Le Alpi del Mediterraneo candidate a patrimonio mondiale Unesco

L’Italia, la Francia e il Principato di Monaco candidano per il 2019 le Alpi del Mediterraneo come Patrimonio Mondiale dell’Unesco. La candidatura è stata ufficializzata in occasione dell’incontro del consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

Il sito delle Alpi del Mediterraneo, con una superficie totale di 268.500 ettari, 79 Comuni 28 dei quali in territorio italiano e comprende le alte valli cuneesi tra Stura e Tanaro, l’entroterra del Ponente ligure, del Mercantour e della Costa Azzurra, e il tratto di mare tra Nizza e Ventimiglia. Il territorio interessato si trova all’interno di parchi delle Alpi Marittime, del Marguareis, delle Alpi Ligur e del Mercantour o di siti di importanza comunitaria.

Al centro della candidatura c’è la storia geologica del massiccio dell’Argentera e il complesso carsico del Marguareis. Secondo il comunicato della Commissione Unesco “si tratta di un sistema geologico di grande importanza per lo studio della geodinamica della Terra che, in uno spazio di appena 70 chilometri, collega il ghiacciaio più meridionale delle Alpi agli abissi più profondi del Mediterraneo occidentale. Le Alpi del Mediterraneo sono l’unico sito conosciuto in cui sono visibili le testimonianze di tre cicli geodinamici successivi, lungo un periodo di 400 milioni di anni. Il territorio del sito è particolarmente interessante dal punto di vista della biodiversità, grazie alle caratteristiche geomorfologiche e climatiche legate al passaggio rapido dall’ambiente alpino all’ambiente mediterraneo”.

Il dossier di candidatura è stato inoltrato alla sede dell’Unesco a Parigi. In caso di approvazione il sito Alpi del Mediterraneo nel 2019 andrà ad aggiungersi ai 53 siti italiani che già fanno parte del Patrimonio dell’Umanità. Al momento, insieme a 48 siti culturali tra cui Venezia, Roma, Firenze, Pompei, la Valle dei Templi, e cinque siti naturali: le Isole Eolie, Monte San Giorgio, le Dolomiti, il Monte Etna e le Antiche faggete primordiali dell’Appennino.