Mostra di Arte Contemporanea “Con Pura Forma” di Daniele Bongiovanni a Torino

Dal 30 gennaio al 9 marzo 2019, presso Raffaella De Chirico Arte Contemporanea a Torino, si può ammirare “Con Pura Forma” personale dell’artista Daniele Bongiovanni. Nato a Palermo nel 1986, compie i suoi studi in ambito artistico, conseguendo la laurea magistrale in arti visive con 110 e lode, presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Durante la sua brillante carriera esegue numerosi cicli tematici che vengono esposti in musei e gallerie nelle principali città italiane ed estere. Partecipa alle più prestigiose manifestazioni di arte contemporanea tra cui due edizioni della Biennale di Venezia. Tra gli spazi e le istituzioni che hanno ospitato le sue opere annoveriamo:
Università Ca’ Foscari di Venezia ( 53ma edizione), Fondazione Whitaker di PalermoPalazzo Bollani di Venezia, Caroline Spring GalleryMacro di Roma, Cd Arts Gallery,
Centro Svizzero di Milano,  Biennale d’Arte di VeneziaAmbasciata d’Italia a LondraRiso Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Palazzo Sant’Elia di Palermo,
Palazzo Broletto di Pavia.

L’idea della Mostra “Con Pura Forma” è quella di realizzare un’attenta cernita di opere legate al ciclo Aesthetica o meglio noto come il ciclo dei cieli bianchi. Si tratta di un cammino che ha consentito all’artista di effettuare uno studio sulla forma “classica” del paesaggio, una ricerca che ha come necessità il desiderio di rappresentare in forma onirica lo spazio naturale. Tra le numerose opere inedite e quelle meno recenti, eseguite tra il 2015 e il 2017, in questa mostra i visitatori potranno ammirare anche uno dei lavori dell’artista esposto alla 57ma Biennale d’Arte di Venezia “Natura con Deus”, una creazione composta da 30 tavole di legno dove si percepisce una natura vissuta e ponderata dall’uomo, ma priva da corpi artificiali ed esterni.

I bianchi, il diradamento, le atmosfere luminose custodiscono le meditazioni che, con costanza, Daniele Bongiovanni, porta al senso della ricerca pittorica, attingendo alla tradizione storico-artistica. La storica dell’arte Marzia Ratti, presente con un testo a catalogo, definisce le opere esposte in questa Mostra come ” un’evoluzione naturale della sua ipotesi pittorica che parte dalla figurazione, intesa e filtrata da sue esigenze di progressiva destrutturazione che in parte coincidono anche con i suoi interessi di studio, per approdare ad un operare minimo che raggiunge la dimensione del silenzio e del mistero per vie di sola luce colorata”.