della calce dalla collina adiacente al complesso. Dopo essere stato ricovero per soldati feriti e invalidi in età napoleonica, nel 1957, dopo un lungo periodo di abbandono, venne venduto alla ditta che compì i lavori di estrazione. Nel 2008 la Famiglia ha donato la Rocca alla Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima che si occupa della sua organizzazione culturale.

Info Telefono 01119838708  || Mail: [email protected] || Sito http://www.fortezzadiverrua.it/

Aperture:

La Fortezza è aperta tutte le domeniche e i giorni festivi da marzo ad ottobre dalle ore 15 alle 18

Visite guidate € 3, telefonando al numero 01119838708

Ricetto di Candelo – BI
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici La data di avvio della sua edificazione non è determinabile con esattezza, anche se la prima citazione conosciuta di Candelo, nella sua antica denominazione Canderium, risale all’anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo; la storia tende a collocarne la costruzione tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, mentre ne è certa l’esistenza nell’anno 1374, quando la comunità di Candelo fece atto di dedizione spontanea a casa Savoia. La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica. Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che occupano un’area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza.

Info tel. 015.2536728; fax 015.2538957 || Email: [email protected]  || Sito: http://www.prolococandelo.it/ – http://www.candeloeventi.it/

 

Descrizione lunga:

Cenni storici La data di avvio della sua edificazione non è determinabile con esattezza, anche se la prima citazione conosciuta di Candelo, nella sua antica denominazione Canderium, risale all’anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo; la storia tende a collocarne la costruzione tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, mentre ne è certa l’esistenza nell’anno 1374, quando la comunità di Candelo fece atto di dedizione spontanea a casa Savoia. La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica. Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che occupano un’area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza.

Info tel. 015.2536728; fax 015.2538957 || Email: [email protected]  || Sito: http://www.prolococandelo.it/ – http://www.candeloeventi.it/

 

Reggia di Venaria – TO
Tipologia:
Descrizione:

Restituita alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, la Reggia di Venaria è tornata simbolo di modernità e cultura. L’edificio monumentale, di 80.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco europeo: l’incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente a Ripopolare la Reggia, il suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
Vista dall’alto la Reggia con i suoi Giardini disegna intorno a sé uno spazio di 950.000 metri quadrati di architetture e parchi indivisi e costituisce il perno dal quale si articolano il grande complesso delle Scuderie Juvarriane, il Centro Conservazione e Restauro, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del prestigioso Centro Internazionale del Cavallo) in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del vicino Parco La Mandria. I Giardini si presentano oggi come uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all’infinito: con le grotte seicentesche, i resti della Fontana dell’Ercole e del Tempio di Diana, la rinata Peschiera, il Gran Parterre, le Allee, il Giardino a Fiori e delle Rose, il Potager Royal.
La Venaria Reale, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, si colloca al centro del circuito delle Residenze Reali del Piemonte ed è connessa con il sistema museale concentrico di Torino.

Info: Tel: +39 011 4992333 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.lavenaria.it

Descrizione lunga:

Restituita alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, la Reggia di Venaria è tornata simbolo di modernità e cultura. L’edificio monumentale, di 80.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco europeo: l’incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente a Ripopolare la Reggia, il suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
Vista dall’alto la Reggia con i suoi Giardini disegna intorno a sé uno spazio di 950.000 metri quadrati di architetture e parchi indivisi e costituisce il perno dal quale si articolano il grande complesso delle Scuderie Juvarriane, il Centro Conservazione e Restauro, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del prestigioso Centro Internazionale del Cavallo) in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del vicino Parco La Mandria. I Giardini si presentano oggi come uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all’infinito: con le grotte seicentesche, i resti della Fontana dell’Ercole e del Tempio di Diana, la rinata Peschiera, il Gran Parterre, le Allee, il Giardino a Fiori e delle Rose, il Potager Royal.
La Venaria Reale, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, si colloca al centro del circuito delle Residenze Reali del Piemonte ed è connessa con il sistema museale concentrico di Torino.

Info: Tel: +39 011 4992333 || Email: [email protected][email protected]  || Web: http://www.lavenaria.it

Real castello di Verduno – CN
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Nel 1500 la Famiglia Cerrato dà inizio alla costruzione dell’attuale Castello. Successivamente, passerà di proprietà in proprietà, contando un restauro parziale dell’architetto Juvarra. Il Re Carlo Alberto acquista dai due istituti di carità il Castello di Verduno, affidando la direzione della tenuta e della cantina al Generale Carlo Staglieno, famoso enologo. Costui qui sperimentò le prime vinificazioni del Nebbiolo con il metodo suggerito da Giulia Falletti Colbert, gettando le basi del Barolo odierno. In questo palazzo, per lunghi periodi soggiornò Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II. Di salute cagionevole, occupava il tempo nello studio e nella catalogazione dei reperti fossili rinvenuti nelle vicine “Rocche Patarine.” Nel 1909 la famiglia Burlotto acquista il Castello e le terre da Casa Savoia. Il Commendator Giovanni Battista Burlotto adibisce parte del Castello ad albergo e riattiva le cantine per la produzione del Barolo e del Verduno.
Oggi Elisa Burlotto, figlia del Commendatore Giovanni Battista dedica con passione il suo tempo a ciò che è diventato il Real Castello.

Info Tel: 0172 470125, Fax: 0172 470298 || Email: [email protected] || Web:http://realcastello.com/  https://www.facebook.com/realcastellodiverduno/  https://instagram.com/realcastello/

 

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Nel 1500 la Famiglia Cerrato dà inizio alla costruzione dell’attuale Castello. Successivamente, passerà di proprietà in proprietà, contando un restauro parziale dell’architetto Juvarra. Il Re Carlo Alberto acquista dai due istituti di carità il Castello di Verduno, affidando la direzione della tenuta e della cantina al Generale Carlo Staglieno, famoso enologo. Costui qui sperimentò le prime vinificazioni del Nebbiolo con il metodo suggerito da Giulia Falletti Colbert, gettando le basi del Barolo odierno. In questo palazzo, per lunghi periodi soggiornò Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II. Di salute cagionevole, occupava il tempo nello studio e nella catalogazione dei reperti fossili rinvenuti nelle vicine “Rocche Patarine.” Nel 1909 la famiglia Burlotto acquista il Castello e le terre da Casa Savoia. Il Commendator Giovanni Battista Burlotto adibisce parte del Castello ad albergo e riattiva le cantine per la produzione del Barolo e del Verduno.
Oggi Elisa Burlotto, figlia del Commendatore Giovanni Battista dedica con passione il suo tempo a ciò che è diventato il Real Castello.

Info Tel: 0172 470125, Fax: 0172 470298 || Email: [email protected] || Web:http://realcastello.com/  https://www.facebook.com/realcastellodiverduno/  https://instagram.com/realcastello/

 

 

Forte di Vinadio – CN
Tipologia:
Descrizione:

Eretto come fortezza a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia, poteva sfruttare una posizione strategica, da cui si potevano tenere sotto controllo le circostanti valli confinanti con la Francia: fu un’opera da considerarsi tra le più imponenti dell’arco alpino. La lunghezza delle mura è di circa 1.200 metri e i camminamenti, che si snodano al suo interno su tre livelli, raggiungono una lunghezza di circa 10 km. I lavori, in cui vennero impiegati circa 4.000 operai provenienti anche dalle zone di Bergamo e Biella. I lavori terminarono nel 1847, nonostante un’interruzione dal 1837 al 1839.  Il forte non fu segnato da eventi bellici importanti e nel 1862 fu utilizzato come carcere per un gruppo di Garibaldini rifugiatisi in Aspromonte.Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dalle truppe tedesche e verso la fine del conflitto subì alcuni bombardamenti da parte di truppe Angloamericane le cui tracce sono visibili ancora oggi. Le truppe tedesche, scappando, fecero esplodere alcuni locali che erano adibiti a polveriera. Successivamente venne completamente abbandonato. Dopo alcuni importanti interventi di restauro, è stato riaperto al pubblico all’interno, nei mesi invernali è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio e un bar.

Info Tel.0171 959151 / 340 4962384 || Mail: [email protected]

 

Descrizione lunga:

Eretto come fortezza a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia, poteva sfruttare una posizione strategica, da cui si potevano tenere sotto controllo le circostanti valli confinanti con la Francia: fu un’opera da considerarsi tra le più imponenti dell’arco alpino. La lunghezza delle mura è di circa 1.200 metri e i camminamenti, che si snodano al suo interno su tre livelli, raggiungono una lunghezza di circa 10 km. I lavori, in cui vennero impiegati circa 4.000 operai provenienti anche dalle zone di Bergamo e Biella. I lavori terminarono nel 1847, nonostante un’interruzione dal 1837 al 1839.  Il forte non fu segnato da eventi bellici importanti e nel 1862 fu utilizzato come carcere per un gruppo di Garibaldini rifugiatisi in Aspromonte.Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dalle truppe tedesche e verso la fine del conflitto subì alcuni bombardamenti da parte di truppe Angloamericane le cui tracce sono visibili ancora oggi. Le truppe tedesche, scappando, fecero esplodere alcuni locali che erano adibiti a polveriera. Successivamente venne completamente abbandonato. Dopo alcuni importanti interventi di restauro, è stato riaperto al pubblico all’interno, nei mesi invernali è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio e un bar.

Info Tel.0171 959151 / 340 4962384 || Mail: [email protected]

 

Forte di Fenestrelle – TO
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Progettata inizialmente dall’ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo con funzione di protezione del confine franco-piemontese, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo; fu invece protagonista di alcune schermaglie minori e di un breve scontro nel corso della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo periodo di abbandono, durato praticamente dal 1946 al 1990, è iniziato un progetto di recupero, tuttora in corso, che l’ha riaperta al turismo. Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle, la fortezza è anche detta la grande muraglia piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino e nel 2007 il World Monuments Fund l’ha inserita nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio.

Info Tel 0121.83600 Fax 0121.884642 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fortedifenestrelle.it/

Aperture Da Settembre a Giugno la Fortezza è aperta tutti i giorni, esclusi il martedì e il mercoledì, con orari:
mattina: 10:00 – 13:00
pomeriggio 14:30 – 17:00.
Nei mesi di Luglio e Agosto è aperta tutti i giorni con orari:
mattina: 09:00 – 13:00
pomeriggio: 14:30 – 18:00.

Descrizione lunga:

Cenni storici Progettata inizialmente dall’ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo con funzione di protezione del confine franco-piemontese, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo; fu invece protagonista di alcune schermaglie minori e di un breve scontro nel corso della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo periodo di abbandono, durato praticamente dal 1946 al 1990, è iniziato un progetto di recupero, tuttora in corso, che l’ha riaperta al turismo. Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle, la fortezza è anche detta la grande muraglia piemontese. Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino e nel 2007 il World Monuments Fund l’ha inserita nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio.

Info Tel 0121.83600 Fax 0121.884642 || Mail: [email protected] || Sito: https://www.fortedifenestrelle.it/

Aperture Da Settembre a Giugno la Fortezza è aperta tutti i giorni, esclusi il martedì e il mercoledì, con orari:
mattina: 10:00 – 13:00
pomeriggio 14:30 – 17:00.
Nei mesi di Luglio e Agosto è aperta tutti i giorni con orari:
mattina: 09:00 – 13:00
pomeriggio: 14:30 – 18:00.

Forte di Exilles – TO
Tipologia:
Descrizione:

Cenni storici Il forte è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte, insieme al complesso fortificato di Fenestrelle e a quello di Vinadio. Venne impiegato a fasi alterne sia dai Savoia e sia dai francesi. La sua posizione al centro di una strettoia dell’alta Valle di Susa infatti lo rendeva una minaccia sia per gli eserciti che scendevano dall’alta valle che per quelli che risalivano dal fondo valle. Dopo varie peripezie militari, con l’avvento di Napoleone Bonaparte il forte è destinato alla demolizione: così vuole il Trattato di Parigi. Verrà riedificato con il ritorno del Piemonte e dei Savoia al Regno di Sardegna. La ricostruzione dura dal 1818 al 1829: viene riproposta la stessa architettura preesistente, aggiornandola soltanto alle nuove esigenze militari. L’8 settembre 1943 il Forte di Exilles viene abbandonato definitivamente dall’esercito e rimane a lungo in balìa dei vandali e degli eventi atmosferici. Nel 1978 la Regione Piemonte acquisisce il bene dal Demanio Militare con comodato, con l’impegno di provvedere al restauro e recupero funzionale del monumento. Dal 2000 è aperto al pubblico; all’interno sono organizzati vari eventi e manifestazioni.

Info Tel. 327 6262304 || Mail: [email protected] || Sito http://www.exillesilforte.it/

Aperture Gli appuntamenti sono a ingresso libero, tranne le visite a cura dell’associazione Amici del Forte (info prezzi e prenotazioni 327 6262304 | ilfortediexilles.it). In caso di pioggia, gli appuntamenti previsti al Giasset si svolgono presso la Cappella del Forte.
Il Forte è aperto (ore 10-18) a giugno e settembre tutti i sabati e le domeniche, a luglio e agosto: da martedì a domenica (14-15 agosto aperto). Orari visite 11-12 / 14-16.

(eventi) http://www.exillesilforte.it/programma/

 

Descrizione lunga:

Cenni storici Il forte è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte, insieme al complesso fortificato di Fenestrelle e a quello di Vinadio. Venne impiegato a fasi alterne sia dai Savoia e sia dai francesi. La sua posizione al centro di una strettoia dell’alta Valle di Susa infatti lo rendeva una minaccia sia per gli eserciti che scendevano dall’alta valle che per quelli che risalivano dal fondo valle. Dopo varie peripezie militari, con l’avvento di Napoleone Bonaparte il forte è destinato alla demolizione: così vuole il Trattato di Parigi. Verrà riedificato con il ritorno del Piemonte e dei Savoia al Regno di Sardegna. La ricostruzione dura dal 1818 al 1829: viene riproposta la stessa architettura preesistente, aggiornandola soltanto alle nuove esigenze militari. L’8 settembre 1943 il Forte di Exilles viene abbandonato definitivamente dall’esercito e rimane a lungo in balìa dei vandali e degli eventi atmosferici. Nel 1978 la Regione Piemonte acquisisce il bene dal Demanio Militare con comodato, con l’impegno di provvedere al restauro e recupero funzionale del monumento. Dal 2000 è aperto al pubblico; all’interno sono organizzati vari eventi e manifestazioni.

Info Tel. 327 6262304 || Mail: [email protected] || Sito http://www.exillesilforte.it/

Aperture Gli appuntamenti sono a ingresso libero, tranne le visite a cura dell’associazione Amici del Forte (info prezzi e prenotazioni 327 6262304 | ilfortediexilles.it). In caso di pioggia, gli appuntamenti previsti al Giasset si svolgono presso la Cappella del Forte.
Il Forte è aperto (ore 10-18) a giugno e settembre tutti i sabati e le domeniche, a luglio e agosto: da martedì a domenica (14-15 agosto aperto). Orari visite 11-12 / 14-16.

(eventi) http://www.exillesilforte.it/programma/

 

Cittadella di Alessadria
Tipologia:
Descrizione:

Costituisce uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione permanente del XVIII secolo, uno dei pochi ancora esistenti e sicuramente uno dei meglio conservati in Europa. È l’unica fortezza di pianura costruita dai Savoia nel XVIII secolo ed è l’unica fortezza europea ancora oggi inserita nel suo contesto ambientale originario: non esiste uno schermo di case che chiude la visuale dei bastioni, o una strada ad alta percorrenza a circondare i fossati. La Cittadella di Alessandria, fortezza di primo rango, venne concepita per funzionare da sbarramento. È un perfetto esempio di fortificazione alla moderna, si compone di sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da spesse cortine rettilinee e percorsi da gallerie e casematte. Tra le meglio conservate d’Italia, dal 2006 è stata inserita nella “Tentative List” per la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Info: https://www.cittadella-alessandria.com/

Descrizione lunga:

Costituisce uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione permanente del XVIII secolo, uno dei pochi ancora esistenti e sicuramente uno dei meglio conservati in Europa. È l’unica fortezza di pianura costruita dai Savoia nel XVIII secolo ed è l’unica fortezza europea ancora oggi inserita nel suo contesto ambientale originario: non esiste uno schermo di case che chiude la visuale dei bastioni, o una strada ad alta percorrenza a circondare i fossati. La Cittadella di Alessandria, fortezza di primo rango, venne concepita per funzionare da sbarramento. È un perfetto esempio di fortificazione alla moderna, si compone di sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da spesse cortine rettilinee e percorsi da gallerie e casematte. Tra le meglio conservate d’Italia, dal 2006 è stata inserita nella “Tentative List” per la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Info: https://www.cittadella-alessandria.com/