Castello Reale – Moncalieri

Castello Reale – Moncalieri
Azienda: Castello Reale – Moncalieri
Tipologia:
Descrizione:

Sulla preesistenza fortificata di XV secolo, già a sua volta esito di rimaneggiamenti di un sistema difensivo antecedente, Carlo di Castellamonte compie una prima trasformazione del complesso (1619) per convertirlo in residenza, secondo un progetto del quale si fa interprete Cristina di Francia, con la collaborazione dell’architetto Andrea Costaguta, a partire dal 1646. Nel 1650 si iniziano anche i lavori di livellamento per la realizzazione di un giardino, da organizzarsi su terrazzamenti artificiali. Sotto la direzione di Amedeo di Castellamonte il cantiere assume proporzioni imponenti, configurando la soluzione definitiva a pavillon-système attorno a un cortile rettangolare (1664-1683). Altri interventi portano la firma di Filippo Juvarra (con istruzioni del 1731) e di Benedetto Alfieri (1752-1756), mentre al giardino attende dal 1765 Michel Benard, sulla base di ampi parterres oggi scomparsi. Nel 1789, su disegno di Giovanni Battista Piacenza, si arreda l’appartamento del Duca d’Aosta, l’anno successivo Carlo Randoni fornisce disegni per camini e arredi. Con la Restaurazione il castello è sede di rappresentanza: vi si attuano consistenti lavori di riarredo, poi completati secondo il gusto dell’epoca per Vittorio Emanuele II. Dal 1948, passato al demanio dello Stato, è dato in uso all’Arma dei Carabinieri ed è oggi sede del “1° Battaglione Carabinieri Piemonte”. I tre appartamenti reali sono viceversa in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e sono visitabili. Si tratta degliappartamenti reali propriamente detti (di fatto di Vittorio Emanuele II), di Maria Clotilde di Savoia, sposa di Gerolamo Bonaparte, e di Maria Letizia Bonaparte, con un notevole salotto cinese di tardo XVIII secolo, poi trasformato in sala da toeletta.

Descrizione lunga:

Sulla preesistenza fortificata di XV secolo, già a sua volta esito di rimaneggiamenti di un sistema difensivo antecedente, Carlo di Castellamonte compie una prima trasformazione del complesso (1619) per convertirlo in residenza, secondo un progetto del quale si fa interprete Cristina di Francia, con la collaborazione dell’architetto Andrea Costaguta, a partire dal 1646. Nel 1650 si iniziano anche i lavori di livellamento per la realizzazione di un giardino, da organizzarsi su terrazzamenti artificiali. Sotto la direzione di Amedeo di Castellamonte il cantiere assume proporzioni imponenti, configurando la soluzione definitiva a pavillon-système attorno a un cortile rettangolare (1664-1683). Altri interventi portano la firma di Filippo Juvarra (con istruzioni del 1731) e di Benedetto Alfieri (1752-1756), mentre al giardino attende dal 1765 Michel Benard, sulla base di ampi parterres oggi scomparsi. Nel 1789, su disegno di Giovanni Battista Piacenza, si arreda l’appartamento del Duca d’Aosta, l’anno successivo Carlo Randoni fornisce disegni per camini e arredi. Con la Restaurazione il castello è sede di rappresentanza: vi si attuano consistenti lavori di riarredo, poi completati secondo il gusto dell’epoca per Vittorio Emanuele II. Dal 1948, passato al demanio dello Stato, è dato in uso all’Arma dei Carabinieri ed è oggi sede del “1° Battaglione Carabinieri Piemonte”. I tre appartamenti reali sono viceversa in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e sono visitabili. Si tratta degliappartamenti reali propriamente detti (di fatto di Vittorio Emanuele II), di Maria Clotilde di Savoia, sposa di Gerolamo Bonaparte, e di Maria Letizia Bonaparte, con un notevole salotto cinese di tardo XVIII secolo, poi trasformato in sala da toeletta.


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