La Geografia del Piemonte

Il gruppo del Monviso – Di Luca Bergamasco – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6667213

Per estensione territoriale il Piemonte è la seconda regione d’Italia, preceduta solo dalla Sicilia. Le Alpi abbracciano a ovest e a nord la regione, l’Appennino a sud, mentre a est sorge la pianura padana.

Il territorio è montuoso per il 43,3%, le zone collinari rappresentano il 30,3% del territorio, mentre quelle di pianura (alta e bassa) il 26,4%. La regione confina a nord con la Valle d’Aosta e la Svizzera, a est con la Lombardia e con l’Emilia-Romagna, a sud con la Liguria e a ovest con la Francia.

La grande varietà di paesaggi e di unità geografico-ambientale si traduce in una complessa e maestosa scenografia naturale: dagli scenari prettamente alpini, dove si superano i 4000 m di altezza, alle umide risaie del Vercellese e del Novarese poste a circa 100 m sopra il livello del mare; dai pendii collinari del Monferrato e delle Langhe, alla pianura costellata di aziende industriali e agricole.

Orografia

Le principali catene montuose piemontesi costituiscono per la regione un confine naturale su tre lati, le Alpi Occidentali a ovest e nord e gli Appennini liguri a sud.

L’aspetto della montagna piemontese è aspro e imponente: le vette sopra i tremila metri scendono rapidamente verso la pianura, fenomeno particolarmente evidente in Val Susa, zona della regione che è priva delle Prealpi. Le montagne che abbracciano il territorio del Piemonte sono piuttosto ripide ed elevate  a ovest e a nord, la Punta Nordend (4.609 m) rappresenta la massima elevazione regionale. Al di sotto delle rocce, proliferano pascoli e ampi boschi di conifere. Le valli costituiscono un centro nevralgico del Piemonte, grazie agli impianti idroelettrici, alle dighe, ai centri turistici locali e alle vie stradali e ferroviarie internazionali che passano da lì.

Le principali zone collinari sono le Langhe, il Canavese, il Roero, il Monferrato e i colli Tortonesi. Antichi sedimenti marini formano le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato, dove l’acqua scava un labirinto di solchi e di valli per via della scarsa resistenza delle colline all’acqua. Sopra i versanti delle colline si coltivano cereali, vite e foraggi ma sono anche i luoghi dove si estendono noccioleti e frutteti, mentre l’allevamento si concentra nelle pianure.

La Pianura Padana forma un grande semicerchio intorno all’area collinare, generata dall’azione dei corsi d’acqua alpini. Malgrado i numerosi lavori di bonifica, la pianura ha ancora un aspetto ciottoloso e permeabile nella parte più alta, impermeabile e fertilissimo in quella bassa. Inoltre, la zona pianeggiante compresa tra le province di Vercelli e Novara è ampiamente coltivata a risaie grazie alla grande quantità d’acqua apportata dall’opera di canali artificiali come il Canale Cavour, il più importante.

Idrografia

Il fiume principale del Piemonte sgorga dal Monviso ed è il Po, che è anche il fiume italiano più grande. A esso è connessa l’idrografia piemontese visto che i maggiori corsi d’acqua sono suoi affluenti, ciascuno dei quali ha un bacino piuttosto ricco di fiumi secondari e torrenti. Numerosi sono i laghi alpini nella zona montuosa, ai piedi della quale si distendono il Lago d’Orta e il Lago Maggiore, il quale, insieme alla linea dei fiumi Ticino – Sesia, separa il Piemonte dalla Lombardia. Il confine tra alta e bassa Pianura Padana è caratterizzato dalle risorgive che servono sia ad alimentare una fitta rete di canali d’irrigazione sia ad arricchire d’acqua i fiumi. Lo sviluppo dell’irrigazione ha rappresentato un punto cruciale per l’economia del Piemonte. Tra le principali opere idrauliche si ricordano il già citato canale Cavour, il canale Depretis e i diramatori Quintino Sella e Alto Novarese.

Clima

Il clima piemontese è di tipo prevalentemente continentale, anche se è molto vario. La cintura alpina incide molto sul clima della regione, facendo da blocco sia all’aria calda e umida proveniente dal Mediterraneo sia a quella fredda nordica. Nelle zone meno elevate l’escursione termica annua è notevole, con minime invernali inferiori a 0 °C e massime estive intorno ai 30 °C; un clima decisamente alpino, invece, caratterizza la zona montuosa. La pianura ha inverni caratterizzati da nebbie frequenti e abbondanti nevicate. Il regime delle precipitazioni varia da zona a zona: le punte di massima piovosità si verificano nella regione compresa tra il Biellese e il Lago Maggiore (1600 mm); l’intensità stagionale è massima in primavera e in autunno.