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	<title>Guide Archivi - Piemonte Expo</title>
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	<description>Tutto il Piemonte in un sito: turismo, eventi, sagre, società, luoghi, itinerari, sport, tempo libero e enogastronomia</description>
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	<title>Guide Archivi - Piemonte Expo</title>
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		<title>Cammino dei Ribelli: 120 km tra borghi, natura e storia nell’Appennino piemontese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da Arquata Scrivia al Monte Antola attraverso la Val Borbera: sette tappe tra sentieri, torrenti, borghi, partigiani e antiche comunità. Un viaggio lento nel Piemonte più selvaggio. Ci sono cammini che attraversano un territorio e altri che cercano di raccontarlo. Il Cammino dei Ribelli appartiene alla seconda categoria. È un itinerario a piedi nella Val [&#8230;]</p>
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<p>Ci sono cammini che attraversano un territorio e altri che cercano di raccontarlo. Il <a href="https://www.ilcamminodeiribelli.it/">Cammino dei Ribelli</a> appartiene alla seconda categoria. È un itinerario a piedi nella Val Borbera, nell’Appennino piemontese, nato per mettere in relazione natura, memoria, comunità e futuro di una delle aree più appartate del Piemonte.</p>
<p>Circa 120 chilometri di sentieri collegano borghi, boschi, torrenti, crinali e antiche mulattiere in un grande anello con partenza e arrivo ad Arquata Scrivia, spingendosi verso il Monte Antola e attraversando un territorio di confine tra Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia.</p>
<p>Il nome non è casuale. I “ribelli” sono i partigiani che durante la Seconda guerra mondiale combatterono contro il nazifascismo, ma anche i banditi e le popolazioni che nei secoli precedenti si opposero ai poteri costituiti. E ancora oggi, nella filosofia del cammino, sono ribelli i contadini e gli allevatori che continuano a vivere e lavorare in una valle colpita dallo spopolamento, così come le nuove famiglie che scelgono di tornare o trasferirsi in queste montagne.</p>
<p>È proprio questa sovrapposizione tra passato e presente a rendere particolare il percorso.</p>
<p>Un cammino nato per raccontare la Val Borbera</p>
<p>Il Cammino dei Ribelli viene definito dai suoi promotori un “cammino sociale”. L’obiettivo non è soltanto portare escursionisti in una zona poco conosciuta dell’Appennino, ma creare occasioni di incontro con le persone che abitano la valle e con le realtà che cercano di mantenerla viva.</p>
<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Borbera">Val Borbera</a> conserva infatti una storia complessa e stratificata: popolazioni antiche, dominazioni feudali, vie commerciali, comunità contadine, emigrazione e spopolamento si intrecciano con la storia più recente della Resistenza.</p>
<p>Il cammino prova a trasformare questa memoria in una risorsa per il futuro. Il turismo lento diventa così uno strumento per far conoscere piccoli paesi, aziende agricole, artigiani, strutture ricettive e iniziative culturali.</p>
<p>L’idea è quella di arrivare a piedi, fermarsi, incontrare le persone e conoscere un territorio altrimenti attraversato velocemente senza essere davvero scoperto.</p>
<p>Da Arquata Scrivia al Monte Antola</p>
<p>Il percorso ufficiale è articolato in sette tappe, per un totale di circa 120 chilometri e circa 4.400 metri di dislivello positivo. L’itinerario attraversa il territorio di dieci piccoli comuni e utilizza sentieri CAI, vecchie mulattiere, strade sterrate e, in alcuni tratti, strade asfaltate secondarie.</p>
<p>Il punto di partenza è la stazione ferroviaria di Arquata Scrivia, una scelta significativa perché consente di raggiungere l’inizio del cammino anche con il treno.</p>
<p>Le sette tappe sono:</p>
<p>1. Arquata Scrivia – Persi, 13,7 km<br />
2. Persi – Albera Ligure, con una versione estiva e una invernale<br />
3. Albera Ligure – Cosola, 16,8 km<br />
4. Cosola – Fontanachiusa, 15,9 km nella versione normale<br />
5. Fontanachiusa – Dova Superiore, 19,4 km<br />
6. Dova Superiore – Roccaforte Ligure, 20,8 km<br />
7. Roccaforte Ligure – Arquata Scrivia, 18 km.</p>
<p>Non è quindi un percorso da affrontare come una semplice passeggiata. Alcune giornate sono impegnative e richiedono una preparazione escursionistica adeguata.</p>
<p>La Val Borbera, il cuore del cammino</p>
<p>La protagonista del percorso è la Val Borbera, una delle vallate più suggestive e meno conosciute dell’Appennino piemontese.</p>
<p>Il paesaggio cambia continuamente. Dai boschi si passa ai crinali, dalle strade agricole alle gole del torrente Borbera, dai piccoli centri abitati alle aree più selvagge e isolate.</p>
<p>È una valle che ha mantenuto una forte identità proprio grazie alla sua posizione marginale. Il relativo isolamento ha contribuito a conservare paesaggi, architetture rurali, sentieri e tradizioni che altrove sono stati profondamente trasformati.</p>
<p>Il Cammino dei Ribelli cerca di valorizzare proprio questa diversità, facendo dell’apparente lontananza dai grandi centri urbani non una debolezza ma un elemento di attrazione.</p>
<p>La spettacolare traversata del Borbera</p>
<p>Uno dei passaggi più caratteristici dell’itinerario è quello lungo il torrente Borbera.</p>
<p>Nella versione estiva della seconda tappa, il cammino scende nel greto del torrente e lo risale per alcuni chilometri. È un tratto particolare e suggestivo, nel quale l’escursionista cammina direttamente tra le rocce e l’acqua, attraversando uno degli ambienti naturali più caratteristici della valle.</p>
<p>Il percorso attraversa anche le Strette del Borbera, una spettacolare gola scavata nel conglomerato, con pareti rocciose, pozze e scorci panoramici.</p>
<p>Ma questo tratto richiede particolare attenzione: il passaggio nel greto è previsto soltanto nei mesi estivi, indicativamente da giugno a settembre, e non deve essere affrontato in presenza di forti piogge o quando la portata del torrente è elevata. In caso di condizioni non favorevoli è necessario utilizzare la variante prevista per l’inverno.</p>
<p>Per il tratto nel greto sono inoltre necessarie calzature adatte all’acqua.</p>
<p>Il Ponte di Pertuso e la memoria della Resistenza</p>
<p>La natura sul Cammino dei Ribelli convive continuamente con la storia.</p>
<p>Uno dei luoghi simbolici è il Ponte di Pertuso, legato alla Resistenza partigiana. Qui il paesaggio della valle diventa teatro della memoria della lotta contro il nazifascismo.</p>
<p>Il nome stesso del cammino richiama questa storia. I partigiani erano “ribelli” perché avevano scelto di combattere contro l’occupazione e il regime.</p>
<p>La Resistenza non viene però raccontata come un episodio isolato. È inserita dentro una storia più lunga di opposizione e autonomia delle comunità locali, che affonda le proprie radici in epoche molto precedenti.</p>
<p>A Rocchetta Ligure, lungo il percorso, è possibile visitare anche il museo dedicato alla Resistenza e alla civiltà contadina, dove la memoria della guerra si intreccia con quella della vita quotidiana delle popolazioni della valle.</p>
<p>Uno degli elementi caratteristici del Cammino dei Ribelli è la presenza di piccoli paesi e frazioni.</p>
<p>Albera Ligure, Rocchetta Ligure, Cantalupo, Cosola, Dova Superiore, Roccaforte Ligure e gli altri centri attraversati dal percorso raccontano un’Italia lontana dai circuiti del turismo di massa.</p>
<p>Sono luoghi dove il problema dello spopolamento è particolarmente evidente, ma dove esistono anche esperienze di recupero e nuove forme di economia locale.</p>
<p>Il cammino nasce proprio per mettere in contatto chi arriva da fuori con queste realtà. Il viaggio a piedi permette infatti di rallentare e di attraversare un territorio che in automobile verrebbe percepito semplicemente come una successione di paesi e strade.</p>
<p>A piedi, invece, cambiano le proporzioni: una salita, una fontana, un vecchio mulino, una cascina, un bosco o l’incontro con un abitante possono diventare parte integrante dell’esperienza.</p>
<p>Il cammino come strumento contro lo spopolamento</p>
<p>Il Cammino dei Ribelli è interessante anche dal punto di vista delle politiche territoriali.</p>
<p>La Val Borbera, come molte altre aree interne dell’Appennino, deve affrontare il progressivo invecchiamento della popolazione, la riduzione dei servizi e lo spopolamento dei piccoli centri.</p>
<p>Il turismo lento non può risolvere da solo questi problemi, ma può contribuire a costruire una nuova economia legata alla conoscenza del territorio.</p>
<p>L’escursionista ha bisogno di dormire, mangiare, acquistare prodotti locali, utilizzare servizi e, spesso, tornare. Il cammino può quindi generare una domanda distribuita lungo il percorso, favorendo piccole strutture ricettive, ristorazione, produzioni agricole e attività artigianali.</p>
<p>In questo senso il Cammino dei Ribelli è più di un itinerario escursionistico: è un progetto di valorizzazione territoriale.</p>
<p>La “ribellione” del ritorno alla terra</p>
<p>La parola “ribelli” assume così un significato contemporaneo.</p>
<p>Sono ribelli le persone che scelgono di continuare a coltivare la terra in una zona difficile, di allevare animali, recuperare vecchi edifici, aprire un’attività o investire in un paese lontano dai grandi centri.</p>
<p>Sono ribelli anche coloro che decidono di tornare dopo essere emigrati altrove o che, provenendo dalla città, scelgono di costruire qui una nuova vita.</p>
<p>Il cammino racconta dunque una valle che non vuole essere soltanto un luogo da conservare come un museo. La sfida è farla vivere nuovamente.</p>
<p>Un viaggio lento nell’Appennino piemontese</p>
<p>Il Cammino dei Ribelli è anche un modo per scoprire un Piemonte molto diverso dall’immagine più conosciuta delle città, delle Langhe, delle Alpi e delle grandi residenze sabaude.</p>
<p>Qui il paesaggio è quello più appartato dell’Appennino: boschi, montagne non altissime ma aspre, valloni, torrenti, piccoli borghi e strade che seguono ancora antichi tracciati.</p>
<p>È un territorio di passaggio e allo stesso tempo di confine, nel quale Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia si avvicinano e si mescolano.</p>
<p>Il percorso diventa così anche una sorta di viaggio nella geografia nascosta dell’Italia settentrionale.</p>
<p>Come prepararsi al Cammino dei Ribelli</p>
<p>Il percorso è segnalato con cartelli bianco-rossi e il logo nero del cammino, ma gli organizzatori raccomandano di non affidarsi esclusivamente alla segnaletica.</p>
<p>È fondamentale avere con sé le tracce GPS aggiornate, possibilmente disponibili anche offline, e consultare le indicazioni ufficiali prima della partenza. Alcuni tratti del percorso sono stati modificati rispetto alla guida cartacea e la segnaletica può essere danneggiata o nascosta dalla vegetazione.</p>
<p>Anche l’organizzazione delle soste richiede attenzione. In una valle caratterizzata da piccoli centri e lunghi tratti senza servizi, le strutture ricettive e i punti di ristoro devono essere prenotati in anticipo. Lo stesso vale per le aree destinate alle tende.</p>
<p>Il sito ufficiale invita inoltre a verificare gli aggiornamenti prima della partenza, soprattutto per quanto riguarda i tratti che attraversano i torrenti.</p>
<p>Il significato del Cammino dei Ribelli</p>
<p>Alla fine, il valore di questo percorso non sta soltanto nei chilometri percorsi.</p>
<p>Il Cammino dei Ribelli propone un modo diverso di viaggiare: lento, attento, rispettoso dei luoghi e soprattutto interessato alle persone.</p>
<p>Camminare nella Val Borbera significa attraversare un paesaggio naturale ma anche una storia fatta di comunità contadine, lotte, Resistenza, abbandono e tentativi di rinascita.</p>
<p>È una storia che continua ancora oggi.</p>
<p>Perché la vera “ribellione”, sulle montagne dell’Appennino piemontese, può essere anche scegliere di restare, tornare, coltivare, aprire una porta, accogliere un viaggiatore e provare a dare un futuro a un territorio che sembrava destinato lentamente a scomparire.</p>
<p>E forse è proprio questo il messaggio più interessante del Cammino dei Ribelli: non limitarsi a attraversare una valle, ma provare ad ascoltarla.</p>
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		<title>I Savoia su 4 ruote: a Racconigi una domenica tra auto reali e fughe di libertà</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2026/03/savoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Scerba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 14:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Pasqua un percorso all’interno del Castello Reale di Racconigi, per gli appassionati di automobili e storie di casa Savoia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_threads" href="https://www.addtoany.com/add_to/threads?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="Threads" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&amp;linkname=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.piemonteexpo.it%2F2026%2F03%2Fsavoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile%2F&#038;title=I%20Savoia%20su%204%20ruote%3A%20a%20Racconigi%20una%20domenica%20tra%20auto%20reali%20e%20fughe%20di%20libert%C3%A0" data-a2a-url="https://www.piemonteexpo.it/2026/03/savoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile/" data-a2a-title="I Savoia su 4 ruote: a Racconigi una domenica tra auto reali e fughe di libertà"></a></p><p><strong>RACCONIGI &#8211; </strong>Domenica <strong>5 aprile 2026</strong> il Castello Reale di Racconigi torna a svelare i suoi segreti con un nuovo appuntamento del ciclo &#8220;Racconigi si racconta&#8221;, in occasione della tradizionale #domenicalmuseo. Il percorso di questa settimana è interamente dedicato alla passione per l’automobile dei membri di Casa Savoia, un interesse nato proprio tra le mura della residenza estiva e le strade cittadine alla fine dell&#8217;Ottocento.</p>
<p data-path-to-node="4">La <strong>storia dell&#8217;auto</strong> a Racconigi ha radici profonde: fu il cavalier Michele Ceriana Maineri, testimone della nascita della FIAT nel 1899, a portare in città la prima vettura circolante. Da quel momento l&#8217;entusiasmo travolse i reali, a partire da Vittorio Emanuele III, visto a bordo della sua nuova vettura già nell&#8217;agosto del 1901, fino alla Regina Margherita, che arrivò a possedere una flotta di ben tredici automobili. Per i sovrani le scampagnate in auto tra le campagne piemontesi rappresentavano molto più di uno spostamento: erano vere e proprie &#8220;fughe&#8221; per riassaporare un po&#8217; di quella libertà perduta con l’ascesa al trono.</p>
<p data-path-to-node="5">Le visite guidate per scoprire aneddoti e curiosità su questa fiorente stagione dell&#8217;automobilismo italiano si terranno alle ore 11:30 e alle 14:45. Ma il calendario degli eventi si arricchisce con sabato 2 maggio, che sarà la volta del primo &#8220;Royal Community Tour&#8221;, un’escursione naturalistica dedicata al risveglio del torrente Maira che abbinerà il trekking a visite esclusive al Laboratorio Aulina e, naturalmente, al Castello Reale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2026/03/savoia-auto-evento-castello-racconigi-5-aprile/">I Savoia su 4 ruote: a Racconigi una domenica tra auto reali e fughe di libertà</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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		<title>Tornano le Giornate FAI di Primavera, il 21 e il 22 marzo: 84 i luoghi da riscoprire e visitare nella nostra regione</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2026/03/tornano-le-giornate-fi-di-primavera-il-21-e-il-22-marzo-84-i-luoghi-da-riscoprire-e-visitare-nella-nostra-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Lovisolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:40:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PIEMONTE &#8211; Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”. L’evento è lo strumento con cui il FAI &#8211; Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela del patrimonio. Le Giornate di Primavera (così come [&#8230;]</p>
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<p>In Piemonte saranno 84 i luoghi visitabili per l’iniziativa. Seguendo i suggerimenti del FAI, ne segnaliamo <strong>uno per provincia</strong> tra i più significativi.</p>
<h3>Torino<br />
<strong>Il palazzo di Città e le Stanze del sindaco</strong></h3>
<p>Il Palazzo di Città di Torino si affaccia sull&#8217;omonima piazza, sita nel Quadrilatero, nel pieno centro, in un&#8217;area già considerata di notevole importanza in epoca romana. Oggi sede del municipio, in origine era adibito ad abitazione mercantile e fu comprato dal Comune nel 1472, che man a mano acquistò tutti i palazzi affacciati sulla piazza. A partire dal 1659 furono realizzati svariati interventi di ristrutturazione su progetto dell&#8217;architetto ducale Francesco Lanfranchi cui sono seguiti rifacimenti e restauri nel corso dei secoli, come l’ampliamento realizzato nel Settecento in conseguenza a modifiche sulla piazza volte a rendere l&#8217;area il più armoniosa possibile. L&#8217;edificio si sviluppa su tre piani: quello inferiore è costituito da un portico, al cui centro è posto l’ingresso, affiancato da due nicchie con le statue imponenti di Eugenio di Savoia e di Ferdinando di Savoia. L&#8217;interno si apre sul Cortile d&#8217;Onore, dal quale si accede al piano superiore tramite uno scalone, la cui volta riccamente decorata con affreschi di carattere mitologico-simbolico esalta la grandezza e la magnificenza della Città di Torino. Proseguendo oltre il loggiato si accede alla Sala dei Marmi, che conserva ancora l&#8217;originale decorazione neoclassica. Da qui si accede alla balconata, uno tra gli elementi seicenteschi distintivi della facciata. Alla Sala dei Marmi sono anche collegate la Sala del Sindaco, la Sala delle Congregazioni e la Sala del Consiglio, nota anche come Sala Rossa per via dei velluti e damaschi rossi alle pareti. In occasione delle Giornate FAI di Primavera sarà possibile in via del tutto eccezionale ammirare l&#8217;ufficio particolare del Sindaco, la cosiddetta Sala dei Miracoli, che prende il nome dalla decorazione della volta, raffigurante la storia del celebre miracolo del Corpus Domini, avvenuto nel 1453.</p>
<h3><strong>Bosco Marengo (AL)<br />
Complesso monumentale di Santa Croce </strong></h3>
<p>La chiesa e il convento domenicano di Bosco Marengo sorsero nel 1566 per volontà di papa Pio V, al secolo Michele Ghislieri (1504 – 1572), che ne decise la costruzione l’anno stesso della sua elezione a pontefice, carica che ricoprì dal 1566 al 1572. Diventato papa a brevissima distanza dal Concilio di Trento (1563), il nuovo papa intendeva realizzare nella propria città natale una delle primissime declinazioni in architettura dei dettami della Controriforma, definiti appunto dal Concilio.  La scelta fu di localizzare il complesso fuori dal centro abitato, in aperta campagna. Il complesso fu progettato dal perugino Ignazio Danti, affiancato poi da Giacomo della Porta. La chiesa, a croce latina con la cupola all’incrocio dei bracci, esemplata sui modelli romani classicheggianti, coinvolse anche il celebre artista toscano Giorgio Vasari. Nel 1801 il convento passò sotto il controllo della monarchia e nel 1860 venne definitivamente soppresso e trasformato in Regio Riformatorio, poi Casa di Rieducazione per i minori, fino alla chiusura agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso. La costituzione di un museo all’interno del complesso era stata prevista fin dal 2000, in occasione dei lavori di restauro intrapresi in quegli anni, ma non era mai stata portata a termine. I contributi del FAI hanno rimesso in moto il progetto, innescato un importante circuito virtuoso, che grazie alla collaborazione con Soprintendenza, Prefettura e Comune, hanno portato all’attrazione di altri fondi e, finalmente, all’apertura del Museo Vasariano nel 2022. Le Giornate FAI di Primavera offriranno l’occasione di visitare, oltre la chiesa e il museo, spazi solitamente chiusi e non accessibili, come la cripta e l’ex riformatorio.</p>
<h3><strong>Cherasco (CN)</strong></h3>
<p>Il borgo di Cherasco accoglierà il pubblico delle Giornate FAI di Primavera con una serie di aperture, dal Palazzo Comunale a quello del Monte di Pietà, fino a <strong><em>Palazzo Gotti di Salerano</em></strong>, che riaprirà le porte dopo oltre due anni. Il palazzo nobiliare, costruito nella seconda metà del Seicento, all’inizio del secolo successivo era uno dei più prestigiosi edifici della città, tanto che nel 1706, durante l&#8217;assedio di Torino da parte dei Francesi, il duca Vittorio Amedeo II vi trascorse una notte in occasione di una visita per ispezionare i lavori di ripristino delle mura di Cherasco. Nel suo salone, inoltre, nello stesso periodo tenne le proprie sedute il Senato piemontese. Passato al Comune nel 1906, già nel 1908 divenne sede del Museo Civico, oggi in corso di riallestimento e pertanto chiuso. Le Giornate FAI permetteranno di scoprire le cinque sfarzose sale decorate dagli affreschi barocchi di Sebastiano Taricco che il palazzo conserva. L’itinerario prevede inoltre tra le tappe il <strong><em>Palazzo Comunale</em></strong>, con il salone che ricorda importanti eventi della storia cittadina, come la firma della Pace di Cherasco, che pose fine, nel 1631, alla guerra di successione di Mantova e del Monferrato; o il <strong><em>Palazzo del Monte di Pietà</em></strong>, con una piccola ma significativa selezione di documenti che testimoniano la vita amministrativa, civile e urbana di Cherasco dalla sua nascita (1243) fino alla fine del XX secolo. Normalmente chiusa, anche la <strong><em>Chiesa di Sant’Agostino</em></strong> apre in via del tutto eccezionale per le Giornate FAI. E ancora, sarà proposto l’<strong>itinerario</strong> <strong><em>Tra storia e devozione</em></strong>, che condurrà fino al settecentesco Santuario della Madonna delle Grazie, con la sua collezione di oltre un centinaio di affascinanti ex voto, eccezionalmente accessibile.</p>
<h3><strong>Asti<br />
Palazzo della Questura</strong></h3>
<p>L’attuale Palazzo della Questura fu edificato nel 1939 per ospitare la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN). Dopo la caduta di Mussolini l&#8217;edificio venne occupato dall&#8217;esercito tedesco, che ne rimase in possesso fino al termine della guerra. Alla fine degli anni Cinquanta divenne sede della Questura. L&#8217;edificio, esempio di architettura razionalista, mostra un&#8217;evidente rielaborazione di elementi caratterizzanti le precedenti architetture pubbliche erette in città, ma si avvicina anche al gusto della contemporanea corrente del Novecento e del Movimento Moderno. Durante le Giornate FAI, oltre alla visita ai locali e agli uffici del fabbricato principale, sarà possibile accedere al <strong>gabinetto della Polizia Scientifica</strong>, per osservare come tecnici altamente specializzati conducono le indagini: una attività che ha con Asti un legame particolare, poiché il primo studioso delle tecniche di investigazioni scientifiche, Salvatore Ottolenghi, nacque proprio ad Asti nel 1861, come ricorda la rotonda posta di fronte alla Questura, a lui recentemente intitolata.</p>
<h3><strong>Novara<br />
Palazzo Langhi-Leonardi</strong></h3>
<p>Nel cuore della città di Novara, Palazzo Langhi-Leonardi contribuisce a definire un contesto urbano di rappresentanza, nato dall&#8217;evoluzione della città tra età barocca e neoclassica, dove architettura residenziale e vita civile si intrecciano in modo armonico. Originariamente di proprietà della famiglia Langhi, fu costruito nel 1712 come residenza nobiliare, per essere profondamente rinnovato alla fine del XVIII secolo su iniziativa del cavaliere Giuseppe Langhi. In questa fase furono realizzate le raffinate decorazioni interne, affidate a Giuseppe Levati e a Gaetano Prinetti. Passato successivamente alla famiglia Leonardi, ha mantenuto nel tempo il carattere di prestigiosa dimora urbana. L&#8217;insieme decorativo si distingue per equilibrio, eleganza e coerenza, configurandosi come un raro esempio di gusto neoclassico “internazionale”. L’apertura di Palazzo Leonardi in occasione delle Giornate FAI costituisce un’opportunità per accedere a un palazzo di proprietà privata, normalmente non visitabile, e di scoprire uno dei cicli decorativi più raffinati del panorama novarese tra Sette e Ottocento. Si visiteranno gli ambienti del piano nobile, in gran parte integri, e si ammireranno da vicino le decorazioni pittoriche e plastiche di Levati e Prinetti.</p>
<h3><strong>Vogogna (VCO)<br />
</strong>Villa Biraghi</h3>
<p>Villa Biraghi sorge nel cuore del borgo medievale di Vogogna, nella vasta area selvaggia del Parco Nazionale della Val Grande, di cui è oggi la sede. Incorniciata da vicoli in pietra e testimonianze storiche che raccontano il ruolo strategico e culturale di Vogogna, Villa Biraghi risplende attraverso le vetrate a piombo colorate che illuminano le sue 39 stanze. Il nucleo originale dell&#8217;edificio risale almeno al 1510, come risultato dell’accorpamento di costruzioni preesistenti, quindi acquistato e ampliato intorno al 1650 dalla famiglia Lossetti per assumere il ruolo di residenza signorile. L&#8217;aspetto e la conformazione attuale dell&#8217;edificio derivano da un significativo ampliamento realizzato nel 1810, che le ha conferito una struttura curiosa e quasi labirintica. Le numerose stanze sono arricchite da eleganti balconi in ferro battuto, da un ampio cortile interno con colonne e volte a vela, da diversi camini con decorazioni marmoree e dal signorile portale d&#8217;ingresso. Nel 1907 l&#8217;architetto Paolo Vietti-Violi, celebre per l&#8217;Ippodromo di San Siro a Milano, sposò Maria Biraghi Lossetti, ereditiera dei signori di Vogogna e abitante dell&#8217;antica dimora, e trasferì qui residenza e studio. L’apertura nelle Giornate FAI permetterà la scoperta dell’ampio cortile interno della villa e alcune stanze normalmente non accessibili dal pubblico.</p>
<h3><strong>Cossato (BI)<br />
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo</strong></h3>
<p>Un gioiello che si potrà scoprire grazie all’iniziativa è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in prossimità del Castello di Castellengo, frazione collinare di Cossato. La visita consente di leggere le complesse trasformazioni architettoniche dell’edificio, di straordinaria ricchezza storica e artistica, spesso conosciuta solo dalla comunità locale, e di approfondire uno dei cicli pittorici più significativi del Rinascimento nel Biellese. Documentata dal 1155, la chiesa presenta una struttura complessa e stratificata. Originariamente romanica a navata unica, venne ampliata in due fasi fino a raggiungere l&#8217;attuale impianto a tre navate: quella destra gotica, quella sinistra cinquecentesca, creando un raro esempio di asimmetria stilistica. All&#8217;esterno si conserva un fregio gotico ad archetti pensili in cotto. Nel XVIII secolo furono realizzati il portico a quattro campate, il battistero e il coro, quest&#8217;ultimo sproporzionato a causa di un progetto barocco rimasto incompiuto. Di straordinario rilievo è il ciclo di affreschi della navata destra (1515), una vera <em>Biblia Pauperum</em> attribuita a Daniele De Bosis e alla sua bottega.</p>
<h3><strong>Vercelli<br />
Basilica di Sant&#8217;Andrea</strong></h3>
<p>Durante le Giornate FAI si scoprirà la storia della Basilica di Sant&#8217;Andrea, simbolo di Vercelli, il primo monumento gotico del Piemonte e uno dei più precoci d&#8217;Italia nell’ambito di questo stile. La basilica fu edificata tra il 1219 ed il 1227 per iniziativa del cardinale Guala Bicchieri. Il cardinale era da poco tornato dall&#8217;Inghilterra dove, nel suo ruolo di legato pontificio, si era guadagnato la stima e la gratitudine del re Enrico III. Con le molte risorse finanziarie disponibili il cardinale convocò da Parigi a Vercelli alcuni canonici regolari della congregazione di San Vittore e affidò loro la titolarità dell&#8217;abbazia di Sant&#8217;Andrea nonché dell&#8217;ospedale per i pellegrini, di cui si iniziò la costruzione nel 1224. Furono verosimilmente tali canonici, ed in particolare l&#8217;abate Tommaso Gallo &#8211; già docente all&#8217;Università di Parigi &#8211; a importare in terra vercellese le novità dell&#8217;architettura gotica nata nell&#8217;Île-de-France. All&#8217;inizio del XV secolo venne costruito, in posizione isolata sul lato destro della chiesa, un nuovo campanile che ha il medesimo stile dei due campanili posti a fianco della facciata. Nel corso del XVI secolo venne rifatto il chiostro del monastero. Il complesso ha subito danneggiamenti legati, oltre che all&#8217;usura del tempo, ad alcuni eventi bellici, quali l&#8217;assedio spagnolo di Vercelli nel 1617. Il ritrovamento di alcuni preziosi documenti ha permesso di ricostruire gli interventi conservativi realizzati tra il XV secolo e la fine del XX secolo. A fronte della necessità di ulteriori interventi, dal 2014 il Comune di Vercelli ha avviato lotti di restauro che hanno interessato via via quasi tutta la struttura. Il pubblico, volgendo lo sguardo in alto, potrà ammirare l&#8217;organo ancora oggi funzionante. Chi vorrà al termine delle visite, sabato e domenica alle ore 17, potrà assistere a un momento musicale realizzato con lo strumento stesso.</p>
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		<title>“Voci di Quartiere”: Torino si racconta nelle mappe illustrate esposte sotto i portici di piazza Palazzo di Città</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2026/01/voci-di-quartiere-mappe-torino-mostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Scerba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 15:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Torino]]></category>
		<category><![CDATA[urban lab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le 10 mappe illustrate da dieci artisti torinesi derivanti della campagna di ascolto “Voci di Quartiere 2025” sono diventate una mostra temporanea all'aria aperta</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2026/01/voci-di-quartiere-mappe-torino-mostra/">“Voci di Quartiere”: Torino si racconta nelle mappe illustrate esposte sotto i portici di piazza Palazzo di Città</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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<p data-start="796" data-end="1126">La mostra raccoglie <strong data-start="816" data-end="842">dieci mappe illustrate</strong>, realizzate da artisti torinesi, nate come restituzione visiva della campagna di ascolto <strong data-start="944" data-end="972">“Voci di Quartiere 2025”</strong>, promossa dalla Città di Torino e organizzata da <strong data-start="1022" data-end="1035">Urban Lab</strong>, nell’ambito del percorso partecipativo per la costruzione del nuovo <strong data-start="1105" data-end="1125">Piano Regolatore</strong>.</p>
<h3 data-start="1128" data-end="1178">Dieci mappe, dieci quartieri, migliaia di voci</h3>
<p data-start="1180" data-end="1562">Le mappe sono il risultato di un lavoro di ascolto che ha contato incontri pubblici, focus group tematici e momenti di confronto e coinvolto <strong data-start="1335" data-end="1360">oltre 5.000 cittadini</strong> in un anno e mezzo. Dai racconti emersi nei quartieri, illustratrici e illustratori hanno elaborato una narrazione sintetica e visiva dei bisogni, dei desideri e delle criticità della città che cambia.</p>
<p data-start="1564" data-end="1887">Ogni mappa offre uno sguardo su una specifica porzione di Torino, accompagnata da un breve inquadramento del territorio e dagli elementi condivisi emersi durante il percorso partecipativo.</p>
<h3 data-start="1889" data-end="1927">Arte e urbanistica sotto i portici</h3>
<p data-start="1929" data-end="2521">L’esposizione è allestita lungo i portici di piazza Palazzo di Città, davanti alla sede di <strong data-start="2020" data-end="2033">Urban Lab</strong>, il centro di documentazione e divulgazione sui processi di trasformazione urbana.</p>
<p data-start="2578" data-end="3041">Il progetto ha dunque permesso di entrare in contatto con persone e realtà nuove, dando forma a un percorso corale e partecipato che donasse uno sguardo veritiero. Un lavoro che, pur nella sua dimensione artistica, ha già una ricaduta concreta: infatti i materiali raccolti sono parte integrante della documentazione utilizzata per la redazione del nuovo Piano Regolatore.</p>
<p data-start="3435" data-end="3623">L&#8217;iniziativa dimostra come l’ascolto possa tradursi in strumenti concreti e comprensibili, capaci di coinvolgere cittadini e istituzioni in un dialogo continuo sul futuro di Torino.</p>
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		<title>Una guida turistica gratuita di Torino in formato pdf in italiano e inglese</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/11/una-guida-turistica-gratuita-di-torino-in-formato-pdf-in-italiano-e-inglese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 03:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[lonely planet]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 7 al 16 novembre 2025, durante le Nitto ATP Finals di tennis, la Città di Torino, la Camera di commercio di Torino e Turismo Torino e Provincia regalano ai viaggiatori la nuova guida Lonely Planet Torino Pocket, in formato PDF e scaricabile gratuitamente. Una guida completa con le esperienze da non perdere, la vita in città, itinerari a piedi e il meglio di ogni quartiere. Una [&#8230;]</p>
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<p>Dal 7 al 16 novembre 2025, durante le Nitto ATP Finals di tennis, la Città di Torino, la Camera di commercio di Torino e Turismo Torino e Provincia regalano ai viaggiatori la nuova guida Lonely Planet Torino Pocket, in formato PDF e <a href="https://turismotorino.org/it/torino-regala-torino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricabile gratuitamente</a>.</p>
<p>Una guida completa con le esperienze da non perdere, la vita in città, itinerari a piedi e il meglio di ogni quartiere.</p>
<p>Una città tutta da vivere e da scoprire con la nuova guida che grazie alla sua struttura per quartieri, consente di avere un rapido colpo d’occhio sulla città ma senza rinunciare alle possibilità di visita offerte nelle vicinanze come la Reggia di Venaria Reale, il Parco La Mandria e il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.</p>
<p>Per ogni quartiere un itinerario tematico da percorrere a piedi, con cosa vedere, dove mangiare, i locali da non perdere, i divertimenti e lo shopping, il tutto accompagnato da curiosità e approfondimenti.</p>
<p>Per i turisti di lingua inglese sarà possibile scaricare la guida <a href="https://cms2.turismotorino.org/assets/0c5d427a-cc57-496d-a372-3b56726bf601?_gl=1*106dhmc*_gcl_au*MTIyMjA5OTg4MS4xNzYzMDg5OTQx" target="_blank" rel="noopener">Torino Pocket</a> realizzata da Turismo Torino e Provincia.</p>
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		<title>Camminata tra arte e natura: sabato 15 novembre a Murisengo Monferrato e Villadeati</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/11/camminata-tra-arte-e-natura-sabato-15-novembre-a-murisengo-monferrato-e-villadeati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Dattilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 08:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla vigilia della Fiera internazionale del Tartufo Trifola D’Or, che si inaugurerà domenica 16 novembre, sabato 15 novembre Cammini DiVini, in collaborazione con l’ATS TargatoMurisengo&#38;Dintorni, propone una nuova escursione, promossa nell’ambito del “Trekking d’Autunno nella Terra del Tartufo”. L&#8217;escursione Si tratta di un percorso ad anello di km 10 circa, dislivello di +300 m per [&#8230;]</p>
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<h3>L&#8217;escursione</h3>
<p>Si tratta di un <strong>percorso ad anello di km 10 circa</strong>, dislivello di +300 m per 3,5 ore di percorrenza, con <strong>difficoltà bassa.</strong> La guida Augusto Cavallo consiglia: <strong>calzature sportive, abbigliamento adatto alla stagione, giubbino antipioggia e una scorta d’acqua</strong>.</p>
<p><strong>L’appuntamento è a partire dalle ore 9,00 per le iscrizioni, mentre la partenza è prevista per le 9,30</strong>. L’escursione naturalistica libera e/o nordica prenderà il via: attraversato l’abitato e oltrepassate piazza Massimo Boario (celebre compositore bandistico nato in paese) e piazza Lavazza (patron del caffè che a Murisengo ebbe il suo natale), lo sguardo lascerà la visione del castello millenario per scendere lungo via Rino Rolfo e, superata l’antica fabbrica di Nobilitazioni e Trasformazioni Tessili, il cammino proseguirà in direzione Cascina Zucca, lungo un percorso campestre tra vigne, boschi e prati.</p>
<p>Poi, un breve tratto asfaltato a bassa percorrenza e si arriverà a Villadeati, piccolo borgo monferrino dominato dall’elegante Villa Feltrinelli (Giangiacomo e Inge Editori). Superata piazza IX Ottobre 1944 (Eccidio nazifascista), si raggiungerà l’antico Palazzo Labar, il settecentesco edificio nobiliare, un tempo dimora della Contessa Rossi di Miroglio, oggi, abitazione e laboratorio dell’artista Pietro Labarbiera. Prenderà così il via la visita guidata della collezione dell’artista di origini siciliane, comprensiva della sala dei torchi, per l’illustrazione delle tecniche di stampa (calcografia, xilografia e litografia da pietra).</p>
<p>A seguire, si riprenderà il cammino in direzione Case Battia per fare tappa alla Big Bench n. 361 “Colle Belvedere” dell’Azienda Vitivinicola Cerrano, quindi, si proseguirà alla volta della Tartufaia Didattica Tabui del Comune di Murisengo Monferrato, dominata dall’antica torre romanica dedicata a San Pietro. A poche decine di metri, si ritornerà al punto di partenza.</p>
<p><strong>Rientro previsto per le ore 13,00 circa.</strong></p>
<h3>Alcune informazioni pratiche</h3>
<p>Al termine dell’escursione possibilità di acquisto tartufi e/o prodotti di filiera corta al Temporary Store TargatoMurisengo in via Asti 2.</p>
<p>Successivamente pranzo presso la Pizzeria Lo Stivale di San Candido a base di prodotti di Filiera Corta al <strong>costo di €. 25,00</strong> (facoltativo, ma da indicare in fase di prenotazione) con il seguente Menù: 6 antipasti (lardo con miele e nocciole, mortadella, salame cotto, carne cruda, panna cotta salata allo zafferano, friciulin, flan di zucca con fonduta di toma di capra), primo (gnocchi di castagne allo speck), dolce (torta di nocciole con zabaione al moscato), Acqua vino rosso e caffè compresi. <a href="https://maps.app.goo.gl/GcimMEgUxLutjJHV7" target="_blank" rel="noopener">https://maps.app.goo.gl/GcimMEgUxLutjJHV7</a></p>
<p>I<strong>l costo di partecipazione alla camminata è di €. 9,00 + €. 25,00 per il pranzo (facoltativo)</strong></p>
<p>Prenotazione necessaria al numero 339 4188277 o scrivendo ad <a href="mailto:augusto.cavallo66@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">augusto.cavallo66@gmail.com</a></p>
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		<title>&#8220;Visite con il Direttore&#8221;: il Museo del Cinema di Torino apre le porte dopo l’orario di chiusura</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/06/visite-direttore-museo-cinema-torino-james-cameron/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Vercellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 06:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 3 luglio 2025 parte "Visite con il Direttore", esperienza esclusiva al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Primo appuntamento con “The Art of James Cameron”.</p>
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<p data-start="586" data-end="1030">Il primo appuntamento è dedicato alla mostra temporanea <strong data-start="642" data-end="672">“The Art of James Cameron”</strong>, un’esplorazione immersiva nell’universo creativo del celebre regista di <em data-start="746" data-end="755">Titanic</em>, <em data-start="757" data-end="765">Avatar</em>, <em data-start="767" data-end="775">Aliens</em> e <em data-start="778" data-end="790">Terminator</em>. I partecipanti – massimo 15 per ogni visita – avranno accesso privilegiato agli spazi espositivi, vivendo il museo “a porte chiuse” e con la possibilità di dialogare direttamente con il direttore, tra <strong data-start="993" data-end="1029">curiosità, aneddoti e retroscena</strong>.</p>
<blockquote data-start="1032" data-end="1300">
<p data-start="1034" data-end="1300">“Farsi raccontare il museo o una mostra temporanea da un grande esperto come il nostro direttore è un’esperienza che tutti dovrebbero provare”, commenta <strong data-start="1187" data-end="1201">Enzo Ghigo</strong>, presidente del Museo. “È un’idea che avevamo in cantiere da tempo e ora finalmente prende forma”.</p>
</blockquote>
<p data-start="1302" data-end="1388">Chatrian, raccontando la mostra, sottolinea il valore umano e artistico del regista:</p>
<blockquote data-start="1389" data-end="1666">
<p data-start="1391" data-end="1666">“James Cameron è un visionario. La sua immaginazione nasce da un&#8217;infanzia fatta di disegni, sommergibili costruiti in garage e fumetti di fantascienza. The Art of James Cameron è un viaggio nella mente di un artista che ha saputo trasformare i sogni in immagini leggendarie”.</p>
</blockquote>
<p data-start="1668" data-end="1940">Il progetto <strong data-start="1680" data-end="1709">“Visite con il Direttore”</strong> riprenderà in autunno con nuovi appuntamenti, sia dedicati alle <strong data-start="1774" data-end="1800">esposizioni temporanee</strong> sia alla <strong data-start="1810" data-end="1835">collezione permanente</strong>, offrendo ulteriori approfondimenti sul patrimonio del museo e sulla storia della <strong data-start="1918" data-end="1939">Mole Antonelliana</strong>.</p>
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		<title>Il Cammino del Lago Maggiore:  11 tappe per 240 chilometri fra Lombardia, Svizzera e Piemonte</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/05/il-cammino-del-lago-maggiore-11-tappe-per-240-chilometri-fra-lombardia-svizzera-e-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piemonte Expo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 07:31:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo due anni di lavori è stato completato il Cammino del Lago Maggiore, un percorso ad anello di 240 km che tocca Lombardia, Svizzera e Piemonte facendo un giro completo intorno al Lago Maggiore. Il Cammino del Lago Maggiore è un cammino partecipato, frutto di 2 anni di mappature con gli abitanti dei territori. Il [&#8230;]</p>
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<p>Il Cammino del Lago Maggiore è un cammino partecipato, frutto di 2 anni di mappature con gli abitanti dei territori. Il Cammino del Lago Maggiore è suddiviso in 11 tappe, lungo 240 km e con un dislivello di 8900 metri.</p>
<p><iframe title="CAMMINO del LAGO MAGGIORE - tracciaminima" width="740" height="416" src="https://www.youtube.com/embed/41WRVttjQlE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="https://www.camminolagomaggiore.it/11-tappe-cammino-lago-maggiore/" target="_blank">Le 11 tappe del Cammino del Lago Maggiore</a> in senso antiorario</p>
<p>1) Ispra &#8211; Sesto Calende 24km &#8211; 370m D+ &#8211; Facile<br />
Dalla passeggiata degli innamorati al confine meridionale del tracciato</p>
<p>2) Sesto Calende Meina 24km 380m D+ -Facile<br />
Dalla sponda lombarda del Verbano a quella piemontese attraversando il Ticino</p>
<p>3) Meina &#8211; Stresa 15km &#8211; 330m D+ &#8211; Facile<br />
Da Meina il tracciato procede in piano attraverso l’abitato, parallelo alla ferrovia</p>
<p>4) Stresa &#8211; Intra 24km &#8211; 480m D+ &#8211; Media<br />
Giornata tappa che percorre il golfo Borromeo che ospita le omonime isole </p>
<p>5) Intra &#8211; Cannobio 24km &#8211; 800m D+ &#8211; Difficile<br />
Tappa impegnativa per lunghezza e dislivello, fra i tesori del lago</p>
<p>6) Cannobio &#8211; Ascona 20km &#8211; 860m D+ &#8211; Media<br />
Oltrepassiamo il confine italo-svizzero lungo una tappa che corre sempre alle falde del monte Limidario. La giornata è impegnativa per i dis</p>
<p>7) Ascona &#8211; Vira 25km &#8211; 160m D+ &#8211; Facile<br />
Tappa lunga ma quasi del tutto pianeggiante che scorre lungo la riviera elvetica</p>
<p>8) Vira &#8211; Maccagno 24km &#8211; 1200m D+ &#8211; Difficile<br />
Rientro in Italia, sulla sponda lombarda, con dislivello impegnativo</p>
<p>9) Maccagno &#8211; Luino 15km &#8211; 770m D+ &#8211; Media<br />
Tappa nel verde, non troppo impegnativa, con molti scorci panoramici dall’alto sul lago Maggiore</p>
<p>10) Luino &#8211; Laveno 24km &#8211; 1450m D+ &#8211; Difficile<br />
Giornata di trekking per la tappa più montana dell’intero percorso con grandi panorami sul lago </p>
<p>11) Laveno &#8211; Ispra 23km &#8211; 460m D+ &#8211; Facile<br />
Si parte da uno dei maggiori centri della sponda lombarda e si tocca lo splendido Eremo di Santa Caterina.ù</p>
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		<title>“Ossola in Cantina”: il 26 aprile degustazioni tra vigneti di montagna.</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/03/ossola-in-cantina-il-26-aprile-degustazioni-tra-vigneti-di-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Vercellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 08:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Domodossola]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Ossola]]></category>
		<category><![CDATA[Verbano-Cusio-Ossola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemonteexpo.it/?p=45925</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ossola in Cantina arriva alla terza edizione, per scoprire i vigneti e i vini di montagna della Val d'Ossola</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemonteexpo.it/2025/03/ossola-in-cantina-il-26-aprile-degustazioni-tra-vigneti-di-montagna/">“Ossola in Cantina”: il 26 aprile degustazioni tra vigneti di montagna.</a> proviene da <a href="https://www.piemonteexpo.it">Piemonte Expo</a>.</p>
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<p data-start="618" data-end="1031">L’evento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della viticoltura ossolana, un territorio caratterizzato da vigneti eroici, coltivati su pendii ripidi e in condizioni climatiche particolari. Un tempo questa zona era ricoperta da centinaia di ettari di vigna, una tradizione che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fase di sviluppo, anche grazie al riconoscimento della DOC <em data-start="1012" data-end="1028">Valli Ossolane</em>.</p>
<p data-start="1033" data-end="1506">Durante la giornata, i visitatori potranno assaggiare diverse varietà di vini locali, tra cui il <em data-start="1130" data-end="1139">Prünent</em>, un antico Nebbiolo citato già nel Trecento, il Merlot, lo Chardonnay e anche un vino passito. Ogni cantina offrirà inoltre abbinamenti gastronomici con prodotti tipici della valle. La degustazione sarà accompagnata dai sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier Verbania, che guideranno i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche dei vini in assaggio.</p>
<p data-start="1508" data-end="1808">Il percorso tra le cantine sarà libero, con spostamenti autonomi, e chi lo desidera potrà partecipare a escursioni a piedi o in e-bike, organizzate da guide locali. Il numero di partecipanti sarà limitato a 500 persone, con l’acquisto del voucher di ingresso disponibile in prevendita dal 15 marzo.</p>
<p data-start="1810" data-end="1980" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’evento, patrocinato dalla Regione Piemonte e dai comuni della valle, si propone come un’occasione per conoscere il patrimonio vitivinicolo ossolano e la sua evoluzione.</p>
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		<title>Limone Piemonte, domenica 2 Marzo la ciaspolata ai forti del colle di Tenda</title>
		<link>https://www.piemonteexpo.it/2025/02/limone-piemonte-domenica-2-marzo-la-ciaspolata-ai-forti-del-colle-di-tenda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Vercellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 07:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I forti del Colle di Tenda sono imponenti strutture ottocentesce </p>
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<p>Il ritrovo è fissato per le 9:30 a Limonetto, presso il piazzale degli impianti sciistici. L’itinerario, di livello escursionistico, prevede circa due ore di salita con un dislivello di 450 metri, adatto a adulti e ragazzi con una buona preparazione fisica.</p>
<p>Il rientro è previsto per il primo pomeriggio, intorno alle 15. La quota di partecipazione è di 15 euro a persona, con sconti per le famiglie. È necessario essere equipaggiati con racchette da neve, bastoncini, scarponcini impermeabili, abbigliamento caldo e antivento, cappello, guanti, scaldacollo, cibo e borraccia con acqua o bevande calde.</p>
<p>È consentita la partecipazione dei cani, purché al guinzaglio. Per chi ne avesse bisogno, è disponibile il noleggio dell’attrezzatura. In caso di condizioni meteo avverse o mancanza di neve, l’evento potrebbe subire variazioni o essere rinviato. Per informazioni e prenotazioni: Monica – 349 4719727, <a rel="noopener" data-start="1238" data-end="1261">moni.dalmasso@libero.it</a>.</p>
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